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Trento

Trento sotto attacco delle zanzare

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Altro che specie autoctone, in Trentino proliferano alla grande anche la Zanzara tigre (segnalata a Trento per la prima volta nel 1990) e zanzara coreana arrivata da poco nella nostra regione.

È un segnale dei tempi che cambiano, grazie soprattutto alle temperature che favoriscono il proliferare di insetti come le temute zanzare.

E da quando in Trentino le temperature sono salite, la sera, i cittadini devono barricarsi in casa per evitare l’assedio e la puntura dolorosa della zanzare.

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I ricercatori della Fondazione Mach di San Michele all’Adige hanno redatto la mappa della diffusione della zanzara sul nostro territorio: lungo la Valle dell’Adige, in particolare ed in Valsugana è stata riscontrata la presenza maggiore di zanzara Tigre.

La coreana la si trova con maggiore insistenza invece in val di Cembra e nella più bassa zona della Valsugana al confine con il Veneto.

La Zanzara tigre è presente anche sul Garda.

Le condizioni ideali sono quelle create dall’umidità, dai ristagni d’acqua assolati.

l rischio di trasmissione autoctona di malattie da vettore (trasmesse dalle zanzare), come Zika, Dengue e Chikungunya in Europa è dovuto principalmente a casi importati che vengono registrati sporadicamente in viaggiatori internazionali di ritorno da paesi dove la malattia è endemica.

Dal momento che spesso non esistono né trattamenti specifici, né vaccini, nella maggior parte dei casi il contenimento di potenziali epidemie poggia soprattutto sull’interruzione del processo di trasmissione, attraverso la riduzione della densità delle zanzare.

Una recente ricerca basata sull’esperienza italiana di due brevi epidemie di Chikungunya, una malattia trasmessa dalle zanzare tigre, nel 2007 e 2017, evidenzia che servono diverse strategie di controllo del vettore, a seconda del momento in cui vengono notificati i primi casi. In questo modo lo studio fornisce utili indicazioni alle autorità che si occupano di stilare politiche volte al controllo di epidemie di malattie da vettore emergenti.

In particolare, i risultati suggeriscono che, se un caso di Chikungunya viene notificato in tarda primavera o in estate, la risposta ottimale è quella di combinare l’applicazione di adulticidi e larvicidi e la rimozione di siti di riproduzione della zanzara tigre. Inoltre, le applicazioni di larvicidi risultano essere maggiormente costo efficaci a inizio estate e in stagioni più calde, mentre le applicazioni di adulticidi in autunno e in stagioni più fredde.

Il ciclo vitale della zanzara comprende 4 fasi, uova, larva, pupa e adulto, di cui le prime 3 sono acquatiche e la quarta è terrestre. L’adulto ha dimensioni simili alle altre specie di zanzara, da cui si distingue per avere il corpo nero con bande trasversali bianche sulle zampe e sull’addome e la presenza di una striscia bianca su dorso e capo.

La zanzara tigre punge sia all’aperto che al chiuso, specialmente nei piani più bassi dei fabbricati. All’aperto punge di giorno,soprattutto gambe e caviglie, nelle ore più fresche del mattino e del pomeriggio in zone ombreggiate (trovano rifugio soprattutto nelle aiuole, nelle siepi e negli arbusti). Tuttavia, negli ultimi anni sono stati segnalati abbondantemente anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o nelle aree industriali, dove ci sono pochi alberi.

A pungere è la femmina che ha bisogno ogni 3-5 giorni di un “pasto di sangue” per la produzione delle uova, pasto che ottiene pungendo preferenzialmente l’uomo a gambe e caviglie ma anche altri mammiferi ed uccelli.

Questo in genere avviene in prossimità della zona di deposizione in quanto la zanzara tigre ha un limitato raggio d’azione (meno di 200 metri).

Dopo due o tre giorni dal pasto le femmine, che vivono fino a 3-4 settimane, depongono fino a 80 uova arrivando ad un totale di circa 400 uova per femmina in una stagione. La reazione alle punture è costituita da pomfi dolorosi, talvolta edematosi o emorragici soprattutto in persone particolarmente sensibili.

Dal punto di vista sanitario la zanzara tigre è ritenuta un vettore del virus della Dengue, del virus Chikungunya e di altri arbovirus compreso quello della West Nile Disease (WND) e Zika. Il rischio che possa trasmettere queste malattie infettive nel nostro Paese è remoto e legato alla importazione accidentale di serbatoi d’infezione. Fino ad oggi non ci sono state segnalazioni di casi di Dengue tra persone non provenienti da aree endemiche, mentre nel caso di Chikungunya una epidemia autoctona si è verificata nel 2007 nell’Italia Centro settentrionale, dimostrando la possibilità di tale evento. Infatti, responsabile della trasmissione è stata Ae. albopictus infettatasi probabilmente pungendo un viaggiatore viremico proveniente da una zona epidemica.

La presenza in questa stagione a Trento della zanzara (sotto), nella foto del titolo la temutissima zanzara coreana

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Trento

Slittano di una settimana (dal 20 al 27 agosto) i lavori su alcune ferrate oggetto di manutenzioni

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Lo scorso luglio l’Ufficio Tecnico di SAT sede centrale inviò una comunicazione relativa ai lavori di manutenzione programmati dal 20 agosto su alcune ferrate sia nell’area del delle Dolomiti di Brenta, che nelle Dolomiti del Primiero.

Lo stesso Ufficio Tecnico della sede SAT informa attraverso un comunicato dello slittamento della data di inizio dei lavori di ristrutturazione alla Via ferrata “Livio Brentari”, n° segnavia O358. La chiusura del tracciato non sarà più programmata a partire da lunedì 20 agosto 2018, bensì da lunedì 27 agosto 2018.

Contestualmente la SAT ha   inviato al Comune di San Lorenzo Dorsino la richiesta di modifica dell’ordinanza di chiusura n. 34/2018 per permettere di recepire questo cambiamento di programma.  La via ferrata sarà di conseguenza ancora accessibile nel corso di tutta la settimana da 19 al 26 agosto.

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Stesso slittamento per la Via ferrata del Porton, n° segnavia E739A. La chiusura del tracciato non sarà più programmata a partire da lunedì 20 agosto 2018 ma bensì da lunedì 27 agosto 2018. Anche in questo caso è stata inoltrata al Comune di Primiero la richiesta di modifica dell’ordinanza di chiusura n. 112/2018 per la modifica dell’ordinanza. Anche questo tracciato su via ferrata sarà di conseguenza ancora accessibile nel corso di tutta la prossima settimana.

Relativamente alle sopracitate modifiche la SAT ha provveduto ad informare oltre ai comuni tutte le realtà che operano sui territori: società impiantistiche, guide alpine, Apt, parchi naturali, i rifugi e le sezioni che fanno parte di quei comprensori.

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Trento

Riordino del Vason sul Monte Bondone

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Si sono svolti questa estate tutta una serie di lavori per riordinare la zona del Vason sul Monte Bondone.

Nel mese di settembre il comune inoltre procederà con l’adeguamento dell’immissione sulla pista da sci “Cordela” e l’accesso all’impianto di risalita del Palon.

I lavori eseguiti ad oggi sono.

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– demolizione e rimozione del prefabbricato sede dei Vigili Urbani, che si collocava in zona centrale all’area, con conseguente utilizzo dello spazio ricavato per aumentare quello del campo scuola con lo spostamento del tapis roulant che lo delimita sul lato est e dell’area verde estiva;

– movimenti di terra (soprattutto riporti) per aumentare la superficie pianeggiante dell’area contenuta tra il bar Bondonero e la strada a sud di accesso ai parcheggi della palazzina servizi di Trento Funivie. L’aumento della superficie ha consentito il collocamento di alcune strutture ludiche e lo stazionamento di più persone nella stagione estiva (lettini, sdraio…) e consentirà senz’altro un più ordinato transito degli sciatori in arrivo e partenza nella stagione invernale;

– formazione di un nuovo accesso alla piazzola dell’elisoccorso in posizione tale da non interferire con le attività che si svolgono sull’area di cui sopra, liberandola completamente da ogni ingombro fuori contesto, rendendola più sicura per i fruitori, sia in inverno che in estate. La stradina così proposta risulta più funzionale per l’avvicinamento sia dell’ambulanza (estate), che della motoslitta (inverno) all’elisoccorso.

Il finanziamento dell’opera è di complessivi 80mila euro.

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Trento

Zona «Liceo musicale Bonporti» in balia di degrado e inciviltà

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Una Trento in baia di maleducati, ubriaconi e spacciatori.

Uno spettacolo deplorevole e vergognoso, ripreso alle 10.30 della domenica mattina in una delle zone meta di molti turisti che dopo aver visitato il castel del Buonconsiglio vogliono fare una passeggiata nel centro storico di Trento.

È questa la fotografia rappresentata dalle continue segnalazioni che arrivano al numero whatsApp (3922640625) della nostra redazione da parte di cittadini furibondi e stufi della situazione ormai fuori controllo.

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Le foto sono state scattate domenica mattina 19 agosto alle ore 10:30 davanti al liceo musicale Bonporti.

Per terra lattine di ogni tipo, molte bottiglie di vetro, alcune rotte, e quindi molto pericolose per bambini o per chi cammina con sandali estivi.

Il tutto accompagnato da un nauseabondo e acre odore di urina che rende l’aria irrespirabile.

E tutto nel centro storico di Trento sotto gli occhi increduli dei residenti costretti a vivere in queste condizioni.

La zona degli ultimi tempi è peggiorata. A renderla così, i soliti noti.

Sui muri ci sono scritte di tutti i tipi.

Solo ieri è stata scoperta un’altra situazione di degrado nella stessa zona che riguarda Vicolo della Contrada Tedesca (qui l’articolo)

 

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