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Arte

Mart Open Day: quando l’arte unisce la comunità

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Pensata quasi come una grande festa all’insegna della cultura, Mart Open Day, anche nella giornata di domenica 5 agosto ha proposto diverse e interessanti attività.

Da più di un anno il Mart, museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, apre le sue porte for free ogni prima domenica del mese.

Offrendo la possibilità di visitare e compiere attività organizzate con esperti, tra le quali alcune pensate proprio per i più piccoli, il museo concretizza uno dei principali obbiettivi dell’arte: unire la comunità.

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L’occasione, come spiegano gli organizzatori, è davvero unica: «si ha la possibilità di visitare le mostre in corso come: Viaggio in Italia. I paesaggi dell’Ottocento dai macchiaioli ai Simbolisti e Gianfranco Baruchello, di vedere le Collezioni del museo, di partecipare alle attività programmate dall’Area educazione ed assistere alle visite guidate».

L’intento è quello di dedicare le speciali giornate al pubblico, a tutti coloro che sono affezionati al luogo, a chi sostiene l’arte, a chi è semplicemente curioso e vuole immergersi in qualcosa di diverso.

I programmi degli Open Day coinvolgono tutte le sedi del Mart, viene quindi a crearsi un’invisibile ma rilevante “rete artistica” che lega inesorabilmente diversi centri culturali del territorio.

In particolare, nella giornata di domenica 5 agosto, nella sede di Rovereto, è stato possibile sperimentare il Duchamp’s Memory; gioco di carte realizzato in occasione dell’esposizione temporanea Rosa è la vita. Attraverso tale gioco, dedicato ad un pubblico di ogni età,  i visitatori hanno potuto comprendere, anche ludicamente, i temi della ricerca dadaista.

A chi interessasse approfondire questa tematica, si ricorda che fino al 26 agosto 2018, nel foyer del primo piano, su una parete appositamente dipinta di rosa, sarà possibile ammirare una fotografia di Man Ray che ritrae Duchamp nelle vesti di Rrose Sélavy, eteronimo femminile dell’artista francese. Dagli inizi degli anni Venti, Rrose Sélavy (ovvero Duchamp en travesti) fu la protagonista proprio di una celebre serie di fotografie realizzate da Man Ray.

La scorsa domenica, quindi, alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto si è svolta una visita guidata al museo e alla mostra Manu propria. Il segno calligrafico come opera d’arte. Alla Galleria Civica di Trento si è invece potuto godere della mostra Vicino. Non qui. 

Nello stesso luogo, i bambini dai 4 ai 10 anni si sono potuti cimentare in un laboratorio che ha esplorato le possibili relazioni tra il senso del gusto e il gusto estetico. Partecipato anche il laboratorio ispirato ai libri degli artisti Alighiero Boetti, Sol LeWitt e Alba Savoi svoltosi al Mart di Rovereto. Infine, sempre nella sede del museo d’arte moderna e contemporanea, la visita guidata alla mostra Viaggio in Italia.

Le domeniche Open Day del Mart rendono quindi chiara l’importanza di rendere l’arte a portata di tutti, di coinvolgere i bambini facendoli avvicinare ad un mondo che a volte sembra distante ma che in realtà non lo è per niente.

Un approccio educativo così strutturato permette ai più piccoli di esplorare, con naturalezza, una dimensione artistica coinvolgente. Tutto lascia credere che le giornate Open Day continueranno a sorprendere e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.

Attività, laboratori e visite cambiano di mese in mese proprio per garantire iniziative sempre diverse e poter così soddisfare l’affezionato pubblicato.

Presto, la prima domenica di settembre 2018, un altro importante “appuntamento open”.

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Arte

La voglia di vivere nonostante tutto: nuova installazione lignea dell’artigiano Marco Lamber

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Domenica 18 novembre alle ore 16 presso il giardino di inverno di Casa Santa Maria a Vigolo Vattaro, l’artigiano del legno Marco Lamber metterà in mostra un’originale installazione lignea. (altro…)

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Arte

FoyEr, mostra di Marco Furlanetto

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Dal 1 al 13 ottobre 2018 sarà allestita, presso lo spazio FoyEr di Trento (via G. Galilei 26), la mostra di Marco Furlanetto dal titolo Rhythmica, con inaugurazione lunedì 1 alle 18.00. (altro…)

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Arte

Il nostro benessere: ma a quale prezzo?

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Una mostra fotografica di 17 coppie di foto, ognuna delle quali ritrae da un lato la nostra realtà e dall’altra la realtà corrispondente nei Paesi più poveri, in bianco e nero. Il grigio di un mondo in cui queste vittime vivono e che noi finanziamo con i nostri acquisti, spesso senza nemmeno saperlo.

L’Associazione Grande Quercia che, attraverso le sue attività teatrali, artistiche, educative e formative, intende mostrare ciò che spesso è celato ai nostri occhi e alle nostre coscienze, con questa mostra vuole proprio raggiungere ognuno di noi.

Essere consapevoli di ciò che acquistiamo è un passo fondamentale per tutelare e rispettare i diritti di ogni essere umano.

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Troppe volte ciò che troviamo nei negozi è stato prodotto da mani di bambini che vengono sfruttati, da donne private della loro dignità, da uomini che hanno dimenticato cosa significhi ricevere rispetto e tutela.

Da oggi 26 agosto al 3 settembre è possibile visitare la mostra Le vittime del nostro benessere presso la sala Consiglio circoscrizione a Mattarello (dal lunedì al venerdì dalle ore 20.30 alle ore 22.30, sabato e domenica dalle ore 10.00 alle ore 22.30).

Questa esposizione, che segue le precedenti presso la Biblioteca Civica di Rovereto , l’Istituto Superiore “Don Milani”  di Rovereto e l’Istituto secondario di I grado “Nicolò d’Arco” di Arco verrà presentata  all’interno della “Sagra dei Santi Anzoi”, in collaborazione con: Circolo ACLI di Mattarello, Associazione Prijedor di Trento, Comitato Permanente delle Associazioni e Gruppi organizzatore della Sagra, Fondo Progetti di Solidarietà, Forum per la Pace, Circolo Pensionati e Anziani “A. Pomini”, Docenti Senza Frontiere.

Il 1 settembre alle ore 16 ci sarà l’incontro con Raffaele Masto della Rivista Africa e Amarildo Ajasse, Presidente dell’Associazione AfricaQuerote, mentre oggi alle 18.00 ci sarà l’inaugurazione.

Dario Pedrotti, Presidente dell’Associazione Progetto Prijedor, è colui che ha voluto questa mostra.

Cosa l’ha spinta a contattare l’Associazione Grande Quercia?

‘Ho avuto l’occasione di partecipare alla presentazione della mostra a Rovereto presso la biblioteca e mi è sembrato molto interessante e vicino alla mia sensibilità il tema posto dall’Associazione Grande Quercia.’

Quali sono le vittime del nostro benessere che la vostra Associazione conosce e incontra?

‘Innanzitutto la promozione della mostra è frutto del comune pensiero e ambito di intervento di più associazioni: Associazione Progetto Prijedor, Circolo Acli di Mattarello, Fondo Progetti di Solidarietà, Circolo Pensionati e Anziani di Mattarello, Docenti Senza Frontiere con il patrocinio del Forum Trentino per la pace e i diritti umani. La mia associazione APP che opera sul territorio della Bosnia Herzegovina deve affrontare il problema di dare una speranza e un futuro ai giovani che sono rimasti e che stanno andando via dal loro territorio perché non trovano lavoro e non riescono a trovare una prospettiva di crescita. Per favorire un ponte reciproco tra il Trentino e la città di Prijedor lavoriamo con le scuole per favorire Interscambi di conoscenza reciproca e senza voler insegnare niente a nessuno a creare un dialogo continuo fatto di relazioni che riducano le distanze tra Europa e Bosnia. Altri progetti che stiamo seguendo attualmente sono la cooperazione internazionale allo sviluppo, l’educazione alla cittadinanza globale e lo scambio di esperienze e diffusione di buone pratiche relative sia alla formazione che alla promozione di micro e piccola imprenditoria. Il F.P.S invece opera in Somalia collaborando ai progetti di Don Elio Sommavilla.

Per chi opera in Africa è spesso a contatto con il fenomeno del

-Land Grabbing, nuova forma di colonialismo mediante l’acquisizione da parte di investitori privati senza scrupoli di milioni di ettari di terra per lo sviluppo di monocolture, andando così ad aggravare la sussistenza di poveri contadini;

-la contrapposizione fra la nostra società dello spreco e quella della fame;

-la faziosità del commercio delle armi che crea conflitti e dissidi ed offre facile terreno a commerci illegali (rifiuti tossici da scaricare nel terzo mondo, droga, ecc.);

– i migranti climatici, conseguenza degli effetti dei cambiamenti climatici dovuti ai gas serra, che vede l’Africa subsahariana, l’Asia meridionale e l’America Latina rappresentare il 55% dell’intera popolazione dei Paesi in via di sviluppo.’

Di che cosa vi occupate?

‘Ci occupiamo di affidi a distanza, Solidarietà Internazionale, Cooperazione allo sviluppo tra il nostro territorio e quello dei paesi dove operiamo.’

Crede che benessere e rispetto dei diritti umani si possano conciliare?

‘Si dobbiamo farci carico di conciliare questo binomio, perché dalla nostra parte viviamo bene, grazie al progresso, però potremmo tranquillamente vivere bene tutti quanti avendo risorse naturali da sfamarci e di che poter vivere una vita dignitosa. Purtroppo nel nostro Mondo continua a dominare la violenza e vediamo diminuire in troppi contesti i diritti umani finora conquistati. Questo è un grosso problema che nonostante i fatti ormai noti a tutti non si riesce a far passare con il nostro operato.

Per questo nello statuto del F.P.S. si è volutamente inserire fra gli scopi, il «riconoscere che il benessere non è solo il soddisfare i propri bisogni, ma anche un “debito” verso chi è meno fortunato di noi».’

Che futuro vede oltre quelle fotografie esposte?

‘Queste fotografie credo siano molto importanti per avvicinare le persone ad una riflessione e a rendersi conto di questi problemi. Questo è importante perchè inconsciamente ormai il cittadino, o per pigrizia o per abitudine ad un modo di pensare, frutto di modelli e stereotipi consolidati, non si rende conto delle conseguenze.’

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