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Trento

Inaugurati i nuovi locali di pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento

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«Essere qui oggi a inaugurare i nuovi spazi del reparto di pediatria significa poter garantire ai nostri figli uno standard di cure più elevato. Saremo in grado di gestire i bambini con patologie più gravi con maggiore sicurezza e appropriatezza, evitando in molti casi il disagio di un trasferimento in altre sedi ospedaliere fuori provincia. L’ampliamento degli spazi va di pari passo poi con una crescita in termini professionali di tutto il personale sanitario che sarà adeguatamente formato. Tutto ciò per essere in grado di prenderci cura nel modo migliore dei piccoli pazienti che presentano quadri clinici più complessi», così l’assessore alla salute, politiche sociali e sport Luca Zeni nel corso dell’inaugurazione dei nuovi locali dell’Unità operativa di pediatria, al quarto piano dell’ospedale Santa Chiara di Trento.

La ristrutturazione ha permesso di ricavare all’interno della Pediatria nuovi spazi dedicati alla degenza protetta di bambini provenienti da tutta la provincia di Trento con stanze di terapia sub–intensiva e di isolamento. L’intervento effettuato ha portato alla disponibilità di una sezione, separata dal resto del reparto, di 140 mq, con tre posti letto in un area comune attrezzata per i monitoraggi strumentali frequenti al letto del paziente, con una stanza dedicata alle attività infermieristiche e quattro stanze singole, tre delle quali dotate di bagno, due con un sistema di areazione che consentono il ricovero di pazienti immunodepressi e una per i pazienti con patologie infettive maggiori. Una quarta stanza è dedicata alla gestione dei pazienti con urgenze psichiatriche che richiedono un breve periodo di ricovero ospedaliero. Sono state acquisite nuove risorse mediche e infermieristiche così come le attrezzature. L’importo complessivo dell’intervento, che ha riguardato anche altri spazi dell’unità operativa, è di circa 700 mila euro, comprese le spese per arredi e attrezzature, di cui 250 mila euro generosamente donati dall’associazione Ail Trentino.

In apertura di incontro il direttore dell’ospedale Santa Chiara di Trento Mario Grattarola ha sottolineato: «Questo intervento non è solo strutturale ma anche di sviluppo organizzativo dell’Area pediatrica e soprattutto di crescita delle competenze dei nostri professionisti. Cresce l’offerta di cure per i pazienti pediatrici che copre tutte le età, dal neonato al lattante, dal bambino fino al giovane adulto, e si sviluppa l’integrazione tra neonatologi, pediatri, chirurghi pediatrici, neuropsichiatri infantili e anestesisti rianimatori pediatrici e dell’adulto. Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa nuova realizzazione a cominciare dall’Ail per arrivare ai professionisti che si sono adattati ai disagi dovuti al cantiere senza interrompere l’attività ospedaliera».

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La parola è poi passata ad Annunziata Di Palma, direttore e dell’Unità operativa di pediatria e del Dipartimento pediatrico dell’Apss, che ha ripercorso le tappe principali di questo progetto. «Negli ultimi anni la creazione della rete pediatrica provinciale ha determinato che all’Ospedale Santa Chiara di Trento confluissero un numero crescente di bambini molto complessi sul piano clinico, con la necessità di un livello di assistenza superiore a quello generalmente garantito dalle cure standard tipiche di un reparto ospedaliero di pediatria. A ciò ha contribuito anche la strutturazione della rete delle cure palliative pediatriche, che ad oggi vede in carico circa 80/100 bambini-adolescenti e la collaborazione con l’Unità operativa di protonterapia, che tratta un numero sempre maggiore di bambini con patologie oncologiche in fase avanzata e infine l’afflusso di bambini dal Pronto soccorso pediatrico, che negli ultimi tre anni si è attestato tra 20 mila e i 22 mila pazienti per anno, il 9% dei quali vengono accolti con codici maggiori (rossi o gialli) e quindi risultano essere potenziali candidati a uno standard di cure più elevato.

L’insieme di queste considerazioni ha indotto la decisione di migliorare sul piano organizzativo il percorso assistenziale dei bambini “critici” programmando l’attivazione di alcuni letti di semi-intensiva, l’acquisizione di risorse umane e l’acquisizione attrezzature adeguate per la gestione clinica di questi pazienti».

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La dottoressa Di Palma ha poi voluto ringraziare le molte persone che hanno contribuito alla realizzazione della nuova area per la pazienza, disponibilità, puntualità e attenzione dimostrati. «Il mio infinito ringraziamento e affetto va in primis al personale del mio reparto che con la loro grande professionalità, serietà e costante impegno mi hanno fatto comprendere che i tempi erano maturi per dar forma concreta a questo importante passaggio organizzativo. Ringrazio inoltre i colleghi primari dell’area pediatrica perché senza la loro partecipazione concreta tutto ciò non si sarebbe potuto realizzare. Il mio personale ringraziamento va inoltre al presidente dell’Ail e a tutto il consiglio direttivo dell’associazione per aver aderito con fiducia alla mia proposta di supporto economico per l’avviamento del progetto».

«A un soffio, poche settimane, dalla pensione – ha proseguito Di Palma – riesco a inaugurare questo nuovo progetto che per me rappresenta l’atto conclusivo di un lungo percorso lavorativo in Trentino, oltre 22 anni, ricco di grandi preoccupazioni ma anche di tante soddisfazioni e spero anche di qualche buon risultato. Sono certa che chi mi sostituirà, ma soprattutto tutti voi, lo farete funzionare nel migliore dei modi come i nostri bambini e i loro genitori si aspettano e si meritano»

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Alla conferenza stampa era presente Roberto Valcanover, presidente dell’Associazione italiana contro le leucemie, linfomi e mieloma (Ail) del Trentino, che ha sottolineato: «Ail Trentino è orgogliosa di avere contribuito alla realizzazione di quest’area ad alta intensità di cura. La nostra associazione ha da sempre richiesto uno spazio sterile dedicato ai bambini con malattie oncoematologiche che, sottoposti a terapie invasive che portano l’organismo ad essere immunodepresso, possono essere attaccabili da malattie e virus. Con queste due nuove stanze è finalmente possibile per i piccoli pazienti trentini poter essere ricoverati in un ambiente controllato senza a contatto con le altre stanze del reparto. Con questo progetto ultimato, con altri già portati a termine e altri in corso la nostra associazione sarà sempre al fianco dei malati e loro famigliari per rispondere alle problematiche inerenti le malattie del sangue».

In conclusione il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon ha affermato: «Sono particolarmente lieto di inaugurare oggi questi locali che arricchiscono l’offerta specialistica di tutta la rete pediatrica provinciale e permetteranno ai bambini provenienti da ogni parte del Trentino di poter essere ricoverati e curati con maggiore appropriatezza, evitando il trasferimento in sedi extraprovinciali. La mia gratitudine va l’associazione Ail e ai cittadini che, con le loro donazioni, hanno contribuito ad attuare questo ed altri importanti progetti a favore della pediatria. Voglio inoltre ringraziare tutto il personale per il lavoro che quotidianamente svolge con professionalità e dedizione e coloro che a vario titolo hanno contribuito alla realizzazione di questo intervento. Ultimo ma non ultimo il mio ringraziamento va alla dottoressa Annunziata di Palma stimata direttrice della Pediatria, che alla fine del prossimo mese andrà in pensione, per l’impegno, la professionalità e l’umanità profusi per la cura dei piccoli pazienti e più in generale per la pediatria trentina. Il suo costante impegno nel proporre migliorie e innovazioni ci lascia un’area pediatrica con un’offerta di cure ampliata e innovata. A noi il compito di portare avanti questo nuovo dono».

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