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Speciale elezioni 2018

Mauro Pericolo (AGIRE): «Bisogna ridare dignità ai docenti e liberare la scuola dalla politica»

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Speciale Elezioni provinciali 2018

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei candidati delle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Abbiamo incontrato un candidato del movimento «Agire per il Trentino», che si è schierato nel centrodestra autonomista a sostegno del candidato presidente Maurizio Fugatti.

Si tratta di Mauro Pericolo, 54 anni, nato a Rossano in provincia di Cosenza, due figlie di 14 e 16 anni, diplomato in magistrale con la qualifica di sindacalista esperto di diritto del lavoro e scolastico

Mauro Pericolo è uno dei più grandi luminari italiani nel diritto scolastico, con una preparazione da far invidia a chiunque.

È arrivato a Trento nel lontano 1997, come insegnante precario dopo il superamento di in concorso, e diventa di ruolo nel 1999, dopo 18 anni dal superamento di un altro concorso.

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Ma la sua indole è un’altra, cioè quella di dedicare le sue grandissime competenze giuridiche in materia di scuola alla tutela del personale scolastico.

Per questo fonda un sindacato, organizzandolo con una linea particolarmente aggressiva verso il potere amministrativo costituito e diventa presidente del Sindacato Delsa (diritti Europei lavoratori sindacato autonomo)

Conduce numerose battaglie contro l’amministrazione provinciale Rossi ottenenndo grande consenso nel comparto scuola.

Ad oggi il suo Sindacato rappresenta oltre 600 soci docenti fra scuola pubblica e privata ed a soli 3 anni dalla fondazione.

«Sono arrivato a Trento per scelta,  – spiega Mauro – il primo impatto è stato di sana diffidenza che una volta misurata si è trasformata in grande amicizia e forte solidarietà, un popolo, quello Trentino che stimo per il suo senso civico e il suo profondo senso di appartenenza alla cosa pubblica».

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«L’idea di scendere nell’agone politico è nata dopo aver riscontrato una forte carenza all’interno del consiglio provinciale di competenze specifiche della scuola. Dentro la politica Trentina ho notato solo interventi vaghi e generici in questo settore. Poi un amico comune mi ha presentato Claudio Cia, con il quale mi accomunano due elementi, amici e nemici comuni e una tecnica di difesa dei proprii ideali e valori affine. Per questo quando mi ha chiesto di candidare non ci ho pensato due volte ed ho accettato subito»

50 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Restituendo il potere autonomistico ai cittadini trentini, oggi il potere dell’autonomia è nelle mani di gruppi politici ed economici che ne fanno un uso personale senza alcun ritorno nei confronti della comunità».

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«Vanno subito cambiate alcune dirigenze dentro la scuola perché la stessa deve ritornare libera dalla politica e quindi essere gestita da persone che provengono dal mondo scolastico, poi ridare dignità ai docenti ricostruendo il rapporto con le famiglie, e terza cosa combattere ed aggredire il problema del precariato».

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Assolutamente si»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Ciò che mi posso permettere con lo stipendio di insegnante»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Scuola, poteri forti come i sistema bancario, le nomine politiche all’interno della pubblica amministrazione e la chiarezza di rapporti fra gli organi pubblici e i cittadini che deve essere di profonda trasparenza».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Per molti anni il Trentino aveva costruito un sistema sociale e politico all’avanguardia rispetto a quello nazionale, purtroppo negli ultimi decenni è fortemente decaduto su molti aspetti perdendo credibilità agli occhi dei cittadini ma anche di chi ci osserva dall’esterno»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Quando muore sansone cadono tutti i Filistei»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«Si sono chiesti come mai non l’abbia fatto prima»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Si, di tipo personale»

Qualche rimorso?

«Il rimorso di non aver continuato la battaglia politica iniziata nel 1990 nel mio paese di nascita e terminata nel 1997 per il mio spostamento qui a Trento».

Che hobby ha?

«Mi piace camminare all’aperto e studiare il diritto, analizzare casi concreti e trovare soluzioni giuridiche»

L’ultimo libro che ha letto?

«Il diritto di avere diritti di Stefano Rodotà»

Che musica ascolta?

«Blues e jazz»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Una Nissan Qashqai»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Giorgio Almirante, un grande uomo politico d’altri tempi, sono stato tesserato nel movimento sociale italiano fino alla sua morte»

E qui in Trentino?

«Claudio Cia, perché nella sua semplicità è un uomo molto tenace» 

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Autovettura»

Soldi, successo o potere?

«Successo»

Cosa le fa più paura nella vita?

«Mi terrorizza l’assenza di Dio nella mia vita»

Lei abita a Trento, quali sono le priorità nel capoluogo?

«Va riequilibrata la distribuzione del benessere e si devono combattere le nuove forme di massoneria molto forte e radicata sul territorio da anni»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Si, quando ero precario da tanti anni ci sono stati degli amici trentini che pur conoscendomi da poco mi hanno dato una mano, belle persone che ringrazio»

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Si, ma non nella provincia di Trento»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Mi riconosco molto coraggio, qualità che tutti gli uomini politici dovrebbero avere, sono anche impulsivo a volte, e questo è un mio difetto».

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira, accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ira»

Dica la verità uscirebbe a cena con , Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè,Virginia Raggi o Giulia Bongiorno.

«Con Giulia Biongiorno perché trovo la sua grande intelligenza molto sexy» 

Bionda o mora?

«Mora»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Voler cambiare la natura dell’essere umano è qualcosa che ci porterà ad una deriva disumana,  credo che non sia giusto dare all’uomo la libertà di poter cambiare la sua natura, ma invece penso che debba migliorarla, curarla e farla crescere»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Quando sono nate le mie figlie».

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Adriano Celentano, perché è un’uomo che nella sua ignoranza è dotato di un arte profonda che trasmette in modo inconsapevole»

Gioco di squadra o in solitaria?

«A volte l’uno a volte l’altro, sono entrambe funzionali al raggiungimento dell’obiettivo finale»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Mi è capitato in ufficio poco tempo fa, di fronte ad una persona che mi rappresentava la sua situazione personale»

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna?

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Potere parlare a tanta gente in modo chiaro e libero dell’idea che ho del mondo e delle persone. Per ora non lo posso fare abbastanza per il poco accesso ai mezzi di comunicazione»

Se fosse un animale?

«Vorrei essere una Pantera»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In Sicilia»

Il suo sogno?

«Riuscire a diventare un leader politico stimato dalla gente»

 Cosa guarda in Tv?

«documentari e film polizieschi. Non guardo mai i telegiornali»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’uccisione dPamela Mastropietro, la 18 enne romana fatta a pezzi dai 3 nigeriani e trovata nella valigia. Un delitto efferato che grida vendetta» 

Per cosa sarà ricordato?

«Per avere combattuto da solo un potere straordinariamente forte e potente nei sui mezzi»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Assolutamente si».

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