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Trento

Aggressori Daisy: Istigazione e procurato allarme, ora il PD Trentino si scusi con la comunità

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Alla fine gli aggressori di Daisy Osakue, l’atleta azzurra del lancio del disco ferita a un occhio dal lancio di un uovo, sono tre ragazzi che vivono nella periferia di Torino.

Frequentano la stessa scuola e uno di loro è il figlio di un consigliere del PD.

Tutti e tre dovranno rispondere di lesioni e omesso soccorso.

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Uno dei tre, Federico avrebbe detto fra le lacrime: “Giuro che il razzismo non c’entra” racconta. “L’abbiamo fatto per gioco, adesso vorrei solo chiedere scusa”.

L’atto dei ragazzi è senza dubbio vergognoso.

Ma a chiedere scusa, a tutti gli Italiani, dovrebbero essere anche altri.

Alludiamo per esempio al PD Trentino che ha diffuso sulla sua pagina facebook, ancora incredibilmente e bellamente in mostra in questo momento nonostante le novità delle ultime ore, un «post» che definire razzista nei confronti degli italiani è dir poco. (vedi sotto)

Speriamo vivamente che qualcuno mandi un esposto alla procura di Trento per istigazione e procurato allarme.

 

Per i tre ragazzi pare che tirare uova ai passanti fosse diventato il loro modo di combattere la noia e aspettare la partenza per le vacanze.

I casi fino ad ora considerati sono 7 e coinvolgono persone italiane di tutte le età.

Giusto riconoscerlo perché non si sa mai che quelli del PD s’inventino un razzismo contro gli anziani, oppure contro le donne, o contro chi è nato magari nel 1999.

Insomma, delle uova che per il PD Trentino si sono trasformate in un’enorme frittata condita del nulla più profondo.

Il papà di uno dei ragazzi come detto è consigliere comunale del Pd, a Vinovo, e non poteva diventare suo malgrado che il bersaglio del ministro dell’Interno Matteo Salvini che si è giocato con classe moderata la sua rivincita, perché, ironia della sorte, anche Daisy è un’attivista dei giovani Pd di Moncalieri. 

Ora tutti sono in attesa di sapere quale sarà la strategia del PD Trentino dopo gli ultimi avvenimenti.

Dopo i girotondi, le magliette rosse e i Gay Pride pare stiano organizzando il tiro delle uova solidale. 

I militanti e i vertici del PD, gli intellettuali, i vip, i filosofi e i giornalisti (sempre del PD) stanno sottovalutando  l’intelligenza degli italiani pensando che basti disseminare alcune frasi buoniste o creare notizie su improbabili atti di razzismo, fascismo e compagnia bella o fare appelli stravaganti (vedi Saviano o Rolling Stones) per intortare le opinioni collettive su temi che ormai sono diventati alquanto ironici.

Alla fine l’attacco razzista si è trasformato in «goliardia», e naturalmente tutti i cittadini italiani lo hanno capito, eccetto quelli del PD, che come minimo dovrebbero chiedere scusa.

I social si sono scatenati e l’hanno buttata sull’ironia.

Fra le molte vignette ne abbiamo scelto una che le riassume un pochino tutte.

Rimangono però le parole durissime e prive di senso di alcuni Vip, pericolose quelle di Renzi, vigliacche invece quelle di Ruele Jebreal che ha tirato in ballo anche il nazismo. Tutti tranquilli però, a finire sul gas questa volta saranno solo delle uova, lanciate da 3 deficienti annoiati.

Per Ruele sembra addirittura che il lancio di un uovo posso mettere in pericolo l’Europa intera. Siamo quindi alla follia. 

Poi c’è  la questione del papà di Daisy, ma non è giusto strumentalizzarla perché i figli non devono mai pagare per le colpe dei padri. 

È finito tutto in una bolla di sapone e nel festival del nulla, tanto caro al PD.

 

 

 

 

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Trento

Trentino Digitale: entro l’inizio del 2020 il nuovo piano industriale

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“Se pensiamo che solamente il 2% dei processi della pubblica amministrazione trentina sono digitalizzati, capiamo quanto lavoro ci sia da fare”.

Così l’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli, che questo pomeriggio ha incontrato i rappresentati sindacali, Fiom-Cgil e Fim-Cisl, di Trentino Digitale, di cui recentemente la Giunta provinciale ha rinnovato il consiglio di amministrazione, nominando come nuovo presidente Roberto Soj.

“Dentro la società – ha ribadito l’assessore – c’è qualità e competenza, ma dobbiamo fare in modo che queste competenze possano essere utilizzate al meglio.”

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“Il nostro obiettivo – ha chiarito – è quello di consentire all’azienda di poter esprimere tutte le sue potenzialità, secondo un nuovo piano industriale ed una conseguente nuova organizzazione che siano più aderenti ai mutamenti avvenuti negli ultimi anni e alle esigenze della pubblica amministrazione, intesa nel suo complesso e non solo come Provincia.”

“Abbiamo bisogno di analisi dei processi, di sviluppatori e di diffondere la rete su tutto il territorio trentino. Il rinnovato board – ha annunciato Spinelli – lavorerà nei prossimi mesi, in discontinuità con il passato, per predisporre il nuovo piano industriale, pronto ad inizio 2020, nel quale verrà ridefinita la vision di Trentino Digitale. Come detto in altre occasioni – ha spiegato Spinelli – la Provincia non intende disperdere un patrimonio di conoscenze tecniche e di professionalità costruito nel tempo e difficilmente reperibile sul mercato locale”.

Sulla questione dei premi di produttività, attualmente non omogenei rispetto ai dipendenti delle due società, Informatica Trentina e Trentino Network che fondendosi hanno dato vita a Trentino Digitale.

L’assessore ha evidenziato la volontà della Giunta, nel rispetto delle normative vigenti, di arrivare ad una loro armonizzazione che possa evitare penalizzazioni e conflittualità interna.

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Trento

Abbandono rifiuti: Canova e Gardolo prese di mira dagli incivili

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Torniamo a parlare di Canova e Gardolo, due importanti e popolose frazioni di Trento Nord che nell’ultimi anni sono state prese di mira da vandali, maleducati ed incivili.

Da questi due luoghi continuano ad arrivare segnalazioni legate all’abbandono dei rifiuti non differenziati in aree non idonee al conferimento.

Ieri Daniele Demattè è stato chiamato da alcuni residenti di Canova che hanno scoperto in fondo all’abitato del paese una vera e propria discarica abusiva (foto) dove alcuni residenti arrivano con i sacchi di rifiuti in mano e li buttano nella boscaglia.

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Uno di questi residenti l’altro giorno si è trovato davanti una donna (di origine africana o sud Americana riferisce il testimone) che stava buttando il solito sacco fra gli alberi che vistasi osservata ha cominciato ad inveire e minacciare contro il «povero» malcapitato.

Fra le immondizie anche un carrello della spesa.

Non è andata meglio in via corso IV novembre, dove davanti alla fermata dell’autobus qualche incivile ha pensato bene di abbandonare delle immondizie domestiche. (foto)

Uno dei sacchetti abbandonati contiene degli alimenti non scaduti con scritte in idioma straniero (pare dell’est Europa).

Ora passiamo a Via Bolzano dove alla fermata dell’autobus di fronte al bazar Cinese è stato abbandonato un sacchetto azzurro pieno di rifiuti non differenziati.

Nelle immondizie c’è di tutto, compreso un flacone di plastica con un liquido dentro.

L’abbandono dei rifiuti nel centro urbano è diventata una piaga della vita cittadina.

Le ultime dotazioni fornite da Dolomiti Ambiente hanno un codice identificativo che riconduce inequivocabilmente al proprietario.

Se questi sacchi azzurri appartengono alle serie più recenti, a qualcuno arriverà una multa abbastanza impegnativa.

Se non lo sono, i furbetti la faranno ancora una volta franca, a danno però di tutta la comunità.

Canova

 

Via IV novembre – Gardolo

Via Bolzano

 

 

 

 

 

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Trento

Morte Sofia Zago per malaria: ci sono 3 nuovi indagati

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Una tragica vicenda che sembra non avere mai fine.

Stiamo parlando della morte della Piccola Sofia Zago, avvenuta il 4 settembre 2017 presso l‘ospedale di Brescia a causa della malaria contratta all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’infermiera del reparto risulta già indagata ed ora ci sono altre tre persone indagate per omicidio colposo e responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.

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Il gip Marco La Ganga infatti aveva respinto la richiesta di archiviazione

I due nuovi indagati sono due infermiere ed un medico pediatrico non più in servizio.

La procura nell’ottobre del 2018 aveva chiesto l’archiviazione del procedimento ma il gip ora  ha ordinato di verificare i protocolli seguiti e per quanto tempo il sangue di un paziente con la malaria conservi la propria capacità di contagio batterico.

Il pm ha chiesto quindi un incidente probatorio, al quale potranno partecipare anche gli indagati con i rispettivi consulenti.

Tutti e quattro gli indagati erano in servizio nel reparto nei giorni in cui la piccola contrasse la malattia nell’ospedale.

È questa ad ora l’unica certezza in una vicenda con ancora troppi misteri ancora lontana dalla sua conclusione.

 

 

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