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Politica

Allontanamento dei Minori, Robbi (AGIRE): “Nella prossima Legislatura Agire per il Trentino difenderà i diritti dei genitori.”

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Gian Piero Robbi (Agire per il Trentino)

“Suscita sempre un certo interesse ‘negativo’ quando si parla di allontanamento dei minori dalle proprie famiglie, negli ultimi anni, ho assistito ad un vero e proprio ‘massacro sociale’ messo in atto dal braccio esecutivo delle istituzioni: gli assistenti sociali.” Questo è quanto ci dice Gian Piero Robbi, candidato nella coalizione di centrodestra con Agire per il Trentino.

“Ne ho sentito di tutti i colori, tutte bruttissime considerazioni verso una categoria che, recentemente, ha subito anche delle aggressioni verbali e fisiche.

In tutti questi anni ho raccolto centinaia di segnalazioni e altrettante non ho potuto raccontarle perché non autorizzato dai genitori per paura delle cosiddette ritorsioni. Agire per il Trentino, – continua Robbi – nella prossima legislatura, sarà al fianco di tutti quei genitori che dovranno affrontare questo delicatissimo problema. Lo faremo con fermezza utilizzando tutti i mezzi consentiti dal nostro ordinamento giuridico grazie anche alla collaborazione di un famoso Avvocato, impegnato da anni nella difesa dei diritti dei genitori e della loro capacità genitoriale.”

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Vi ricorderete quando l’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali sanzionò con la “censura” una propria iscritta per avere minacciato una bambina, davanti a due agenti di Polizia.

Per completezza dell’inchiesta che feci qualche anno fa, vorrei segnalarvi quello che succede tra le parti coinvolte. Sentiamo spesso parlare di affido, assistenti sociali, Giudici, tutori legali e psichiatri dove a volte, una loro perizia, decide il futuro di tanta gente, genitori, figli e anche la parentela più stretta.

Sì, perché è risaputo che gli assistenti sociali (non solo loro) abbiano in Italia un potere immane: quello di decidere se un bambino debba stare con un genitore o con un altro o se debba essere strappato ad entrambi.

E le scelte spesso vengono prese seguendo criteri assai discutibili. Un esempio banale? Se una bambina, contesa da papà e mamma, disegna se stessa che dà la mano ad una figura anziché a due, significherebbe che vuole stare solo con un genitore, e non con entrambi. E, in Italia, poi c’è l’errata convinzione, permessa dalla legge, che la prescelta è sempre la mamma, mentre il padre è considerato l’elemento debole del rapporto emotivo.

Per ovvi motivi di riservatezza, segreto istruttorio e privacy dei minori, non possiamo darvi i nomi degli “attori” coinvolti, possiamo solo dire che la mano che impugna quella penna, che tante volte distrugge la vita della gente, più o meno, è la stessa.
Per di più, bisogna anche sapere che gli assistenti sociali prediligono l’azione dello “strappo” quando una decisione è presa. Il bambino, infatti, viene letteralmente strappato via dalle braccia del genitore “perdente”, senza utilizzare tappe intermedie (vi ricordate il caso del bambino portato via con forza da una scuola di Cittadella? Il video scatenò feroci polemiche…).

Ecco, di fronte a questo, la decisione di censurare un’assistente sociale da parte dell’Ordine di riferimento è una buona cosa. Perché significa che si può fare anche appello alla giustizia “interna” e sperare in un provvedimento che difenda i diritti dei genitori e salvaguardi la salute mentale dei bambini. Una famiglia, infatti, non è un luogo in cui la società può permettersi una tale invadenza da modificarne gli equilibri senza ragioni giustificate o comprovate.

E soprattutto non si può concedere la libertà di distruggere una famiglia perché un’assistente sociale ritiene, in virtù della propria percezione della realtà, che ci siano gli elementi affinché non debba più sussistere.

Sono decisioni naturalmente assai delicate, che andrebbero gestite con perizia e controlli incrociati e soprattutto con una modalità che non dovrebbe mai essere messa da parte: l’umanità.

Non bisogna, infatti, mai dimenticare che le vittime non sono soltanto i bambini ma anche i genitori, a cui capita di venire tolta la potestà genitoriale, generando sofferenze indicibili che vanno ad aggiungersi ai disagi che hanno condotto l’assistente sociale a prendere decisioni così radicali.

E, poi, non c’è alcuna sicurezza sul fatto che un bambino possa trovare giovamento all’interno di un istituto, dove gli manca senza dubbio l’elemento più importante: l’affetto, anche perché non è detto che ci sia sempre un’altra famiglia disposta ad accoglierlo e a dargli ciò che gli serve per crescere come gli spetta.

Tengo a precisare che l’inchiesta non voleva fomentare una caccia alle streghe nei confronti degli assistenti sociali, degli psichiatri o dei giudici ma voleva fare chiarezza nello stesso interesse delle categorie citate e dei tanti professionisti che lavorano quotidianamente con serietà, coscienza ed attenzione.

Le storie e i drammi familiari di cui vi ho raccontato hanno approfondito episodi in cui un comportamento poco professionale e decisamente superficiale, di chi ha tra le mani la enorme responsabilità di decidere sulla vita e sul destino degli altri che finisce col danneggiare irrimediabilmente l’equilibrio di una famiglia ed il destino di un minore.

Per permettere di capire meglio l’entità del fenomeno legato alla “sottrazione dei minori” forniamo qualche cifra relativamente alle “case famiglia” alle quali vengono normalmente inviati quando sono allontanati dalle famiglie di origine.

In Italia si stima ci siano oltre 1800 strutture da nord a sud, con maggior concentrazione in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Sicilia. Poco più di 30.000 sono i minori allontanati dalle proprie famiglie, di cui poche centinaia al di sotto dei sei anni d’età.

Dai 70 a oltre 300 euro al giorno è il costo per mantenere un minore in un una casa famiglia che normalmente viene sostenuto dai Comuni, per un giro di affari che sfiora il miliardo di euro all’anno. Le coppie in attesa di adozione sono circa 10.000, mentre soltanto un minore su cinque che finisce in casa famiglia viene affidato dai tribunali in adozione o in affido.

Sempre più spesso un minore che entra in casa famiglia ne esce quando diventa maggiorenne, segnato dall’esperienza. Ci chiediamo se a fronte dei 2000 – 3000 euro spesi dalla comunità per mantenere mensilmente un minore in un istituto, non sarebbe meglio aiutare economicamente, con cifre inferiori, le famiglie in difficoltà a conservare la propria integrità e a crescere amorevolmente i propri figli.

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Speciale elezioni 2018

Sandro Bordignon, (AGIRE): «Investire sulla famiglia per investire sul futuro»

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Speciale elezioni 2018.

Continuano le interviste con i candidati delle prossime elezioni amministrative del 21 ottobre 2018.

Oggi nel capoluogo trentino abbiamo incontrato Sandro Bordignon, 45 anni, nato a Trento, sposato dal 2002 con 2 figli di 6 e 8 anni.

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Si presenta nella lista di Agire per il Trentino, partito territoriale che fa parte del nutrito gruppo della coalizione di centrodestra autonomista con candidato presidente l’onorevole e sottosegretario dalla sanità Maurizio Fugatti.

Sandro Bordignon è del segno del leone, è dipendente del gruppo Poli, ma anche consulente di telefonia mobile.

«Quella della vendita diretta è stata una vera palestra di vita che mi ha aiutato a convivere con i no» – sottolinea Bordignon

Sandro arriva infatti da una lunga esperienza nella vendita che poi ha condiviso in parte con un lavoro fisso part time. «Mentre lavoravo nel settore della vendita ho trovato casualmente un posto part Time al supermercato Billa, poi acquistato dal gruppo Poli. Diciamo che al mattino vedo le problematiche ed esigenze del lavoro dipendente, nel pomeriggio con quelle delle piccole e medie imprese che visito per lavoro»  

È stato molto attivo anche nell’associazionismo, dove è delegato sindacale sul posto di lavoro e siede nel consiglio generale di Cisl Finasca.

Inoltre è stato per due mandati presidente del «movimento per la vita», all’interno del quale «ho avuto un’importante formazione sulla Bio Etica» – aggiunge Bordignon

La sua non è la prima esperienza politica come candidato.

È stato candidato alle comunali nel 2000 con la lista «Civica per Morandini», e nel 2005 con Civica  Trentina.

In entrambi i casi è risultato essere il primo dei non eletti dell’intero centrodestra.

Ma dopo il salto dell’allora consigliere comunale Claudio Cia in provincia, entrò in comune per circa 4 mesi.

Percorso, quello di Sandro Bordignon e Claudio Cia, destinati ad incrociarsi nuovamente nel giugno 2016, quando entrambi, insieme ad altre 7 persone decisero di fondare il nuovo partito «Agire per il Trentino»

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura in Agire per il Trentino?

«Sono uno dei fondatori, e dopo la piccola parentesi in consiglio comunale volevo rimettermi in gioco nuovamente. Ho trovato in Claudio Cia una persona che rappresenta in pieno i valori in cui credo. Insieme a lui credo potremo davvero dare una svolta alla politica trentina»

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Non invento nulla di nuovo, ho il mio metodo, lavorerò porta a porta e a ventaglio nella speranza di raccogliere quello che ho seminato in questi anni»

Le prime tre cose sintetiche che farà se sarà eletto in consiglio provinciale?

«In primis valorizzare ed investire sulla famiglia. Lo so, lo dicono tutti, ma alla fine lo fanno in pochi perché il politico è poco lungimirante, ed investire sulla famiglia vuol dire investire sul futuro. Per secondo vorrei pianificare un piano di rilancio commerciale per la città di trento coinvolgendo attivamente le associazioni. Terzo: muoversi sul sociale e sconfiggere le povertà, fenomeno in grande aumento anche a Trento».

Resterà attivo nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

«Assolutamente si»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Massimo 1.000 euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Dipende dalle idee che raccoglierò in campagna elettorale. Certo ho delle mie idee ma è gusto anche valorizzare quelle degli altri e poi fare una sintesi».

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Parlarne bene diventa difficile»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Spero che spingendo giù uno, si crei una reazione a catena che li faccia cadere tutti e tre» 

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«Sono tutti favorevoli, anche mia moglie»

Ha dei rimpianti nella vita?

«Nessuno»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Mi piace correre e leggere testi e libri sulla bio etica»

L’ultimo libro che ha letto?

«Restare umani  di Giuliano Guzzo, un libro che si chiede se a fronte dell’avanzare della tecnica e dei mutamenti sociali connessi, è possibile che resti qualcosa di umano. Un libro che attraverso l’analisi di questioni come la differenza tra maschile e femminile, la sessualità, l’aborto e la selezione genetica, il consumismo, cerca di individuare quei momenti del nascere, del vivere e del morire che, oggi, rischiano di trascinare l’essere umano verso ciò che umano non è».

Che musica ascolta?

«Reggae e musica leggera»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha?

«Una Citroen C5»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Alcide De Gasperi»

E qui in Trentino?

«Nessuno»

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«L’automobile, per comodità e perché mi piace guidare»

Soldi, successo o potere?

«Tutte e tre con il dovuto equilibrio»

Cosa le fa più paura nella vita?

«La morte di una persona cara»

Lei abita a Trento nel quartiere di san Martino, quali sono le priorità in quella zona?

«Sconfiggere la piccola criminalità e il degrado»

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovato in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Assolutamente si, anche più di una volta».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Non avrei mai pensato di fare un’esperienza dentro il consiglio comunale figuriamoci per le provinciali»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Come pregio la perseveranza. Ho un carattere altalenante, e questo alla lunga è un difetto» 

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira accidia e Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome?

«La mia autostima spesso mi fa sembrare agli occhi della gente superbo, anche se in realtà non lo sono per nulla»

Dica la verità uscirebbe a cena con Lucia Borgonzoni, Maria Elena Boschi, Mara Carfagna, Alessandra Moretti, Daniela Santanchè, Virginia Raggi o Giulia Bongiorno?

«Uscirei con Maria Elena Boschi per la sua bellezza e con Virginia Raggi perché adoro le more ed è il mio tipo di donna»

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Se si accetta un tipo di famiglia omosessuale si deve accettare anche il resto. Io sono solo per la famiglia di ordine naturale. È strano che in questi anni si predichi per il rispetto del mondo della natura in generale  ma non di quella del genere umano»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Sono stati quattro; il matrimonio, la nascita dei miei figli, quanto sono entrato in consiglio comunale e quando sono diventato presidente del movimento per la vita, per me fu una grande responsabilità, un onere e onore».

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Incontrerei volentieri Mario Palmaro, docente di filosofia teoretica, etica e bioetica. Colui che cominciò a diffondere la bio etica in Italia e che purtroppo è scomparso a soli 45 anni»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Assolutamente gioco di squadra»

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«A Dicembre dell’anno scorso, quando è morta Lara,una mia collega di lavoro da molti anni, la cosa mi sconvolse»

Carne o pesce?

«Carne»

Lago, Mare o montagna?

«Montagna»

Cosa le manca di più?

«Un laurea, e a tal proposito mi spenderò perché i miei figli la raggiungano»

Se fosse un animale?

«Un Gatto, perché animale autonomo e indipendente»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«Giulianova al mare l’anno scorso»

Il suo sogno?

«Diventare consigliere comunale, e fare così un grande percorso di conoscenza tecnica della politica»

Cosa guarda in Tv?

«La guardo pochissimo, vedo solo Netflix»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre,l’attacco alle Torri Gemelle. Mi ricordo che ero in Croazia al mare, un evento molto forte che mi ha lasciato il segno»

Per cosa sarà ricordato?

«Per la piacevolezza della mia persona e per il gusto di stare insieme»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovvio»

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Politica

Domani la conferma: Civica Trentina entra nel centro destra autonomista

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La conferma arriverà domani e verrà comunicata in una conferenza stampa organizzata presso l’Hotel America a Trento, alle ore 10.30.

Durante l’incontro Civica Trentina esporrà la sua proposta di governo in vista delle prossime elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Da subito inizierà un breve confronto con i partiti della coalizione di centro destra autonomista.

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Pochi gli ostacoli da superare, e legati solo a fatti di carattere personale o a singoli candidati.

Per il movimento di Rodolfo Borga si tratta di un «parto» durato oltre 4 mesi e iniziato con il preciso scopo di creare un polo civico insieme a Geremia Gios ed altri movimenti.

Poi però, durante il percorso, le forze in campo o si erano ritirate oppure erano passate con il centrodestra.

Di Gios nell’ultimo periodo si sono perse completamente le tracce e l’ipotesi è che probabilmente

Con l’entrata nella coalizione di Civica Trentina il centrodestra autonomista si presenta per la prima volta completamente unito alle elezioni provinciali.

Civica Trentina conquistò il 3,71% delle preferenze nelle provinciali del 2013, con in lista Claudio Cia e Marco Sembenotti che poi lasciarono il partito.

 

 

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Speciale elezioni 2018

Cristina Santi (AGIRE): «A Riva del Garda bisogna lavorare sul turismo di qualità»

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Speciale Elezioni 2018.

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei candidati che scenderanno in campo nelle elezioni provinciali del 21 ottobre 2018.

Oggi il nostro percorso «politico», ci ha portato sul Lago di Garda, precisamente da Cristina Santi, 47, segno dell’Ariete, nata Riva del Garda, libera professionista e amministratore unico di alcune società di elaborazione dati e software contabili.

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Cristina è convivente e molto innamorata da 10 anni di un uomo divorziato da tempo, «per il momento convivo in attesa che il mio uomo superi il trauma del primo matrimonio e poi si vedrà» – spiega ironicamente con un sorriso sornione.

«Con lui – precisa – ho trovato un forte equilibrio, stiamo bene insieme e ci amiamo molto»

Per Cristina Santi, la primogenita di 3 fratelli, la famiglia è un valore imprescindibile, «Con mio padre condivido la maggior parte dei momenti quotidiani, mentre mia suocera viene tutti i week end da noi sul lago. Ci vogliamo tutti bene e abbiamo formato quella che oggi si chiama “famiglia allargata”». 

«Purtroppo chi scopre di avere un malato di cancro in casa è troppo spesso lasciato da solo e deve superare oltre al trauma anche delle situazioni legate alla conciliazione che al giorno d’oggi rappresentano un problema sempre più ramificato» – sottolinea Cristina

Qual è stato il percorso che ha portato alla sua candidatura per Agire per il Trentino?

«Ho conosciuto il segretario di Agire per il Trentino Claudio Cia attraverso la sua attività politica e ho trovato i suoi valori e il suo programma molto interessanti. Poi lui mi ha lavorato ai fianchi chiedendomi di candidare e visto che siamo come si suol dire alla periferia dell’impero ho deciso che dovevo candidare per dare un apporto affinché nella mia zona le cose migliorino. Ma la vedo anche un ottima esperienza per le prossime comunali di Riva del Garda». 

60 giorni per conquistare un voto in più degli altri candidati, come pensa di riuscirci?

«Con la tenacia e il lavoro, e cercando di far conoscere i miei progetti a più persone possibili» 

Le prime tre cose sintetiche che farà se fosse eletta in consiglio provinciale?

«Adoperarmi per fare la strada Rovereto – Riva (Loppio – Busa) che è strategica sia dal punto di vista turistico che per la mobilita di chi va a lavorare. Poi riprendere in mano l’ospedale di Arco, una struttura dimenticata in questi anni dal centro sinistra che ha adoperato la sanità trentina solo per fare cassa, riorganizzare le cure palliative del fine vita e poi intervenire sull’istruzione».

Resterà attiva nel partito e nel territorio in caso di sconfitta?

 «Certamente si, le cose da fare sono molte»

Quanto spenderà per la campagna elettorale?

«Intorno ai mille euro»

Quali sono i temi che affronterà in campagna elettorale?

«Sanità, viabilità e istruzione»

Cosa ne pensa del governo di centrosinistra che ha governato nell’ultima legislatura?

«Il peggiore in assoluto che il Trentino abbia mai avuto»

Chi butta dalla Torre fra Ugo Rossi e Paolo Ghezzi e Carlo Daldoss?

«Non ho dubbi, Ugo Rossi»

Cosa ne pensano famigliari a amici della sua discesa in campo?

«La maggior parte mi sostengono, qualcuno mi ha detto che sono pazza però…» 

Ha dei rimpianti nella vita?

«No, perché guardo sempre avanti, e non penso mai al passato»

Qualche rimorso?

«Nemmeno»

Che hobby ha?

«Corro e mi piace leggere, anche se purtroppo il tempo è sempre tiranno per il lavoro che svolgo» 

L’ultimo libro che ha letto?

«La magia di un buongiorno, un libro di  Massimo Gramellini»

Che musica ascolta?

«Di tutto, ma tendenzialmente la musica rock»

Beatles o Rolling Stones ?

«Beatles»

Che macchina ha ?

«Un fiat 500»

Il 4 marzo alle politiche nazionali per chi ha votato?

«Per la Lega»

Ha un politico di riferimento Italiano?

«Facile, Alcide De Gasperi, è stato talmente grande e unico che non sarà mai eguagliato da nessuno» 

E qui in Trentino?

«Il mio presidente è Maurizio Fugatti, è lui quindi il mio punto di riferimento».

Preferisce l’auto o la bicicletta?

«Automobile perché sono tendenzialmente un pochina pigra»

Soldi, successo o potere?

«Nessuna delle tre, non sono queste le mie priorità, io guardo solo alla salute» 

Cosa le fa più paura nella vita?

«L’indifferenza e la solitudine»

Lei abita a Riva del Garda, quali sono le priorità in quella zona?

«La viabilità prima di tutto, ma bisognerà lavorare per turismo di qualità, a Riva del Garda ce né molto ma di bassa qualità, e la nostra amministrazione negli ultimi anni non ha fatto nulla a riguardo. Poi non si è valorizzato il centro storico della città lasciandolo invadere da negozi dei cinesi, e in generale la città è stata lasciata andare….».

Si ricorda di un’occasione in cui si è trovata in difficoltà e ha dovuto chiedere aiuto a qualcuno?

«Qualche anno fa quando mia madre si è ammalata di tumore mi sono trovata in difficoltà emotiva, quando vedi soffrire una persona a cui vuoi bene è un grande dolore per questo ho chiesto aiuto. Dopo la morte di mia madre ho deciso di aiutare con il volontariato queste famiglie che non hanno nessun appoggio dalle istituzioni».

Avrebbe mai pensato di presentarsi alle elezione provinciali di una regione?

«Diciamo che il pallino della politica l’ho sempre avuto, mi sento come una predestinata. Ora è arrivata l’occasione e metterò la mia voglia e competenza al servizio della mia città e della mia regione»

Quale qualità e difetto si riconosce?

«Sono tenace, e questa è una qualità. Ma ho il difetto di essere spesso brontolona e a volte troppo sanguigna»

Superbia, avarizia, lussuria, invidia, ira e accidia, Gola a quali dei vizi capitali associa il suo nome ?

«Ira, ahimè»

Uscirebbe a cena con Salvini, Di Maio, Renzi o Berlusconi?

«Matteo Salvini» 

Cosa ne pensa dei matrimoni Gay e delle adozioni?

«Sono favorevole ai matrimoni, anche se credo che di forme giuridiche per riconoscere i diritti degli omosessuali se ne potevano trovare altre. Sono invece assolutamente contraria alle adozioni gay perché i bambini devono crescere con una mamma e un papà ben definiti»

Qual è stato il momento più soddisfacente della sua vita?

«Senza dubbio quello di adesso per me è un periodo particolarmente felice. Nel corso degli anni ho cercato di avere degli figli, ma dopo aver raggiunto la consapevolezza di non poterli avere mi sono dedicata al volontariato che mi ha gratificato e ha dato un senso nella mia vita. Credo che per tutti lavorare nel sociale e fare del bene al nostro prossimo dia un valore aggiunto ai momenti della giornata»

Se potesse incontrare una persona famosa, chi incontrerebbe e perché?

«Mi sarebbe piaciuto incontrare l’ematologo Franco Mandelli morto da poco, perché è una persona che ha dedicato alla ricerca a al lavoro in corsia tutta la sua vita. Ha contribuito a debellare molte leucemie infantili ed ha dedicato il suo lavoro agli altri, rimanendo in prima linea fino alla fine.»

Gioco di squadra o in solitaria?

«Sempre e assolutamente gioco di squadra» 

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto?

«Piango spesso, sono persona molto sensibile. L’ultima volta 15 giorni fa ricordando mia mamma, con lei avevo un legame forte».

Carne o pesce?

«Pesce»

Lago, Mare o montagna

«Mare»

Cosa le manca di più?

«Il tempo»

Se fosse un animale?

«Una gatta»

L’ultimo viaggio che ha intrapreso?

«In sardegna, molto bello»

Il suo sogno?

«Sono persona concreta e quindi programmata e organizzata che non sogna ma è pragmatica»

Cosa guarda in Tv?

«Solo trasmissioni sulle biciclette, in particolar modo il canale “Bike channel”, questo perché il mo compagno è amante del ciclismo»

Qual è stato l’avvenimento di cronaca che l’ha maggiormente segnata?

«L’11 settembre 2001, l’attacco alle torri gemelle, la tragedia che ha cambiato il mondo».

Per cosa sarà ricordata?

«Per il mio carattere sanguigno e diretto»

È pronto ad essere uno dei protagonisti politici del grande cambiamento del Trentino?

«Ovviamente si!»

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