Connect with us
Pubblicità

Trento

Abbandonato dalla sanità Trentina: la triste storia di Salvatore Mercurio

Pubblicato

-

Lui si chiama Salvatore Mercurio ed è persona piuttosto conosciuta nell’ambito sportivo di Trento.

È pluri medagliato nel Tennis da Tavolo, sport che segue da anni anche in veste di scrittore, narrandone gesta e protagonisti della nostra provincia.

La sua è una storia triste che purtroppo coinvolge la sanità trentina, che lo ha abbandonato, e che solo grazie a seri professionisti gli ha garantito almeno di sopravvivere.

Pubblicità
Pubblicità

Come lo vedremo leggendo la sua storia.

Salvatore Mercurio è ricoverato all’Eremo di Arco fino al 17 Agosto, poi si troverà desolatamente da solo, «qui le persone e i professionisti sono davvero gentili e molto preparati, ma è la pianificazione e l’organizzazione scelta dalla politica che non va e che è destinata a fallire» – spiega con tristezza

«I servizi domiciliari faranno un accesso a casa mia, e se dovessero fare la puntura di eparina, sarebbe una eccezione mentre questa dovrebbe essere la regola» – aggiunge ancora.

Salvatore vive da solo, non può guidare la macchina e per vivere dovrà appoggiarsi a delle cooperative sociali a pagamento. «Ditemi voi come è possibile una cosa di questo genere  – termina con il groppo alla gola Salvatore – io guadagno 1.200.00 euro ho 3 figli da mantenere e vengo abbandonato da tutti e non so più nemmeno come arrivare alla fine del mese»

Pubblicità
Pubblicità

Questa è la storia vissuta da Salvatore Mercurio

Caro Direttore,

oggi voglio parlarti della mia esperienza, a tinte chiaro scure, con la sanità trentina, che mi ha visto protagonista come paziente disabile, come residente in trentino, e come persona disabile.

Tre stati, che spiegherò a breve.

Sono stato operato il 18 luglio a Cavalese di artroprotesi tricompartimentale al ginocchio destro.

Fin qui nulla da dire, se non elogiare tutta l’equipe del Dottor Molinari, che oltre ad aver professionalità, merita un elogio per la straordinaria umanità.

Il primo intoppo, subito risolto grazie alla sensibilità della dottoressa Pagliari e del Dottor Molinari, lo ho avuto quando, a Cavalese, mi hanno parlato di “Fast track”, subito ho pensato a qualcosa di fantascientifico in positivo, ed invece, queste due parole inglesi che rieccheggiano la serie televisiva “Star Treck”, non significano altro “che avanza rapidamente”, tempi di recupero brevi in Ospedale e costi inferiori per la sanità.

Parlando con qualche paziente, ho saputo che fino a qualche anno fa i tempi di ricovero e riabilitazione erano diversi e più lunghi.

Ho visto dimettere un Signore di 80 anni, dopo due giorni dal mio stesso intervento.

Ma la cosa incredibile In teoria, se io non fossi una persona disabile e non avessi la residenza trentina, avrei avuto un trattamento diametralmente opposto.

Chi mi conosce, sa, che della mia disabilità, seppur limitante, non me sono mai lamentato, e mai l’ho palesata, dando sempre l’idea di essere una “persona normodotata”.

Ma qui, avendo un rapporto fiduciario con il mio ortopedico, ho subito manifestato delle perplessità

In un men che non si dica, con una relazione particolareggiata sul mio “status” all’APSS, il primario di Cavalese è riuscito a farmi avere un ricovero di due settimane presso la Casa di Cura Eremo di Arco.

Giovedì 26 luglio, vengo trasportato allEremo di Arco, e qui confrontandomi con i miei compagni di stanza provenienti dal vicino veneto, ho fatto la seconda scoperta sconvolgente.

La sanità veneta concede ai propri assistiti, tre settimane per la riabilitazione, mentre, la opulenta Provincia Autonoma di Trento, solo due.

Va da se, che in tutto questo ragionamento qualche incongruenza c’è.

Anche in questo caso, devo dare atto alla sensibilità dei medici, e fisioterapisti dell’Eremo di Arco, che hanno inquadrato subito la mia situazione, procrastinando il mio percorso, da due a tre settimane.

Sembrerebbe una storia a lieto fine, ed invece, il colpo di scena.

Cosa potrà mai succedere a questa persona diversamente abile?

Quello di essere lasciato solo nel vero senso della parola, in quanto singolo, dopo il fine ricovero.

Direte voi, ma cosa pretende, a forza di dai e dai, ha avuto tutto.

Ebbene, dovete sapere che dopo questi interventi devi fare una puntura di eparina, per evitare le trombosi per 40 giorni dall’intervento.

C’è un particolare, ho una mano sola, l’altra è paralizzata, come gran parte del lato sinistro del mio corpo.

I servizi domiciliari, contattati dicono che non fanno più questi accessi in casa, ma che al massimo insegnano alla persona “normale”, non che io non lo sia, a farsi l’iniezione, che necessita di due mani, ma purtroppo io ne ho una sola.

Altro orpello che lascia questo tipo di operazione, è indossare delle calze” anti trombo” quelle bianche altezza inguine, sicuramente vi sarete imbattuti ancora qualche volta, ed anche qui servono due mani e strumenti particolari per far salire queste calze “salva vita”.

Come vedete la sanità trentina mostra delle dicotomie delle spaccature, da una parte le eccellenze delle periferie vedi Cavalese ed Arco.

Dall’altra, lo speculare sulla pelle delle categorie più deboli o meno protette.

Aver scritto questo articolo, mi è costato molto, ho dovuto mettere da parte l’orgoglio mio, e penso di poter parlare per ogni singola persona diversamente abile, per fare in modo che la classe politica faccia una riflessione su questi maledetti tagli alla spesa, che vanno sempre a ripercuotersi, su chi molte volte, non ha la forza e la voglia di opporsi a queste situazioni, che chiamarle incresciose, mi pare un eufemismo.

Salvatore Mercurio

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Gravi irregolarità sulla sicurezza: chiuso il bazar cinese Lucky Star a Trento

Pubblicato

-

Il bazar cinese Lucky Star situato in via Veneto a Trento è stato costretto a chiudere.

Tutto era partito da una segnalazione di un cittadino fatta agli organi competenti quasi 2 anni fa.

Questa volta non si tratta di una questione economica, ma la chiusura è derivata dal fatto che il negozio non dispone dei requisiti minimi di sicurezza antincendio.

Pubblicità
Pubblicità

L’8 gennaio scorso i vigili del fuoco permanenti di Trento hanno svolto un sopralluogo all’interno del negozio e hanno scoperto che le irregolarità sulla sicurezza erano molteplici.

Hanno riscontrato talmente tante irregolarità che il sindaco di Trento ha visto nella chiusura immediata l’unica soluzione.

Sono state rilevate le seguenti irregolarità: assenza del documento di valutazione dei rischi, assenza di formazione del personale per la gestione delle emergenze e la prevenzione degli incendi, nessuno è stato indicato come responsabile del servizio prevenzione e protezione dei rischi, il numero degli idranti e degli estintori è insufficiente, l’unica porta che dà verso l’esterno si apre nel verso contrario, non sono presenti luci di emergenza e non esiste un impianto di rilevazione e segnalazione automatica degli incendi.

Fino a quando il proprietario, di nazionalità cinese, non provvederà a porre rimedio a tutte le mancanze indicate il negozio rimarrà chiuso.

Pubblicità
Pubblicità

Per quanto riguarda una possibile riapertura l’uomo dovrà prima ricevere il consenso dall’Ufficio prevenzione incendi della Provincia e poi dal Sindaco.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Oggi in piazza Dante a Trento il Capodanno Cinese

Pubblicato

-

A partire dalle 15,30 di oggi pomeriggio in piazza Dante, sarà “Capodanno Cinese”.

Una festa non solo della comunità cinese residente in Trentino, ma anche un appuntamento folkloristico ricco di colori, musica e danze.

Una festa che risale a 5 mila anni fa e che è sempre stata mantenuta nei secoli, anche dalle comunità emigrate.

Pubblicità
Pubblicità

Quest’anno sarà un appuntamento del tutto particolare a causa del contagio del “ coronavirus” che in Cina, potrebbe mettere a rischio la partecipazione popolare a questa festa.

Il “ Capodanno Cinese” avrà anche una valenza di antidoto virtuale.

Si terranno le danze del Drago e del Leone. La tradizione di queste danze ha oltre 5000 anni ed è ben radicata nelle comunità cinesi di tutto il mondo.

La leggenda identifica il Leone come animale salvatore di villaggi infestati da fortuna e prosperità, mentre il Drago, l’animale più sacro, emblema stesso dell’Imperatore, e come tale emanazione divina e simbolo di forza e benevolenza

Pubblicità
Pubblicità

Il 2020 è l’anno del Topo che è il primo segno dello zodiaco cinese ed inaugura il ciclo di 12 anni, ciascuno dedicato ad un animale diverso nell’ordine in cui, secondo la tradizione, i 12 animali si sono presentati davanti al Buddha: il topo, il bue, la tigre, il coniglio, il drago, il serpente, il cavallo, la capra, la scimmia, il gallo, il cane e il maiale.

I dodici animali fanno parte della tradizione cinese e hanno un riferimento domestico, per bue, cavallo, capra, gallo maiale e cane; mentre il topo, la tigre, il coniglio, il drago e la scimmia sono animali simbolici della ricca mitologia cinese.

Il topo rappresenta la saggezza, ed esprime una personalità versatile, intelligente, curiosa e piena di voglia di fare. In base all’anno di nascita, la tradizione cinese, prevede un oroscopo che riguarda quel tipo di personalità legata all’animale di riferimento.

Durante i festeggiamenti da non perdere la performance musicale di due cantanti  lirici cinesi Rui Ma e  Zhou Yue  che apriranno il Capodanno con due canzoni tradizionali e la cerimonia che anima i due leoni introdurrà le spettacolari acrobazie del Drago e dei leoni con gli atleti dell’Italy Lion and Dragon dance.

Il team che si è esibito a Trento nel 2019, tra i pochi che si esibiscono sui pali, lo scorso anno ha conseguito numerosi successi ai campionati internazionali di Macao ed Hong Kong dove gli atleti sono stati invitati a partecipare ai prossimi campionati mondiali.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Recinzioni in prestito per proteggere orti e campi dagli ungulati

Pubblicato

-

Su proposta del vice presidente e assessore all’ambiente Mario Tonina, la Giunta provinciale ha approvato criteri, modalità e procedure per la concessione in comodato gratuito di materiale per prevenire, attraverso recinzioni e protezioni, i danni causati dagli ungulati a orti e campi privati ad uso familiare, nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio; come veniva fatto prima del passaggio della gestione del territorio dal Consorzio Parco Nazionale dello Stelvio alla Provincia autonoma di Trento.

“Con questo provvedimento – sottolinea il vice presidente Tonina – diamo risposta ad una precisa esigenza espressa dalla comunità, attraverso l’utilizzo di strumenti rispettosi dell’ambiente, della fauna e del paesaggio”.

La fauna selvatica, e in particolare il cervo, danneggia le coltivazioni, sia attraverso il calpestio che il brucamento, creando, come lamentato dai residenti, danni ingenti.

Pubblicità
Pubblicità

Con il provvedimento adottato ieri è prevista quindi la fornitura di materiali, per realizzare recinzioni e steccati, in comodato gratuito, ai privati cittadini che hanno a disposizione orti e campi nel settore trentino del Parco dello Stelvio e che vogliono difenderli dagli effetti della presenza degli ungulati come cervi, caprioli, camosci e stambecchi.

I materiali non saranno concessi a chi beneficia di ulteriori forme di contributo o indennizzo per lo stesso appezzamento oggetto della richiesta. La struttura provinciale che istruirà le pratiche di richiesta di materiali è il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette che cura la gestione trentina del Parco.

Il provvedimento adottato oggi definisce quali sono i soggetti che possono beneficiare di questa possibilità, quali sono le coltivazioni ammesse e con quali limiti dimensionali, come deve essere presentata la domanda e come si svolgerà l’istruttoria, come devono essere realizzate le recinzioni, quali sono gli obblighi e le sanzioni.

 

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza