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Italia ed estero

Degrado e malaccoglienza, il parroco dà ragione a Salvini.

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Storie di ordinario degrado e malaccoglienza quelle che, nel quartiere Vasto di Napoli, hanno portato poche sere fa alla gambizzazione di un giovane senegalese.

Sì perché accogliere essere umani per poi abbandonarli a se stessi, in un quartiere che già da decenni fatica a trovare un proprio equilibrio tra miseria e disoccupazione, serve solo a creare una miscela esplosiva tra i residenti ed i nuovi arrivati.

Dopo la manifestazione antirazzista di venerdì scorso seguita all’attentato, che ha paralizzato la mobilità cittadina nel centro di Napoli, le risse sono continuate nel quartiere durante tutto il weekend.

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Tutto ruota attorno ad uno stabile di via Milano che è diventato il simbolo del degrado, un luogo dove non esiste più alcuna regola, dove la gente dorme sui tetti e sui pianerottoli, dove non vengono rispettate le più elementari regole igienico-sanitarie e dove gli inquilini, tutti stranieri, persa ogni dignità umana per sopravvivere si dedicano allo spaccio di droghe, alla prostituzione e ad altre attività illecite.

Eppure, le autorità sono state ampiamente informate dai residenti nel quartiere, ma come sempre le invocazioni di aiuto da parte dei cittadini non hanno ancora trovato una risposta da parte di uno Stato storicamente assente al meridione.

Le uniche parole sono quelle del parroco della chiesa di quartiere dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio, don Vincenzo Balzano (nella foto), che ha dichiarato a il Mattino.it «Il quartiere è arrabbiato, non ho mai conosciuto un razzista in questi anni. Non bisogna confondere l’intolleranza verso la mancanza totale di regole, di civiltà, di decoro, di tranquillità con il razzismo. A nessuno piacerebbe vivere in questo modo, neanche alla persona più accogliente del mondo. Non possiamo, noi piccolo quartiere, aiutare tutti quelli che vengono a Napoli. Se non abbiamo una strategia per l’accoglienza fa bene Salvini a limitare gli arrivi. Dobbiamo saper offrire qualcosa a chi arriva quindi le istituzioni facciano subito il loro dovere per il Vasto ma anche per i poveri immigrati che non vengono integrati».

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A cura di Mario Amendola

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Italia ed estero

Exit Poll: crollo della Merkel in Baviera, il Governo ora traballa

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Chiusi i seggi. Ed ecco i primi exit poll sul cruciale voto in Baviera, l’Unione cristiano-sociale (Csu) si ferma al 35,5%.

Si profila un ottimo risultato per i Verdi, al 19%.

Male i socialdemocratici dell’Spd 9,5%, superato da Alternativa per la Germania (AfD) che si attesta all’11%: per la prima volta nel parlamento bavarese entra l’estrema destra.

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Bene anche il partito conservatore Freie Wähler (11,5%), mentre la Linke è al 3,5%.

Le elezioni regionali in Baviera, decisive anche per il futuro del governo diAngela Merkel, hanno fatto registrare un‘affluenza molto alta.

Si è recato alle urne il 72% dei 9,5 milioni di elettori bavaresi. Nel 2013 il dato era del 63,6%.

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Italia ed estero

Viminale, Salvini: «Stop al progetto di accoglienza a Riace, i migranti saranno trasferiti»

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Con una circolare il Viminale ha disposto il trasferimento dei migranti accolti nei centri del Comune calabrese di Riace e ha chiesto all’amministrazione comunale la rendicontazione di tutte le spese sostenute, sollecitando “ad inviare la relativa documentazione secondo le modalità previste dal manuale di rendicontazione Sprar”.

Secondo quanto si apprende, già dalla scorsa estate il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione di Riace.

Nel 2018, il Comune calabrese non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco Mimmo Lucano – agli arresti domiciliari proprio per una inchiesta che riguarda proprio la gestione del ‘modello Riace’ – era stato avvisato della revoca dei finanziamenti diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

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Pare anche che dentro il progetto di accoglienza voluto dal sindaco Mimmo Lucano ci fossero molti migranti in più di quelli denunciati e che nell’ultimo anno non siano stata fatta nessuna rendicontazione delle spese sostenute con i soldi pubblici.

 Chi sbaglia, paga. Non si possono tollerare irregolarità nell’uso di fondi pubblici, nemmeno se c’è la scusa di spenderli per gli immigrati”, dice in proposito il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

I progetti Sprar – spiega il Viminale – vengono rinnovati ogni tre anni: nel caso di Riace si parla del triennio 2017-2019, ma già dall’estate scorsa il Viminale aveva bloccato alcuni pagamenti per anomalie nella documentazione presentata dall’amministrazione locale. Nel 2018 il comune di Riace non ha ricevuto fondi e il 30 luglio scorso il sindaco era stato avvisato della revoca dei finanziamenti, diventata ufficiale all’inizio di questa settimana.

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I migranti di Riace verranno trasferiti già da settimana prossima, e nel giro di un mese dovrebbero essere ricollocati in altri centri.

Il coordinamento delle operazioni è affidata al Servizio Centrale, ufficio istituito dall’Anci (in base a una convenzione con il Viminale) e che gestisce la rete Sprar.

Il Ministero degli Interni sottolinea che la convenzione del ministero con Anci, l’approvazione del progetto Sprar a Riace e i primi stop ai finanziamenti per presunte irregolarità si riferiscono a gestioni precedenti all’arrivo di Salvini al Viminale.

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Italia ed estero

Duro colpo al clan Spada: sequestrati beni per 19 milioni di euro

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Dalle prime luci dell’alba, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno dando esecuzione a cinque decreti di sequestro di beni, emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale nei confronti di altrettanti esponenti di spicco del clan mafioso Spada. (altro…)

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