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Musica

Nicola Piovani in concerto al castello di Arco

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Nicola Piovani l’ospite dell’edizione 2018 della rassegna «Contemporanea»: il pianista, compositore e direttore d’orchestra romano giovedì 23 agosto si esibisce nella emozionante cornice del prato della Lizza al castello di Arco (ore 21.30) nel concerto «La musica è pericolosa», in cui ripercorre la sua carriera attraverso la narrazione dei momenti più significativi e con le musiche più belle. Al via oggi la prevendita dei biglietti, online sul sito web www.primiallaprima.it e alle Casse Rurali del Trentino. Il costo è di 10 euro (gratuito per bambini fino a 5 anni). L’organizzazione è del Comune di Arco con il sostegno della Provincia autonoma di Trento e della Regione autonoma Trentino-Alto Adige.

«Contemporanea. Rassegna di musica nuova» è un evento legato al castello di Arco che propone un’indagine sulla musica contemporanea eseguita con strumenti classici, anche contaminati da nuove sonorità, e che propone indagini monografiche su compositori del Ventesimo e del Ventunesimo secolo. Fra gli ospiti delle passate edizioni, fra gli altri Wim Mertens, Johann Johannsson, Krisztof Penderecki e Karl Jenkins. Il progetto 2018 è dedicato a Nicola Piovani, musicista che ha lavorato per i maggiori registi italiani del Novecento, da Fellini ai Taviani, da Monicelli a Bellocchio, fino a Benigni e altri ancora, firmando alcune delle più celebri colonne sonore. Tra gli innumerevoli riconoscimenti nazionali e internazionali, l’Oscar nel 1999 per la musica del film «La vita è bella». È anche autore di teatro musicale e di musica da concerto. In passato ha fatto l’arrangiatore per la casa discografica Produttori Associati, ed è stato coautore con Fabrizio De André di due suoi celebri album: «Non al denaro non all’amore né al cielo» del 1971 e «Storia di un impiegato» del 1973.

La formula del festival prevede sia l’esecuzione musicale sia l’incontro con il musicista; al castello di Arco il pubblico avrà la possibilità di ascoltare non solo il concerto ma anche la testimonianza diretta di Piovani, che racconterà la sua carriera e dialogherà con il pubblico in merito alla sua poetica musicale e alla musica italiana, in particolare per quanto riguarda la relazione fra compositori e cinema. La cornice, assolutamente unica, del castello di Arco fa di questo evento non semplicemente un concerto, ma una vera e propria performance, che vive anche di paesaggio e stimoli culturali diversi.
Al castello di Arco Nicola Piovani sarà affiancato da Pasquale Filastò (violoncello, chitarra e mandoloncello), Rossano Baldini (tastiere e fisarmonica), Marina Cesari (sax e clarinetto), Ivan Gambini (batteria e percussioni) e Marco Laddo (contrabbasso).

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Il castello di Arco

Il castello sorge su una rupe assai aspra che si eleva a nord della città, e si staglia netto verso il cielo, visibile da ogni direzione. Il nucleo più antico (costituito dalla torre sommitale) è precedente all’anno Mille e aveva uno scopo meramente difensivo per la città; nel corso dei secoli ha poi acquisito la fisionomia articolata e gigantesca del borgo fortificato che conosciamo dal dipinto di Albrecht Dürer, per cadere poi in rovina a partire dal XVIII secolo. Originariamente “bene della comunità degli uomini liberi di Arco”, dal XII secolo il nucleo fortificato diviene proprietà dei Conti d’Arco, che ne resteranno proprietario ininterrottamente fino al XX secolo, quando viene acquistato dal Comune di Arco. Dal 1997, al termine di un lunghissimo intervento di restauro operato dalla Provincia autonoma di Trento, il castello ha mantenuto una apertura al pubblico durante le ore diurne (7 giorni la settimana, con orario continuato, ad esclusione dei mesi di gennaio) e ospitato innumerevoli eventi serali e notturni, specialmente sul prato della Lizza –un ampio pianoro che si affaccia verso sud e consente di abbracciare con la vista l’intera pianura del Basso Sarca, fino al lago di Garda. Si tratta del monumento più visitato di tutto l’Alto Garda, che supera costantemente ormai da anni i 60 mila visitatori paganti l’anno e che, stimando i visitatori diurni che si fermano al prato della Lizza (il livello inferiore entro le mura) e il pubblico degli eventi serali, raggiunge costantemente i 100 mila ingressi annui.

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Musica

I «tormentoni» musicali dell’estate 2019

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Ogni estate ha il suo tormentone.

20 anni di tormentoni iniziati timidamente con Britney Spears con “…Oops! I did it again“, mentre Tom Jones seduceva il mondo con “Sex bomb” e i Bon Jovi rockeggiavano con “It’s my life“. 

A cavallo degli anni duemila Jarabe De Palo filosofeggiava con “Depende” ma il popolo italico andava davvero in visibilio quando partiva “Vamos a bailar” di Paola e Chiara.

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Nel 2003 era la volta de “La canzone del Capitano” che ha segnato in modo indelebile la carriera di Francesco Facchinetti e poi via via  Dj Bobo con la memorabile “Dragostea Din Tei,  Juanes con “La camisa negraChecco Zalone  con “Siamo una squadra fortissimi“, diventato un inno quasi alla pari di “Seven Nation Army” dei White Stripes.

Per arrivare negli ultimi anni a Pharrell Williams, con “Happy“, “Bailando” di Enrique IglesiasAlvaro Soler con  “El mismo sol“ ed infine “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez e  Volare” di Fabio Rovazzi.

Ma quali saranno i potenziali tormentoni dell’estate 2019?

In seguito riportiamo una serie di potenziali “ tormentoni” ognuno con un breve commento ed il video che potrete vedere ed ascoltate.

Anche se l’estate 2019 si presenta alquanto avara in fatto di tormentoni.

Partiamo dai big: l’ineffabile duo Takagi & Ketra sforna da qualche anno orecchiabilissime canzoni.

Peccato solo che l’ispirazione sia una brutta gatta, e se in passato hanno avuto le loro crisi mostri sacri come Bennato o Battiato: ce ne faremo una ragione se per una volta anche T & K hanno avuto un passaggio a vuoto.

E infatti JAMBO di Giusy Ferreri, in collaborazione con OMI, è una specie di versione reloaded della pluripremiata Amore & Capoeira di summer 2018. Per carità, si ascolta volentieri e siamo sicuri che tanti saranno i passaggi nei “chiringuiti” della spiaggia di Rimini, ma questo mix fra elettronica ed etnica (sudamericana?) non brilla di certo per originalità. Autoplagio?

Takagi & Ketra, consapevoli della debolezza di JAMBO, non lasciano ma raddoppiano e insieme all’inossidabile J Ax producono un’altra canzone dal titolo “Ostia Lido”. Assomiglia a “Italiana” di una estate fa? Che strano, ma come detto anche Bennato e Battiato hanno avuto le loro crisi…

Il gruppo del momento – per chi non lo sapesse – si chiama Thegiornalisti e nelle ultime estati ci ha deliziato con pezzoni come “Felicità puttana” e “Riccione”. Il 2019 vede un’ispirazione calcistica ed ecco qui il singolo “Maradona y Pelè”. Non male il ritornello, anche se non immediatamente orecchiabile come si converrebbe a un tormentone estivo.

Per trovare qualcosa di più originale dobbiamo scrivere di un cantante che ormai è sulla cresta dell’onda dalla fine degli anni 80: parliamo di Jovanotti con la sua “Nuova Era”. Non sappiamo ancora quante volte sarà scaricato questo ultimo singolo che veleggia come sempre fra pop e rap, ma sicuramente lui ha già vinto con i ripetuti sold-out del Jova Beach Party, ambiente marino permettendo.

Per finire: e il reggaeton che ormai imperversa da un decennio nelle nostre orecchie? Come si direbbe in Italia, un genere ormai alla frutta, tanto che i due pezzoni più gettonati si intitolano “Calma” e “Con calma”, le cui sonorità ormai conosciamo a memoria. Basta, per carità.

 

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Musica

Ai “Suoni delle Dolomiti” la musica classica incontra il folk irlandese

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Nella magia di pascoli alpini che si affacciano sul gruppo delle Pale di San Martino, arrivano due fuoriclasse della musica folk e non solo.

Si tratta di Alasdair Fraser e Natalie Haas, un duo che pur composto da artisti provenienti da formazioni molto diverse ha trovato una sintonia perfetta per esplorare musica celtica, musica folk, la grande tradizione della musica per danza d’oltremanica, senza dimenticare la musica da camera.

Il luogo dove sarà possibile ascoltarli, all’interno della programmazione de “I Suoni delle Dolomiti“, è Malga Canvere in Val di Fiemme, domenica 14 luglio ore 12.

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Fraser e Haas sono l’esempio di come due straordinarie avventure artistiche trovino una nuova pienezza grazie all’incontro.

Il violinista Alasdair Fraser vanta una carriera trentennale fatta di concerti, premi, partecipazioni a show televisivi, programmi radiofonici e a colonne sonore cinematografiche tra le quali basta citare “Titanic” di James Cameron o “L’ultimo dei Mohicani” di Michael Mann.

Nel 2011 è stato anche inserito nella Hall of Fame della Musica tradizionale scozzese e la sua bravura come violinista lo ha reso celebre in tutto il mondo.

Natalie Haas invece si è diplomata alla Juilliard School of Music, ma ha ben presto conosciuto l’amore per la musica tradizionale diventando una delle più ricercate violoncelliste di questo genere sonoro e collaborando con super gruppi irlandesi come Solas and Altan, Liz Carroll e altri.

L’incontro di violino e violoncello è per Fraser il coronamento di un sogno, proprio perché il violoncello rappresentava storicamente la linea ritmica della musica da ballo scozzese.

Negli anni questo duo ha letteralmente incantato il mondo, suonando con gioia ed energia e intendendosi alla perfezione e infatti sin dal debutto con “Fire & Grace” si sono imposti al pubblico e alla critica aggiudicandosi il riconoscimento di Album dell’anno agli Scots Trad Music Awards. Da allora hanno dato vita ad altri quattro lavori sulla lunga distanza.

Come si raggiunge il luogo del concerto:

Il luogo del concerto è raggiungibile da Predazzo in auto fino a Bellamonte – località Castelìr (parcheggio), poi con gli impianti Castelìr – Fassane – Morea e quindi a piedi lungo il sentiero 623 (ore 0.20 di cammino, dislivello 50 metri, difficoltà E). Da Moena in auto fino alla partenza degli impianti dell’Alpe Lusia (parcheggio), poi con la telecabina fino a Le Cune e quindi a piedi lungo il sentiero 623 (ore 1.45 di cammino, dislivello 150 metri, difficoltà E)

Escursioni con le Guide Alpine e in Mountain Bike:

È possibile partecipare a un’escursione con le Guide Alpine del Trentino fino al luogo del concerto percorrendo a piedi da località Castelir una comoda mulattiera che, passando dai Boschi dei Ciocchi e lungo le trincee e i bunker della Grande Guerra, porta fino a Malga Canvere (ore 3 di cammino, dislivello in salita 450 metri, difficoltà E).

Partecipazione a pagamento prenotando presso le Guide Alpine Dolomites Experience al numero 348 8271988 e gratuita con prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento dei posti, presso l’Apt Val di Fiemme al numero 0462 241111 per i possessori di: FiemmE-Motion, Trentino Guest Card (possibilità di prenotazione anche sul sito visittrentino.info/card).

È inoltre possibile giungere al luogo del concerto in e-mountainbike con gli accompagnatori di MTB. L’itinerario parte da Castelir e passando per Forte Dossaccio raggiunge Malga Bocche e Canvere (13 km di lunghezza, dislivello in salita 460 m, difficoltà media).

Partecipazione a pagamento prenotando entro le ore 12 del giorno precedente presso l’Apt Val di Fiemme al numero 0462 241111.

L’escursione avrà luogo con un numero minimo di 4 partecipanti.

In caso di maltempo il concerto verrà recuperato alle ore ore 17.30 al Palafiemme a Cavalese. I biglietti per l’accesso in sala saranno in distribuzione, fino ad esaurimento posti, dalle ore 15.30.

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Musica

Parco delle Terme di Levico, Trio Azul in concerto venerdì 12 luglio alle ore 21.00

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Proseguono nel parco di Levico Terme gli appuntamenti nell’ambito di “Vivere il Parco”, con il concerto del Trio Azul formato da Attilio Zanchi al contrabbasso, Fausto Beccalossi alla fisarmonica e Oscar Del Barba al pianoforte. Appuntamento venerdì 12 luglio alle ore 21.00 all’anfiteatro naturale. In caso di cattivo tempo il concerto si terrà al chiuso.

Svariati generi musicali sono proposti in una interessante e particolare fusione. Echi di jazz, di musica cubana, argentina e brasiliana rielaborati in uno stile personale e originale: musiche provenienti da varie culture in particolare dal mondo latino tra cui “Historia de un Amor” di Carlos Almoran, “Rosa” e “Carinhoso” di Pixinguinha, “Um Anjo” di Egberto Gismonti. Clicca qui per scaricare il Programma completo di “Vivere il Parco”

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