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Giudicarie e Rendena

San Lorenzo Dorsino: profugo arrestato che doveva essere espulso se la gode in piscina e a giocare a tennis

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«Un particolare ringraziamento va rivolto – affermano il presidente della Giunta Ugo Rossi e l’assessore Luca Zeni – alla Polizia per la brillante operazione rispetto alla quale il sistema di accoglienza ha garantito collaborazione e trasparenza. Le persone al centro di provvedimenti giudiziari, 5 accolte in Trentino a fronte di 1.541 richiedenti asilo presenti, creano un grave danno al progetto di accoglienza, agli altri migranti e alla percezione, da parte della comunità, di una questione tanto delicata come quella che riguarda appunto il tema della protezione internazionale». «Proprio per questo – proseguono Rossi e Zeni – è interesse primario della Provincia autonoma di Trento che venga stroncata sul nascere ogni forma di devianza e di condotta incompatibile col principio di accoglienza responsabile che caratterizza il progetto trentino. Una responsabilità che si traduce in una disponibilità ad accogliere sì chi ha bisogno di tutela, ma al tempo stesso in una ferma determinazione a combattere, per il bene di tutti, ogni forma di delinquenza».

Queste erano le parole di Rossi e Zeni l’indomani del blitz della squadra mobile che aveva portato all’arresto 43 richiedenti asilo, quattro dei quali erano alloggiati in 4 diverse strutture a Trento e 1 a San Lorenzo Dorsino, quest’ultimo era stato arrestato per il divieto di soggiorno in Trentino.

Dopo le dichiarazioni dei due, tutti i Trentini, o quasi, si erano tranquillizzati anche perché per il migrante arrestato a Dorsino lo stesso Ugo Rossi aveva parlato di espulsione immediata. 

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Ma invece pare non sia andata così.

Lo stesso richiedente asilo, che doveva essere espulso, è stato infatti segnalato da più persone a san Lorenzo Dorsino.

E lo stupore dei cittadini nel vederlo in piscina, a giocare a tennis, e a pallavolo, è stato piuttosto grande, anche perché si pensava che ormai avesse raggiunto da un bel po’ le terre natie dell’Africa.

È stato ospitato in alcune case private dei «buonisti» del paese, e viene spostato spesso dicono alcuni residenti, «per non dare troppo nell’occhio».

Peccato che però il migrante non faccia nulla per tenere un basso profilo, infatti i cittadini del paese lo segnalano quasi ogni giorno in piscina, oppure a giocare a tennis. C’è chi è anche sicuro di averlo visto partecipare ad un corso di roccia insieme ai profughi ospitati presso il B&B «La casa di Wilma»

La sua ultima residenza certa è presso l’abitazione di C.C., un ex appartenente all’associazione Trentini nel Mondo a lungo indagata per appropriazione indebita dalla procura di Trento.

«Purtroppo la comunità è spaccata per colpa di quanto successo ed è divisa fra buoni e cattivi, se non li vuoi ti prendi del razzista, se invece li vuoi accogliere a tutti i costi sei democratico ed intelligente, siamo arrivati anche ad avere paura di mettere un piace sotto qualche post in facebook per paura di essere indicati come razzisti ed ingnoranti» – confida un altro residente.

«Ugo Rossi e Luca Zeni creato disastri, – aggiunge un altro residente – pensi che certi di noi non si guardano nemmeno più in faccia e sono diventati nemici, questo è l’esempio della completa incapacità di chi ci governa».

«Qui i richiedenti asilo vengono portati in piscina, – gli fa eco l’amico – a giovare a tennis e a fare roccia, sembra un modo di istigare chi lavora 20 ore al giorno  e deve vedere questi che non fanno nulla durante il giorni e sono pure mantenuti da noi».

Parole molto pesanti che dimostrano come San Lorenzo Dorsino sia ormai una vera e propria polveriera.

Nel frattempo l’arrestato, ospitato dai privati, è comunque già stato sostituito da un nuovo arrivo tanto per equilibrare le cose.

Su quanto successo a San Lorenzo Dorsino è intervenuta sulla sua pagina facebook anche la coordinatrice della Lega di Vallelaghi Alessia Ambrosi, «È così che lavora la maggioranza? – commenta Alessia Ambrosi –  Ricordate il blitz della polizia a San Lorenzo in Dorsino? Beh per Dorsino la questione profughi non ha fine e questa volta ha dell’incredibile! Mi son arrivate segnalazioni da parte di cittadini di San Lorenzo riguardo la presenza in loco di uno dei richiedenti arrestati per spaccio alla nota casa di Wilma. Pare che il richiedente, forte dell’impunibilità, sia stato visto più volte indisturbato in giro per il paese, ieri pare pure a divertirsi in piscina! Ma non doveva essere espulso e rimpatriato? È così che si garantisce la sicurezza ai trentini? Ora i cittadini sono preoccupati e soprattutto tutti noi ci chiediamo: per quale motivo questo delinquente sia ancora libero di scorrazzare per il paese? Fa ancora parte del progetto accoglienza Trentino di Zeni o è semplicemente libero di continuare a delinquere sul territorio? Qualcosa non torna e da cittadina e per i miei concittadini pretendo venga fatta chiarezza!»

 

 

 

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Giudicarie e Rendena

Soccorso Alpino: ritrovati nella notte tre escursionisti sardi dispersi in val di Breguzzo

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Nella notte tra domenica e lunedì, la Stazione Valle del Chiese dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino è intervenuta per il recupero di tre persone, due uomini e una donna di origine sarda.

I tre escursionisti facevano parte di un gruppo più ampio partito dal rifugio Trivena in Val di Breguzzo con destinazione rifugio Val di Fumo dove avrebbero trascorso la notte.

Nel corso dell’escursione il gruppo si è frammentato e i tre sono rimasti indietro, in una zona dove è difficile trovare campo.

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Alle 22 il rifugista ha allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 non vedendoli ancora arrivare.

Sei operatori della Stazione Valle del Chiese del Soccorso Alpino sono partiti alla ricerca dei tre escursionisti: una squadra partendo dalla Val Breguzzo e l’altra dalla Val di Fumo.

Le tre persone sono state ritrovate incolumi sul sentiero 248 verso le 2 di notte e sono state accompagnate fino al rifugio Val di Fumo.

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Giudicarie e Rendena

Incidente sul Campanil basso, il soccorso alpino salva un alpinista ferito

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È terminato poco dopo le 19 di ieri sera l’intervento per il recupero di un alpinista feritosi a un arto inferiore mentre stava scalando la via Fehrmann sul Campanil Basso (Dolomiti di Brenta).

All’ultimo tiro della via, il secondo di cordata ha sbattuto violentemente un piede ed è stato quindi necessaria l’allerta al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 16.

I due alpinisti sono riusciti a scendere autonomamente in corda doppia fino alla base della parete.

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Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero il quale, approfittando di una finestra di bel tempo vista la presenza di nebbia in quota, è riuscito a recuperare con il verricello l’alpinista e a trasportarlo all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Non è stato necessario l’intervento degli operatori delle Stazioni di Madonna di Campiglio e di Molveno pronti in piazzola.

 

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Giudicarie e Rendena

A tribus testudinibus: musica per tre liuti tra Rinascimento e Barocco a Stenico il 22 agosto

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L’appuntamento è per giovedì 22 agosto alle 21 all’interno della splendida cornice del castello di Stenico con un concerto che farà rivivere le atmosfere musicali tra Rinascimento e Barocco.

Protagonisti i musicisti di ArciTrio, ovvero Pietro Prosser (liuto in La, Liuto in Sol, arciliuto), Eddy Serafini (liuto in Re, arciliuto) e Alessandro Baldessarini (liuto in Sol, ‘testudo nova’, tiorba).

A tribus testudinibus, per tre liuti dunque: così lo stampatore francese Jean-Baptiste Bésard (1567-1625) apre il suo Novus partus, sive Concertationes musicae (“Nuovo parto, ovvero Concertazioni in musica”, Augsburg 1617).

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Famosi hits scelti dallo smisurato repertorio rinascimentale vengono da lui arrangiati e fioriti per un ensemble liuti rinascimentali di taglie diverse, innovati alla barocca: accordature rientranti (come nella nova testudo, “nuovo liuto” di sua invenzione), estensione nel registro grave, bordoni.

Apre il programma la Canzona detta la Alessandrina attribuita a Stefano Landi (1587-1639), contenuta in un prezioso manoscritto (Biblioteca Nazionale di Roma), che contiene gli schizzi di molte composizioni con liuti: in questo caso l’intervento diventa una sorta di restauro conservativo-ricostruttivo, stimolante palestra per testa e cuore degli esecutori.

A seguire, il programma di ArciTrio alterna trascrizioni di brani vocali e brani strumentali, originali o adattati per trio di liuto. Oltre al florido arrangiamento besardiano a tre liuti di Lachrimae (brano conosciuto anche come Flow my tears, composto dal liutista elisabettiano John Dowland (1563-1626) e presentato in versione originale a liuto solo), vengono proposti due madrigali a 4 voci, Madonna mia pietà di Orlando di Lasso (1532-1594) e Io vo’ gridando di Girolamo Conversi (date sconosciute) in un arrangiamento del 1584 a tre liuti di taglie diverse del fiammingo Emmanuel Adriaenssen (1587-1661).

Analogamente, viene proposto il celeberrimo madrigale a 4 voci Ancor che co’l partire di Cipriano de Rore (1515-1565), che ArciTrio interpreta in un proprio adattamento dalla versione ornata per organo (1570) dello spagnolo Antonio de Cabeçon (1510-1566), preceduta da una versione a liuto solo (1560) di Giovanni Paladino (1540-1560).

Frutto invece della ricerca e fantasia di ArciTrio sono i liberi adattamenti per tre liuti di accordatura pari di due celebri duetti, il Canone del divino Francesco da Milano (1497-1543) e il Contrappunto secondo, attribuito a Bernardo Monzino e pubblicato nel 1584 dal liutista Vincenzo Gallilei, padre di Galileo.

Altro libero adattamento è il Balletto detto l’Ardito Amante (1616) del reggiano Pietro Paolo Meli (1579-?), qui spogliato di altri strumenti che servivano ad amplificare il volume sonoro (ma non il tessuto compositivo) in una esecuzione danzata.

Chiude il programma una suite strumentale, altro libero adattamento di ArciTrio, tratta da brani dell‘eccellente suonatore di liuto tiorba e chitarra Andrea Falconiero (1585-1656), pubblicati nel 1650 a Napoli ne Il Primo Libro di Canzone, Sinfonie, Fantasie, Capricci, Brandi, Correnti, Gagliarde, Alemane, Volte, per Violini e Viole, overo altro Stromento a uno, due e tre con il Basso Continuo.

La raccolta, dedicata al governatore di Sicilia, Giovanni d’Austria, non ha una precisa destinazione strumentale e viene qui proposta da ArciTrio con gli strumenti presumibilmente più cari al Falconiero.

La suddivisione ‘a blocchi’ e in tempo unico del programma vuole conferire al programma una godibile fluidità tra modelli vocali e variazioni strumentali.

Il programma

Stefano Landi  Canzona ‘La Alessandrina’

(ricostr. per 2 arciliuti e tiorba PP)

Francesco Da Milano Canone a 2 liuti (arr. PP con basso ad lib.)
B. M. (Bernardo Monzino?) Contrappunto secondo a 2 liuti (arr. per 3 liuti PP)
Cipriano De Rore – Giovanni Paolo Paladino  Madrigale ‘Ancor che co’l partire’ a liuto solo [AB]
Cipriano De Rore – Antonio de Cabeçon  Madrigale ‘Ancor che co’l partire’ diminuito per organo

(arr. per 3 liuti PP)

Giovanni Priuli Sinfonia a due arciliuti [ES, PP]
Orlando Di Lasso – Emanuel Adriaenssen  Madrigale ‘Madonna mia pieta’ diminuito a 3 liuti
Girolamo Conversi – Emanuel Adriaenssen Madrigale ‘Io vo’ gridando’ diminuito a 3 liuti
Pietro Paolo Meli  Balletto detto L’Ardito amante versione a 3 liuti
Intrada

Balletto

Corrente

John Dowland  Lachrimae a liuto solo [PP]
John Dowland – Jean-Baptiste Besard  Lachrimae a 2 liuti e ‘testudo nova’
Andrea Falconiero Balletto da Libro primo di Canzoni (1650)

Sinfonia ‘La Borga’ a canto e due bassi

Corrente ‘La Mala Spina’ a due canti e basso

Brando ‘L’Orlando’ a due canti e basso

Canzona ‘La Diamantina’ a due canti e basso

 

ArciTrio

Pietro Prosser: liuto in La, Liuto in Sol, arciliuto [PP]

Eddy Serafini: liuto in Re, arciliuto [ES]

Alessandro Baldessarini: liuto in Sol, ‘testudo nova’, tiorba [AB]

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