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Rovereto e Vallagarina

Biblioteca Civica di Rovereto: inaugurata ieri, venerdì 10 agosto, la mostra “Mano Celeste”

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In foto: "Cratere", olio su tela di Emilio Giossi esposto a Rovereto

Nella giornata di ieri, venerdì 10 agosto 2018, nel laboratorio di arte grafica della Biblioteca Civica di Rovereto, ha avuto luogo l’inaugurazione della mostra di Emilio Giossi intitolata Mano Celeste. 

Sono stati esposti decine di quadri olio su tela dell’autore milanese. Le luci, strategicamente posizionate in prossimità delle opere, sembrano descrivere una dimensione onirica per nulla casuale. Sarà possibile ammirare gratuitamente la mostra fino al 10 settembre 2018

Era iniziato il fine settimana, quello precedente alla giornata di Ferragosto tanto attesa da molti lavoratori, e il sole splendeva ancora nel cielo.

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Nonostante tutto, però, quaranta persone hanno deciso di trascorrere qualche ora del loro tempo lontane dal chiarore dell’imbrunire ma vicine a quella luce che solo un’opera d’arte può trasmettere.

La direzione della biblioteca, portando i saluti dell’Amministrazione comunale, ha introdotto l’evento. Parlare di inaugurazione può risultare però riduttivo se si prende in considerazione il momento nella sua totalità. È stata sviluppata una treccia poetico-musicale in dialogo con le opere pittoriche esposte, che ha avuto come nucleo fondamentale i testi di Martha Canfield.

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Canfield e Giossi , come spiega quest’ultimo, sono entrati in contatto «dopo alcune vicissitudini e tramite qualche conoscenza. Ci siamo chiaramente stimati a vicenda».

Emilio Giossi nasce a Milano nel 1953. Studia arte, design e fotografia alla Scuola Statale d’Arte di Monza. Si laurea in seguito a Bologna (DAMS, indirizzo spettacolo). Si immerge poi nell’insegnamento, lasciandolo solo nel 1985 per dedicarsi esclusivamente alla pittura.

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Nel 1993 è invitato dallo scrittore Ruediger Heins a partecipare al progetto Obdachlos. Nel 1994-95 con Ruediger Heins partecipa al Licht projekt.

Espone in diverse città europee. Collabora con scrittori, musicisti ed artisti di varie discipline.

Il disegno delle figure che compone è affidato a una linea di colore, i soggetti paiono fantastici e fiabeschi ma trasudano di un significato reale.

Martha Canfield è invece una poeta, saggista, traduttrice e docente presso l’Università degli Studi di Firenze. Pare che le poesie di quest’ultima riescano a descrivere e combinarsi con le opere di Giossi.

L’autrice, che sfortunatamente non ha potuto essere presente all’inaugurazione, ha comunque stupito gli ospiti attraverso alcuni suoi scritti interpretati da Alessandro Galli e Francesco Tancredi. In particolare, sono stati letti alcuni brani tratti dalla silloge Nero cuore dell’alba.

A dare vita poetica all’arte di Giossi, nella giornata di ieri, sono stati anche gli scritti di Luis Epp (poetessa che lavora ai progetti Chimera, il colore delle tenebre, Pietas ed Estasi, Dialoghi con l’angelo e Nero cuore dell’alba).

Prima del dialogo tra le arti vi è il dialogo tra gli uomini. L’autore protagonista dell’inaugurazione ha da sempre ricercato questo tipo di sinergia. Nella giornata di ieri, musica, poesia e pittura hanno creato una rete artistica che ha “intrappolato” i cittadini nei suoi armonici fili. Ad accompagnare le letture e l’esposizione non poteva mancare la melodia dei brani musicali eseguiti dalla violinista-violista Marianne van Canpenhout.

Per spiegare l’imprescindibile e inevitabile rapporto tra le varie arti, Giossi ha spiegato ai presenti parte del suo metodo creativo: «Io, prima di dedicarmi ad un lavoro, cerco un’immagine interiore. Subito dopo vengono i gesti. Inizio a dar forma qualcosa che è in movimento, qualcosa con un significato.

Cerco il significato–  ha continuato l’artista- cerco la vita. Cerco forme nuove addentrandomi anche in dimensioni diverse e contemporanee come le tenebre».

In foto: Emilio Giossi, Marianne van Canpenhout ,Marianne van Canpenhout

“Nello specchio”, olio su tela di Emilio Giossi

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Rovereto e Vallagarina

Film-evento su Botero al cinema di Rovereto, in sala oggi e domani

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Sarà proiettato al Supercinema Rosmini di Rovereto un film evento dedicato a Botero.

Il docu-film di Don Millar intitolato “Botero, una ricerca senza fine” non poteva non approdare a Rovereto, città che da sempre favorisce l’arte e la cultura. Questo si presenta come un documentario che narra al grande pubblico le imprese di un famoso artista attraverso voci e testimonianze diverse.

Non sono molti i cinema trentini che ospitano tale spettacolo, il lungometraggio sarà disponibile nelle sale di Piazza Rosmini solo nelle giornate di oggi e domani con una doppia programmazione (19.20 e 21).

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Botero, secondo di tre figli, nasce in una famiglia comune poco dopo la morte del padre. Sperimenta l’arte attraverso le illustrazioni, uno dei primi lavori che conquista grazie al suo talento. Disegnare per il giornale più importante della sua città natale gli fornisce un ottimo trampolino di lancio per quella che sarà una brillante carriera artistica.

Scopre la possibilità di espandere le sue forme in Messico, e lì vi rimane dopo aver rifiutato le influenze artistiche del suo tempo in Colombia. Scopre il mondo da giovanissimo e non smette di lasciarsi impressionare e appassionare dagli stili del suo secolo. Scopre l’espressionismo astratto, per esempio, e comincia a sviluppare una forma sempre più personale. Torna nel suo Paese natale trionfante ed arricchito, ottiene una cattedra all’Accademia d’arte di Bogotà.

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Attorno agli anni ’60 torna nello stato di New York a causa di alcuni problemi finanziari ai quali il suo matrimonio non era riuscito a sopravvivere. Riscopre la sua fortuna nel nuovo continente e da lì, lui e i suoi colori caldi volano in Europa.  Apprezzato dalla critica continua la sua carriera tra quadri e sculture, la sua fama cresce tornando come un boomerang in Columbia.

Botero è conosciuto per il suo stile personale, per le sue forme ampie e tondeggianti, per l’importante utilizzo dei colori e per gli sguardi dei suoi soggetti che, inesorabilmente, sono spesso persi nel vuoto. Alcune tra le sue opere prinicpali si intitolano: La morte di Pablo Escobar, The dancers, La Famiglia del presidente, Guitar and chair. 

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Come si evince dal sito Mymovies.it, società sotto la direzione di GEDI gruppo Editoriale, che da quasi vent’anni fornisce agli utenti aggiornamenti sotto forma di magazine e database di informazione cinematografica, il documentario di Millar abbraccia la vita dell’artista fin dai suoi primi passi e, con occhio attento, cerca di far capire come si è sviluppato il suo mondo interiore.

Sono una decina le location dove si è filmato il docu-film e questo, che presenterà anche materiale inedito, non potrà che ripercorrere la vita di Botero fornendo un elevato grado di autenticità grazie anche all’uso di 4 diverse lingue.

«Si tratta dell’artista che ha il più grande fascino internazionale e con il maggior numero di persone a visitare le sue mostre» si evince dal trailer rilasciato qualche settimana prima dell’uscita del lungometraggio nelle sale.

Sul sito di informazione Mymovies.it il 14 gennaio è stato rilasciato in anteprima uno spezzone di 10 minuti di film. Interessante la prima scena di “riunione familiare” dove Botero racconta ai suoi figli, e con loro agli spettatori, la sua infanzia.

Pare quindi che attraverso questo lungometraggio verranno forniti aneddoti e curiosità in un susseguirsi di immagini e testimonianze scadenziate da un sound track intrigante.

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Rovereto e Vallagarina

Ala: incendio in località Maso Corona

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Ieri pomeriggio verso le 17 è scoppiato un incendio nella località Maso Corona a Marani di Ala. In un primo momento i vigili del fuoco hanno pensato che fosse stato colpito il Maso ma fortunatamente l’incendio ha riguardato la sterpaglia del sottobosco.

Si è dovuto comunque agire in fretta visto che la vegetazione è parecchio secca dopo settimane senza pioggia. I vigili del fuoco volontari di Ala insieme ai colleghi di Rovereto, Avio e Mori hanno circoscritto l’incendio e hanno poi provveduto al suo spegnimento. Nonostante non sia stato un incendio di vaste dimensioni ha tenuto impegnati i pompieri per circa un’ora  e mezza.

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Rovereto e Vallagarina

Aperte le iscrizioni per il progetto Junior Team del Torneo Internazionale Città della Pace

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Mancano poco meno di tre mesi alla trentatreesima edizione del Torneo Internazionale “Città della Pace”, storico evento sportivo simbolo della Pasqua roveretana.

Mentre lo staff è a lavoro su vari fronti già dall’estate, è pronto a partire ufficialmente uno dei progetti che maggiormente hanno segnato il Torneo negli ultimi anni. Ieri, (sabato 18 gennaio) alle 14.00, sono state aperte le iscrizioni per il progetto Junior Team, che permette a giovani di Rovereto e dintorni di diventare un ingranaggio fondamentale della complessa macchina organizzativa, facendo da volontari durante i tre giorni di evento (quest’anno il 10, 11 e 12 aprile).

Il progetto quest’anno raggiunge la sua ottava edizione e ha coinvolto circa 100 ragazzi ogni anno.

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Una volta selezionati da un’apposita Commissione, i ragazzi verranno divisi in tre settori.

I volontari del settore accompagnamento seguiranno la squadra assegnata durante le tre giornate del torneo: la aiuteranno negli spostamenti e vivranno con la squadra tutti gli indimenticabili momenti del torneo, dagli eventi alle partite, fino alla cerimonia di chiusura.

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Il settore logistica gestirà i siti gara e gli Info Point e supporterà il Comitato organizzatore durante gli eventi di contorno; gestirà inoltre i momenti di animazione.

Infine il settore comunicazione che curerà i rapporti con la stampa, gestirà i social network, il sito web e realizzerà interviste e servizi video. Per l’edizione 2020 verranno selezionati indicativamente 110 studenti delle scuole superiori e studenti universitari. Per partecipare alla selezione sarà necessario accedere al sito ufficiale (www.torneodellapace.com) e compilare la scheda di adesione in ogni sua parte.

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Sarà possibile iscriversi fino al venerdì 24 gennaio.

La selezione prenderà in considerazione parametri sui quali è richiesto allo studente di auto-valutarsi (motivazione, competenze linguistiche, competenze varie, esperienze di volontariato e un video di presentazione).

«Le richieste sono sempre di più – spiega il Presidente del Comitato Organizzatore Cristian Sala -, non potremmo essere più orgogliosi. Centinaia di giovani dello Junior Team ogni anno si mettono a disposizione della loro città, comunicano con i loro coetanei che vengono a Rovereto da altri Paesi e cercano di far vivere loro il territorio nel migliore dei modi. Sono fantastici, ogni anno restiamo stupiti in positivo dal loro contributo fondamentale».

Per ulteriori informazioni sulle iscrizioni è possibile contattare il Comitato Organizzatore all’indirizzo di posta elettronica juniorteam@torneodellapace.com.

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