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Sport

Folgaria Basketball Camp, nuovo successo per l’edizione numero 31

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Non fa più notizia l’ennesimo grande successo riscontrato dal Folgaria Basketball Camp che sabato 21 luglio ha mandato in archivio la 31esima edizione.

Cinque settimane di pallacanestro, e non solo, con grandi coaches e super ospiti: ma i protagonisti, ancora una volta, sono stati loro, i “camperini” che hanno sfruttato in pieno sport-natura-vacanza, che da 30 anni (era il 1988) è lo slogan coniato dall’inventore e attuale direttore del FBC Renato Caroli.

Da sottolineare il fondamentale apporto, come sempre, dello staff del Folgaria Basketball Camp, coordinato da Roberto Rugo e l’indispensabile supporto delle istituzioni locali: l’Alpe Cimbra, diretta da Daniela Vecchiato e presieduta da Michael Rech e il Comune di Folgaria, meglio conosciuto come Magnifica Comunità di Folgaria.

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Sabato scorso, come detto, è calato il sipario sul FBC 2018 con la presenza di Mauro Pederzolli, Presidente Regionale della Fip Trentino Alto Adige, che ha messo in risalto la politica del FBC basata su valori e dedizione verso i ragazzi.

Il quinto e ultimo turno ha avuto come protagonista assoluto nientemeno che Dan Peterson, un ragazzino di 82 anni che ha fermato tempo con lezioni straordinarie: «Il basket è lui, c’è poco da aggiungere – commenta un euforico Renato Caroli – Vorrei evidenziare nell’ultima settimana pure la figura di Ciccio Giuliani, ormai una leggenda per tutti noi e prossimo alla nuova avventura con l’Aquila Basket. Nelle settimane precedenti si sono succeduti coach di grosso spessore come Frank Vitucci, Naoufal Uariachi, Maurizio Mondoni, Andrea Diana e gli spagnoli Miguel Angel Hoyo e Manuel Santos Nores, due sorprese piacevolissime! Siamo già proiettati alla 32esima edizione!!».

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La Sfera e lo Spillo

Mario Balotelli ad un passo dal Brescia

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Mario Balotelli nei prossimi giorni potrebbe firmare un contratto che lo legherebbe al Brescia Calcio.

La squadra lombarda, neopromossa in Serie A e allenata da Eugenio Corini, affiderebbe a SuperMario le chiavi dell’attacco bresciano.

La trattativa tra il patron Cellino e l’entourage del bomber è ben avviata, un contratto annuale (rinnovo in caso di salvezza) e l’ingaggio di 1,5 milioni di euro più bonus a stagione.

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Saltata la trattativa con il Flamengo, il ritorno di Balotelli in Italia è più di una suggestione.

Appaiono tramontate le ipotesi di Fiorentina e Verona, prende quota il ritorno a casa, ai piedi della Torre dell’orologio e Piazza della Loggia.

Brescia è la squadra del cuore di Mario Balotelli.

Sarebbe inoltre una destinazione gradita al giocatore che gli consentirebbe di giocare sino in fondo le sue “fiches” in vista di Euro2020. Non è un mistero che il bresciano voglia rientrare nel gruppo della Nazionale Italiana guidata da Roberto Mancini.

Mario è cresciuto nel Lumezzane prima di approdare sul Naviglio (sponda nerazzurra dell’Inter).

In seguito, veste la maglia rossonera del Milan; vanta esperienze in Premier League con Manchester City e Liverpool.

Infine, nel 2016 accetta il trasferimento in Francia (Ligue 1) indossando le giubbe di Nizza e Olimpique Marsiglia.

Nella sua carriera da professionista colleziona più di 350 gettoni di presenza, segnando 146 reti.

Calca il green 36 volte con la maglia della Nazionale italiana segnando 14 reti.

I tifosi della Leonessa dovrebbero attendere il 25 settembre (5° giornata di campionato contro la Juventus) prima di vedere il “figliol prodigo” indossare, in gare ufficiali, la casacca biancazzurra.

L’ex attaccante dell’Olympique deve scontare 4 giornate di squalifica rimediate nell’ultima partita di campionato tra Marsiglia e Montpellier (sanzione valida anche in Italia).

Balo salterebbe i match contro Cagliari, Milan, Bologna e Udinese.

Scegliendo le Rondinelle Mario sarebbe vicino alla mamma Silvia e al fratello Enock (anche lui calciatore) che dovrebbe siglare un contratto con il Pontisola (club di Serie D della bergamasca).

Mario Balotelli ad un passo dal Brescia.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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Sport

Lutto nel mondo del ciclismo, è morto Felice Gimondi

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Felice Gimondi ci ha lasciato.

Il grande campione bergamasco è stato colpito da un infarto questa sera mentre era in vacanza a Taormina con la moglie Tiziana.

Dalle prime notizie pare che Gimondi abbia accusato un malore mentre faceva un bagno nelle acque della seconda stazione turistica siciliana

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l malore avrebbe reso poi vano qualsiasi tentativo di soccorrerlo da parte dei bagni e del 118.

Sul posto è intervenuta la Guardia Costiera di Giardini che ha avviato gli accertamento del caso su quanto accaduto

Felice è stato immediatamente soccorso ma il suo cuore non ha retto e il grande campione è volato via.

Nato a Sedrina il 29 settembre 1942 aveva 76 anni. Ciclista di fama mondiale, è stato professionista dal 1965 al 1979, un campione di grande valore, completo, capace di vincere in salita, a cronometro e anche in volata.

È uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i grandi Giri: il Giro d’Italia (per tre volte, nel 1967, 1969 e 1976), il Tour de France (nel 1965) e la Vuelta a España (nel 1968).

Ha vinto anche un Campionato del Mondo a Barcellone nel 1973 dopo una mitica volata con Merckx, Ocana e Martens dopo una fuga di oltre 150 km.

Nonostante la sua carriera sia coincisa in gran parte con quella del “cannibale” Eddy Merckx, è stato in grado di ottenere numerosi successi; rispetto al belga ha avuto anche una maggiore longevità ad alti livelli, avendo iniziato a vincere prima, al Tour de France 1965, e terminato dopo, con il successo al Giro d’Italia 1976.

Ottenne complessivamente 118 vittorie tra i professionisti.

Alle sue gesta molti cantanti hanno dedicato i propri brani, come Enrico Ruggeri, con “Gimondi e il cannibale”, e la band Elio e le Storie Tese con “Sono Felice”.

Lascia la moglie Tiziana e le figlie Norma e Federica.

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Sport Trentino

Dolomiti Energia Trentino, Kelly si presenta: «Trento mi ha già conquistato. Porto versatilità ed energia»

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Al secondo anno da “pro”, l’ala prodotto di Wichita State vuole affermarsi in Italia e in Europa: «So di dover lavorare tanto: mi piacciono le sfide, mi piace migliorare, non mollo mai».

L’assistente gm RudyGaddo: «In lui abbiamo visto immediatamente la stessa identità che abbiamo costruito come club in questi anni»

Un Rashard Kelly entusiasta e carico, che al terzo giorno di allenamenti alla BLM Group Arena già trascina il gruppo come un veterano e che non vede l’ora di cominciare a vedere le tribune piene e la palla a due che si alza.

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È l’ala classe ‘95 prodotto di Wichita State University a presentarsi alla stampa prima della sessione pomeridiana che ha visto i bianconeri, con Aaron Craft (arrivato ieri pomeriggio) regolarmente in gruppo, allenarsi sotto la guida del preparatore atletico Andrea Baldi e di coach Nicola Brienza.

RUDY GADDO (Assistente General Manager DOLOMITI ENERGIA BASKET TRENTINO): «Rashard è stato uno dei primi giocatori che abbiamo aggiunto alla squadra in estate: abbiamo deciso di puntare su di lui perché nel suo modo di vivere la pallacanestro abbiamo visto quelli che da sempre sono i tratti identitari del nostro club. Kelly è un giocatore di grande energia, che ha fame di vittoria e volontà di migliorarsi giorno dopo giorno in palestra per fare un passo in avanti nella sua carriera. La sua versatilità, il suo atletismo e la sua doppia dimensione lo rendono una pedina preziosa del nostro roster».

RASHARD KELLY (Ala DOLOMITI ENERGIA BASKET TRENTINO): «Questa per me è una grandissima opportunità e ne sono consapevole: voglio provare a sfruttarla al meglio per proseguire la mia carriera e potermi affermare nel basket europeo. Sto per cominciare la mia seconda stagione da “pro”, la mia mentalità è sempre la stessa: migliorare e crescere ogni giorno per diventare un giocatore migliore. Alla squadra porto energia, intensità e versatilità: posso difendere contro tanti tipi di avversari diversi, lotto a rimbalzo, posso attaccare in uno contro uno. Voglio migliorare anche il tiro da tre punti per essere ancora più completo. Sono contento di essere qui, i primi giorni sono stati fantastici: si respira un bel clima nella squadra e voglio ringraziare il club e tutte le persone dello staff per avermi fatto sentire subito come a casa. Penso che a Trento mi troverò bene, è una città tranquilla che permetterà a me di potermi concentrare sulla pallacanestro e alla mia famiglia di vivere in un bellissimo posto».

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