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Politica

Giorgio Tonini sarà il candidato del centrosinistra alle elezioni del 21 ottobre

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Dopo settimane di incontri, scontri, confronti, smentite, sfiducie e comunicati, la montagna ha partorito il topolino.

Il candidato presidente del centrosinistra sarà infatti l’ex senatore Giorgio Tonini, renziano di ferro.

«A lui – ha detto Muzio – spetterà il compito di allargare la coalizione»

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Il segretario del Pd ha poi ringraziato Ghezzi e Daldoss invitandoli a «mettersi a disposizione per dare piena collegialità al progetto che vi vedrà impegnati tutti in questa difficile campagna elettorale»

Il muro contro muro fra i Ghezziani e il PD è durato quasi fino alle 3 del mattino.

I partecipanti hanno votato con il metodo «second best» che dava l’opportunità a tutti partecipanti di dare 2 preferenze ciascuno.

L’Upt si è dimostrato compatto intorno al nome di Daldoss, come prima scelta, che ieri non si è presentato, e Tonini come seconda.

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L’ala estrema della sinistra con i suoi «cespugli» invece ha espresso solo il nome di Paolo Ghezzi.

Poi nella conta finale dei voti la nomina di candidato presidente è toccata a Tonini. 

Quindi Giorgio Tonini sfiderà Maurizio Fugatti, Ugo Rossi e Filippo Degasperi per la conquista della poltrona di governatore del Trentino

Ma la sensazione è che non sia finita del tutto. Ghezzi infatti ha polemizzato sulla scelta del metodo di votazione e ha digerito a denti stretti la decisione su Tonini.

Dalle opposizioni fioccano intanto le critiche contro Daldoss: «Sono felice che questa patetica finta litigata del centro-sinistra si sia conclusa con l’emergere della verità, ovvero con l’ufficialità di un accordo che già era stato preso da mesi. Nei fatti un inciucio deciso dall’establishment dei principali esponenti del centrosinistra a danno solamente dei loro elettori. È finito il tempo delle primarie, della democrazia e di tutto quello che loro propinavano solamente 5 anni fa. Cose ampiamente sapute, denunciate da noi e che oggi sono sotto gli occhi di tutti i trentini. Perché il centrosinistra non ha proposto delle primarie come nel 2013? Aveva paura che il popolo non si allineasse alle decisioni prese dai capi? Secondo me si, ma a noi i loro problemi non interessano. L’importante è che per una volta tanto i giornalisti dicano la verità sulla pagliacciata che effettivamente ha occupato troppo spazio nel dibattito politico»Così Mirko Bisesti,  Segretario Nazionale Lega Trentino

«L’alleanza per le poltrone è diventata l’alleanza di oggi le comiche – scrive Bezzi sulla sua pagina facebook – del resto quando l’unico collante è la smania di potere questa è la fine dell’impero che si sgretola»

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Politica

Matteo Salvini a Bibbiano: «Giù le mani dai bambini»

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Ultima sfida, Bibbiano. Il centro blindato per la doppia manifestazione della Lega e delle Sardine.

Matteo Salvini e la candidata leghista per la Regione Emilia Romagna, Lucia Borgonzoni, sul palco alle 18 in piazza della Repubblica, proprio di fianco al municipio ma senza nessun simbolo.

Sul palco, lo striscione: “Giù le mani dai bambini“, simbolo dell’iniziativa e siluro contro la sinistra che è stato lo slogan cantato dalla piazza insieme a Salvini verso il finale del comizio.

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Presenti quasi 3 mila persone (Bibbiano fa 10 mila persone) che hanno applaudito. Fra di loro molta commozione nel sentire le storie delle mamme di Bibbiano a cui hanno strappato i figli ingiustamente.

Sul palco anche la mamma del piccolo Tommy, il bambino di 18 mesi rapito e assassinato a colpi di vanga nel 2006, per il quale sono stati condannati Antonella Conserva e Mario Alessi.

La donna condannata a 24 anni ha già ottenuto dei permessi premio ed è libera di girare nel luogo dove è avvenuto l’omicidio. La mamma di Tommy sul palco ha chiesto maggiore giustizia fra gli applausi della piazza.

Sul palco si sono alternati, moderati dall’ex ministra della Famiglia Alessandra Locatelli, alcuni genitori ai quali i servizi sociali della Val d’Enza hanno tolto i figli.

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Accanto a loro il leader della lega. Sotto il palco diversi cartelli contro la magistratura e a favore della famiglia “uomo-donna”.

«Voglio l’Italia unita nella lotta contro la droga, quartiere per quartiere, giardinetto per giardinetto, scuola per scuola, senza se e senza ma. Con le buone o con le cattive gli spacciatori vanno cancellati dalla faccia di questo Paese»ha detto Salvini prima di dare la parola alle mamme di Bibbiano che hanno raccontato le loro storie fatte di soprusi e allontanamenti illegittimi dell’operazione angeli e demoni

“Dobbiamo rivedere la legge sull’affido condiviso: mamma e papa’ possono litigare ma i bambini devono rimanere con le famiglie”. Cosi’ Matteo Salvini chiudendo la manifestazione in piazza a Bibbiano. “Massimo rispetto per quelle case famiglie che aiutano sul serio i bambini, massimo disprezzo per quelle strutture che sui bambini hanno fatto i soldi. Viva Bibbiano e sappiate che sono pronto a dare la vita per riportare a casa questi bambini. Giu’ le mani dai bambini”. 

“Ci sono oltre 26mila bimbi lontani, spesso per motivi giustificati. Ma se ce ne fosse solo uno lontano da mamma e papa’ senza motivo allora è dovere di un popolo civile riportarlo a casa”.

 

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Politica

Porte aperte in Consiglio regionale con il concerto per De Gasperi e Lubich

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Sabato 25 gennaio le porte del Consiglio regionale si apriranno alla cittadinanza in occasione di un concerto che chiude simbolicamente la giornata che vedrà il Presidente Mattarella protagonista a Trento e che vedrà ricordate le figure di Chiara Lubich e Alcide De Gasperi.

E il Presidente del Consiglio regionale, Roberto Paccher, ha voluto raccogliere la proposta del presidente del Coro del Noce, Paolo Magagnotti, di rendere omaggio allo Statista con un evento durante il quale ne verrà idealmente ripercorsa la vita politica, attraverso i canti della tradizione e il racconto per immagini della vita del padre dell’Autonomia trentina.

Madrina del coro e dell’intera serata, Maria Romana De Gasperi, che sarà presente dopo aver inaugurato, insieme al presidente Mattarella, lo spazio De Gasperi a Palazzo Thun.

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A partire dalle 20.30, il concerto avrà luogo nella Sala di Rappresentanza, il grande spazio progettato da Adalberto Libera e da pochissimo restaurato e messo a disposizione della cittadinanza.

Siamo orgogliosi – ha detto Paccherdi poter ospitare un evento così significativo nel Palazzo che racchiude in sé la storia della nostra Autonomia ed è la casa di tutti i cittadini. Questo concerto è una occasione per riscoprire in modo diverso il percorso di un uomo che ha permesso la rinascita della nostra terra e dobbiamo far sì che siano soprattutto i più giovani a poterne scoprire il valore”.

Le istituzioni hanno il dovere di organizzare momenti come questo, dove la nostra storia e le nostre tradizioni possono essere raccontate, dando vita a eventi che diventano occasione di arricchimento culturale e possono far nascere un dibattito costruttivo”.

L’Assessore regionale Claudio Cia,  che si è fatto portavoce della richiesta del Coro del Noce di poter dare vita a questo momento particolare, ha voluto rimarcare l’importanza di De Gasperi come uomo sotto il profilo politico, ma anche religioso e umano: “L’occasione della giornata in cui il Presidente Mattarella ricorderà Chiara Lubich e Alcide De Gasperi a Trento, ci permette  di riflettere anche su un altro aspetto del grande statista trentino, spesso sottovalutato: quello spirituale. De Gasperi è stato un uomo di grande fede e per capire il suo agire politico occorre pensare anche a questo aspetto”.

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Claudio Cia ha voluto anche lanciare l’idea di un collaborazione con il Museo Storico Trentino per la casa di De Gasperi in Val di Sella, un luogo della memoria molto amato da Alcide.

Il Presidente del Coro del Noce, Paolo Magagnotti, ha sottolineato il ruolo di Maria Romana De Gasperi come madrina della formazione mista e ha ricordato l’importanza della figlia dello Statista nel processo di conoscenza dell’opera del padre.

Il Concerto ripercorrerà – ha spiegato Magagnotti – la vita di De Gasperi attraverso le immagini che saranno proiettate su di un maxi schermo, mentre il coro ne accompagnerà la visione con i canti legati a momenti particolari del suo percorso.

Così, per esempio, mentre si vede De Gasperi chiuso in cella, il Coro intonerà “Addio Montagna”, oppure, mentre le immagini mostreranno la giovinezza a Innsbruck del politico trentino, si potrà ascoltare “Vienna Vienna”.

Il Coro del Noce – Nato ben 41 anni fa come Coro misto, il Coro del Noce prende il suo nome da fiume che percorre la val di Sole in tutta la sua estensione.

Una realtà che nel tempo si è affermata nel panorama regionale e nazionale con progetti volti al recupero sia dei canti di montagna sia a sonorità legate a momenti particolari della storia trentina, come l’emigrazione.

Nel titolo e sotto le interviste a Roberto Paccher e Claudio Cia

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Politica

«Voltaggabana»: nella classifica Conzatti supera Bottamedi. Pergher astro nascente

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È normalità che quando si entra nel periodo elettorale personaggi politici di secondo piano diventino vittime di un frenetico attivismo facendo di tutto per conquistare una visibilità che in altro periodo non avrebbero.

Uno degli esempi è Donatella Conzatti che sta sgomitando per mettersi in evidenza nel tentativo di trovare uno spazio tra l’armata Brancaleone formata dalle 11 liste che sostengono Ianeselli.

Dopo essere passata da Comunità Civica a Scelta Civica di Mario Monti, per traslocare poi all’Unione per il Trentino (UPT) tradita per trasferirsi in Alternativa Popolare di Angelino Alfano, Conzatti è tornata in Scelta Civica, per andare poi a far parte di Noi con l’Italia-UDC, approdando infine nella lista di Civica Popolare del ministro Lorenzin

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Ma non è ancora finita. Alle elezioni politiche del 2018 la Conzatti aderisce a Forza Italia con la quale, grazie ai voti della Lega, viene eletta senatrice. Poi decide di tradire il mandato elettorale per convolare a nozze con Italia Viva di Matteo Renzi.

Dopo questo percorso fatto di ben 9 salti della quaglia l'”affidabilità” politica di Donatella Conzatti è cosa certa e Ianeselli la può considerare tranquillamente un alleato del quale potersi fidare.

Qualche riflessione va fatta anche sulla candidatura con Forza Italia.

Di certo il curriculum della Conzatti non è quello di un politico di centro destra, ma allora perché ha accettato la candidatura?

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Non è che possa essere stata una scelta di comodo col l’obiettivo di facilitare quello che era il suo antagonista Tiziano Mellarini che fu il suo successore alla segreteria dell’Upt?

In questi giorni Donatella Conzatti è impegnata a far nascere una creatura con due teste o meglio due simboli: quello di Italia Viva affiancato da quello di #In Movimento di Andrea Robol rimasto isolato dopo la virata all’estrema sinistra del Patt.

Non solo, ma per uscire dall’agiato anonimato del Senato dov’è capogruppo di Italia Viva della Commissione Finanze, Donatella Conzatti ne ha pensato un’altra ed ha messo nel mirino il Festival di Sanremo.

L’iniziativa più recente è quella di scrivere alla Rai per chiedere l’esclusione del rapper Junior Cally accusato di inneggiare alla violenza di genere.

Precedentemente era intervenuta a favore della partecipazione della giornalista Rula Jebreal quale super retribuito ospite dello stesso festival.

Di certo alla Rai le lettere della Conzatti saranno tenute nella massima considerazione, ma intanto c’è sempre un giornale amico disposto a fare da cassa di risonanza e la visibilità è assicurata.

Ma Ianeselli farà decisamente meglio a selezionare con attenzione prima ancora degli alleati, le persone delle quali fidarsi.

Ma la «coerente» Conzatti è comunque in buona compagnia anche se con l’ultimo cambio di partito è balzata da sola in testa alla speciale classifica di quelli che nel gergo politico vengono chiamati «Voltagabbana» con l’iscrizione a ben 9 partiti.

Al secondo posto rimane saldamente Manuela Bottamedi, ritiratasi dalla scena politica. La ex consigliera provinciale in 7 anni ha cambiato sette partiti.

Tra gli astri nascenti specialisti nel salto della quaglia segnaliamo Roberto Pergher, medico dipendente dell’azienda sanitaria che ha criticato fortemente l’assessore Stefania Segnana che aveva sostenuto a tamburo battente nelle elezioni provinciali del 2018.

Pergher in soli 2 anni è passato da Civica Trentina ad Agire per il Trentino, a Forza Italia, alla Lega, e pochi giorni fa ha dichiarato di sostenere il PATT alleato con l’estrema sinistra alle prossime elezioni comunali del 3 maggio.

Di lui si ricorda soprattutto la locandina diffusa a suo sostegno sui social che pubblicava la data delle elezioni sbagliata. Cosa mai successa in Trentino

Se il buongiorno si vede dal mattino per lui, nella speciale classifica dei politici «coerenti», un futuro è assicurato. 

 

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