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Politica

Dichiarazioni di Civettini al TGR, la replica di Claudio Cia (AGIRE): «È solo un paroliere, non c’è posto per lui nella coalizione del cambiamento»

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“Se c’è una pregiudiziale su di me, allora deve esserci verso tutti quelli che hanno cambiato casacca, a cominciare dal collega Claudio Cia”: queste le dichiarazioni del consigliere provinciale Civettini, rilasciate ieri sera al TG regionale.

Con le  nuove dichiarazioni Civettini continua a peggiorare la sua situazione prendendo anche lucciole per lanterne e accusando gli altri di cose inesistenti, sintomo ormai di un nervosismo che un domani all’interno della maggioranza potrebbe risultare letale.

Sulle dichiarazioni, interviene comunque  Claudio Cia, leader di AGIRE per il Trentino.

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«Da buon paroliere, – scrive Claudio Cia –  Civettini sta cercando di trascinare qualcun altro nella bagarre politica, ma non glielo permetteremo. Nonostante le sue dichiarazioni ridicole, io non ho mai “cambiato casacca”: quando ho lasciato la Civica Trentina lo ho fatto nella consapevolezza di essere l’unico ad aver avuto un percorso integralmente civico, che sto portando avanti tutt’ora. Per evidenti incompatibilità, personalismi e l’impossibilità di lavorare, ho guardato avanti, senza accasarmi in partiti o movimenti frutto della fatica di altri, e ho costruito insieme a tante persone AGIRE per il Trentino, schierandomi subito e senza ambiguità nel centrodestra e al fianco della Lega, ben prima del 4 marzo 2018, quando tanti che ora stanno saltando sulla barca del centrodestra etichettavano i “leghisti” con ogni ingiuria».

E ancora: «Civettini ha invece fatto altre scelte, passando dal MSI alla Lega, dalla quale dopo eletto pare se ne sia andato in malo modo, lasciando dietro di se una scia di polemiche che tutt’ora condizionano e inquinano i rapporti, arrivando infine nella Civica Trentina da dove ora dispensa agli altri lezioni di correttezza».

«A differenza di altri che dicevano “mai con la Lega” e “mai con Cia” fino a poche settimana fa,  – conclude Cia – noi di AGIRE non mettiamo veti su altre liste, ma abbiamo il dovere di evidenziare il macroscopico problema di instabilità che a nostro parere alcune presenze nella futura maggioranza potrebbero facilmente provocare. Il governo del cambiamento avrà tanto bisogno di alleati affidabili e di persone positive!»

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Politica

Civica Trentina attacca Masè e Gottardi: «Episodio di trasformismo senza precedenti, noi ci presenteremo alle elezioni con il nostro simbolo»»

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nella foto Rodolfo Borga il fondatore di Civica Trentina scomparso a Gennaio del 2019

Il Direttivo di Civica Trentina attraverso una nota smentisce quanto detto dall‘assessore Gottardi nella conferenza stampa di presentazione del nuovo partito «La Civica».

Gottardi ha riferito che «La Civica Trentina non esiste più e che non potrà presentarsi a nessuna tornata elettorale»

Il direttivo di Civica Trentina –  si legge nella nota –  «Apprende dai mezzi di comunicazione che i consiglieri provinciali Mattia Gottardi e Vanessa Masè hanno presentato la loro nuova formazione politica denominata “La Civica”; prende atto della fuoriuscita dei predetti consiglieri dal movimento politico con i voti del quale i medesimi erano entrati nel Consiglio provinciale di Trento e ritiene si tratti di un episodio di trasformismo politico senza precedenti».

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Nella nota a firma del Presidente Coradello si legge che Civica Trentina continuerà la propria azione politica e si presenterà alle elezioni come sempre, con il proprio nome, con il proprio simbolo e soprattutto nella continuità dei valori e delle idee portate avanti dal fondatore Rodolfo Borga.

«Civica Trentina si riconosce nei suoi militanti e nei suoi rappresentanti nelle istituzioni a partire dai Comuni di Trento e di Rovereto, – aggiunge Coradello –  sino ai vari consiglieri ed assessori nelle valli che non hanno seguito i transfughi. Il simbolo è stato ceduto dal consigliere provinciale Claudio Cia a Ludovica Borga, figlia del fondatore, la quale lo ha poi consegnato ad Antonio Coradello,  Presidente di Civica Trentina. (qui articolo che lo certifica

«Nella certezza che i militanti e gli elettori di Civica Trentina sapranno ben distinguere tra chi è rimasto fedele all’esempio politico di Rodolfo Borga di una militanza sincera e disinteressata, rispetto a coloro che, nei fatti, interpretano l’attività politica come carrierismo per raggiungere cariche ben retribuite» conclude il presidente di Civica Trentina Antonio Coradello

Ieri attraverso la sua pagina Facebook la figlia del compianto fondatore di Civica Trentina Rodolfo Borga, proprietaria del marchio del partito prende una posizione netta contro gli assessori Masè e Gottardi rivendicando i valori dei militanti di Civica Trentina come propri del padre e confermando che la verità è dalla parte di una sola Civica Trentina che non è quella degli assessori «traditori» dei valori del padre.

Ispira ironia anche una dichiarazione della consigliera Vanessa Masè che parla della storia di Civica Trentina come ne fosse una delle fondatrici. Ricordiamo però che la consigliera è salita sul carro dei vincitori due settimana prima del deposito delle liste per le provinciali del 21 ottobre 2018.

Sotto il documento sottoscritto da Mattia Gottardi il 30 gennaio del 2019. L’ultima clausola parla dei versamenti che doveva fare a Civica Trentina. Ad oggi – secondo i vertici di Civica Trentina –  non è stato ancora versato un euro.

Nel punto 1 Gottardi si era impegnato a far parte di Civica Trentina fino alla fine della consigliatura. Nel punto 2 invece a seguire le decisioni politiche di intesa con il consiglio di Civica Trentina.

Il documento parla da solo.

 

 

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Politica

Coradello (Civica Trentina): «Prendiamo atto della scelta di Gottardi e Masè che da questo momento sono fuori dal partito»

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«Prendo atto che domani i consiglieri Mattia Gottardi e Vanessa Masè presenteranno il loro partito e che quindi sono fuori da Civica Trentina» – Questa la dichiarazione del presidente del movimento del compianto Rodolfo Borga, Antonio Coradello, dopo le voci fondate che sono girate per tutto il giorno. (qui l’articolo)

Coradello precisa inoltre che «Non si tratta di nessuna evoluzione di Civica Trentina ma di una scissione vera e propria che ha colto alla sprovvista tutto il direttivo del movimento che non sapeva nulla. Civica Trentina continua il suo percorso più motivata ed entusiasta che mai e non ha nulla a che fare con il nuovo movimento costruito dai due consiglieri».

Si consuma quindi l’ennesimo episodio di trasformismo nella politica Trentina. 

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Gottardi e Masè domani presenteranno un nuovo partito che si chiamerà «La Civica»

Per ora però la nuova formazione politica non ha attirato molti militanti della base di Civica Trentina intenzionati a rimanere con la dirigenza storica del partito. 

A seguire i due infatti, insieme a qualche militante di seconda e terza fila, saranno solo il sindaco di Mezzolombardo Girardi e quello di Rumo Michela Noletti.

La nascita del partito avviene sotto l’attenta regia di Marika Poletti, l’ex capo di gabinetto dell’assessore Gottardi cacciata dopo il caso «croce uncinata» che dalla politica non si è mai ritirata.

Un amore, quello fra Vanessa Masè, Mattia Gottardi e Civica Trentina, nato per opportunismo politico che quindi termina dopo pochi mesi dall’elezione dei due.

E come spesso accade quando le cose nascono solo per interesse e per mero calcolo hanno vita breve.

Ma in fondo dal funambolico Mattia Gottardi non si poteva che attendersi questo. La sua storia politica in fondo parla da sè

«Quello dei due consiglieri è un atto di transgenderismo politico e una tradimento verso chi ha lavorato per portarli nei posti che ora occupano, – conclude Coradello –  mete che ricordo erano per loro irraggiungibili senza il nostro sostegno. Civica Trentina ha aperto le porte a questi soggetti dando la massima fiducia ed ora viene ripagata in questo modo»

 

 

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Politica

Civica Trentina: Gottardi e Masè salutano e se ne vanno

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Si consuma l’ennesimo episodio di trasformismo nella politica Trentina. 

Voci molto autorevoli parlano infatti di una definitiva rottura fra i due consiglieri provinciali eletti con i voti del partito del compianto Rodolfo Borga. 

I due hanno costruito un nuovo partito; si chiamerà «La Civica» e sarà presentato a breve.

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Insomma, evviva la fantasia e la creatività.

Per ora però la nuova formazione politica non ha attirato molti militanti di Civica Trentina. 

A seguire i due infatti, insieme a qualche militante di seconda e terza fila, saranno solo il sindaco di Mezzolombardo Girardi e quello di Rumo Michela Noletti.

La nascita del partito avviene sotto l’attenta regia di Marika Poletti, l’ex capo di gabinetto dell’assessore Gottardi cacciata dopo il caso «croce uncinata» che dalla politica non si è mai ritirata.

Un amore, quello fra Vanessa Masè, Mattia Gottardi e Civica Trentina, nato per opportunismo politico che quindi termina dopo pochi mesi dall’elezione dei due.

E come spesso accade quando le cose nascono solo per interesse e per mero calcolo hanno vita breve.

Ma in fondo dal funambolico Mattia Gottardi non si poteva che attendersi questo. La sua storia politica in fondo parla da sè

Gottardi, eletto nel 2015 per un secondo mandato a Tione, con un passato in An, poi nel Pdl e dopo un breve periodo con il sen. Ivo Tarolli in Italia Unica (partito figlio di Corrado Passera, ex ministro del Governo Monti) ha deciso di intraprendere il percorso civico assieme ai sindaci di Rovereto Francesco Valduga e di Pergine Valsugana Roberto Oss Emer.

Dopo l’abbandono del primo e dell’ex Assessore (nonchè braccio destro del Presidente uscente Ugo Rossi) Carlo Daldoss, il sindaco Gottardi aveva chiesto un posto nel centro-destra creando non poco scompiglio; forse anche perché correvano voci incontrollate di un suo appoggio all’ex Ass. Tiziano Mellarini dell’Upt candidato alle scorse elezioni politiche.

Nelle ultime ore prima delle presentazioni delle liste Mattia Gottardi in piena Trance politica da «candidatura» dopo aver massacrato tutti i partiti di centrodestra si era «offerto» a Fratelli d’italia, Forza Italia e a Civica Trentina, dimenticando di stare governando Tione con il Patt.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale del 21 ottobre 2018 il suo trasformismo ha raggiunto livelli esorbitanti: prima voleva candidarsi con il PATT, poi è stato uno dei protagonisti del polo civico dei sindaci fallito miseramente.

Per lui il centro-destra e la lega in particolare era «uno dei partiti nazionali che hanno fallito. Il centro-destra a trazione leghista è solo una componente populista e destinata a perdere» – Queste le due dichiarazioni poco prima delle elezioni provinciali.

Ebbene, Gottardi alla fine si era candidato proprio con il centro destra a traino lega. Incredibile!

L’assessore Mattia Gottardi ad oggi non ha mai versato a Civica Trentina le quote della propria indennità consigliare.

Civica Trentina rivendica il fatto che la loro presenza nel consiglio provinciale della provincia autonoma di Trento è stata possibile grazie al sostegno dell’elettorato del loro partito e per questo dovrebbero dimostrare la propria lealtà e riconoscenza al movimento, versando le quote previste.

Cosa peraltro prevista in tutti i partiti in modo trasversale.

Nella politica trentina si ricordano due altri fatti del genere.

Riguardano Manuela Bottamedi e Claudio Civettini che abbandonarono i propri partiti dopo essere stati eletti senza mai versare un’euro. Come è finita per entrambi poi lo sappiamo bene.

Storia diversa invece quella di Vanessa Masè che in consiglio provinciale avrebbe già dovuto sedersi nella precedente legislatura. Lei invece ha versato regolarmente le quote.

Dentro Civica Trentina c’è molto rammarico per quanto successo ma anche la consapevolezza di dover ricominciare con più motivazione ed entusiasmo di prima.

Primo obiettivo; le elezioni comunali di Trento della prossima primavera. 

La loro dipartita da Civica Trentina non cambierà comunque gli equilibri politici dentro la giunta.

Ed anche l’assessorato di Gottardi continuerà le sue funzioni peraltro sottotraccia.

Maurizio Fugatti infatti prevedendo il possibile voltagabbana di Gottardi aveva depotenziato in modo importante le deleghe del suo assessorato.

Un triste e purtroppo scontato epilogo che non farà felice qualcuno che ora non c’è più.

 

 

 

 

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