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Sport

Festival dello Sport, il sontuoso programma giorno per giorno. Tra gli spettacoli spicca Federico Buffa

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Federico Buffa

Festival dello Sport a Trento, un programma sontuoso svelato ieri, ma proviamo ad andare con ordine.

Giorno per giorno, dall’11 al 14 ottobre prossimo, i trentini e i turisti non avranno letteralmente fiato per seguire i circa 100 eventi programmati.

La Gazzetta dello Sport e Rcs, attraverso il vicedirettore Gianni Valenti, hanno precisato che l’intenzione è esattamente quella di non dare tregua allo spettatore.

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Il programma è disponibile, anche se continuamente in aggiornamento, sul sito dedicato all’evento.

Noi proviamo a indicare, giorno per giorno, quali potrebbero essere gli eventi principali da non perdere. Un eufemismo perché in realtà sono tutti importanti.

GIOVEDI 11 OTTOBRE

Si parte naturalmente con la presentazione che dovrebbe essere alle 18 di giovedì 11 ottobre al Teatro Sociale di via Oss Mazzurana. Relatore Giacomo Agostini, 15 volte campione del mondo di motociclismo.

Questo orario appare abbastanza certo, anche se purtroppo gli altri eventi non sono ancora stati ufficialmente fissati e quindi bisognerà attendere aggiornamenti.

Sempre l’11 ottobre ci sarà l’ex calciatore del Milan, Vikash Dhorasoo, e anche un bellissimo film di montagna appena uscito e girato in Trentino, “Ride”.

Javier Zanetti e Arrigo Sacchi

VENERDI 12 OTTOBRE

Il festival entra nel vivo. Giacomo Agostini comincerà percorrendo, sulla sua vecchia moto, la classicissima salita Trento – Bondone.

Ecco poi che irrompe l’Inter del Triplete con Moratti e Zanetti, coach Blengini e Giannelli della nazionale di Volley e Luna Rossa. Altro che triplete di eventi.

Ma siamo solo all’inizio. Arrivano anche i signori del calcio mondiale: Agnelli, Boban, Ceferin (Uefa), Infantino (Fifa).

E via ai motori. Che ne dite di un Jean Alesi, ex pilota Ferrari, con l’ex direttore Ross Brawn che oggi gestisce la Formula 1?

Si passa poi a Davide Cassani, ct del ciclismo, la sciatrice Federica Brignone e alla sera un bel film su John McEnroe.

Steve Nash

SABATO 13 OTTOBRE

Un’altra giornata da urlo.

Baldini, oro nella maratona delle olimpiadi di Atene, Paolo Maldini racconta la sua storia e poi arriva l’Hall of Famer del basket Steve Nash.

La pallavolo propone l’intervista di Maurizia Cacciatori a Francesca Piccinini, due monumenti.

Ancora c’è Toni Cairoli, pluricampione di motocross, il fenomenale scalatore Manolo e il dream team del fioretto femminile: Di Francisca, Trillini, Errigo, Vaccaroni, Vezzali.

Interessantissima la conferenza fra i grandi media sul futuro dello sport in televisione e sui nuovi device.

Non possono mancare i grandi esploratori: per la montagna Reinhold Messner e per il mare Giovanni Soldini.

Ma c’è ancora un piatto fortissimo. Al Muse arriverà in carne ed ossa il leggendario cavallo Varenne, il trottatore più vincente della storia.

E come non finire la giornata se non con un grande spettacolo? Il favoloso narratore – storyteller Federico Buffa racconta il suo “A night in Kinshasa”. Ultimo di una serie di spettacoli portati in tour nei teatri italiani.

Il presidente del Coni, Malagò

DOMENICA 14 OTTOBRE

Si parte con la famiglia Cagnotto, Tania e Giorgio. I mental coach con Josefa Idem e poi i fratelli Abbagnale.

La storia di Max Biaggi a Palazzo Geremia, non solo vittorie ma anche il rischio di morire.

La bellezza del calcio all’Auditorium Santa Chiara: Guardiola, Sacchi e Ancelotti spiegano il loro bel gioco e i loro successi.

Per il basket l’Olimpia Milano dei record di coach Dan Peterson, Dino Meneghin, Riccardo Pittis e Bob McAdoo.

La regina del nuoto, Federica Pellegrini, in scena all’Auditorium.

“Al Var dello Sport”, i grandi arbitri parlano del supporto tecnologico: Collina, Lamonica, Rizzoli e altri fischietti.

Le ragazze d’oro del tennis: Francesca Schiavone e Roberta Vinci, vincitrici di Slam.

La storia del mito di Pietro Mennea con ospite Filippo Tortu, stella dell’atletica.

Chiude l’uomo del gelo, Simone Moro con le sue affascinanti avventure.

 

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Sport Trentino

Franco Torresani e Carlotta Uber dominano la 24°edizione del Trofeo Panarotta

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Si è conclusa sabato sera la 24° edizione del Trofeo Panarotta, organizzata dalla società di atletica GS Valsugana. L’edizione è l’ottava tappa del circuito montagne trentine, promosso dal comitato Fidal Trentino. Nella splendida cornice dell’Alta Valsugana sono stati circa 150 gli atleti che hanno partecipato alla manifestazione.

La categoria assoluta maschile è stata vinta da Franco Torresani. L’atleta noneso della società Atletico Paratico alla veneranda età di 57 anni è riuscito a imporsi su partecipanti anche di trent’anni più giovani.

Il dislivello di ben 1020 metri non è parso per lui un problema, ma grazie ad una freschezza muscolare è riuscito a compiere l’allungo finale e a portarsi a casa il primo posto con un tempo di 43’15.

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Al secondo posto Igor Targhettini (44’25) della società Valchiese, e sul gradino più basso del podio il fiemmese Gianluca Genuin (44’53) della Fornace Tesero. In quarta posizione si è affiacciato Stefano Gretter dell’Atletica Trento seguito da Andrea Cesaro della Trentino Running Team, Maximilian Franceschini dell’Us Quercia Trentingrana e Daniele Cappelletti dell’Atletica Valle di Cembra arrivato però primo nella categoria juniores.

Nella categoria assoluta femminile ha dominato la gara Carlotta Uber (32’58). La ragazza classe 2001 di Brentonico e iscritta alla società Lagarina Crus Team è parsa a proprio agio durante tutto il tragitto, nonostante la difficoltà nello scavalcare alcuni ostacoli.

Benchè fossero solo due anni che ha scelto questo sport è già riuscita a portarsi a casa un risultato formidabile. Fin da piccola è stata una specialista dello sci di fondo, ma con il passare del tempo si è trovata più a suo agio con la corsa campestre.

Al secondo posto è giunta con otto secondi di ritardo la compagna di team Silvia Battisti, seguita da Elena Sassudelli (33’04) dell’Atletica Trento. La padrona di casa Cinzia Zanei della GS Valsugana Trentino si è classificata al quarto posto, davanti a Sara Baroni dell’Us Quercia Trentingrana e alla figlia d’arte Ester Molinari dell’Atletica Trento.

Nella categoria over 60 a salire sul gradino più alto del podio è stato Fulvio Corradini dell’Atletica Valli di Non e Sole.

Oltre alle prove senior il Trofeo Panarotta ha dato ampio spazio alle competizioni giovanili valide per il Trofeo Scoiattoli Trentini. Nella categoria allievi hanno tagliato il traguardo in prima posizione Francesco Castellan dell’Atletica Trento nel maschile e Giulia Bertini del Gs Triculam nel femminile.

Tra i cadetti si sono affermati Gabriel Bazzoli del Gs Bondo e Beatrice Facchinelli dell’Atletica Trento. Infine nella categoria ragazzi sono emersi Fabio Mozzi dell’Atletica Team Loppio e Ilaria Rossi dell’Atletica Clarina.

La classifica per società ha quindi premiato l’Atletica Team Loppio con 484 punti, al secondo posto il Lagarina Crus Team (293 punti) e al terzo posto l’Atletica Valle di Cembra con 223 punti.

È stato un percorso anche all’insegna della riflessione e della memoria storica. Per tutti gli atleti è stato previsto il passaggio all’interno del tunnel del Forte Busa Granda, costruito dalle milizie durante la prima guerra mondiale. Il forte con la sua batteria di obici corazzati venne costruito fra il marzo e il maggio del 1915. Dopo la restaurazione del 2016 è aperto al pubblico.

Oltre alla componente culturale non è mancata la componente paesaggistica. Per tutti l’arrivo è stato previsto sulla cima del Monte Orno (1538 m s.lm.), la parte occidentale della dorsale del monte Panarotta. La vista mozzafiato sui laghi di Levico e Caldonazzo e in generale su tutta la Valsugana ha ripagato di ogni sforzo.

La manifestazione ha avuto fra gli scopi la promozione del territorio di Vignola Falesina.

Le bellezze storiche e paesaggistiche rendono questo territorio di 172 anime incastonato nell’Alta Valsugana di un’importanza unica. Le premiazioni si sono svolte nel tardo pomeriggio nel paese di Vignola, sede comunale, in concomitanza con la festa del patrono.

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Sport Trentino

ASD Pergine basket: al via la stagione sportiva 2019 – 2020

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Tutto è pronto in casa dell’Asd Pergine per dare il via alla stagione sportiva 2019 – ‘20 di basket

Ma non sarà solo Pergine, ma anche Civezzano, Calceranica, Caldonazzo e Pieve Tesino, dove saranno operativi i centri di minibasket e di reclutamento dei giocatori di età maggiore.

Ovviamente lo sport non è solo agonismo, ma anche impegno sociale ed è per questo che la società sta ultimando le fasi di accreditamento per poter accettare i Buoni di Servizio e far risparmiare le famiglie sulla quota d’iscrizione.

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Aspetto particolarmente utile nel caso di fratelli che vogliano iniziare a giocare a basket.

A livello di prima squadra è confermata la partecipazione al campionato di serie D Regionale che sarà il naturale sbocco per i ragazzi del vivaio.

Inoltre l’Asd Pergine prenderà parte a tutti i campionati giovanili.

Gli interessati per avere maggiori informazioni ,si potranno a rivolgere a Luca Pascucci 328- 065 5737 oppure scrivere a info@pergineaudace.it

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Sport

Rotterdam: clamorosa invasione di campo durante la Finale Individuale dei Campionati Europei di Salto Ostacoli

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Mentre il beniamino di casa, l’olandese Marc Houtzager affrontava il secondo percorso della Finale del Campionato Individuale insieme al suo fenomenale Sterrehof’s Calimero, due individui hanno pensato bene di fare invasione di campo.

Si trattava di due attivisti olandesi di Vegan Strike Groupun gruppo Facebook creato nel 2013 che si batte contro lo sfruttamento animale e che porta avanti la propria battaglia a favore dei vegani.

Secondo questi personaggi, infatti, l’intenzione era quella di portare l’attenzione sul fatto che sono i cavalieri a decidere e a forzare i propri cavalli a viaggiare per il mondo per prendere parte alle competizioni ai massimi livelli della disciplina.

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Sempre secondo loro, l’horse business in Olanda è fuori controllo e contro la salute di questi animali.

Fortunatamente, i due sono stati presto portati a forza fuori dal campo dalla security  e non ci sono state conseguenze fisiche né per loro né per gli atleti impegnati sul tracciato.

Per quanto possa essere nobile battersi per i diritti degli animali, fare invasione di campo durante la Finale di un Campionato Europeo è sicuramente il modo migliore per sbagliare strada in diretta europea.

I cavalieri che arrivano a questo livello sono persone che vivono di sacrifici, di rinunce, di vacanze che non esistono neanche più e di giornate passate in scuderia sia con il caldo che al gelo. Per arrivare a questo livello, si sacrifica tutto.

E’ il lavoro di una vita, un sogno che si realizza. Si porta lustro al proprio nome, certo, ma anche e soprattutto alla propria nazione e ai propri fan, che seguono l’evento dalle tribune o incollati allo schermo di un televisore.

Fare invasione di campo in un evento come questo, vuol dire non avere rispetto. Né per le persone, né per i cavalli impegnati sul percorso. Cavalli, questi, che vengono trattati come delle divinità: curati, serviti e riveriti costantemente. Chiunque dica che questo non è uno sport o un’arte, ma una forma di crudeltà… di questo mondo non sa niente.

Non sa niente dei cavalli controllati continuamente, della loro salute costantemente monitorata, del cibo selezionato, della qualità del fieno o del mangime, delle ore spese a pensare a quale coperta li terrebbe più al caldo nelle notti d’inverno, delle mille paranoie che affollano la mente di un cavaliere non appena il cavallo accenna qualche colpo di tosse. Cosa ne sanno queste persone delle sveglie all’alba per muovere i cavalli nella brezza estiva del primo mattino, del cercare di mettere questi animali sempre al primo posto, di seguirli e coinvolgerli come si fa solo con dei veri compagni di vita.

Chiunque abbia assistito ieri, può solo guardare questi individui con sdegno e ribrezzo: ci sono luoghi e modi più adatti per mettere in atto una protesta. Ed un Campionato Europeo non rientra tra quelli. E se il cavallo si fosse spaventato e, di conseguenza, infortunato? La vera crudeltà è non averci pensato portando in campo un’inutile messa in scena mettendo a rischio la salute di quei cavalli che proprio loro dicono di avere a cuore…

Alla fine, ad aggiudicarsi la medaglia d’oro individuale è stato il giovane elvetico Martin Fuchs in sella a Clooney 51, team che meno di un anno fa aveva messo al collo la medaglia d’argento in occasione dei Mondiali andati in scena a Tryon in North Carolina.

Argento europeo, invece, per il britannico Ben Maher con Explosion W (4.62) e Bronzo per il belga Jos Verlooy con Igor (6.68).

I nostri portacolori, invece, hanno terminato: 18° Luca Marziani con Tokyo du Soleil, 19° Riccardo Pisani con Chaclot, 21^ Giulia Martinengo Marquet con Elzas e 38° Bruno Chimirri con Tower Mouche.

Per quanto riguarda il Campionato Europeo a squadre, l’Italia ha occupato la 9^ posizione della classifica finale, vedendo così sfumare il sogno del pass Olimpico.

La medaglia d’oro è stata, invece, vinta dalla squadra del Belgio mentre l’Argento è andato alla Germania  ed il Bronzo alla Gran Bretagna.

Il Team vincitore aveva schierato: Pieter Devos con Claire Z, Jos Verlooy con Igor, Gregory Wathelet con MJT Nevados S e Jérôme Guery con Quel Homme de Hus.


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