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Val di Non – Sole – Paganella

Adolf Vallazza: «Una storia scritta nel legno». La presentazione del catalogo dopo la visita di Vittorio Sgarbi

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Grande eccitazione nel tardo pomeriggio di venerdì 31 agosto al Palazzo Assessorile di Cles per la presentazione del catalogo inerente la mostra di Adolf Vallazza che sta ospitando tuttora: ‘Una storia scritta nel legno’, che è stata inaugurata il 6 luglio scorso  e rimarrà aperta fino al 23 settembre prossimo.

Eccitazione soprattutto per la presenza del 94enne artista con la consorte Renata, accompagnati dalla figlia Sabina insieme al marito Ulrich Kostner che insieme custodiscono l’Archivio Adolf Vallazza ad Ortisei.

Il Maestro è già alla sua terza visita in quel di Cles, ha partecipato infatti all’inaugurazione, poi alla visita del critico d’arte Vittorio Sgarbi e del fotografo Gianni Berengo Gardin, amico di Vallazza fin dagli anni ’70: dai suoi scatti sono state tratte le gigantografie esposte che hanno estrapolato alcuni particolari delle sculture; infine venerdì ha onorato il pubblico con la sua presenza.

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Ad aprire l’evento l’Assessore alla cultura Avv. Vito Apuzzo, che dopo i ringraziamenti di rito evidenzia l’elevato numero di visitatori raggiunto finora (circa 9.000), ed attualmente in aumento – manca ancora quasi un mese alla chiusura – “Anche Vittorio Sgarbi (foto) ci ha pregiato di una sua visita, apprezzando sia la mostra che Palazzo Assessorile, sottolineando come questo palazzo del 1500 sia stato pensato ed adattato per l’allestimento di mostre.E’ straordinario che quest’anno Cles abbia potuto accogliere due artisti così attivi anche se non più giovani come il pianista Jörg Demus (che ha ottenuto un incredibile successo per suo concerto tenuto all’Auditorium del Liceo Russell lo scorso 31 luglio) e lo scultore Adolf Vallazza, il primo di 90 ed il secondo di 94 anni. Mi dispiace solo non aver potuto farli incontrare; comunque ho qui una foto che regalo con immenso piacere al Maestro Vallazza che ritrae il musicista Demus seduto su un trono-scultura di Vallazza durante la sua visita alla mostra”.

Il Sindaco di Cles Arch. Ruggero Mucchi prosegue ringraziando l’artista e la consorte per il loro ritorno in borgata, e l’Assessore Apuzzo per il suo gusto e raffinatezza che lo portano a dare un illustre contributo nel proporre manifestazioni di così alta levatura.

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“Ho appoggiato il curatore Gabriele Lorenzoni quando ha scelto di non fare un catalogo precedente la mostra, come un normale catalogo con foto scattate in un qualsiasi luogo asettico, ma di proporre immagini delle opere durante l’allestimento della mostra. Da qui la decisione di proporre il catalogo a due mesi dall’apertura della mostra; è stata una sfida, con queste opere lineari ma al contempo robuste e dinamiche poste in un ambiente con diversi colori, luci, materiali, forme, sfida ben vinta anche grazie alla collaborazione del lavoro congiunto degli organizzatori insieme all’artista ed al suo staff. Adesso è il momento di raccogliere i risultatati grazie anche a chi ha sostenuto e patrocinato questa mostra:, oltre al Comune di Cles anche la Regione Trentino-Alto Adige”.

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A questo proposito il Sindaco Mucchi introduce il Vicepresidente della Regione Dott. Lorenzo Ossanna: “Il 6 luglio scorso, all’inaugurazione, avevo ipotizzato che le opere avrebbero dato un messaggio legato alla materia, all’ambiente, create da un artista abituato a girare il mondo, e questo ha portato a focalizzare e dare ancora più importanza all’evento, che sta dando risultati inaspettati; sarà anche per merito del Palazzo Assessorile, ma la mostra è riuscita ad unire questo luogo all’arte di Vallazza con un messaggio che dà continue sensazioni, ed ha portato a creare un catalogo che rimarrà per sempre nella storia della cultura trentina e regionale ed a fissarla nel tempo”.

Il curatore Gabriele Lorenzoni spiega come Vallazza non avesse bisogno di un’ulteriore mostra antologica che spiegasse il suo percorso creativo, e così insieme con la figlia Sabina ed il marito Ulrich si fossero chiesti cosa fare per dare un senso originale alla mostra:“Sono clesiano, nato e vissuto qui per parecchio tempo, e volevo che il pubblico locale vedesse il Palazzo con occhi diversi. Con l’artista circondato da persone giovani, ed il fotografo Francesco Mattuzzi abbiamo messo le opere al centro, senza filtri, in un Palazzo con stili architettonici, sfondi e stili diversi, e pieno di affreschi. La gente del posto osserva questo Palazzo passando di mostra in mostra e si ricorda di quando era la sede del Comune, ospitando per tantissimi anni il Municipio; volevamo vedesse qualcosa in più. Presentare il catalogo dopo una pausa di due mesi ha portato a scegliere il lavoro fotografico non neutrale di questo artista (Mattuzzi) scelto per il suo punto di vista molto interessante. Volevamo anche avere dei testi critici, un punto di vista nuovo datoci da Günther Oberhollenzer e da Carlo Sala contestualizzano il fenomeno europeo del lavoro di Vallazza nel catalogo, grazie anche alla collaboratrice Alice Salavolti. Abbiamo avuto dei brevi incontri in casa del Maestro a Ortisei condivisi con Ruggero (Mucchi) e Vito (Apuzzo) dove l’artista lavora, e durante questi incontri Vallazza, tra una battuta e l’altra, ha narrato il suo passato in maniera nostalgica tra pensieri ed emozioni. Il lavoro del collettivo Campomarzio coordinato dall’Arch. Pietro Ambrosini ha dato molto evidenziando la grande personalità di Vallazza anche nel contesto editoriale, ponendolo in una dimensione internazionale.”

Il relatore Carlo Sala fa il punto sullo studio e assemblaggio del catalogo, dopo aver scoperto Palazzo Assessorile per la prima volta, osservando le immagini archetipiche delle opere incorniciate dagli affreschi, ha immaginato lo spettatore avvolto da tutto questo, nella società odierna dove tutto è relativo e le immagini si consumano subito in un contesto di contemporaneità, ma dove si scopre che l’artista ha dedicato le sue opere a culture diverse dalla nostra, riempiendole di una fortissima identità universale.

Il fotografo Francesco Mattuzzi, interviene simpaticamente accompagnato dal figlioletto Giorgio seduto in grembo, che continua a giocare indifferente nonostante le persone che gremiscono la sala consiliare, il quale racconta come ha proceduto negli scatti delle foto per il catalogo: “Non è un tradizionale set fotografico, non ho usato luci, anzi, ho spento anche quelle esistenti. Ogni giornata era una sfida, rapportare il Palazzo con le opere, l’architettura, gli affreschi, trovare un metodo che non sbilanciasse Palazzo e opere. Mi facevo aprire il Palazzo fuori orario per catturare la luce che entrava dalle vetrate. Per sviluppare il lato tecnico ho anche visitato lo studio di Vallazza ad Ortisei, così ho scattato l’ultima foto del catalogo, nata in modo casuale, ma riuscita molto bene”.

Dopo aver spiegato alcuni dettagli tecnici, è riuscito a creare le giuste atmosfere, prospettive interessanti, nella casualità, con particolari che in realtà non si vedevano, mentre nelle foto si notano. Anche la moglie di Vallazza conferma che sia stato ore ed ore a Palazzo per trovare le luci giuste.

L’Ing. Alessandro Busana dello Studio Campomarzio ringrazia il Maestro Vallazza e tutti i collaboratori per aver voluto una mostra realizzata da giovani che hanno svolto un compito impeccabile costruendo un catalogo che lascerà future testimonianze.

Per concludere l’attesissima presentazione di Adolf Vallazza, che, dopo un divertente scambio di commenti con il Sindaco Mucchi, racconta: “Quando ero giovane tutti dicevano: Vallazza è una testa di legno, e avevano ragione! La prima volta che ho visto questo bel palazzo avevo paura, qui si sono tenute tante belle mostre. Ho osservato il Palazzo sia la mattina che la sera, ed ho avuto la percezione assoluta di esporre le sculture in armonia i vuoti – i pieni – tra linee falsificate e storte. Ringrazio tutti, soprattutto questo giovane qua (riferito a Lorenzoni), e mia moglie, perchè è stata lei a spingere la mia arte, io ero troppo timido, lei ha sempre organizzato tutto, non ha mai avuto paura di niente e di nessuno!”

Al che la Signora Renata controbatte “Per forza, eravamo tutti e due sulla stessa barca! E adesso ci ritroviamo insieme dopo 65 anni di matrimonio!” Continua Vallazza: “E pensare che anche se è presente in tante mie opere, non le ho mai fatto nemmrno un ritratto, ero troppo timido, avevo paura di non riuscirci, quando me lo ha chiesto, glielo ho fatto fare da un mio amico! ”

Infine, il Sindaco Mucchi rivela ai presenti: “Prima il Maestro Vallazza mi ha dato una busta dicendomi di aprirla dopo, ma come sono fatto io, l’ho aperta dopo due secondi: conteneva una lettera e la foto di una scultura che avevo notato nel suo laboratorio quando siamo andati a fagli visita ad Ortisei. Lui mi disse che rappresentava un vescovo, ed io l’ho immediatamente associata al cardinale Bernardo Clesio ed al Palazzo Assessorile; bene, ora voglio rendere partecipi anche i presenti rivelando che Adolf Vallazza ha voluto donare a Cles ed ai suoi cittadini questa opera preziosissima! La scultura sarà valorizzata al meglio trovandole la collocazione più adatta in questo Palazzo che di per sè è un porto di mare, da qui passano tante mostre, artistiche, musicali, scientifiche, artigianali, e adesso abbiamo l’opportunità di godere per un po’ di tempo ancora della sua mostra, ma soprattutto di conservare in modo definitivo questa scultura, e sono lieto che possa abitare qui definitivamente. Vallazza non aveva bisogno di consacrazioni ma qui la sua mostra ha valorizzato il Palazzo e adesso la scultura donataci diventerà sua testimone per sempre.”

Conclude Vallazza: “Sono molto colpito, e con orgoglio dico di essere riuscito prima di tutti con la mia arte, in Val Gardena, a trasformare dell’ottimo artigianato in ottima arte”.

E’ strano vedere questo arzillo vecchietto con una giacca color rosa tenue, look da perfetto artista, i capelli bianchi un po’ lunghi, ed i vispissimi occhi chiari, che tra uno sguardo attento ed uno un po’ assorto nei suoi pensieri, osserva ed ascolta tutti questi personaggi filosofare della sua arte e di lui con paroloni a volte un po’ difficili da comprendere, che vogliono a tutti i costi spiegare le sue opere, dar loro un senso, quando in realtà lui, colpito tempo fa da ictus, ma ancora nel pieno della sua vena creativa, non voglia fare altro che continuare a lavorare alle sue sculture, esclusivamente per il piacere di farlo, forse non ricordando che, precursore dei tempi e magari un po’ ribelle, negli anni della sua gioventù abbandonò un lavoro sicuro per intraprendere la sua vocazione, lasciando perdere le immagini sacre che era solito intagliare, e con coraggiosa incoscienza si dedicò a nuove idee, prendendo spunti da immagini artistiche di popoli lontani – come i totem – non rendendosi conto, forse, di creare ancora figure sacrali, ma sacre per altre culture.

Le foto sono di Laura Paternoster

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Lover: la parrocchia costruisce il campetto, il Comune di Campodenno contribuisce

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La frazione di Lover

La Parrocchia dell’Immacolata di Lover ha realizzato, in prossimità della canonica, un campetto polifunzionale a servizio della frazione. (altro…)

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«Agorà forum sound» a Smarano, il concerto finale con MotoContrario

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Domenica 15 dicembre ad ore 20.30 a Smarano, nell’Auditorium della Smarano Organ Academy, si terrà un concerto con le opere dei giovani compositori che hanno partecipato all’“Agorà Forum & Sound – Workshop & Performance”, progetto promosso dall’Associazione Culturale “Piazza del Mondo” in collaborazione con Associazione di Promozione Sociale Mons. Celestino Eccher e MotoContrario Ensemble.

Nei mesi da settembre a dicembre 2019 un gruppo consistente e internazionale di compositori ha lavorato a Smarano alle proprie composizioni nell’ambito di quest’esperienza aperta di creatività, condivisione e confronto; giovani provenienti da Italia, Russia, Iran, Germania.

Le composizioni saranno eseguite dal MotoContrario Ensemble nella composizione con Beatrix Graf (clarinetti), Emanuele Dalmaso (sassofoni), Riccardo Terrin (tromba), Andrea Mattevi (viola), Marco Longo (pianoforte). L’ensemble eseguirà opere dei compositori: Marco Faglia, Claudio Dina, Sebastiano De Salvo, Edgar Caracristi, Veronika Reutz Drobnić, Roman Parkhomenko, Abolfazl Rahbarian, Daniele Grott, Giacomo Mazzucchi.

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A Smarano si sono svolti i laboratori creativi di composizione, studio e ricerca, guidati da Cosimo Colazzo, compositore, docente al Conservatorio Bonporti.

Qui i compositori hanno potuto seguire i laboratori dedicati alle tecniche strumentali contemporanee tenute dai musicisti del MotoContrario ensemble, il sassofonista Emanuele Dalmaso, il violista e compositore Andrea Mattevi, il pianista e compositore Marco Longo, il trombettista Riccardo Terrin, la clarinettista Beatrix Graf, ed hanno potuto incontrare compositori e artisti ospiti.

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 Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Fondazione Cartitro, la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, la Provincia Autonoma di Trento ed il Consorzio BIM dell’Adige.

Ha preso così forma e si compie un progetto dove giovani compositori emergenti hanno potuto incontrarsi, scambiare esperienze e idee, condividere i loro esperimenti. Un luogo, anche, dove questi stessi artisti hanno realizzato un loro progetto compositivo, che ora viene comunicato al pubblico grazie all’interpretazione di un ensemble professionale.

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“Agorà Forum & Sounds” ha rappresentato una manifestazione di grande successo, di richiamo internazionale, con la sua formula di laboratori, di forum di discussione e confronto, con worskhop su tecniche compositive, tecniche strumentali.

L’intenzione e la volontà degli organizzatori, di quanti vi hanno partecipato, è di replicarla nell’anno a venire, allargandola a nuove occasioni di relazione e confronto: nuovi organici, rapporti di antico e contemporaneo.

In una sede come l’Accademia di Smarano, quale più bella e arricchente esperienza di connettere e mettere in dialogo l’antico e il contemporaneo, gli strumenti della tradizione e nuovi strumenti, la cultura dell’interpretazione filologica e quella che si esprime con le visioni del futuro? A questo stanno pensando gli organizzatori e collaboratori. Una straordinaria possibilità di mettere in rete esperienze, sensibilità diverse, di aprire dialoghi culturali, in un orizzonte internazionale.

L’ingresso al concerto è libero

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Riapre stasera la Statale 421 per Molveno

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Grazie all’impegno determinante del Servizio Gestione Strade della Provincia, a partire da questa sera sarà riaperta al traffico la S.S. 421 nel tratto tra S. Lorenzo in Banale e Molveno, chiusa dal 23 novembre scorso a causa di una frana staccatasi dalla parete rocciosa che costeggia la sede stradale

Gli interventi per ripristinare l’agibilità dell’arteria viaria sono stati avviati già all’indomani della frana dallo stesso Servizio Gestione Strade, in collaborazione con i geologi del Servizio provinciale e di una ditta specializzata in disgaggi.

La riapertura è avvenuta in tempi record, nonostante la situazione della parete rocciosa a monte della strada, l’entità della frana e le condizioni di intervento non certe.

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Superato questo problema immediato rimane l’impegno, confermato dal presidente Maurizio Fugatti, di affrontare strutturalmente le condizioni della strada, per la quale sono già disponibili risorse a bilancio.

Al momento, oltre alla bonifica di un’ampia porzione del versante interessato dai crolli, si è provveduto allo svuotamento del materiale di frana trattenuto dalle barriere paramassi già in opera ed a realizzare una nuova barriera paramassi nella parte superiore delle alte pareti presenti.

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Inoltre, per accelerare la riapertura della strada in considerazione della sua valenza turistica e considerato che sono già in attività gli impianti delle stazioni sciistiche dell’Altopiano della Paganella, per un tratto di circa 80 metri, la sede stradale è stata provvisoriamente spostata più a valle, in modo da allontanarla il più possibile dalla base della parete della frana.

Ad ulteriore protezione del traffico è stata realizzata una barriera di elementi prefabbricati in cemento armato, sormontati da una rete metallica, in modo da contenere le eventuali proiezioni di frammenti che potrebbero essere rilasciati nella fase di completamento dei lavori, prevista per le prossime settimane.

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