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Rovereto e Vallagarina

Pozzer presenta una mozione per i «botti» pirotecnici

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«È giunto il momento di affrontare un tema delicato che grava sulle indifese vite degli eterni coinquilini degli uomini: gli animali.  Si dà il caso che sempre più spesso si senta parlare dell’immenso disagio provato dalle creature selvatiche, e non solo, quando si affronta un momento di festa reso tale dalla spettacolarità dei fuochi d’artificio».

A dirlo è Ruggero Pozzer, con Verdi Rovereto che presenta una mozione e chiarisce questa tematica riportando varie testimonianze, per prima quella di Guido Minciotti.

Minciotti, sul blog del Sole 24 Ore del dicembre scorso, fa un sunto dei pareri espressi al riguardo dalle varie organizzazioni animaliste e ambientaliste. Afferma che morire di paura sia un rischio concreto per gli animali più anziani. Gli uccelli, inoltre, tendono a disorientarsi in vicinanza dei “botti” (pensiamo alle feste di Capodanno).

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L’autore della ricerca riporta inoltre dati specifici riguardo la percezione del suono chiarendo che le facoltà uditive di cani e gatti siano nettamente superiori rispetto a quelle umane, e quindi più sensibili. Pare che in alcuni casi le esplosioni possano spaventare a tal punto le femmine gravide di alcune specie da allevamento da farle arrivare ad un aborto spontaneo.

Nello studio viene riportato anche il parere de La Lega Antivivisezione (Lav), che sollecita i sindaci a non perpetuare queste usanze che tanto spaventano la fauna. Emerge inoltre che dal 2013 al 2017, grazie all’aumento dei provvedimenti comunali, il numero di persone ferite e di incendi sia sensibilmente diminuito.

Interessante anche la testimonianza riportata di Marco Bravi, Presidente del Consiglio Nazionale ENPA e Responsabile Comunicazione e Sviluppo iniziative «anche fra gli umani genera sofferenze, ferimenti, lutti ad un livello preoccupante. Negli animali lo scoppio dei fuochi artificiali, specie in piena notte, causa danni inimmaginabili».

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Vari riferimenti anche alla campagna de La Lega nazionale per la difesa del cane: #buttaibotti.

Sebbene queste problematicità debbano interessare l’Amministrazione comunale in primis, l’appello è rivolto a tutti i cittadini e soprattutto alle forze dell’ordine. L’Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa) rivolge un invito proprio a loro, affinché considerino “una priorità” i controlli per far rispettare le ordinanze comunali in materia.

Riportato anche il parere del WWF, per certi versi ancora più incisivo in quanto al trauma per gli animali affianca anche il problema ambientale.

Come emerge dalla mozione, su Il Fatto Quotidiano Marinella Meroni approfondisce il discorso in margine all’ambiente: «meno conosciuto ma grave per l’uomo e l’ambiente è il problema causato dalle polveri fini (PM10) emesse dagli spettacoli pirotecnici, che possono peggiorare malattie esistenti e provocarne nuove». E ancora, in merito a questa problematicità, Codacons: «i fuochi d’artificio provocano un vertiginoso aumento di polveri come stronzio, bario, rame, alluminio, titanio e ferro».

Sempre di più i comuni che cercano di fronteggiare il problema. Ci sono stati divieti per alcune feste pirotecniche e sono state addirittura adottate “novità alternative” che non tolgono il gusto della spettacolarità optando per qualcosa di più sofisticato e green friendly (si pensi ai più economici fuochi senza botti e senza controindicazioni).

A Genova vengono proposti spettacoli piromusicali, cioè accompagnati da brani di musica sinfonica senza detonazione. Altra alternativa che non inquina e non danneggia animali e uomini sono gli spettacoli di luce come quelli svolti alla Reggia di Caserta o al Palazzo Ludovico il Moro a Ferrara.

Anche Rovereto, la città della Pace, che riconferma il significato del suo nome nelle più disparate occasioni, può adottare soluzioni alternative allo scoppio dei botti. Le cronache non dovrebbero raccontare di gatti e cani fuggiti o nascosti nel disperato tentavo di salvarsi dai botti.

I rimbombi delle esplosioni, accentuati dalle vallate alpine, risuonano nei boschi e nei luoghi circostanti, terrorizzando anche la fauna libera e quella degli allevamenti.

A questo punto, nell’era della comunicazione digitale, è bene mantenersi informati sui risvolti negativi di alcune usanze considerate innocue ed agire di conseguenza. Lo spettacolo più grande al quale un cittadino possa partecipare, è quello di vedere una comunità attenta ai bisogni dell’ambiente circostante. Ed il Trentino, che da sempre valorizza la bellezza della natura che lo circonda, non può che agire positivamente per questa causa. In Val di Ledro, infatti, durante la recente festa di agosto, non sono stati sparati i fuochi più rumorosi.

In questo periodo l’Amministrazione è interessata a regolamentare la convivenza civile di Rovereto con richiami a comportamenti di rispetto, peraltro molti previsti dalle norme già in vigore. Il tema in questione è invece delegato a scelte locali che come visto sono le più diverse.

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