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Italia ed estero

Degrado e malaccoglienza, il parroco dà ragione a Salvini.

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Storie di ordinario degrado e malaccoglienza quelle che, nel quartiere Vasto di Napoli, hanno portato poche sere fa alla gambizzazione di un giovane senegalese.

Sì perché accogliere essere umani per poi abbandonarli a se stessi, in un quartiere che già da decenni fatica a trovare un proprio equilibrio tra miseria e disoccupazione, serve solo a creare una miscela esplosiva tra i residenti ed i nuovi arrivati.

Dopo la manifestazione antirazzista di venerdì scorso seguita all’attentato, che ha paralizzato la mobilità cittadina nel centro di Napoli, le risse sono continuate nel quartiere durante tutto il weekend.

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Tutto ruota attorno ad uno stabile di via Milano che è diventato il simbolo del degrado, un luogo dove non esiste più alcuna regola, dove la gente dorme sui tetti e sui pianerottoli, dove non vengono rispettate le più elementari regole igienico-sanitarie e dove gli inquilini, tutti stranieri, persa ogni dignità umana per sopravvivere si dedicano allo spaccio di droghe, alla prostituzione e ad altre attività illecite.

Eppure, le autorità sono state ampiamente informate dai residenti nel quartiere, ma come sempre le invocazioni di aiuto da parte dei cittadini non hanno ancora trovato una risposta da parte di uno Stato storicamente assente al meridione.

Le uniche parole sono quelle del parroco della chiesa di quartiere dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio, don Vincenzo Balzano (nella foto), che ha dichiarato a il Mattino.it «Il quartiere è arrabbiato, non ho mai conosciuto un razzista in questi anni. Non bisogna confondere l’intolleranza verso la mancanza totale di regole, di civiltà, di decoro, di tranquillità con il razzismo. A nessuno piacerebbe vivere in questo modo, neanche alla persona più accogliente del mondo. Non possiamo, noi piccolo quartiere, aiutare tutti quelli che vengono a Napoli. Se non abbiamo una strategia per l’accoglienza fa bene Salvini a limitare gli arrivi. Dobbiamo saper offrire qualcosa a chi arriva quindi le istituzioni facciano subito il loro dovere per il Vasto ma anche per i poveri immigrati che non vengono integrati».

A cura di Mario Amendola

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Italia ed estero

Brandmüller e Burke: «Dove sta andando la Chiesa?»

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“Dove sta andando la Chiesa?”. Alla vigilia del vertice mondiale sul dramma degli abusi, che si è aperto giovedì in Vaticano, la domanda è posta ai presidenti delle Conferenze episcopali da due cardinali, Walter Brandmüller e Raymond Leo Burke, con la lettera aperta che qui pubblichiamo.

Secondo i due porporati, le radici del fenomeno degli abusi affondano in quel misto di materialismo, relativismo ed edonismo che da tempo è entrato anche nella Chiesa.

Per spiegare gli abusi generalmente si fa ricorso al concetto di “clericalismo”, ma, scrivono Brandmüller e Burke, la questione primaria non è l’abuso di potere, bensì l’essersi allontanati dalla verità del Vangelo.

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Brandmüller e Burke (già firmatari, con i cardinali Caffarra e Meisner, dei dubia inviati al papa nel 2016, e ai quali Francesco non ha mai risposto) concludono la loro lettera ai presidenti delle Conferenze episcopali con un appello: “Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa”.

LETTERA APERTA AI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE EPISCOPALI – Cari confratelli, presidenti delle Conferenze episcopali, ci rivolgiamo a Voi con profonda afflizione!

Il mondo cattolico è disorientato e si pone una domanda angosciante: dove sta andando la Chiesa?

Di fronte alla deriva in atto, sembra che il problema si riduca a quello degli abusi dei minori, un orribile crimine, specialmente quando perpetrato da un sacerdote, che però è solo parte di una crisi ben più vasta. La piaga dell’agenda omosessuale è diffusa all’interno della Chiesa, promossa da reti organizzate e protetta da un clima di complicità e omertà. Le radici di questo fenomeno evidentemente stanno in quell’atmosfera di materialismo, di relativismo e di edonismo, in cui l’esistenza di una legge morale assoluta, cioè senza eccezioni, è messa apertamente in discussione.

Si accusa il clericalismo per gli abusi sessuali, ma la prima e principale responsabilità del clero non sta nell’abuso di potere, ma nell’essersi allontanato dalla verità del Vangelo. La negazione, anche pubblica, nelle parole e nei fatti, della legge divina e naturale, sta alla radice del male che corrompe certi ambienti della Chiesa.

Di fronte a questa situazione, cardinali e vescovi tacciono. Tacerete anche Voi in occasione della riunione convocata in Vaticano il prossimo 21 febbraio?

Siamo tra coloro che nel 2016 interpellarono il Santo Padre sui dubia che dividevano la Chiesa dopo le conclusioni del Sinodo sulla famiglia. Oggi quei dubia non solo non hanno avuto risposta, ma sono parte di una più generale crisi della fede. Perciò, Vi incoraggiamo ad alzare la voce per salvaguardare e proclamare l’integrità della dottrina della Chiesa.

Preghiamo lo Spirito Santo perché assista la Chiesa e illumini i pastori che la guidano. Un atto risolutore ora è urgente e necessario. Confidiamo nel Signore che ha promesso: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

Walter Card. Brandmüller – Raymond Leo Card. Burke

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Italia ed estero

Scandalo diamanti, 100 mila i truffati. Le banche cominciano a rimborsare

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Nella truffa sono complessivamente coinvolti oltre 100 mila investitori.

Centinaia i truffati anche in Trentino.

Adiconsum ne sta tutelando circa 2500 in tutta Italia per un controvalore di 60 milioni di euro.

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Una gigantesca truffa sono coinvolte inconsapevolmente anche molte banche.

Le banche coinvolte nello scandalo a detta di Adiconsum sono Unicredit, intesa san Paolo, MPS e BancoBPM che sono state già tutte sanzionate dall’Antitrust.

Poi a macchia di leopardo coinvolte anche qualche BCC, UBI e qualche altro istituto di cui però non abbiamo segnalazioni  particolari (non sono state sanzionate ne menzionate).

Unicredit, Intesa-Sanpaolo e Banca MPS di fatto dopo il reclamo hanno rimborsato e rimborsano attraverso un iter interno della durata da 1 a 3 mesi (siamo nell’ordine di poche migliaia di pratiche complessivamente)

Con il BancoBPM Adiconsum ha firmato un protocollo di conciliazione con tavoli in diverse province(ipotizziamo da 60/80.000 pratiche c.a.).

I territori maggiormente coinvolti sono soprattutto il Nord Est, l’Emilia, la Lombardia e la Liguria; poi abbiamo casi sporadici in Piemonte, Toscana e nel Lazio.

Nel Nord Est si caratterizzano per importi mediamente importanti che vanno dai 30/40 mila euro, ma anche con investimenti da 100/150 mila euro e punte da 200/300 mila euro.

In Lombardia la media degli importi è più bassa, siamo in media 20/25 mila euro, ma anche con punte di 150 mila e casi da 350 mila.

La Liguria ha medie anche più elevate del Nord Est. Piemonte, Emilia e Toscana medie simili alla Lombardia.

La casistica va da: VIP(che non sono tutelati da Adiconsum), pensionati (con investimenti molto variegati), lavoratori autonomi (parrucchiere, idraulici ecc), lavoratori dipendenti.

Si segnalano casi di investitori che nemmeno avevano il deposito titoli, ma solo il conto corrente a cui è chiesto di investire in diamanti magari la propria liquidazione in quanto la fabbrica aveva chiuso i battenti.

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Italia ed estero

A22, a Verona la nebbia porta all’inferno: maxi tamponamento a catena, un morto e 20 feriti

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Nel veronese la nebbia fittadi questa mattina (21 febbraio) in A22 ha scatenato l’inferno con un maxi tamponamento che ha coinvolto più di 100 veicoli e provocato un morto.

Ben sette squadre di Vigili del Fuoco sono intervenute per soccorrere gli automobilisti rimasti bloccati e per ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree interessate dagli incidenti.

L’allarme era scattato poco prima delle 9 tra i caselli di Nogarole Rocca e Verona Nord all’altezza di Vigasio.

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Sono stati chiusi i caselli di Nogarole Rocca, Mantova Nord, Mantova Sud, Pegognaga, Reggiolo/Rolo e Carpi con traffico in tilt in entrambe le direzioni.

Situazione critica anche in A1, a sud di Milano. Un tratto dell’autostrada tra Milano sud e Basso Lodigiano è rimasto chiuso fino alle 15 circa.

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