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Rovereto e Vallagarina

Brentonico: prosegue la mostra sull’editoria

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Una particolare immagine della mostra

Sarà visitabile fino a domenica 2 settembre la mostra sull’editoria di quella che, alla metà del Cinquecento, Silvan Cattaneo definiva una “tra le sette maggiori e più famose Montagne dell’Universo”.

L’esposizione rientra tra le iniziative di “Monte Baldo mon amour”, il progetto sul Monte Baldo Unitario ideato e realizzato dall’Assessorato alla Cultura e Istruzione del Comune di Brentonico con il Patrocinio della Provincia autonoma di Trento.

La mostra rappresenta il punto di partenza per la stesura di una bibliografia ragionata del Monte Baldo e la costituzione di un reparto dedicato nella Biblioteca comunale di Brentonico. Nella cornice di Palazzo Eccheli Baisi, si snoda lungo tre sale l’esposizione dei testi che ciascuno dei quindici comuni trentini e veronesi del Baldo ha ritenuto, tramite le proprie biblioteche, più rappresentativi della narrazione del proprio territorio.

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I visitatori potranno sfogliare e rovistare, tra gli altri, libri tanto diversi quanto quelli sulle chiese di Pilcante, Chizzola ed Ala, le “Leggende di una terra di confine” di Avio, poesie di Brentino e Belluno, i “Brentonicani” del comune ospitante, foto antiche di Brenzone sul Garda, i “Quaderni culturali caprinesi”, gli itinerari raccolti in “Costermano: un balcone sul lago di Garda” ed in “Ferrara di Monte Baldo: dalle creste baldensi al Vajo dell’Orsa”, la “Val dei molini” di Garda, “Olivi e olio” di Malcesine, il “ciclo produttivo del tabacco” di Mori, la “Giurisdizione di Pénede” di Nago Torbole, i numeri di “Storia e storie di Rivoli Veronese”, i “Marroni di San Zeno” e le immagini di Torri del Benaco.

Gli ospiti della mostra si ritroveranno immersi in una notevole varietà di tipologie editoriali, che tuttavia risuonano di potenti echi. Il Baldo si dimostra così un territorio che condivide ampie zone, oltre che naturali, storico-culturali.

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Accanto ai testi selezionati, ciascuno spazio comunale vede enumerati dati fondamentali relativi ad altitudine, superficie, popolazione e reddito ma anche santo patrono e denominazione degli abitanti.

Le isole centrali del percorso dischiudono invece il “vaso di Panflora”, come lo definì Luigi Ottaviani. Oltre al manifesto della prima edizione de “Il Fiore del Baldo”, di cui l’intera iniziativa reca il logo, sono esposte pubblicazioni che – grazie anche ai prestiti della Fondazione Museo Civico di Rovereto e di alcuni privati – ripercorrono le tappe fondamentali della botanica baldense.

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Dal fac-simile di “Viaggio di Monte Baldo della Magnifica Città di Verona” di Francesco Calzolari, pubblicato in italiano nel 1566 e diffuso in latino in tutta Europa nel 1571, attraverso le flore, storie dell’esplorazione e guide di Giovanni Pona, Ciro Pollini ed Ottone Brentari, fino alla Flora illustrata di Prosser, Bertolli e Festi del 2009.

Più di trecento testi da esplorare in autonomia sedendosi a leggere sul balconcino del Palazzo a vista Corna Piana e con le visite guidate gratuite di sabato 25 agosto e 1 settembre alle ore 17.00.

Un’occasione per conoscere questo territorio o ritrovarlo sintetizzato in una visione a colpo d’occhio. Palazzo Eccheli Baisi è aperto dal martedì alla domenica in orario 10-13 e 14-18.

Viaggio di Monte Baldo della Magnifica Città di Verona’ di Francesco Calzolari (1566), il primo racconto floristico del Monte Baldo

‘Flora illustrata del Monte Baldo’ di Filippo Prosser, Alessio Bertolli e Francesco Festi (2009), la flora più recente e completa del Monte Baldo.

 

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Rovereto e Vallagarina

Migranti abusivi nel campo di Marco: la provincia decide lo smantellamento dei container per evitare ingressi abusivi

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Nella foto Maurizio Fugatti, il questore Garramone e il prefetto Lombardi

L’utilizzo abusivo di alcune casette nell’area di addestramento a Marco di Rovereto è noto alla Provincia che anzi ha attivato in più occasioni le forze dell’ordine e, considerando il ripetersi degli episodi, sta adottando ulteriori misure.

Nello specifico –  si legge nel comunicato della provincia di Trento –  è stato deciso di smantellare le strutture utilizzate abusivamente (e non più utili alle attività del centro di addestramento) all’interno dell’area di Marco di Rovereto e di predisporre i presidi per un controllo degli ingressi.

Lo precisa il Dipartimento di protezione civile della Provincia, in seguito ad un articolo apparso su un quotidiano locale secondo cui l’ex polveriera sarebbe tornata ad ospitare migranti che penetrano nell’area nottetempo.

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La situazione è oggi controllata dalle forze dell’ordine e costantemente monitorata dalla Provincia: le persone che occupavano la struttura – circa una decina – sono state identificate e accompagnate in Questura per i necessari accertamenti, in occasione di un incontro che si è svolto lo scorso 15 dicembre a Marco di Rovereto alla presenza dei rappresentanti di Cinformi, Croce Rossa, forze dell’ordine (polizia e vigili urbani), l’associazione Unità di Strada e l’Assessorato ai servizi sociali del Comune di Rovereto.

Nel tardo autunno, gli operatori della Protezione civile avevano notato la presenza di alcuni persone nell’area del campo. Si trattava di soggetti che penetravano all’interno dell’area dopo aver praticato un taglio alla rete di recinzione per trovare riparo nei container che erano stati utilizzati per la ospitalità ai migranti.

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È stato accertato che si trattava di persone che avevano goduto dell’ospitalità nell’area e che non avevano voluto adattarsi alla nuova destinazione. Anche per garantire la loro sicurezza, ai migranti che utilizzavano gli spazi nei container per passare le notti, è stato chiesto più volte di allontanarsi informando contestualmente il Commissariato del Governo e il Questore.

Nel corso della prima settimana di dicembre, alla luce della permanenza e della pericolosità della situazione (danni ai due caseggiati presenti) è stata sporta denuncia ai carabinieri.

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Rovereto e Vallagarina

Trovati migranti abusivi dentro l’ex centro di accoglienza di Marco

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È stato l’arresto da parte degli uomini della Polizia di Stato di un ragazzo 20 enne del Gambia per spaccio di droga che ha fatto emergere un nuovo allarme presso l’ex campo profughi di Marco.

Si è infatti scoperto che l’uomo abitava abusivamente ancora nell’ex campo profughi tornato nelle mani della protezione civile dopo lo smantellamento voluto dalla giunta Fugatti.

Ma sembra che il suo caso noi sia isolato, dentro il campo infatti sono state trovate altre persone.

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Dopo che nella primavera scorsa erano stati sgomberati gli ultimi richiedenti asilo, il fatto che il campo profughi sia ancora allacciato alla rete elettrica e idrica ha fatto sì che altre persone si stabilissero all’interno.

Non si sa con certezza chi siano le persone all’interno ma da prima di Natale è stato notato un via vai sospetto che è aumentato di giorno in giorno

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Sono state fatte delle segnalazioni di questo nuovo fenomeno che vede il flusso di stranieri che dopo essere scesi alla fermata dell’autobus si dirigono verso il campo.

Il flusso maggiore arriva verso sera.

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Finora non c’è stato nessun incidente o episodio controverso, ma dei controlli andranno fatti sicuramente.

Ricordiamo che la primavera scorsa su richiesta della Giunta di Fugatti tutti i richiedenti asilo dei vari centri d’accoglienza sparsi per il Trentino sono stati trasferiti a Trento.

Nonostante non ci fossero mai stati episodi fastidiosi, i residenti erano comunque soddisfatti della decisione. Pensavano però che il campo fosse quindi deserto, ma in realtà pare che la cosa non sia proprio così.

Non sapendo quanta gente c’è all’interno e soprattutto chi siano coloro che hanno occupato la struttura, a breve saranno attivati dei controlli anche perché durante la perquisizione delle forze dell’ordine dopo l’arresto del gambiano è stato trovato un coltello e 600 euro in contanti proventi dallo spaccio di droga dentro il campo

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Rovereto e Vallagarina

Si è spento all’età di 75 anni Sandro Borghetto, ex sindaco di Avio

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Sandro Borghetti si è spento all’età di 75 anni. Lottava da tempo contro un male incurabile, che alla fine ha avuto la meglio di su lui.

Borghetti è nato in campagna e proprio dal mondo rurale è iniziata la sua ascesa come imprenditore agricolo. Dopo quel mondo, lasciato ben presto in mano al figlio Marco, si è dedicato alla collettività e in particolare alla cooperazione.

Era un uomo che aveva simpatie verso la destra, ma come lui stesso affermava, l’unica tessera che possedeva era quella delle Acli.

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E’ stato presidente della Cassa Rurale di Ala dal 1995 al 2007. Durante il suo mandato è avvenuta la fusione con Serravalle ed è stata aperta una filiale in Lessinia, in territorio veneto.

Dopo la fine del mandato in Cassa Rurale, si è reinventato politico nella sua città Avio e nel 2007 la sua lista, complice una faida interna al centro sinistra fra Amadori e Salvetti, vinse al primo turno diventando quindi sindaco del paese ed è stato confermato anche per il mandato successivo.

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Non fu però semplice perché successivamente aveva avuto delle frizioni con la Lega sulla cessione dell’Azienda Elettrica e da lì in poi il suo percorso ha iniziato a farsi strada fra le minoranze.

E’ stato presidente del consorzio «Terra dei Forti» riguardante il vino Doc Valdagide Terradeiforti e cooperatore della cantina di Avio.

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E’ stata una persona che nella vita si è data parecchio da fare allo scopo di migliorare e sviluppare il suo paese, di cui era tanto affezionato.

«La notizia della scomparsa di Sandro Borghetti mi ha lasciato un profondo senso di tristezza – scrive il governatore Maurizio Fugatti sulla sua pagina facebook – ero a conoscenza che negli ultimi giorni le sue condizioni si erano profondamente aggravate, ma la speranza di vederlo riprendersi era comunque forte, così come avvenne qualche anno fa quando riuscì a recuperare dopo l’aggravarsi della stessa malattia. Porto con me un grande senso di riconoscenza per l’esperienza amministrativa vissuta con lui in Comune ad Avio e per quanto da lui insegnatomi, soprattutto sul piano dell’approccio ai problemi e alle persone. Sandro era un uomo che non portava rancore e che cercava sempre e comunque una via di mediazione, anche quando le cose sembravano imboccare un percorso irreversibile. Era un uomo di equilibrio, che riusciva a risolvere i problemi partendo anzitutto dalla regola del “buonsenso”. Ha dato tanto ad Avio e alla Vallagarina nei vari ruoli che ha ricoperto, amando il suo territorio e la sua gente. Era un uomo di visione, capace di scelte lungimiranti nel credito cooperativo locale che ancora oggi producono grandi benefici per la nostra terra».

I funerali si svolgeranno lunedì alle 14:30 alla Pieve di Avio.

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