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Spettacolo

Presentate le stagioni di grande prosa e altre tendenze 2018 – 19

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Ritorna l’appuntamento con la Stagione di Prosa del Centro Servizi Culturali S. Chiara, pronta a regalare al proprio pubblico una nuova e ricca offerta, ben distribuita all’interno delle due consuete rassegne “Grande Prosa” e “Altre Tendenze”.

Il calendario degli spettacoli è stato illustrato oggi a Trento nel corso di una Conferenza Stampa dal presidente del CSC, Enzo Bassetti; dal direttore, Francesco Nardelli, e dal consulente artistico per la Stagione di Prosa, Marco Bernardi.

 «A caratterizzare la nuova Stagione – ha esordito Nardelli – saranno spettacoli di impostazione corale, spesso proposti da compagnie numerose. Testi di autori che spaziano dal classico al contemporaneo porteranno sulla scena grandi interpreti del teatro italiano.»

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La GRANDE PROSA, che si aprirà al Teatro Cuminetti con una Prima Nazionale – per spostarsi poi al Teatro Sociale di Trento – avrà dieci spettacoli in cartellone, scelti tra le migliori proposte della scena italiana del momento. Sarà una Stagione di forte impatto popolare, con registi di prestigio e interpreti d’eccellenza, ma sarà soprattutto un’offerta di livello qualitativo ispirato al “teatro d’arte”, con testi moderni e classici, interpretati da grandi compagnie.

Per uno sguardo sulle nuove proposte più radicalmente alternative e sperimentali della nuova scena nazionale, la rassegna ALTRE TENDENZE mette in calendario un ventaglio di 10 proposte di spettacoli (5 al Teatro Sociale e 5 all’Auditorium “Melotti” di Rovereto), tra figure di spicco del panorama d’avanguardia italiano, una “prima Nazionale”, ed una importante produzione di respiro internazionale con La MaMa Experimental Theatre Club di New York, per un interessante focus sulla scena teatrale oltreconfine.

Il primo appuntamento della GRANDE PROSA, in programma al Teatro “Cuminetti”, chiude il progetto triennale nato dalla collaborazione tra il Teatro Stabile di Bolzano, il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Coordinamento Teatrale Trentino. Sul palco «MACBETH», grande classico shakespeariano, messo in scena dalla Compagnia Regionale, in prima nazionale.

Uno spettacolo diretto da Serena Sinigaglia e interpretato da una compagnia di ben quattordici elementi, tra i quali Fausto Russo Alesi e Arianna Scommegna. La rassegna Grande Prosa proseguirà poi con un altro grande classico del teatro come le «LE BARUFFE CHIOZZOTTE», del drammaturgo veneziano Carlo Goldoni.

Questa nuova versione dell’opera, prodotta dal Teatro Stabile del Veneto, regala un affresco del Goldoni più vero e autentico: il gusto per il dialetto veneziano, la musica, il ballo e le risate ne fanno uno spettacolo divertente, leggero e popolare.

Il mese di dicembre sarà caratterizzato da musica dal vivo di qualità e tante risate. Con «TEMPO DI CHET. La versione di Chet Baker», per la regia di Leo Muscato, il grande musicista Paolo Fresu, insieme ad un cast di otto attori, ridarà fiato alla tromba di Chesney Henry “Chet” Baker, uno dei miti musicali più controversi del Novecento.

Con «A TESTA IN GIÚ», invece, spazio alla esilarante coppia formata da Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni, alle prese con una brillante commedia di Florian Zeller, diretta da Gioele Dix. Il 2019 si aprirà con «COPENAGHEN», dramma storico-scientifico di Michael Frayn, interpretato da un trio di assoluto spessore artistico composto da Umberto OrsiniMassimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

La Stagione proseguirà con «VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco», testo diretto da Stefano Massini, vincitore nel 2005 del Premio Tondelli, con Alessandro Preziosi ad interpretare i tormenti interiori del pittore olandese.

Un grande cast di attori porterà sul palco del Teatro Sociale “DIECI PICCOLI INDIANI…E NON RIMASE NESSUNO”, tratto dal capolavoro del giallo di Agatha Christie. L’ottavo appuntamento vedrà invece protagonista l’attore Lino Guanciale, impegnato sul palcoscenico insieme ad un cast di 18 attori, nello spettacolo «RAGAZZI DI VITA», tratto dall’omonimo romanzo del 1955 di Pier Paolo Pasolini.

Il testo, adattato al teatro da Massimo Popolizio, ha ottenuto nel 2017 prestigiosi riconoscimenti, tra i quali il “Premio Ubu” e il “Premio Le Maschere del teatro italiano”.

Ritorna a Trento un’altra figura di spicco del teatro italiano come Michele Placido che, in coppia con Anna Bonaiuto, sarà protagonista di «PICCOLI CRIMINI CONIUGALI», pièce del drammaturgo francese Eric-Emmanuel Schmitt, diretta dallo stesso artista pugliese, incentrata sulle dinamiche di coppia. A chiudere la Grande Prosa, la commedia «TEMPI NUOVI», scritta e diretta dalla celebre scrittrice e regista Cristina Comencini, ed interpretata da Ennio Fantastichini e Iaia Forte. Uno spettacolo divertente, improntato sul rapporto tra genitori, figli e tecnologia.

Un’offerta ricca di qualità, che è possibile ritrovare anche all’interno del cartellone della rassegna ALTRE TENDENZE, con tanti registi ed interpreti d’eccellenza del panorama nazionale e internazionale. Il Teatro Sociale ospiterà un ciclo di cinque appuntamenti che verranno inaugurati dal regista più sperimentale della scena italiana contemporanea, Antonio Latella, alle prese con «AMINTA», sublime capolavoro del teatro manierista rinascimentale di Torquato Tasso.

Grazie al gruppo storico della ricerca drammaturgica italiana “Fanni & Alexander, arriva a Trento «STORIA DI UN’AMICIZIA», prima versione teatrale del best-seller internazionale “L’amica geniale” della misteriosa Elena Ferrante. Per il terzo appuntamento, la rassegna volge lo sguardo oltre confine, per mostrare al pubblico ciò che succede fuori dal nostro Paese da un punto di vista teatrale. Dall’incontro tra Motus, storico gruppo dell’avanguardia italiana, e La MaMa Experimental Theatre Club, il più grande gruppo sperimentale di New York, è nato «PANORAMA», spettacolo sconvolgente e attuale sul tema dell’identità, interamente in lingua inglese con sovratitoli in italiano.

Pippo Delbono e la sua compagnia accompagneranno il pubblico in un viaggio alla ricerca de «LA GIOIA», con uno spettacolo pieno di fiori, clown che ballano e personaggi di felliniana memoria, mentre la giovane e talentuosa regista romana Giorgina Pi metterà in scena un testo forte e provocatorio di Caryl Churchill, «SETTIMO CIELO»: un’opera “punk” degli anni settanta, aggressiva e sarcastica.

Arriva per la prima volta sul palco dell’Auditorium “Melotti” di Rovereto il celebre performer Antonio Rezza con «FRATTO_X». Uno spettacolo travolgente, divertente e di grande impatto visivo, che mette in luce la demenzialità esilarante di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, freschi vincitori del Leone d’oro alla carriera alla Biennale Teatro di Venezia.

Dopo il successo ottenuto con il “Macbettu”, Alessandro Serra – uno dei più interessanti registi del nuovo teatro italiano – approda a Rovereto con «FRAME», spettacolo sofisticato e magico, dedicato al grande pittore americano Edward Hopper. Sarà una prima nazionale a caratterizzare il mese di marzo: dall’intento della compagnia roveretana Evoè!Teatro di indagare il tema dell’identità al giorno d’oggi è nato «IL DRAGO D’ORO», testo profondo di Roland Schimmelpfennig, uno dei più innovativi autori tedeschi contemporanei.

Per il penultimo appuntamento della rassegna, spazio alla maestra indiscussa del nuovo teatro italiano, Emma Dante, visionaria e originale, alle prese con «LA SCORTECATA», fiaba amara tratta da una raccolta di Giambattista Basile, e già raccontata al cinema da Matteo Garrone. Infine, ultimo appuntamento con le risate amare messe in scena dalla Carrozzeria Orfeo«THANKS FOR VASELINA» è uno spettacolo divertente, tagliente, incentrato sulle ipocrisie e i paradossi del nostro tempo.

Per quanto riguarda la proposta di abbonamento alla Grande Prosa, rimangono invariate le condizioni della scorsa Stagione, con prezzi che oscillano tra 40 e 170 Euro, ed una vantaggiosa proposta “su misura” per il sabato sera (da 35 a 150 euro). Confermata anche la “Prosa card”: 5 spettacoli a scelta tra i 10 della Grande Prosa, al costo di 120 Euro. Agli Under 26 è invece riservata la “Giovani card”, 5 spettacoli a scelta al costo di 30 Euro.

Per gli abbonati è inoltre previsto un particolare benefit: al costo di 2,50 euro potranno essere acquistati fino a 5 biglietti di stagioni prosa “partner”: 1 biglietto della stagione del Teatro Stabile di Bolzano, 2 della rassegna “Altre Tendenze Trento”, 2 della rassegna “Altre Tendenze Rovereto”.

L’acquisto dell’abbonamento alla stagione di Grande Prosa darà altresì diritto al “ridotto giovani” per l’acquisto di tutti i biglietti ovvero dell’abbonamento alla rassegna Altre Tendenze.  Sono infine previste ulteriori riduzioni per gli enti convenzionati.

Invariate anche le condizioni di abbonamento alla rassegna Altre Tendenze. L’abbonamento a 10 spettacoli avrà un costo tra i 60 e gli 80 euro, con la possibilità di poter sottoscrivere un abbonamento ai soli spettacoli di Trento o Rovereto, al costo di 50 Euro.

Si ricorda inoltre che sarà possibile rinnovare gli abbonamenti, sia Grande Prosa che Altre Tendenze, a partire da sabato 8 settembre 2018. La sottoscrizione dei nuovi abbonamenti, invece, partirà sabato 29 settembre 2018.

Gli abbonamenti saranno acquistabili presso le casse del Teatro Auditorium (lun-sab, 10-19), del Teatro Sociale (lun-sab, 16-19). I biglietti per la Grande Prosa saranno invece acquistabili a partire da sabato 3 novembre 2018, mentre quelli per le Altre Tendenze saranno disponibili a partire da sabato 15 dicembre 2018. I biglietti saranno in vendita anche sul sito www.primiallaprima.it

Proseguono anche gli appuntamenti con i FOYER DELLA PROSA. Si rinnova la collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento per gli incontri di approfondimento sulla rassegna, curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò.

Gli incontri si terranno, come da tradizione, il secondo giorno di recita (venerdì), ad eccezione del primo appuntamento in programma di martedì, presso la Sala “Anna Proclemer” del Teatro Sociale di Trento e offriranno al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con gli attori protagonisti.

Infine, anche in questa Stagione le famiglie potranno usufruire del servizio di baby-sitting durante il turno della domenica pomeriggio per i bambini dai 3 ai 10 anni. Il servizio è gratuito per i possessori dell’Abbonamento Grande Prosa.

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Alessandro Serra a Rovereto con Frame, ispirato da Edward Hopper

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Sabato 16 febbraio alle 21 va in scena a Rovereto, all’auditorium Melotti, Frame (2017), di Alessandro Serra (anche regista, scenografo, costumista, responsabile delle luci).

“Frame” è uno spettacolo che si ispira all’universo pittorico di Edward Hopper, pittore statunitense che ben rappresentò l’America interiore, quella più solitaria e desolata degli anni ’50.

Serra ha voluto rendere omaggio ad un artista e alla sua capacità di ricreare un’esperienza e renderla visibile a tutti, anche solo per un istante. Immagini con cui il regista sardo riempie il palcoscenico in questo suo ultimo lavoro.

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Due grandi pareti grigie che convergono verso il fondale, al cui interno si apre una cornice rettangolare cava (frame, cornice in inglese). Sul palco cinque attori si muovono in questa scatola scenica, riempiendo lo spazio in rituale silenzio.

Serra stesso presenta così il suo lavoro: “Frame si ispira all’universo pittorico di Edward Hopper.

Ogni sua opera è stata trattata come un piccolo frammento di racconto dal quale distillare figure, situazioni, parole.

Una novella visiva, senza trama e senza finale, direbbe Cechov, una porta semiaperta per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa.

Di Hopper non mi interessano le indubbie qualità pittoriche quanto piuttosto la capacità di imprimere sulla tela l’esperienza interiore. Ricrearla in scena. Farla vedere, anche solo per un istante.

Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica, egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni. Opere straordinarie compiute attraverso l’ordinario.

Quanto più consuete sono le ambientazioni, abitate da figure semplici, tanto più si rivela la magia del reale.

Non c’è tempo per descrivere, tutto accade in un soffio. In un soffio si rappresenta la verità interiore.

C’è un dentro e c’è un fuori che osserva ma non vi è alcun intento voyeuristico, nessuna perversione.

Una castità e un pudore che si sprigionano quando si è riconciliati, calmi, scaldati dal sole”.

Frame

Di Alessandro Serra

Con Francesco Cortese, Riccardo Lanzarone, Maria Rosaria Ponzetta, Emanuela Pisicchio, Giuseppe Semeraro

Prodotto da Cantieri Teatrali Koreja con Compagnia Teatropersona

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Spettacolo

«Con il bene vinci il male». Al PalaRotari la Divina Commedia spiegata da Vivaldelli

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La Divina Commedia molto spesso viene ignorata perché troppo lunga, non viene capita, viene lasciata come cimelio nelle biblioteche.

Quello di ieri sera al PalaRotari è stato un’affascinante viaggio nella Divina Commedia con un »Cicerone» d’eccezione; il professor Gregorio Vivaldelli.

La proposta è stata dell’Arcidiocesi di Trento, in collaborazione con la Biblioteca Vigilianum.

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Il professore è stato in grado di dare una nuova vita a questo capolavoro straordinario (si fa fatica a  trovare aggettivi più grandi), ma non solo.

È stato in grado di attualizzarla fino ai giorni nostri, facendo capire come quattordicesimo e ventunesimo secolo in realtà hanno molto in comune.

La facilità nello spiegare concetti all’apparenza complicati, ha fatto sì che si creasse un ponte fra queste due epoche, la prima essenziale per capire la seconda.

Il professore descrive la Commedia con delle parole splendide “è un tuffo nella propria vita”.

In questa serata Vivaldelli si è occupato del VII cerchio dell’Inferno, riservato ai violenti.

Per chi fosse stata la prima volta di questo spettacolo, si è iniziato con un approfondito sommario introduttivo che raccogliesse brevemente i monologhi precedenti.

Leggendo il famoso verso “nel mezzo del cammin di nostra vita” Vivaldelli esordisce così: “il mezzo significa il momento in cui si ha la speranza e il desiderio di costruire la propria vita. Avviene quando io sono in mezzo fra gli altri, e capisco che nell’altro realizzo me stesso. Il troppo individualismo porta all’esclusione, al non essere più in mezzo, e all’essere narcisista”. L’esordio con queste parole sagge rende già l’idea del livello così alto che  in pochi minuti si riesce a raggiungere. La saggezza dantesca così nascosta, inizia ad emergere in maniera trionfante.

Dopo un sommario, che nonostante la parola limitativa, è stato veramente molto ricco, si giunge nel VII cerchio dell’Inferno.

In questo cerchio risiedono i violenti. L’ambiente puzza. È un odore che non si riesce a sopportare.

I violenti, i fraudolenti e i traditori sono i peccati più gravi dell’Inferno e vengono puniti molto ferocemente. L

a loro colpa è quella di aver usato l’intelligenza (un dono di Dio) per danneggiare gli altri. Per questo motivo sono divisi dagli incontinenti attraverso le mura della città di Dite.

A guardia dell’ingresso c’è il Minotauro, simbolo della violenza (primo girone).

Riprendendo frasi del professore “l’uomo diventa bruto quando si abbandona a sembianze bestiali. Non c’è nessun tipo di virilità nell’usare la violenza”.

Nel secondo girone risiedono  coloro che hanno fatto violenze contro se stessi: i suicidi e gli scialacquatori. Il professore fa notare che in questo luogo sia presente Pier della Vigna (1190-1249).

Era il più importante cancelliere di Federico II, ma attraverso delle cattive notizie (il professore ironizza come “fake news”) viene etichettato come un congiurato nei confronti del Re.

Il Re ci crede e lui (secondo Dante) si suicida per la vergogna. Condizione, purtroppo, attualissima di  tutti coloro che vittime di cattive dicerie, non vedono alternative migliori alla straziante idea di lasciar morire il proprio corpo.

Nel terzo girone si stanziano i violenti contro Dio (usurai, sodomiti, bestemmiatori), e nella pioggia di fuoco che fa patire attimi strazianti a tutti coloro che ne sono colpiti, uno sembra non piegarsi al dolore.

È Capaneo (nella Tebaide di Stazio era uno dei sei Re che assaltò Tebe). Sottolinea il professore come questo personaggio rappresenti l’arroganza e la superbia che sta alla base del male. Questi gravi comportamenti si scagliano addirittura contro Dio.

In questo caso il comportamento impertinente di Capaneo, impedisce a Dio di punirlo, e di fargli notare gli sbagli commessi. È la convinzione che una persona sia così e che non possa essere giudicata diversamente da nessuno. Nemmeno da Dio.

Il professor Vivaldelli ha descritto in maniera attualizzata alcuni gironi dell’Inferno con una capacità di dialogo straordinaria.

Il coinvolgimento emotivo da parte del pubblico è stato molto forte, tanto che la sala si è lasciata ad un lunghissimo applauso. L’auditorium strapieno faceva presagire che non sarebbe stata una serata qualunque, e difatti il professore è riuscito ad appassionare un pubblico di tutte le età.

 

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Spettacolo

«Con il bene vinci il male»: domani al PalaRotari la Divina Commedia di Vivaldelli

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Nuovo appuntamento e nuova location domani, martedì 12 febbraio, per l’affascinante viaggio nella Divina Commedia con il professor Gregorio Vivaldelli.

“Con il bene vinci il male” è il titolo della serata in programma al PalaRotari di Mezzocorona (Tn), con inizio ad ore 20.30.

La proposta è dell’Arcidiocesi di Trento, su organizzazione della Biblioteca Vigilianum.

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La scelta del palazzetto rotaliano punta ad ampliare la disponibilità di posti, considerato il grande successo delle precedenti serate, tant’è che a dicembre molti non riuscirono ad accedere all’Auditorium cittadino.

La proposta diocesana si allarga, peraltro, dalla città al territorio, dove, peraltro, Vivaldelli è già molto conosciuto.

Il biblista trentino con la passione per il testo dantesco prosegue ad accompagnare gli spettatori, quasi come un novello Virgilio, nei gironi dell’Inferno.

Superato il VI cerchio, quello degli eretici, si giunge ora al VII cerchio, quello dei violenti.

Il Sommo Poeta farà nuovi incontri con nuovi personaggi in grado di suscitare interrogativi, riflettere sul dramma della violenza e del dolore, generare speranza e parlare al cuore delle persone di ogni tempo con sorprendente efficacia.

Un nuovo tratto di strada nella Divina Commedia in compagnia di Dante, per scoprire quanto sia davvero urgente e attuale la consapevolezza che solo con il bene sia possibile vincere il male, generando così un’umanità rinnovata, aperta a prospettive di pace, di dialogo e di fraternità.

L’appuntamento è per domani, martedì 12 febbraio, ore 20.30, ingresso libero.

Sarà disponibile l’ampio parcheggio interno gratuito con accesso da via del Tonale, 110 – San Michele all’Adige (Tn).

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