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Politica

Sondaggi: nuovo crollo del PD sotto il 15%. Male Forza Italia. Salvini ministro più amato

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Continua la luna di miele dentro il Governo Lega-M5S e fra i suoi sostenitori gialloverdi

E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato lunedì 6 agosto dall’Istituto Piepoli e diffuso in esclusiva da Affaritaliani.it.

La fiducia nel governo guidato da Giuseppe Conte, dopo poco più di due mesi dall’insediamento a Palazzo Chigi, è davvero da record e oscilla tra il 58 e il 60% in netta crescita rispetto al 50-52% registrato al momento della nascita dell’esecutivo targato 5 Stelle-Carroccio.

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Tra i ministri, il più amato in assoluto è Matteo Salvini.

Il ministro dell’Interno batte il capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, e vince la medaglia d’oro del consenso grazie soprattutto al modo in cui ha affrontato e sconfitto l’emergenza sbarchi e il problema dell’immigrazione clandestina.

A confermare questi dati arrivano poi le intenzioni di voto sui partiti.

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A pari merito intorno al 29% e con un’oscillazione di circa due punti percentuali ci sono la Lega e il M5S, che complessivamente sfiorano il 60% (record).

Molto negativo il dato del Partito Democratico che perde consensi rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo e non va oltre il 15%. L’effetto Daisy pare aver innestato l’effetto contrario a quello sperato  e il grido «abbasso il razzismo» sembra non incontrare più il favore degli elettori che pensano che le problematiche siano altre.

Male anche Forza Italia tra l’8 e il 10%. In calo pure Fratelli d’Italia intorno al 3%.

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Speciale elezioni 2018

Vanessa Valtorta (AGIRE): «Riorganizzazione interna PAT, un impresa eccellente ma per davvero!»

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Nelle scorse settimane abbiamo conosciuto Vanessa Valtorta  (articolo1 e articolo2 e articolo 3) che si presenta, per il rinnovo del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, nella lista di Agire per il Trentino per la coalizione del Centrodestra Popolare Autonomista.

In vista delle prossime elezioni (21 ottobre 2018) proseguono le interviste del nostro giornale con l’intento di approfondire le idee dei candidati ed i programmi dei partiti, per dare ai lettori e soprattutto agli elettori la possibilità di farsi un’idea chiara in attesa dell’election day

Vanessa Valtorta ha 42 anni, imprenditrice nel settore del turismo, 3 figli. È nata a Varese ma si è trasferita a Trento nel 2001 «per amore».

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La sua vita purtroppo è segnata da un gravissimo lutto, la morte del marito avvenuta 2 anni fa in circostanze drammatiche. La sua morte è quella catalogata fra le «morti per la crisi economica»

E’ vero che da quando sei candidata le persone ti stanno interpellando per sapere cosa farai per questo territorio concretamente. Ti sei fatta un’idea ancora più precisa sui bisogni della gente? Sicurezza, sanità, scuola sono i più gettonati!

Appunto, sono così gettonati che lascio il campo ai colleghi. Sono problemi importantissimi, ma ho ascoltato anche altre questioni non meno sentite dai cittadini e secondo me tutto deve partire dalla riorganizzazione dei servizi interni alla PAT e dai suoi dirigenti.

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I problemi che ho sentito sono tanti, comuni ma anche personali e dipendono dalle proprie esperienze di vita. Purtroppo non ho sentito parlare i colleghi candidati della questione droghe, argomento molto scomodo attorno al quale ci agganciamo ai temi che hai detto prima sicurezza, degrado e sanità. Ma per il fatto che non se ne parli quasi mai, specialmente chi ha figli piccoli o adolescenti è molto in pensiero e si sente ancora impreparato ad affrontare il problema. Ho quindi cercato di reperire dati aggiornati contattando la direzione sanitaria di APSS e del SERD ma non è stato possibile avere informazioni aggiornate. Gli ultimi dati sono allarmanti ed i consumi in crescita. Si parla di oltre 1600 persone in cura, ma non sappiamo i numeri dei consumatori occasionali e soprattutto dei giovanissimi, oltre che rilevo una diffusa vergogna nelle famiglie per cui si ricorre agli aiuti quando è quasi tardi.

Dapprima sembrava che esistesse una relazione annuale pubblica e che il Serd potesse fornirla attraverso una richiesta alla Direzione Generale, ma contattandoli sono stata informata che non sono in possesso di questi dati. Sono rimasta molto stupita e anche amareggiata. Mi domando se sia vero o solo un tabù che vogliamo a tutti i costi nascondere alla popolazione. Nel brevissimo non avrò questi dati, ma non mollo la questione perché pretendo trasparenza. Così come sarei determinata nel programmare dei percorsi preventivi nelle scuole a partire da quella primaria, per gestire questa piaga sociale, segno evidente di un disagio profondo nei giovani. Credo che sia solo l’educazione un ottimo metodo per contrastare i consumi, dal momento che risulta invece molto difficile contrastare la vendita.

Cosa mi dici del malcontento generale sui servizi provinciali, siamo ancora così un’eccellenza o ci stiamo un po’ nascondendo come struzzi sotto la sabbia?

Se mi provochi ti dico che siamo molto struzzi e anche arroganti. In moltissimi servizi ho spesso trovato funzionari deliziosi, ma è difficile anche per loro erogare velocemente quanto richiesto. Come possiamo parlare di eccellenza con tutti i problemi di un pronto soccorso ormai inesistente, sotto organico e fuori controllo? O quando abbiamo zone come Piazza Dante in cui per passare in certi orari devi essere accompagnato o far finta di telefonare a qualcuno? O quando hai bisogno di una carta per ristrutturare ci vogliono mesi? Mi fermo qui, perché le parole chiave tra le persone sono CUP e prenotazioni fantasma, CLIL e lingue straniere inesistenti, ICEF e sostegno iniquo.

Dunque per me, sarò esigente, ma siamo degli eccellenti che vincono facile perché gareggiamo contro una classe di italiani molto indietro in termini generali e senza autonomia.

La retorica del “ma qui stiam meglio che nelle altre regioni” merita la risposta “A furia di spremere arance restan solo limoni”. Certo pare che in una cosa non ci batta quasi nessuno!

I numeri del nostro apparato amministrativo provinciale fanno veramente impressione:

oltre 4.700 dipendenti solo per la gestione degli uffici della PAT con una spesa totale che si aggira sui 166 milioni di euro, ma il meglio è quello dei 33000 dipendenti pubblici distribuiti tra i vari servizi della PAT. (dati presenti su internet)

Ricordo che la popolazione totale del Trentino è di circa 540.000 persone e se vogliamo confrontarci con la PA di Bolzano gli abitanti sono poco meno 512.000 contro 50.000 dipendenti pubblici. Quindi apparentemente per una volta siamo migliori degli Altoatesini! Da noi però sembra che il numero di dipendenti non basti mai e infatti ci sono servizi intasati al collasso ma incredibilmente esistono servizi che nessuno ha mai sentito nominare e che nessuno utilizza. Curiosate nel sito della PAT all’interno del menu strutture e organigrammi per ottenere un completo quadro di 14 sintetiche pagine.

Ce lo vogliamo inventare qualche altro servizio su misura per gli amici?

Non è finito lo spreco, perché anche questa volta grazie alle nostre origini più italiane siamo più furbetti! Esiste anche un notevole costo extra che riguarda le consulenze esterne e gli incarichi affidati ad aziende con appalti pubblici quando potremmo usare le risorse interne già retribuite, parliamo quindi di doppi costi.

Anche per questi numeri interessanti basta consultare la pagina della PAT nell’apposita sezione dedicata all’organico, in cui si evidenzia persino il numero di assenza medio del personale di circa 21 giorni a testa. Sarà sicuramente nella media nazionale, colpisce il fatto che corrisponde a circa un mese a testa di assenza in termini di giorni lavorativi.

Pensa invece che gli imprenditori hanno una media di assenza attorno allo zero, non ti puoi mai ammalare, è un vero vantaggio! Credo che il dipendente pubblico si ammali per lo stress da burocrazia è ovvio e come lo capisco!

Un altro dato interessante è il rapporto di 1 dirigente ogni 11 dipendenti, un numero decisamente alto che non può permettersi nessuna azienda privata, neppure i colossi multinazionali.

Oltre tutto avessimo dei dirigenti paragonabili a dei manager, ma figurarsi! Tolto che non mi pare ci sia un metodo per valutare il loro operato in modo così oggettivo, quando invece basta aprire i giornali per trovare scandali e funzionari sotto indagine!

La buona notizia è che ci sono anche servizi notevolmente efficienti con altrettanti dirigenti di tutto rispetto. Non mi piace condannare un intero sistema, ci mancherebbe, dico solo che va fatto ordine e da questa attività si avranno molti risparmi, meno sprechi, più efficienza.

Arriviamo al dunque Vanessa, non si può trasformare dall’oggi al domani un enorme carrozzone pubblico in un meccanismo che ragioni come un privato, che cosa vorresti fare per migliorare?

Permettimi di paragonare la PAT ad un’automobile da corsa. Questa per entrare in pista deve avere un gran pilota e dei bravi meccanici. Una buona comunicazione tra le parti determina il successo della gara.

Il pubblico, i cittadini, tifa dagli spalti, ma non sa niente di quello che si dicono al microfono pilota e staff ed all’oscuro di tutto applaude felice guardando se vince il suo idolo. L’importane è che vinca, che sembri migliore e che si diverta dopo tanto lavoro!

Se per battere un record il meccanico ha truccato il motore poco importa, se ha anche barato pazienza… l’importante è sembrare di aver vinto e non il modo con cui si ottiene la medaglia: questo spesso è il cittadino magari ingenuo, onesto e che ha tanta fiducia nel suo pilota da non poter immaginare nessun male dentro ai box.

ll pilota serio invece, il dirigente preparato, lo sa che maggiori sono le curve e le difficoltà in pista, maggiore ed intenso è il rapporto con i suoi meccanici e quando vince, il suo trionfo ha più valore anche se non è sempre percepito.

Sopra a tutti c’è il signor Scuderia, il politico, che vuol sapere se la sua auto stia per bucare o la benzina scarseggi e chiama di continuo i box ed il pilota perché il pubblico freme, rompe le scatole se non esce l’auto in pista! Quindi parte con l’organizzazione del suo staff tecnico di dirigenti ed i suoi meccanici. Tutti i servizi gli devono fornire una sintesi della loro mansione, delle loro critiche e delle problematiche rilevate, così come il politico dovrebbe incaricare i suoi dirigenti con buon senso per risolvere quanto i cittadini lamentano o hanno bisogno per migliorare.

Ogni dirigente dovrà determinare i suoi costi, i suoi problemi, i suoi obiettivi raggiunti e quelli raggiungibili.

Un apparato pubblico può produrre ricchezza, specialmente evitando sprechi ed erogando a pagamento servizi utili, ma occorre applicare al modello pubblico italiano uno stile più tedesco o per lo meno inglese ed tentare di applicare la temutissima MERITOCRAZIA.

Non vorrei tagliare il personale, bensì riordinare i servizi e renderli ottimali ed utili, affrontandoli uno alla volta, analizzando procedure, schemi, leggi contorte e valutando benefici e pregi o inutilità e sprechi.

Chi non sa guidare non è necessario alla PAT, prenda un taxi e torni a casa!

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Speciale elezioni 2018

Donne e partecipazione politica – di Francesca Franceschi

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Ormai a ridosso delle elezioni provinciali, vorrei soffermarmi sulla novità di quest’ultime: saranno le prime elezioni in Trentino con la doppia preferenza di genere. Gli elettori infatti potranno esprimere fino a due voti di preferenza. I due voti dovranno essere diretti a candidati di genere diverso appartenenti alla stessa lista, in caso contrario la seconda preferenza sarà annullata.

Non tutti hanno digerito la nuova legge, che sicuramente ha costretto molti politici o aspiranti tali a studiare nuove strategie e ad allargare i propri orizzonti, che sembravano fino allo scorso anno già ben definiti.

Al Trentino piace molto “guardare a nord”, l’invito è allora di guardare ancora più a nord, a quei Paesi come la Svezia, dove la presenza di donne al governo è del 54,1 %.

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Uno Stato il cui modello sociale tiene conto delle esigenze di conciliazione e pertanto nel tempo sono stati potenziati i servizi per la famiglia, le responsabilità familiari sono state equamente ripartite tra uomo e donna e la parità viene esercitata nella quotidianità.

L’auspicio è che questa nuova legge attivi un nuovo corso politico anche in Trentino, che il genere femminile sia ben rappresentato e che abbia un fondamentale peso decisionale specifico.

All’ultima assemblea delle donne elette nell’Euregio tenutasi a giugno uno degli argomenti trattati è stata la presenza delle donne in politica: nel consiglio provinciale di Trento sono 6 su 35, a Bolzano 10 su 35, nel Tirolo 12 su 36.

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In quanto donna attiva in politica da oltre 12 anni spero che già nel breve termine si raggiungano dei livelli di parità di genere soddisfacenti che portino un equilibrio necessario per tutti i cittadini.

Buona campagna elettorale a tutte le candidate e, ovviamente, a tutti i candidati.

Francesca Franceschi – candidata di «Agire per il Trentino»

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Speciale elezioni 2018

Alessia Ambrosi (LEGA): «Pugno di ferro in piazza Dante e Trentino a clandestini zero»

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Speciale Elezioni provinciali 2018

Continuano le interviste nella rubrica «Speciale Elezioni 2018»riservate ai candidati che si sono messi in gioco per le elezioni provinciali del 21 ottobre.

A meno 6 giorni dall’election day torniamo a parlare con Alessia Ambrosi candidata con la Lega Trentino.

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Attraverso una lunga intervista (link articolo) abbiamo già conosciuto Alessia Ambrosi, 36 anni, sposata, una figlia, e residente a Trento.

Alessia è segretaria della sezione Lega Valle dei Laghi e lavora presso Presidente nell’associazione per disabili “sport per tutti”

Ha studiato presso Università degli Studi di Verona, ha ottenuto un Master in commercio estero e ha frequentato il Liceo Scientifico Primo Levi – San Floriano di Verona.

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Alessia è costantemente impegnata sul territorio e segue i temi della sicurezza, degli immigrati e della disabilità.

Sono molto seguite anche le sue battaglie sulla pericolosità degli orsi in Trentino e sulla volontà di sopprimere il progetti Life Ursus.

La «pasionaria» è un leghista convinta della prima ora, e milita nel partito fin dalla sua gioventù.

La lega Trentino potrebbe essere il primo partito del nuovo governo del Trentino. Cosa farete per la sicurezza appena arrivati in consiglio provinciale?

«Già senza governare, col supporto di Salvini da Roma, abbiamo ottenuto un potenziamento degli organici delle forze dell’ordine. Penso inoltre a un grande piano per l’installazione di telecamere in provincia ove necessario, in collaborazione con i comuni. Inoltre puntiamo a un Trentino a clandestini zero»

Avete intenzione di potenziare le forze dell’ordine? se sì come? E cosa farete per mettere in ordine piazza Dante?

«Alla prima parte della domanda ho già risposto. Non esistono zone più importanti di altre. Pugno di ferro in piazza Dante così come dovunque sarà necessario. Rispetto pieno delle regole. Con i nuovi organici in più, che saranno ancora di più, ce la faremo!»

Le casse rurali e la cooperazione dovrebbero essere una ricchezza per il Trentino, ma nell’ultimo periodo pare non sia così… riprenderete in mano la situazione? avete in mente delle migliorie?

«Nessuno tocchi l’autonomia delle casse rurali e il loro ruolo nello sviluppo del territorio. Salvini ha usato parole molto chiare al riguardo. Il centrosinistra ha tentato di distruggerle. Occorre riflettere molto bene sulla riforma in atto cercando di salvaguardare l’autonomia delle banche di credito cooperativo del Trentino, ma grazie a noi potenzieremo un settore vitale per lo sviluppo economico e per la nostra autonomia»

Come contate di ridare dignità ai nuovi poveri del Trentino e al ceto medio che negli ultimi 5 anni si è molto impoverito?

«Un grande piano per le case Itea con precedenza assoluta agli italiani, così come nell’erogazione dei sussidi pubblici occorre favorire i cittadini trentini, troppo spesso discriminati rispetto ai “non trentini.  Sostegno al reddito di persone e famiglie in difficoltà. Asili nido gratuiti»

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