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Io la penso così…

Per i disabili, l’estate non esiste. La nostra non è vacanza. – di Gian Piero Robbi

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Gian Piero Robbi

Agosto è anche quasi passato; l’estate delle vacanze italiane raggiunge in questi giorni il picco massimo, con il ferragosto e tutte le feste paesane e cittadine che ne conseguono.

Per i disabili, però, l’estate non rappresenta la stessa spensieratezza che si può trovare in quasi tutte le famiglie italiane: anzi, quello estivo è uno dei periodi più duri per chi soffre di disabilità grave.

“Le famiglie normali, di solito, giustamente si godono riposo e relax” “Per noi disabili invece non è così semplice, la nostra non è vacanza. Per i disabili gravi e per gli autistici, poi, può essere un vero e proprio inferno. E a farne le spese non sono solo i diretti interessati, ma anche chi se ne prende cura.”

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Il problema infatti non è solo dei disabili, ma anche di chi li assiste. Niente ferie per le famiglie raccolte, per amore, intorno a un caro affetto da disabilità; alcuni genitori arrivano perfino a perdere il lavoro per assistere i figli. Le istituzioni, in tutto questo, spesso non sono in grado di fornire l’assistenza necessaria per risolvere la situazione, così tutto si riduce a un cane che si morde la coda.

“Da giugno a settembre le famiglie devono fare l’impossibile per non lasciare soli i propri figli nemmeno un’ora al giorno” “Assistere un disabile non è semplice, lo so per esperienza personale; lo sono da vent’anni. Tutti questi “salti mortali” delle famiglie vengono fatti senza supporto né aiuto dai Comuni, né dalle altre istituzioni. E le associazioni trentine, come ad esempio Casa Sebastiano, non possono fare tutto da sole.”

Le associazioni non bastano da sole, no, ed è per questo che le famiglie e le associazioni stesse si danno man forte organizzando ricerca di fondi o, alla fine, capitolando nel privato, con tutti i conseguenti costi del caso.

Invece la Fondazione Trentina per l’Autismo ci prova ogni giorno, puntando a creare un nuovo modello basato sul reinserimento sociale, a partire proprio dal lavoro. “Ci siamo accorti” dice Giovanni Coletti, imprenditore trentino che ha dato il via a Casa Sebastiano “che dopo i 18 anni i ragazzi autistici spariscono. Per l’istruzione e per la sanità smettono di esistere. Qualcuno finisce nei centri psichiatrici, qualcuno nelle strutture di contenimento, qualcuno viene chiuso in casa.”

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L’imprenditore si è impegnato personalmente nella causa, assumendo ragazzi affetti da autismo nella sua azienda.

“Dovremmo prendere Giovanni ad esempio, inserire autistici e disabili nel mondo del lavoro e non voltarci dall’altra parte. Ogni giorno mi sveglio consapevole che c’è tanto da fare, tanto che si può fare. Ogni mattina mi tiro su le maniche e, consapevole delle difficoltà, comincio a cercare di aiutare tutta la popolazione disabile. Nessuno escluso.”

L’obiettivo è sottrarre dal limbo dell’immobilità il popolo disabile, aiutarlo a costruirsi una vita dignitosa, a permettere ai ragazzi di crescere e alle famiglie coinvolte di sorridere. In ultimo, cosa ancora più importante, permettere loro di essere finanziariamente autonomi.

Gian Piero Robbi

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Io la penso così…

Collegamento Bretella Mira con Viale Caproni: «Confido nella prossima amministrazione» – di Paolo Farinati

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La Circoscrizione di Lizzana – Mori Stazione in questi ultimi giorni ha bocciato formalmente il PUM, ovvero il Piano Urbano della Mobilità, del nostro Comune di Rovereto.

Capisco e condivido in pieno la delibera del Consiglio circoscrizionale, laddove il suddetto PUM “congela” la realizzazione della bretella che dovrebbe collegare la zona Mira con Viale Caproni in Z.I., ritenuta da parecchi anni un’opera urgente sia per l’abitato di Lizzana che per la mia Lizzanella.

Opera, peraltro, già posta nel PUP – Piano Urbanistico Provinciale sin dal 2008, dopo proficuo accordo tra l’allora Giunta municipale del Sindaco Guglielmo Valduga, di cui mi onoro tuttora di aver fatto parte, e l’allora Presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai e il suo Assessore ai Lavori Pubblici Silvano Grisenti.

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Nello stesso PUP del 2008 fu inserito il tracciato della tangenziale di Rovereto e della Vallagarina, che c’è ancora, che va dalla località Murazzi a nord di Besenello alla rotonda della Favorita.

Il tratto dalla Mira a viale Caproni è quindi urgente e indifferibile se si vuol togliere da Lizzana e da Lizzanella molto traffico parassita, ridando così una minima vivibilità e molta più sicurezza ai due suddetti rioni.

Aggiungo che l’opera era stata a suo tempo pure finanziata dalla PAT e inserita  nel piano triennale degli investimenti della Giunta del Sindaco Guglielmo Valduga.

E’ propedeutica sia che si porti in futuro avanti la tangenziale, sia che si opti per la secante, come ben scrive il Presidente della Circoscrizione di Lizzana Luca Vicentini.

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E’, anche qui, una questione di avere e di saper portare avanti una visione complessiva della nostra città di Rovereto, con particolare cura anche dei nostri più storici quartieri.

Confido che la prossima Amministrazione, visto che siamo ormai a pochi mesi dalle prossime elezioni comunali, sappia porre anche in questo caso maggior attenzione e maggior determinazione nell’adottare decisioni improcrastinabili per il bene della nostra comunità.

Paolo Farinati (nella foto)

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Io la penso così…

Interramento ferrovia nella città di Trento, informazione e condivisione per un intervento di successo

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Egregio direttore,

Agire per il Trentino attraverso il suo coordinamento cittadino ha seguito con molta attenzione tutto il dibattito sulla circonvallazione e sul possibile interramento della ferrovia nella città di Trento.

RFI, Provincia e Comune di Trento stanno proseguendo congiuntamente nella direzione che dovrebbe portare a questa ipotesi e che dovrebbe concludersi, dopo alcuni anni di cantieri, con una riqualificazione urbana e della città.

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Non si può certamente discutere sugli effetti positivi che questo intervento potrebbe avere, ma è importante far capire sotto quale ottica si deve valutare un’opera di questo tipo.

Se dal punto di vista urbanistico ci possono essere pochi dubbi, qualche criticità la si può ricavare dai dati a cui probabilmente nell’enfasi della portata dell’opera viene dato un peso specifico non congruo.

La circonvallazione ferroviaria andrà a togliere dal traffico cittadino tutti i treni merci che sono i più rumorosi, spesso circolano nelle ore notturne e al tempo stesso rappresentano una percentuale importante sul numero di passaggi complessivo.

I dati di prospettiva, relativi alla frequenza internazionale, parlano di 40 mezzi a trasporto passeggeri giornalieri a fronte di 160/200 a trasporto merci. Ritengo sia fondamentale capire quanti potrebbero essere i treni passeggeri transitanti su Trento per valutare se, oltre all’impatto urbanistico, ci possa essere anche una effettiva valenza sostenuta dai numeri.

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Altro passaggio importante, finora decisamente sottovalutato, è l’opinione della cittadinanza. La politica ha il dovere di prendere iniziative coraggiose e lungimiranti per la città, ma questo non deve far passare in secondo piano la sensibilità che i cittadini possono avere nei confronti di questa opera.

Bolzano si sta facendo un referendum per la modifica della viabilità cittadina mentre a Trento siamo a firme su protocolli di progetti già esistenti senza che i cittadini abbiano avuto adeguato modo di esprimersi. Un intervento di questa rilevanza deve avere il sostegno trasversale della politica e della cittadinanza, solo in questo modo i disagi dovuti alla presenza di cantieri potranno essere vissuti con la necessaria consapevolezza del risultato finale.

E’ altrettanto importante, quindi, che si abbia un’idea chiara di cosa dovranno poi essere quei 2,5 km in cui la ferrovia passerà sotto superficie. Ritengo che soltanto con il completamento delle informazioni e la doverosa condivisione,  un intervento importante per la città di Trento possa diventare anche un intervento di successo.

Mauro Corazza – AGIRE per il Trentino – Coordinatore territoriale Città di Trento

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Io la penso così…

Elezione Presidente Consulta degli studenti, Cia (AGIRE): “Meno male che Ghezzi ha partecipato al corso per la comunicazione non ostile”.

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Egregio Direttore,

Puntuale e non richiesto, esattamente come una cartella esattoriale, è arrivato il commento del Consigliere “Essere umano” Paolo Ghezzi sull’elezione del giovane Leonardo Divan a Presidente della Consulta degli studenti. Leonardo, la cui unica colpa è quella di essere tesserato con la Lega, viene apostrofato nel seguente modo: “Dai divanati al divan. E l’asinello per tutti” .

Questa è meravigliosa. La Presepizzazione del Trentino di marca fugattian-bisestiana avanza”. E meno male che il Consigliere era in prima fila al corso per una comunicazione “non ostile“!

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Tralasciando i litri di bile che il Consigliere Ghezzi (e i suoi seguaci, visti certi commenti) avrebbe risparmiato se fosse stato eletto uno studente militante all’interno delle file di “Democrazia proletaria” vorrei sottolineare, da “presepista”, l’intrinseca contraddizione della sinistra: pronta a fare le barricate in nome della “laicità dello Stato” salvo poi rientrare nei ranghi pur di raccogliere i voti “confessionali”.

E’ infatti noto che nel periodo natalizio si risveglia nella sinistra nostrana un forte sentimento cristiano che spinge, anche chi è contrario alla presenza del presepe, alla sua realizzazione, purché la Famiglia santa sia ritratta nei panni di una famiglia di profughi.

E’ bene però ricordare, come ha ben fatto Papa Benedetto XVI nella collana di libri “Gesù di Nazareth”, che al momento della nascita di Gesù, Giuseppe e Maria stavano rientrando dal censimento, disposto non solo per valutare l’entità della popolazione, ma anche per censire i possedimenti così da far pagare i tributi. Non mi risulta che i flussi migratori siano causati da persone con possedimenti in Europa, né tantomeno che esse stiano tornando a casa per pagare le tasse.

Si ricordi poi, la nobiltà di un animale come l’asino: instancabile lavoratore, animale molto intelligente, trasportatore della Famiglia Santa, presente al momento della nascita di Gesù (riscaldato nella mangiatoia da un bue ed un asinello) e, poco prima della Passione, cavalcato da Gesù per entrare a Gerusalemme. Io da Lei, caro consigliere Ghezzi, non mi farei trasportare neanche al supermercato.

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Claudio Cia – Consigliere provinciale

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