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Rovereto e Vallagarina

Rovereto, muore a 54 anni l’ideatore del wi-fi libero “Freeluna”

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È morto all’età di 54 anni l’imprenditore di Rovereto Sebastiano Bee, presidente del consiglio di amministrazione di Futur3 Srl, e figlio di Renzo, ex presidente della Apt.

Nato nel 1964, Sebastiano è stato prima coinvolto nelle politiche giovanili del comune durante gli anni ’90 e poi è diventato imprenditore del web dopo essersi laureato in sociologia all’Università di Trento.

Bee infatti ha ideato nei primi anni 2000 una società che ha diffuso in tutta Italia il wi-fi gratuito con il servizio Freeluna.

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La comunità di Rovereto ricorda Sebastiano come un precursore dei tempi e un protagonista del mondo imprenditoriale e culturale.

In quest’ultimo settore ha creato l’associazione “Il Furore di Libri” che lo ha coinvolto fino alla prematura scomparsa.

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Rovereto e Vallagarina

Presentato ieri al Mart il video del progetto “Sulle tracce della storia”. I ciclisti di Avio sul percorso dei prigionieri trentini

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“Sulle tracce della storia” è un progetto voluto e attuato dall’Associazione Dilettantistica “S.C. Avio” nell’estate del 2019 e ieri, presso la Sala Conferenze del Mart, è stato presentato il video del percorso dalla Russia al Trentino.

Si tratta di un viaggio di tremila chilometri fatto in bicicletta lungo un significativo percorso storico; quello dei soldati trentini catturati sul fronte orientale durante la Grande Guerra e relegati nei campi di prigionia russi.

È la storia di un tragitto su due ruote emozionante, faticoso e spettacolare. «Le persone in che abbiamo conosciuto lungo il percorso, le diverse culture incontrate, le difficoltà e le gioie vissute insieme. Questo viaggio non lo dimenticheremo». Spiegano i ragazzi che da Kirsanov sono tornati pedalando fino alla tenuta di San Leonardo (Avio).

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Ma perché proprio questo itinerario? – Nei campi di prigionia russi furono rinchiusi molti soldati delle Dolomiti che furono costretti a percorrere lunghi viaggi a piedi per tornare dai propri cari. Uno di questi è lo stesso tragitto mostrato dai ciclisti aviensi. Tanti prigionieri furono aiutati dalla marchesa Gemma Guerrieri di Gonzaga, una nobildonna che ad un certo punto della sua vita decise di intraprendere una azione umanitaria degna di nota.

La donna, nonna di Carlo Guerrieri Gonzaga, attuale proprietario della tenuta di San Leonardo dove essa ha vissuto e compiuto la sua opera, fu casualmente coinvolta nella ricerca di un soldato nel 1914. Da qui ebbe il via una azione appassionata di ricerca e aiuto che continuò fino alla sua morte. Grazie a lei migliaia di soldati riuscirono a rientrare a casa, molti ricevettero le lettere dei loro cari, ma anche materiali, vestiti e molto altro.

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Presente ieri anche l’Assessore di Avio Franchini, che spiega: «sono doppiamente coinvolto in questo evento, sia per una fase strutturale ma soprattutto emotiva. Mio nonno fu uno dei soldati del percorso, ho seguito con orgoglio questo progetto portato avanti con passione».

«I ciclisti -come spiega Luisa Pachera che ieri ha presentato l’evento-, sono partiti con due furgoni. Carichi di bicilette, speranze e grandi ambizioni hanno attraversato 7 paesi».

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«Le istituzioni ci hanno aiutati molto, abbiamo ricevuto un ottimo trattamento sia dalle autorità italiane che da quelle estere» dicono i ciclisti.

La fase preparatoria è durata tre anni, spiega Antonio Benvenuti, ideatore del progetto e ciclista. I ragazzi hanno pensato alla sicurezza, all’itinerario, al cibo, agli alloggi…ma non potevano prevedere tutto.

Ecco quindi che raccontano sul palco diversi aneddoti divertenti del loro tour; dal fatto che si sono trovati a comunicare via radio, ai particolari e stravaganti hotel dove hanno dormito. Tra pit stop a base di soppressata, perché il sapore di casa non può mai mancare, e strade dissestate, i ciclisti non hanno mai mollato.

100, 150 e addirittura 180 km al giorno per tornare a casa, la fatica di certo si faceva sentire ma il calore dimostratogli dai comuni trentini che li sostenevano, dagli sponsor e dai follower che immancabilmente su Instagram commentavano e seguivano il loro percorso, ha allietavo le loro fatiche.

Quello che più gli ha soddisfatti però, spiegano, è stata l’anima di questo progetto e la storicità che hanno potuto toccare con mano. Non sono mancati infatti momenti di celebrazione e riflessione. Per esempio, quando sono arrivati in Russia con i furgoni, prima di iniziare il loro percorso di ritorno in bici, si è tenuto un momento significativo presso il camposanto.

Interviene ieri, nella sala del Mart, anche Katerina (una delle interpreti che hanno affiancato i ragazzi all’estero). «In Russia si ha profondo rispetto per queste vicende storiche. Quando si è sparsa la voce dell’arrivo dei ciclisti italiani i cittadini hanno voluto incontrarli e vivere con loro il momento commemorativo». Spiega la ragazza.

Antonio Benvenuti chiarisce anche le origini dell’idea del progetto. «Si è trattato di una scintilla scoccata proprio nella chiesa di San Leonardo. Le emozioni provate in questo percorso sono indescrivibili e la sensazione di calore ricevuta da tutti coloro che ci sono stati vicino è qualcosa di molto speciale. Ci sono stati momenti duri ma eravamo pronti a vivere questo percorso».

L’iniziativa gode del patrocinio del Coni di Trento e infatti Paola Mora, presente all’evento di ieri, non ha potuto che spendere belle parole per i ragazzi di Avio. «Grazie per aver voluto coniugare lo sport con una storia così particolare. Questo percorso si basa su un qualcosa di doloroso, si parla di generazione mancata, però l’umanità e la presa in carico delle differenze degli altri di questa famiglia trentina che si mette in gioco è qualcosa di estremamente positivo. Mai come in questa epoca storica si parla dei valori dello sport, ma lo sport non ha valori a prescindere… li ha se le persone che lo praticano li dimostrano. Penso che qui i valori dello sport siano fatti vivere con passione».

Cameraman ufficiale del percorso e ideatore del video esposto ieri è Tommaso Prugnola mentre Luisa Pachera ha avuto il ruolo di consulente storica del progetto. Presentato durante la serata anche il nuovo libro curato dalla stessa Pachera.

«Si tratta di un libro molto particolare perché si presenta come un “doppio diario” che descrive il viaggio dei ciclisti e fornisce allo stesso tempo nozioni storiche sull’epopea vissuta dai prigionieri del passato» ha concluso.

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Rovereto e Vallagarina

Teatro Rosmini Rovereto: il film su Anne Frank per la Giornata della Memoria

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Il Cinema Teatro Rosmini di Rovereto, in vista della Giornata della Memoria,  proietta #AnneFrank – Vite parallele per una rassegna speciale.

Il lungo, proiettato ieri giovedì 23 gennaio in Via Paganini 14, racconta la storia di Anna Frank attraverso le pagine del suo diario, in questo modo i ricordi paiono prendere forma grazie alle parole del Premio Oscar Hellen Miller.

Si tratta di un vero e proprio evento cinematografico del 2019 prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in partecipazione con RAI Cinema. Presente poi la collaborazione con Anne Frank Fonds di Basilea e il Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa.

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Il docufilm non si presenta però come un  documentario che ripercorre gli shockanti avvenimenti di un buio periodo storico, ma come un intreccio di idee, confronto, testimonianze e ambientazioni differenti che si distendono lungo un filo rosso comune.

Una ragazzina che aveva il sogno di diventare scrittrice riempie il suo diario di intelligenti parole senza sapere che queste, a loro tempo, avrebbero iniziato un eco infinito. Nella produzione, la storia di Anne si intreccia con quella di 5 sopravvissute all’Olocausto, bambine e adolescenti come lei, con la stessa voglia di vivere e lo stesso coraggio. Si tratta di Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

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Una peculiarità consiste poi nella presenza dell’attrice Martina gatti, giovane ragazza con il ruolo di guidare gli spettatori nei luoghi di Anne e delle superstiti.

Non è la prima volta che il cinema e questo genere di testimonianze si incontrano per creare questo genere di prodotti. Tra le varie è doveroso citare l’USC Shoah Foundation, fondata da Steven Spielberg, che ha lo scopo di i raccogliere video-testimonianze di sopravvissuti e di altri testimoni della Shoah. Rappresenta oggi una delle più grandi collezioni video-digitali al mondo cvon 55.000 video-testimonianze in 43 lingue.

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Il film di Sabina Fedeli e Anna Migotto #AnneFrank – Vite parallele cerca di avvicinare i giovani ad un periodo storico a loro lontano ma che ancora oggi lascia un segno indelebile nelle anime di molti sopravvissuti e non solo.

Il lungometraggio porta inoltre a riflettere su alcuni pericolosi fenomeni attuali quali discriminazione e odio razziale. La voce coraggiosa della giovane scrittrice si anima quindi ancora una volta in un susseguirsi di momenti di riflessioni all’insegna del coraggio.

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Rovereto e Vallagarina

Nessun “esubero” in Marangoni: la nota dell’Assessore Spinelli

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Con riferimento a quanto apparso oggi sulla stampa locale, a seguito dell’incontro tra l’azienda Marangoni e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli puntualizza quanto segue.

A settembre 2019, data dell’ultima riunione alla quale la Provincia autonoma di Trento è stata invitata, tenutasi presso la sede di Confindustria Trento, la Provincia si era assunta due impegni con le organizzazioni sindacali: il primo era quello di ricercare aziende del settore interessate ad insediarsi nel compendio industriale di Rovereto, occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni; il secondo riguardava la negoziazione con Marangoni di nuovi vincoli occupazionali, dato che i precedenti erano da tempo scaduti.

In questa direzione hanno lavorato nei mesi scorsi Assessorato e Trentino Sviluppo, arrivando a metà dicembre alla firma del protocollo d’intesa per la nascita del Polo Tecnologico “Industria della Gomma”.

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La situazione odierna vede tre aziende del settore interessate a dar vita al nuovo Polo Tecnologico occupando gli spazi non utilizzati da Marangoni. La firma dei contratti di locazione è prevista nei prossimi giorni.

Per quanto riguarda il rapporto con Marangoni, indipendente dalla trattativa con gli altri soggetti, si precisa che non è stato ancora sottoscritto l’atto che trasforma il contratto di leasing, conseguente al leaseback del 2010, in contratto di locazione ordinaria.

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L’ipotesi di accordo trovata con l’azienda prevede il mantenimento di un valore minimo di 170 ULA per i prossimi cinque anni, fino 2025, a fronte dei 190 lavoratori ad oggi occupati. Marangoni ha precisato che il nuovo livello occupazionale verrà raggiunto mediante pensionamenti e senza il ricorso ad alcun licenziamento.

L’Assessore Spinelli ritiene quindi che la Provincia abbia corrisposto agli impegni presi con i sindacati nel confronto avuto a settembre e dà piena disponibilità ad un incontro, da fissare in tempi rapidi, per illustrare nel suo complesso ed in modo dettagliato il progetto di nuovo Polo Tecnologico “Industria della Gomma”.

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