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Valsugana e Primiero

Calceranica, parchimetri senza bancomat, fioccano le multe e i cittadini sono furibondi

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Presso il nostro numero WhatsApp della redazione (3922640625) alcuni cittadini denunciano il comportamento dell’amministrazione di Calceranica.

Il tenore dei messaggi è pressapoco lo stesso e fa riferimento ad un problema esteso in tutt’Italia.

Per gli automobilisti coinvolti e sanzionati sarebbe un  «modo subdolo di fare cassa con i parcheggi lungo il lago»

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Il sistema è sempre il solito, lungo la strada del lago esistono i parchimetri (foto) ma che non sono del tutto a norma, perché ricevono solo un pagamento per contanti. 

La legge prevede che le colonnine debbano essere omologate per accettare pagamenti con il bancomat o con le App scaricate sugli SmatPhone o iPhone. Sono però pochi i comuni che si sono aggiornati i tal senso.

La legge prevede che in tal caso si possa non pagare senza ricevere un verbale.

Purtroppo però in questo caso il comune di Calceranica ha sanzionato gli automobilisti ignari con 39 euro.

«Fanno cassa – scrivono  gli automobilisti –  perché pochi per non dire nessuno fa ricorso e pagano tutti in silenzio»

Questa è una problematica molto attuale e che trova ogni giorno migliaia di utenti nella sua stessa situazione.

Ovviamente la presenza dei parcheggi a pagamento è un diritto per i Comuni, che mettono a disposizione dei residenti determinate zone di parcheggio, e a disposizione dei non residenti le strisce blu.

Certo è che anche i Comuni hanno delle regole ben precise da seguire.

Nel caso degli automobilisti multati  a Calceranica in caso di ricorso si potrebbe avere una piccola possibilità di vincere davanti al Giudice di Pace, o al Prefetto.

Ad esempio a Firenze c’è stata una prima sentenza che da ragione a un cittadino anziché al Comune (e anche una pronuncia precedente nel Comune di Fondi in provincia di Latina dove era successa la stessa cosa).

Ovviamente bisogna partire dal presupposto che lasciare l’auto sulle strisce blu non è gratis e ha un prezzo da pagare.

L’appiglio, però, per vedersi riconoscere le proprie ragioni a fronte di un ricorso al Giudice di Pace ci viene fornita da una legge, che riguarda i Pos – i dispositivi che consentono di leggere le carte di credito – che sono diventati obbligatori dal primo luglio del 2016 per effetto della Legge di stabilità, e spesso in diversi casi non sono mai stati installati nei parcometri.

A decorrere infatti dal 1° luglio 2016 i Comuni sono tenuti ad abilitare i parcometri con la presenza del bancomat, della Carta di Credito o Carte di Debito, “fatta salva un’impossibilità tecnica”.

In una recente sentenza un Giudice di Pace ha affermato che “in mancanza di dispositivi attrezzati col bancomat gli automobilisti potranno ritenersi autorizzati a parcheggiare gratis e senza il rischio di essere multati allorquando dimostrino che non abbiano potuto adempiere con le monete all’obbligo di pagamento” sugli spazi a pagamento nelle strisce blu”, richiamando il comma 901 della legge n. 208/2015 (Stabilità), secondo cui “dal 1° luglio 2016, le disposizioni di cui al comma 4 dell’art. 15 del d.l. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221/2012, si applicano anche ai dispositivi di cui alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 7 del codice della strada” per cui l’obbligo di “accettare anche pagamenti effettuati attraverso carte di debito e carte di credito” è stato esteso ai dispositivi di controllo di durata della sosta.

Quindi laddove si prendano delle  multe sulle strisce blu perché non avevate monete con voi, ed il parcometro non era dotato di Pos per richiedere l’annullamento della multa sulle strisce blu deve essere presentato ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica, oppure ricorso al Giudice di Pace, disciplinato dall’articolo 204 bisdel D.lgs. del 1992, effettuato invece entro 30 giorni dalla contestazione o dall’avvenuta notifica della sanzione (di fatto metà dei giorni rispetto al Prefetto).

Bisogna dimostrare però di non essere riusciti a pagareCertamente le circostanze sono da valutare sempre caso per caso.

Insomma, occhio a non pagare la sosta se il Pos non c’è, infatti la circostanza che il parcometro non ne sia ancora dotato “NON rappresenta un’autorizzazione implicita” a non pagare.

Spazi per la decisione di proporre ricorso ci sono, esattamente come anche rischi che non vada a buon fine.

Ciò che manca, come spesso accade, è una legge chiara e inoppugnabile.

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