Connect with us

Giudicarie e Rendena

Piano Giovani Val Rendena, Binelli e Castellini (AGIRE): “L’Assessora Ferrari conferma la falla nella nomina del referente tecnico organizzativo.”

Pubblicato

-

Dopo 1 anno l’Assessora provinciale alle politiche giovanili Sara Ferrari (PD) ha risposto all’interrogazione depositata dal cons. prov. Claudio Cia (leader politico di AGIRE per il Trentino) in merito alle competenze degli organismi dei Piani Giovani ed al caso della nomina del referente tecnico organizzativo del Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione, sulla quale il coordinamento giudicariese di AGIRE è intervenuto più volte contestando il fatto che non si fosse rispettata la procedura di nomina (in particolare da parte dell’ente capofila Tione di Trento, amministrato da Mattia Gottardi).

Nella risposta l’Ass. Ferrari, riferendosi alle competenze, ha rimandato integralmente alla delibera della Giunta provinciale n. 1161 – 14/06/2013 e all’allegato “Criteri e modalità di attuazione dei piani giovani di zona e d’ambito”, mentre per quanto riguarda la nomina del referente del Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione (incarico non specificatamente descritto nell’Allegato citato) l’Assessora afferma che “la Provincia, dopo aver verificato puntualmente la procedura di nomina (contenuta nel regolamento interno adottato dal Piano Giovani in questione), ha evidenziato all’ente capofila del Tavolo (Tione) i casi di non rispondenza al sopra citato regolamento richiedendo che i passaggi in questione fossero resi coerenti con il regolamento medesimo.”

Il commento di Sergio Binelli, candidato con Grazia Castellini di AGIRE per il Trentino per le prossime elezioni provinciali: “Tralasciando l’anomalia sulla tempistica della risposta, finalmente l’Ass. Ferrari ha scritto un documento succinto ma che almeno fungerà da riferimento per i Piani Giovani. Ma cosa più importante è stato confermato il fatto che ci sono state della falle nella nomina del referente tecnico organizzativo del Piano Giovani Val Rendena e Busa di Tione, di cui abbiamo chiesto ufficialmente le dimissioni proprio all’Ass. Ferrari.

PubblicitàPubblicità

Quello che promettiamo in quanto candidati per le prossime provinciali è che durante la campagna elettorale porremo costantemente la questione morale nelle Giudicarie, perché è evidente che in questo caso si sia guardato molto poco alla meritocrazia e di più agli interessi personali.”

Pubblicità
Pubblicità

Giudicarie e Rendena

Condino: Stefania Ambrosini muore per un ictus cerebrale a soli 46 anni

Pubblicato

-

È morta all’alba di Ferragosto, all’età di 46 anni, Stefania Ambrosini che è stata stroncata da un fatale ictus cerebrale. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Giudicarie e Rendena

Perde la vita per un malore sul sentiero dei Fiori sull’Adamello

Pubblicato

-

Bortolo Pedretti, un settantaduenne di Carisolo, stava percorrendo il sentiero attrezzato dei Fiori (Adamello) in compagnia di un gruppo di amici e di una guida quando ha accusato un malore, a una quota di circa 3000 m.

La chiamata al Numero Unico di Emergenza 112 è arrivata verso le 11.45. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Occidentale ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha portato sul posto l’equipe medica che dopo alcuni tentativi di rianimazione non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’escursionista.

La salma è stata portata nella camera mortuaria di Vermiglio.

PubblicitàPubblicità

L’uomo era molto conosciuto a Carisolo, aveva dedicato la sua vita imprenditoriale all’estrazione e alla lavorazione delle pietre naturali.

Era un alpino e fondatore del gruppo ANA del paese, e benefattore della scuola materna di Carisolo ed era originario della Valcamonica.

Bortolo Pedretti lascia la moglie Alfonsa e i figli Andrea (responsabile marketing delle funivie di Pinzolo), Davide e Mary.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Giudicarie e Rendena

8.000 visitatori alla 32° edizione della «Vecchia Rendena… come eravamo quattro passi fra vecchi mestieri e usanze» – la Foto Gallery

Pubblicato

-

Un successo.

Difficile definire altrimenti la 32esima edizione della manifestazione “Vecchia Rendena… come eravamo… quattro passi fra vecchi mestieri e usanze” che nel pomeriggio di mercoledì 15 agosto, complice una bella e calda giornata di sole, ha portato nel piccolo borgo di Bocenago, in Val Rendena, circa 8 mila visitatori.

Un evento che, dalle 15:00 alle 19:00 ha riportato il paese agli inizi del Novecento.

PubblicitàPubblicità

Nessuna insegna luminosa, niente macchine e nessun cartello stradale.

A scandire la giornata solo il rumore degli attrezzi, il vociare dei passanti e il brusio delle genti di montagna al lavoro. Una giornata di festa in occasione della Sagra paesana allietata dal canto delle lavandaie, il suono della “racola” e le note della banda.

Soddisfazione dunque da parte dei promotori dell’evento «dopo 32 anni – sottolinea il sindaco, Walter Ferrazza – arrivare a questi numeri e sapere di riuscire ad attirare ancora così tanta gente è sicuramente un record».

Arrotini, lavandaie, carbonai e ancora casari, cacciatori e portatrici d’assi tra le vie e i vòlt del paese per valorizzare la cultura agro-silvo-pastorale alpina. «Un successo – sottolinea il primo cittadino, Walter Ferrazza – anche quest’anno il tempo ci ha graziato e, programmando un evento all’esterno questo è fondamentale».

Un vero e proprio “tuffo” nel passato – organizzato dal Comitato Vecchia Rendena, dalla Pro Loco Bocenago e dal Comune – che ha visto la presenza di circa 200 figuranti impegnati in una sessantina di “vecchi” mestieri.

A ritmare le ore anche gli spari – a salve – dal fortino austriaco «visto – aggiunge Ferrazza – che eravamo una regione “particolare” anche nella prima Guerra Mondiale abbiamo voluto rappresentare sia i soldati austriaci che quelli italiani».

La formula ormai è consolidata e la macchina ben oliata «sono oltre 300 i volontari che – prosegue il sindaco – permettono la realizzazione di questa grande manifestazione ed un grazie va in primis a loro, oltre che ai volontari dei Corpi dei Vigili del Fuoco di Strembo, Spiazzo Rendena e Caderzone Terme che ci supportano».

A tutti gli effetti una “Festa dell’etnografia trentina” di cui, commenta Ferrazza «non possiamo che essere orgogliosi perché siamo convinti che conoscere e rispettare il passato sia fondamentale per poter crescere e credere nel futuro».

Non solo però una rievocazione di antichi mestieri, la volontà è infatti quella di dare la possibilità al visitatore di vivere una singolare esperienza multisensoriale. Dal profumo di fieno e legno all’aroma di caffè. Immancabile e sempre molto apprezzata la degustazione di piatti e prodotti tipici: lunghe le code per assaggiare la polenta, la strinadina, il patugol, la Spressa e i canedarli.

«Veniamo quasi tutti gli anni – sottolineano all’unisono turisti e residenti – ma è sempre un piacere partecipare a questo evento».

A scandire il pomeriggio un ricco ventaglio di appuntamenti tra cui la sfilata della Banda comunale di Caderzone Terme, i balli con il Gruppo asburgico la manovra dei Vigili del Fuoco con una vecchia pompa a mano e i secchi in tela e il Concerto di campane.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Iscriviti alla Newsletter

Archivi

Categorie

Archivio

di tendenza

fortemalia inserto magazine

fortemalia.it