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Rovereto e Vallagarina

80°anniversario del Gruppo Alpini Remo Rizzardi di Mori: bilancio positivo

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Cala il sipario sulla festa dell’80°anniversario di fondazione del Gruppo Alpini Remo Rizzardi di Mori, si fanno i primi bilanci, le prime considerazioni.

Il ritrovo presto per l’aperitivo, grande fermento per la divisione dei compiti e poi tutti in chiesa Santo Stefano, per la celebrazione della messa, messa solenne celebrata da Don Paolo, accompagnata in modo egregio dal coro Incanto Alpino e con l’emozionante partecipazione della fanfara Alpina di Lizzana.

La pioggia battente non ha fatto rinunciare alla sfilata per le vie del centro a cui hanno partecipato numerosi alpini delle varie sezioni e molti altri cittadini.  Vedere i vari gruppi, accompagnati dalla fanfara, che tengono il passo, si è rivelato emozionante per gli spettatori.

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Al Monumento dei Caduti le varie operazioni di rito (tra queste l’innalzamento della bandiera e la commemorazione ai caduti) tutto sempre sotto una pioggia insistente. Provvidenziale la scelta del “rancio alpino” consumato presso la scuola delle medie, dove in tranquillità è potuta proseguire la cerimonia, con i vari interventi delle autorità e i ringraziamenti di rito. (sito web: www.anamori.org – info@anamori.org)

Un ringraziamento particolare è andato alla protezione civile che si è occupata della distribuzione del pasto. «Sarebbero tanti i ringraziamenti da fare», ha detto il capogruppo Manfredi nel suo intervento ricordando che ognuno si è impegnato come ha potuto.

Il Gruppo come affermato in altre occasioni e ribadito da Manfredi può essere paragonato ad una grande famiglia che vive gioie e delusioni, in cui i componenti si impegnano alternandosi a seconda delle proprie doti e disponibilità.

 L’obbiettivo del Gruppo è quello di proseguire con rinnovato entusiasmo e impegno guardando con fiducia al futuro.

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Rovereto e Vallagarina

«Robocup Junior 2019»: secondo posto e finale per la «TriPoloski» di Rovereto

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Anche in questo corrente anno scolastico l’Istituto Tecnico Tecnologico “Marconi” di Rovereto si è fatto magnificamente valere nella «Robocup Junior 2019», dedicata all’affascinante scienza della robotica.

Sabato scorso, 16 marzo, presso l’Istituto “Buonarroti” di Trento si è tenuta la fase regionale del concorso, alla presenza di parecchi Istituti e di molti giovani studenti.

I ragazzi del “Marconi” sono stati accompagnati, come succede da vari anni, dall’apprezzatissimo prof. Paolo Pancheri.

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La squadra “TriPoloski”, composta da due studenti del primo anno, Simone Pascotto e Riccardo Farinati, e da tre del secondo anno, Sebastian Cikes ( capitano ), Davide Eccheli e Sebastiano Ticò, si sono classificati al posto d’onore assoluto e primi del “Marconi”, meritandosi di andare dall’11 al 14 aprile prossimi a Firenze alla fase nazionale dell’ambìto concorso ROBOCUP JUNIOR 2019.

Un sentito plauso ai giovanissimi “scienziati della robotica”, ma soprattutto un sentito grazie all’Istituto “Marconi”, ed in particolare al bravo e stimatissimo prof. Paolo Pancheri, per aver permesso di vivere ai propri studenti questa importante, esclusiva e coinvolgente esperienza.

Ai ragazzi spetta l’enorme onore e la grande responsabilità di rappresentare l’Istituto “Marconi” sul proscenio nazionale.

A tutti un sincero “in bocca al lupo” per la tanto attesa finale di Firenze.

 

 

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Torrente Leno: come violentare un fiume e la sua gente.

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Il torrente Leno prima e dopo

 Il torrente Leno non si limita a scorrere nel fondovalle di Vallarsa ed a qualificarne il territorio.

Il Leno scorre nelle vene dei residenti, e li lega ad altre comunità del territorio, in modo talmente qualificante da ricomprenderle sotto il comune nome di “Valli del Leno”.

A metà febbraio le limpide e fredde acque del Leno di Vallarsa sono state pervase dal fango, proveniente dal bacino artificiale della Busa.

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La ditta che gestisce la diga, infatti, ha effettuato lo svaso dell’acqua presente nel bacino, che era diventata fangosa anche a seguito degli eventi calamitosi dello scorso fine ottobre.

Questo ha provocato l’immediata compromissione dell’ecosistema: ha di fatto soffocato e ucciso la flora e la fauna (che comprende una specie protetta, lo Scazzone) che popolava il torrente.

Non è la prima volta, nel recente passato, che il torrente subisce la violenza da parte di chi da quello stesso torrente vuole forse trarre profitto: basti pensare allo stato in cui versa il cantiere per la costruzione di una centralina idroelettrica in località Ciama.

Il cantiere, avviato da un privato nell’autunno del 2017, risulta attualmente abbandonato: le impalcature sono parzialmente crollate, le parti metalliche divelte e quelle mancanti non possono che essere finite nel torrente.

Un’altra ferita al torrente, un’altra cicatrice per i suoi abitanti.

Questi eventi, infatti, uniti al silenzio assordante dell’Amministrazione comunale di Vallarsa, non possono che contribuire a far sentire ancora più soli e abbandonati i residenti della Valle, già peraltro oppressi da altre afflizioni: le predazioni dei lupi, l’assenza di acqua potabile in alcune frazioni, la scarsa considerazione politica di cui godono.

Il Gruppo Consiliare Aria Nuova per Vallarsa chiede a gran voce, anche per mezzo di una interrogazione comunale depositata il 15.03.2019 assieme al Gruppo Consiliare Vallarsa Domani, di fare chiarezza sulla ennesima ferita al fiume: la ditta ha preso le cautele necessarie per lo svaso? Non era possibile impedire la fuoriuscita del limo? Intende risarcire i danni effettuati o porvi rimedio, ripopolando il fiume?

«L’Amministrazione Comunale deve farsi portavoce degli interessi della gente di Vallarsa e dei portatori di interesse locali (fra cui gli operatori del settore turistico e i pescatori), e deve porsi come garante della salvaguardia di un ecosistema incontaminato, vera risorsa del territorio» – Afferma il movimento.

Ma ci sono anche altri possibili elementi di approfondimento.

Come per esempio le specie protette, come lo Scazzone, Cottus gobio, che “oggi è una specie che si è drasticamente ridotta di numero e localmente si è del tutto estinta a causa della diffusa alterazione dei fondali”. E quello che è avvenuto in Vallarsa è proprio l’alterazione del fondale.

Ma «Aria nuova per Vallarsa» chiama in causa anche «i due pesi e due misure» adottati dall’amministrazione locale.

«In questi periodi dell’anno ai residenti è vietato attraversare a piedi il fiume, perché c’è il rischio di calpestare le freghe, le uova dei pesci: alcuni residenti, che hanno distrattamente attraversato mentre erano impegnati in operazioni di taglio di alberi, hanno ricevuto le sanzioni amministrative previste (40 euro)». 

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Rovereto: ragazzi del Fontana marciano a Padova in ricordo delle vittime delle mafie

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Quattro classi dell’Itet Fontana, tre seconde e una prima dei corsi AFM e CAT hanno partecipato venerdì con circa altri 50.000 coetanei alla marcia a Padova in ricordo delle vittime delle mafie.

Questo è il punto di arrivo di un progetto altamente formativo in collaborazione con l’Associazione Libera che ha visto lo scorso anno la partecipazione di una classe quarta e quinta alla marcia a Catania e il recente incontro con don Ciotti – presidente e fondatore di Libera – nella hall della scuola.

I ragazzi, con i loro striscioni e cartelloni, hanno sfilato per il centro della città insieme ai loro docenti accompagnatori e ai responsabili del progetto, terminando l’esperienza al Prato della Valle dove hanno assistito commossi alla lettura dei nomi delle centinaia di vittime della mafia, ai saluti del presidente della repubblica rappresentato dal prefetto della città e infine, clou della lunga mattinata, alla testimonianza di don Ciotti stesso. Una esperienza forte che ora procede con vari incontri e approfondimenti a cura dei referenti di Libera in regione.

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