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Trento

La SAT presenta il libro “Cambiamenti climatici, effetti sugli ambienti di alta montagna”

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Gino Taufer

La presentazione del libro “Cambiamenti climatici: effetti sugli ambienti di alta montagna”, in programma martedì 11 settembre alle ore 18, nello Spazio Alpino SAT (Casa della SAT, via Manci 57 a Trento), si configura di fatto come l’inaugurazione della mostra già allestita in parte presso l’ingresso della Casa della SAT ed in parte all’interno dello Spazio Alpino.

L’evento avrà come relatori Anna Facchini Presidente SAT il Direttore dell’Ente Parco Paneveggio-Pale di San Martino Vittorio Ducoli, il curatore del volume Erwin Filippi Gilli e Gino Taufer del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino e Operatore glaciologico del CGI.

Il nuovo volume della collana “Quaderni del Parco” vuole testimoniare quello che sta accadendo sulle Alpi – in particolare nel Gruppo delle Pale di San Martino – e lo fa utilizzando la componente morfologica più suscettibile all’innalzamento della temperatura: i ghiacciai.

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I ghiacciai sono strutture morfologiche importanti per molti aspetti: sono una riserva di acqua dolce, conservano al loro interno importanti notizie sul clima passato, sono elementi del paesaggio meravigliosi che hanno modellato e modellano tuttora il territorio.

Da quasi cent’anni il Comitato Glaciologico Italiano monitora lo stato di salute di questi ammassi. Numerosi studiosi si sono succeduti nel controllo periodico dei ghiacciai: come Richter, Marinelli, Vianello, Castiglioni e tutti hanno certificato uno stato di salute precario dei ghiacciai.

Solo negli ultimi anni però la situazione si è aggravata al punto tale da far pensare ad una prossima scomparsa dei ghiacciai, almeno di quelli a quote più basse.

Questo volume vuole rendere disponibile il materiale raccolto dagli studiosi impegnati a monitorare i ghiacciai delle Pale di San Martino.

Ogni gruppo montuoso ha avuto il proprio apparato glaciale di dimensioni assai variabili; i ghiacciai hanno subito naturali incrementi e decrementi di superficie e volume nelle diverse ere geologiche.

L’ultimo incremento a causa di un abbassamento delle temperature è durato per 550 anni circa e ha interessato l’arco alpino tra il 1300 ed il 1850.

Questo periodo, conosciuto come Piccola Età Glaciale (Little Ice Age – LIA in lingua anglosassone), ha favorito l’espandersi dei ghiacciai anche nel gruppo delle Pale di San Martino ed il formarsi di ammassi di ghiaccio.

Ora con l’innalzamento delle temperature gli ammassi secondari quali il ghiacciaio del Focobon, quelli delle Ziroccole, della Val di Strut o della Val dei Cantoni sono ormai quasi scomparsi mentre i principali, la Fradusta, il Travignolo, la Pala di San Martino cercano di resistere all’innalzamento della temperatura che ne sta lentamente erodendone gli spessori e le superfici.

Nella prima parte del volume si affrontano gli aspetti di come si forma un ghiacciaio, quali sono gli ammassi e chi ne ha studiato l’evoluzione, a dove si è scoperto vada l’acqua di fusione dei ghiacciai, le stazioni meteorologiche utilizzate nell’analisi.

La parte centrale contiene l’analisi climatica dei decenni trascorsi partendo dalla fine dell’Ottocento ed una valutazione degli effetti sulle masse glaciali.

L’ultima parte è dedicata principalmente all’Altipiano delle Pale: all’idrogeologia, ovvero al dove fluisce l’acqua di fusione dei ghiacciai, al Progetto Doline, quei siti freddi che in particolari condizioni registrano temperature prossime od inferiori ai meno 40°C, alla vegetazione delle morene che lambiscono la Fradusta ed il Travignolo,  alla fauna.

Il nuovo volume è curato da Erwin Filippi Gilli, Dottore in Scienze Forestali. Dal 1994 è rilevatore glaciologico e per il Comitato Glaciologico della Società degli  Alpinisti Tridentini segue l’area delle Pale di San Martino di Castrozza.

Il coordinamento della Collana editoriale “Quaderni del Parco” è di Roberto Vinante.

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Trento

Al via la seconda edizione del corso per manager di imprese funiviarie innovative e sicure

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Gestione economico-finanziaria, marketing, rapporti col mercato e innovazione dei servizi, sicurezza e responsabilità.

Le competenze di chi gestisce gli impianti funiviari abbracciano, accanto agli aspetti più tecnici e ingegneristici, un insieme di ambiti legati all’attività manageriale che si rivelano strategici per rendere questo settore un volano per la crescita economica del territorio.

Proprio su questi temi punta il Master “C.MA 2. Evoluzione e sfide delle società funiviarie nel nuovo contesto competitivo”, al via in settembre e rivolto alle figure coinvolte negli ambiti manageriali degli impianti funiviari.

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L’iniziativa è frutto della collaborazione tra Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo, tsm-Trentino School of Management e l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari che, proprio questa mattina, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa dedicato. Le iscrizioni sono aperte.

“Il settore funiviario – ha commentato Roberto Failoni, assessore all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento – rappresenta per il Trentino un ambito cruciale dal punto di vista imprenditoriale per lo sviluppo di un’offerta turistica di alta qualità, sia invernale che estiva.”

“Vogliamo contribuire, anche attraverso questo master, a rendere maturo e altamente competente il management delle società funiviarie affinché diventino sempre più un motore del turismo e, conseguentemente, della crescita economica del Trentino”.

Sono trenta i posti a disposizione per il nuovo Corso di Management per le imprese funiviarie – C.MA 2. Dopo il successo della prima edizione del 2018, che ha dimostrato l’interesse del settore verso l’iniziativa, Provincia autonoma di Trento, Trentino Sviluppo, ANEF e tsm hanno deciso di rilanciare con una nuova edizione.

Da qui la firma dell’accordo per l’avvio della nuova edizione, che ha visto protagonisti stamane Roberto Failoni, assessore all’Artigianato, commercio, promozione, sport e turismo della Provincia autonoma di Trento, Fulvio Rigotti, vicepresidente di Trentino Sviluppo, Francesco Bosco, presidente di ANEF e Sabina Zullo, presidente di tsm.

Con 800 chilometri di piste da sci, 221 impianti di risalita gestiti da 56 operatori e 20 ski area, quello funiviario è senza dubbio un settore centrale per la provincia trentina.

Le performance di queste imprese hanno visto un trend positivo negli ultimi anni, grazie ad un’attenta analisi economico-finanziaria che ha portato ad una riduzione delle perdite e, di conseguenza, ad una maggiore autonomia e sostenibilità.

Una strategia che ha permesso di liberare risorse da investire nello sviluppo dell’offerta e che vede come passaggio chiave quello della formazione mirata, di cui è esempio di successo il percorso formativo C.MA.

Come si svolgerà il corso? – Gli incontri sono in programma tra settembre e novembre 2019 nelle sedi di Trentino Sviluppo, Trentino Marketing e Trentino School of Management.

Il progetto formativo prevede lo svolgimento di 6 moduli della durata di 4-8 ore ciascuno, con obbligo di frequenza del 70%.

È previsto inoltre un viaggio studio in Svizzera per conoscere da vicino alcune realtà particolarmente innovative dal punto di vista strategico e manageriale.

La proposta è rivolta alle figure gestionali del settore funiviario, quindi dirigenti, direttori, manager e middle-manager delle società del settore.

Il programma prevede l’alternarsi di contenuti teorici e approfondimenti personalizzati, laboratori ed esercitazioni pratiche guidate da tutor e docenti altamente qualificati, anche con esperienza internazionale.

I contenuti sono stati arricchiti sulla base delle impressioni e dei suggerimenti raccolti nella prima edizione del master.

Sono previsti in particolare tre filoni: economico-finanziario, marketing e processi innovativi, sicurezza e responsabilità sulle aree date in concessione, con focus sui cambiamenti legislativi. Trasversalmente saranno inoltre sviluppate riflessioni su come essere pronti per rispondere ai grandi cambiamenti in atto, dal punto di vista climatico, del mercato e della tecnologia.

È prevista la possibilità di iscrizione all’intero percorso o ai singoli moduli.

Il percorso è coordinato da un gruppo di lavoro composto da Alessandro Bazzanella, progettista di tsm, Paolo Grigolli, direttore della Scuola di Management del Turismo e della Cultura di tsm, Ernesto Rigoni, docente e coordinatore dell’Area Turismo e Sport al Master SBS di Ca’ Foscari (VE) e Gianni Baldessari, direttore dell’Area Impianti turistici di Trentino Sviluppo.

Maggiori informazioni sul corso, il programma nel dettaglio e le modalità di iscrizione sono disponibili sul sito di Trentino sviluppo

 

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Trento

L’Agenzia del lavoro sostiene i disoccupati che vogliono diventare autisti

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Per far fronte alla difficoltà del settore dei trasporti nel reperire nuovi autisti (anche di autobus e pullman), l’Agenzia del lavoro sta finanziando i corsi che i disoccupati dovrebbero sostenere per conseguire la patente di guida.

I posti di lavoro in questo ambito non mancano, ma le spese legate all’abilitazione potrebbero essere difficilmente sostenibili per chi non ha un reddito.

L’Agenzia del Lavoro ha previsto uno specifico intervento (Intervento 3G) per cui è possibile erogare un contributo ai disoccupati che frequentano i corsi per ottenere le patenti professionali e la Carta di Qualificazione del Conducente (Cqc), obbligatoria per chi svolge la professione di autista.

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Il contributo provinciale è fino a 500,00 Euro per le patenti di guida e fino a 1.500,00 Euro per la Cqc..

Da inizio anno ad oggi hanno avuto accesso all’iniziativa 76 persone domiciliate in provincia di Trento ed iscritte ad un Centro per l’impiego.

Sono state 25 le adesioni per la patente D (in 5 hanno già completato il percorso di formazione), 17 per la patente C (3 hanno concluso), 6 per la patente E (la metà ha ottenuto l’abilitazione), 13 per la patente Cqc merci (5 formati) e 15 per la patente Cqc persone (7 hanno già terminato i corsi).

Accanto a questi sostegni, che sono collegati alla frequenza nei corsi ordinari proposti dalle Autoscuole, l’Agenzia del lavoro ha in svolgimento anche due corsi intensivi di autisti per trasporto merci, che coinvolgono complessivamente altre 37 persone.

Per ulteriori informazioni e dettagli si può consultare la sezione dedicata sul sito di Agenzia del Lavoro

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Trento

Accolto il ricorso di Savoi: il leghista siederà in consiglio provinciale al posto di Bezzi

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La querelle fra Savoi e Bezzi iniziata dopo il 21 ottobre 2018 l’indomani delle elezioni del nuovo consiglio provinciale è terminata con la vittoria del leghista.

Ricorsi, esposti e controricorsi non sono serviti per Giacomo Bezzi per tornare in consiglio provinciale.

A gennaio Bezzi aveva depositato un primo ricorso al Tar di Trento che era stato accolto e che gli aveva assegnato due voti in più.

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La decisione aveva comportato che il seggio, originariamente assegnato al Presidente della Lega, cambiasse padrone in favore dell’esponente dell’UDC.

Con la sentenza di oggi ad Alessandro Savoi vengono riconosciuti i 10 voti in più che lo legittimano consigliere provinciale.

«Come eccepito dall’appellante – si legge sulla sentenza – il motivo è inammissibile, non trovando alcun riscontro nel ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, relativamente alla suddetta sezione elettorale», dove Bezzi aveva contestato le schede

A Savoi inoltre il Tar ha riconosciuto anche altri voti precedentemente non assegnati.

«In conclusione – termina la sentenza  – a fronte dei n. 2 voti illegittimamente non attribuiti alla lista n. 19, alla lista n. 1, cui appartiene l’appellante, devono essere riconosciuti n. 10 voti, i quali sono sufficienti per neutralizzare l’effetto utile che all’originario ricorrente deriverebbe dall’accoglimento del ricorso, il quale non può quindi che essere dichiarato inammissibile».

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