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Arte e Cultura

NoN Festival: la quinta edizione apre il triennio della “memoria”

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Ha preso il via la quinta edizione del “NoN Festival – laboratorio in natura”. La manifestazione artistica e teatrale che si svolge in varie località della Val di Non e che quest’anno è in programma fino al 21 settembre 2018. P

er la prima volta, l’edizione 2018 del NoN Festival inaugura un ciclo triennale dedicato al tema della “memoria”.

Dopo gli appuntamenti degli anni scorsi indirizzati all’ “abbandono”, alla “resilienza”, alle “corrispondenze” e “alla frontiera nascosta” si apre nel triennio 2018-2020, del NoN Festival, una serie di percorsi che esplorano i legami tra memoria e territorio.

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Fare “memoria” significa anche fare anima. Cose, luoghi, persone e ciò che si immagina tra di essi”, dice Nazario Zambaldi, artista e curatore del NoN Festival 2018 che si propone di “sperimentare modelli comunitari attraverso arte e cultura per un’ecologia di mente, spazio, azione”.

E per fare ciò, NoN Festival chiede al pubblico di intervenire portando oggetti che possano diventare occasioni di ricordo, ma anche strumenti musicali, bicchieri e stracci diventano ingredienti necessari per laboratori, installazioni e spettacoli della manifestazione.

Gli oggetti raccolti sono i protagonisti di due attività di laboratorio del “NoN Festival 2018” dove i materiali poveri la fanno da padrone. “Stracci di memoria” è il laboratorio ispirato alla Venere degli stracci dell’artista piemontese Michelangelo Pistoletto e alla “storia del Lilo” che passava una volta in valle a raccogliere stracci. “Stracci di memoria” è un laboratorio creativo che, attraverso il materiale povero degli stracci, punta ad elaborare opere nel tema della memoria e del territorio.

Infine il laboratorio “Cose che raccontano”, ovvero l’interpretazione di oggetti della cultura materiale della valle di Non, realizzati attraverso il disegno, la pittura e l’assemblaggio.

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Il primo appuntamento ufficiale del NoN Festival è stato sabato 25 agosto 2018 alla Casa Sociale di Caltron, dove il pubblico è stato invitato ad essere parte attiva e a portare oggetti che da sempre contengono qualcosa di noi e per noi. Protagonisti dell’appuntamento sono stati il curatore della manifestazione, Nazario Zambaldi, che si è presentato con l’installazione “The Tree”, e, Francesco Cigana, con la performance sonora dedicata alla voce dagli oggetti “Memory | Vessel | Chant”.

Gli appuntamenti proseguono sabato 01 settembre alle ore 18, a Ronzone, presso il Museo degli usi e costumi d’Anaunia. Sempre Nazario Zambaldi esporrà “Souvenir”, un dialogo con memorie personali e dei luoghi da lui conosciuti.

Anche per questo appuntamento l’invito è di portare vestiti vecchi o tessuti per l’esposizione “Souvenir” che si potrà visitare fino al 21 settembre 2018 al Museo di Ronzone.

Una esposizione degli stracci in valle, quali memorie materiali legate al territorio della Valle di Non. Seguirà sabato 01 settembre a Ronzone “Vent’anni soffiati/ Perdutamente” una performance artistica di e con Alessio Kogoj, ex direttore artistico del Centro Teatro del Comune di Trento e oggi regista, autore, attore e formatore teatrale di origini mantovane.

Infine, sabato 08 settembre, alle ore 18 sarà protagonista Sanzeno con il Centro Culturale d’Anaunia di Casa de Gentili. Al Centro Culturale d’Anaunia verrà presentato il progetto “Memoria” di NoN Festival che si estenderà fino al 2020, con l’introduzione della prima idea progettuale, ovvero “la storia del Lilo” che percorreva la valle di Non raccogliendo stracci.

Durante la serata verrà proiettato “Memoria” il video e le immagini delle edizioni passate del “NoN Festival” e il video “Waiting” realizzato da Manuel Canelles in collaborazione con “Cittadellarte – Fondazione Pistoletto”. Il video inerente le varie fasi del progetto che allaccia Lampedusa/Ventimiglia/Bolzano attraverso l’opera di Michelangelo Pistoletto Venere degli stracci, il cui corpo in spostamento indaga confini geografici, mentali e politici.

Per info: Teatro Pratiko, http://www.metaart.it/142d392.html, www.nonfestival.com, http://www.nazariozambaldi.com/ e facebook alla pagina @nonorganizzazione.

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eventi

Apre oggi a Palazzo delle Albere «il Mondo di Leonardo»

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Un innovativo percorso espositivo alla scoperta della poliedrica figura di Leonardo da Vinci inaugura oggi pomeriggio, alle 18 a Palazzo delle Albere, la mostra “Il Mondo di Leonardo: Codici Interattivi, Macchine e Dipinti”, un innovativo percorso espositivo che conduce alla scoperta della poliedrica figura di Leonardo da Vinci, nella sua essenza indissolubile di scienziato dell’arte e artista della scienza.

Esperienze multimediali, ricostruzioni inedite e postazioni interattive invitano il pubblico a interagire in prima persona con le macchine, le opere artistiche e i codici del genio toscano: un appuntamento importante per chiunque sia interessato a scoprire Leonardo da Vinci, come mai visto prima, nel cinquecentesimo anniversario della sua morte.

La mostra, che sarà ad ingresso gratuito, è realizzata dal Centro studi Leonardo3 di Milano grazie al sostegno di Provincia autonoma di Trento, Comune di Trento e MUSE – Museo delle Scienze.

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Arte e Cultura

“DDR. Ricordando la Germania dell’Est”: le immagini di Augusto Bordato

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Il Muro, ma anche la Trabant, la ricostruzione post bellica, la gioventù punk, la pratica del nudismo e molti altri aspetti della vita quotidiana emergono dalle immagini realizzate da Augusto Bordato, che negli anni Ottanta lavorava a Berlino Est, all’ambasciata italiana presso la Repubblica Democratica Tedesca.

“DDR. Ricordando la Germania dell’Est”, la mostra che raccoglie le fotografie scattate in quegli anni, sarà inaugurata venerdì 22 novembre alle 19.15 nella sede della Fondazione Bruno Kessler di via S. Croce, 77 a Trento. Organizzata dall’Istituto storico italo-germanico FBK, l’esposizione si potrà visitare, con accesso gratuito, fino al 6 dicembre.

DDR Ricordando la Germania dell’Est | Mostra fotografica – 22 novembre — 6 dicembre 2019

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Le immagini di Bordato raccontano la vita di un paese di cui tutti forse abbiamo dimenticato troppo presto l’esistenza, e rivelano aspetti di una quotidianità lontana nel tempo, ma ancora da scoprire. Una dopo l’altra, le fotografie e le parole di questo libro istillano in noi quella particolare sensazione di stupore che si prova guardando a un passato che pensavamo di conoscere.

Vernissage – venerdì 22 novembre alle ore 19.15 presso la Fondazione Bruno Kessler

“Augusto Bordato ha confezionato un documento straordinario. […] Per dieci anni interprete dell’Ambasciata d’Italia a Berlino Est, ha volutamente concentrato in poche immagini quella parte di Storia che – a partire dalle grandi manifestazioni di massa in Sassonia e Turingia alla fine degli anni Ottanta – sfociò nella caduta del Muro e nei festeggiamenti per la fine del regime. E ha invece messo insieme tanti fotogrammi di un viaggio personale nell’universo dell’altra Germania prima della caduta del Muro, che non era “soltanto” la Germania di Honecker, della polizia segreta, dell’oppressione, delle caricature rievocate in questi ultimi anni in film di successo (da Goodby Lenin a Le vite degli altri). Era “anche” un modello di vita, un sistema educativo, un insieme di valori e convinzioni, certamente imposto dall’alto, eppure, nondimeno, intriso di tracce di storia e di cultura tedesca.” – Massimo Nava

“Non solo bellissime fotografie, ma un vero e proprio libro di storia” – Claudio Magris – “Augusto Bordato, raffinato cultore della materia” – Gabriele Basilico

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Arte e Cultura

“La storia infinita” compie 40 anni: ecco il grande messaggio di questo libro

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“La storia infinita” quest’anno compie 40 anni.

Il capolavoro di Michael Ende è stato pubblicato a Stoccarda dalla Thienemann Verlag nel 1979 con il tutolo originale tedesco “Die unendliche Geschichte”, tradotto e arrivato in Italia nel 1981.

Dalla sua pubblicazione, la storia di Bastiano Baldassarre Bucci che, leggendo un libro, entra nel mondo di Fantàsia e aiuta il guerriero Atreiu a salvare il regno e l’imperatrice bambina dall’avanzare del Nulla, ha venduto oltre 10 milioni di copie. Il suo immediato successo ispirò la realizzazione dell’omonimo film di Wolfgang Petersen.

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Ma chi non ha mai letto il romanzo, non sa che il film (che tra l’altro non è mai piaciuto allo scrittore, Michael Ende) racconta soltanto la prima parte del libro. La pellicola si ferma infatti al momento in cui il Nulla, la forza oscura che distrugge tutto, è stato sconfitto.

Questa parte evidenzia la contrapposizione tra il bene e il male.

Ma è sopratutto per la seconda parte (quella non raccontata nel film) che questo libro andrebbe letto ancora oggi.

Nella seconda parte del libro l’imperatrice affida a Bastiano il compito di ricostruire il regno di Fantàsia con la propria immaginazione.

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Ma lui esagera, costruendo un’immagine di sé diversa dalla realtà che finisce col renderlo prigioniero del regno da lui stesso creato. Solo grazie all’aiuto di Atreiu, Bastiano riacquista i ricordi e torna alla sua vita, ormai cambiato.

Questa parte della storia insegna che è importante restare ancorati alla realtà.

Un concetto incredibilmente attuale oggi, in un momento in cui l’immagine che costruiamo sui social rischia sempre più spesso di farci perdere di vista il mondo reale, i valori e le priorità.

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