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Trento

Scuola, Delsa:«Sentenza illogica, incoerente ed inverosimile»

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«Con provvedimento del 13 agosto 2018 la sesta sezione del Consiglio di Stato, dopo quasi due mesi dall’ultima udienza conclusiva del procedimento giudiziario tra diplomati magistrali trentini e Provincia Autonoma di Trento, conclude la vicenda giudiziaria partorendo o meglio abortendo un rigetto dell’appello che ha, nelle sue motivazioni e nella modalità con cui vengono articolate ed estese, dell’inverosimile».

Sono queste le prime parole pronunciate da Mauro Pericolo segretario del Sindacato Delsa l’indomani del provvedimento sulla scuola Trentina.

Mauro Pericolo parla apertamente di sentenza «profondamente incoerente, illogica ed irragionevole sotto il profilo giuridico, erronea ed omissiva sotto il profilo delle circostanze fattuali. Tutto ciò dopo avere affermato più volte in più ordinanze di accoglimento ed un commissariamento del dipartimento trentino, esattamente il contrario di quanto sostenuto oggi in conclusione della vicenda».

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Va detto che la questione dei diplomati magistrali trentini è completamente diversa dalla questione diplomati magistrali posta nel resto d’Italia poiché i primi non avevano affatto chiesto l‘inserimento nelle Gae intese come terza fascia provinciale per le immissioni in ruolo, ma in una graduatoria istituita nel 2014 chiamata quarta fascia e impropriamente agganciata alle cosiddette GPT o GaE trentine per poterne giustificare la discriminazione su cui si fonda la medesima.

«Un capolavoro di furbesco e maldestro esercizio del potere autonomistico» – incalza ancora Pericolo 

Secondo il Sindacato Delsa la VI sez. del Consiglio di Stato con presidente Maruotti fa un copia e incolla della decisione dell’Adunanza Plenaria sulla vicenda diplomati magistrali, applicando a questo caso una fattispecie totalmente diversa.

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Un parallelismo che non sta ne in cielo ne in terra, ma a dire il vero nemmeno nelle acque oceaniche.

Tutto ciò dopo più ordinanze di accoglimento ed un commissariamento del Dipartimento trentino.

Da quanto appena detto, infatti, la vicenda diplomati magistrali di cui qui si parla è completamente diversa da quella del resto d’Italia perché la tesi sostenuta dal sindacato DELSA e dai suoi legali è quella di affermare l’autonomia giuridica della quarta fascia che al contrario delle Gae chiuse nel 2006 nel resto d’Italia e nel 2012 in provincia di Trento, viene invece istituita nel 2014 con regolamento apposito della Giunta Provinciale di Trento a guida Rossi.

«Orbene, i giudici di questa sezione,  – aggiunge Mauro Pericolo – che lo ricordiamo non sono gli stessi che hanno studiato la vicenda dall’inizio, ma sono stati cambiati in corso di procedimento probabilmente per scelta del Presidente del Consiglio di Stato Alessandro Pajno nominato nel 2015 dal capo di governo Matteo Renzi segretario del PD, pur di poter giustificare il rigetto dell’appello, esercitano uno sforzo erculeo per sostenere che la quarta fascia non ha autonomia giuridica, ma non è altro che un articolazione delle GaE. Ora al di là del fatto che sono gli stessi avvocati della provincia autonoma in più occasioni ad affermare che le GPT trentine sono cosa diversa dalle GaE, ma le motivazioni utilizzate dai giudici per negare la ns tesi sono palesemente illogiche ed incoerenti poiché fondate su asserzioni della stessa Provincia Autonoma.  Ragionamento inaccettabile ed aberrante, perché se così fosse nel nostro ordinamento noi dovremmo permettere che una norma ipotechi il futuro anche per scelte fatte con norme dello stesso rango. Come a dire se una norma definisce che d’ora in poi sarà così, nessun’altra norma, anche dello stesso rango, potrà poi modificarla. Questo è un ragionamento del tutto incoerente con un sistema come il nostro dove persino la Costituzione, sebbene con procedimento speciale, può essere modificata».

Mauro Pericolo è dell’avviso che «in realtà la saga dei diplomati magistrali ha dietro in realtà dei grossi interessi che conoscono bene i professori dell’università di Scienze della Formazione Primaria che hanno saputo fare le giuste pressioni sul nostro sistema, essendo evidentemente interessati a rendere nulla l’abilitazione dei diplomati magistrali ed incentivare le iscrizioni presso le facoltà di SFP».

«Non accetteremo questa situazione ne tanto meno questo provvedimento, – conclude Pericolo –  al quale ci rifiutiamo di dare il nome di sentenza; lo porteremo davanti alla Corte di Giustizia Europea e, a questo punto, siamo intenzionati a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravità del fatto come emblematico di quanto bisogno ci sia di riformare il sistema giudiziario in Italia, per la garanzia di giustizia di ogni singolo cittadino e per l’immagine del ns paese agli occhi dell’Europa, alla quale per certi politici e burocrati di sistema apparteniamo solo per i vantaggi di casta che se ne possono trarre.  Il Trentino poi ha superato in questo persino la sua madre Italia avendo un tribunale amministrativo che per metà è di nomina politica ed una avvocatura di Provincia che ricade come spesa sulle tasse di quelli stessi cittadini che per difendersi da essa devono pagare di propria tasca. Altro che efficienza autonomistica, questo è un abuso di potere legalizzato a danno degli stessi consociati».

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