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Rovereto e Vallagarina

La ristrutturazione della caffetteria del Mart per rilanciare il museo e la città. I dubbi di Giacomo Bezzi

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Con una recente interrogazione (nr 6161 di data 13/07/2018) Giacomo Bezzi, consigliere provinciale di Forza Italia ha sollevato delle perplessità sulla gestione della trasparenza sul sito del MART (Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto).

Nel merito precisa in maniera oggettiva come non sia possibile trovare traccia della documentazione che normalmente dovrebbe essere reperibile, in modo semplice ed accessibile a tutti.

Solamente dai titoli delle Determinazioni del Direttore, Bezzi ha appurato la presenza di numerosi documenti riconducibili a “lavori di Interior design della caffetteria del MART”.

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I lavori di ristrutturazione dell’ex caffetteria del MART sono partiti in sordina.

Considerate le precedenti e molteplici gestioni che si sono susseguite purtroppo senza successo, secondo Bezzi forse sarebbe stato opportuno nella fase progettuale e in quella di consulenza confrontarsi con le associazioni di categoria di settore locale. Cosa questa, che parrebbe non sia avvenuta.

«Quello che sorprende è che a distanza di anni dall’apertura del museo e dopo una serie di gestioni poco edificanti non si è mai assistito ad un vero e proprio decollo della struttura. Non era certo questa l’urgenza legata al MART che la città di Rovereto e tutto il Trentino si attendevano.

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Di fronte ad una città che da anni chiede con insistenza che siano rese concrete e tangibili le ricadute economiche di un investimento pubblico così importante e che, al contrario, -prosegue Bezzi –  dopo oltre 15 anni e mezzo di apertura, non rappresenta ancora (lo sarà mai?) quell’attrattore di grandi masse e di un pubblico costante e numeroso del quale la seconda città del Trentino e tutta la provincia avrebbe bisogno, altre dovevano essere le risposte».

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Bezzi ricorda che Rovereto e il territorio lagarino, già messi a dura prova dalla crisi industriale dell’ultimo decennio, necessita di quell’indotto rappresentato da turisti e visitatori attirati in città da un’offerta culturale ed espositiva del MART di alto livello, allargata ad un pubblico più vasto.

«In tutti i trentini amanti della propria terra, lascia un profondo senso di tristezza vedere il MART sempre vuoto, – aggiunge ancora Bezzi – anche nel week-end e nelle giornate festive quando i musei italiani e trentini fanno registrare numeri importanti. La sua proposta, troppo di nicchia, non è in grado di richiamare il grande pubblico ed anche la Casa d’Arte Depero, dedicata al grande artista roveretano, probabilmente non è valorizzata come meriterebbe. Non è certo riattivando la caffetteria che si risponderà alle esigenze della città, altri sono gli aspetti legati al museo di cui Rovereto avrebbe bisogno».

Bezzi invece ricorda che sarebbe meglio poter usufruire del parcheggio interrato, che ancora dopo oltre 15 anni chiude alle 22.30 e non è messo a disposizione della città sebbene l’amministrazione comunale di Rovereto prema da molto per averlo in gestione. «Si apprende dalla stampa che il Comune si sarebbe impegnato a passare al museo il guadagno annuale attuale degli introiti».

«Altro aspetto rilevante, – conclude il consigliere -la scelta di depotenziare la struttura “comunicazione e marketing” del MART, con l’affidamento della promozione del Museo a Trentino Marketing. Il risultato? Il MART e la sua proposta museale viene veicolato da Trentino Marketing e, di conseguenza, viene penalizzata dalla promozione del Trentino l’offerta di Rovereto e Vallagarina, che non possono contare, purtroppo, né sul Garda né sulle Dolomiti».

Bezzi nella sua interrogazione alla giunta provinciale, fra le numerose domande, chiede anche di sapere a quanto ammonta il costo totale del progetto relativo ai “lavori di Interior design della caffetteria del MART” e se sia stata fatta una valutazione economica di benefici e costi dell’opera; se sia stato redatto il bando di gara per l’affidamento della gestione del Ristorante-caffetteria del Museo, una volta terminati i lavori; se corrisponda al vero che il Comune di Rovereto in cambio del passaggio della gestione del parcheggio interrato, si sia impegnato a passare al museo il guadagno attuale annuale degli introiti del parcheggio, ed eventualmente quale sia la motivazione per cui la dirigenza del MART non abbia accettato l’offerta; quali siano i costi della comunicazione e marketing del MART degli ultimi cinque anni, suddiviso per anno, e quale sia la motivazione del depotenziamento della struttura “comunicazione e marketing” del MART che ha portato all’affidamento della promozione del Museo a Trentino Marketing.

Giacomo Bezzi inoltre chiede di vedere la copia del bilancio di gestione ordinaria del MART degli ultimi cinque anni e il  il numero degli addetti e il costo relativo degli ultimi cinque anni, suddiviso per anno.

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Rovereto e Vallagarina

Avio aderisce al «servizio whistleblowing»

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Avio, con propria deliberazione giuntale del 20.08.2019, ha aderito alla proposta inviata dal Consorzio dei Comuni Trentini relativamente l’attivazione del “servizio whistleblowing”.

Servizio che si basa in particolare su una soluzione applicativa che possiede le seguenti caratteristiche:

  • è realizzata in open source;
  • è aderente a tutti i dettami normativi vigenti per gli Enti Pubblici e alle linee guida ANAC; – è erogabile in modalità cloud sul datacenter identificato dal Consorzio dei Comuni Trentini; – è aderente alle Linee guida dell’Agenzia per l’Italia Digitale “Acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni” (ex catalogo dei software in riuso), anche in coerenza con quanto previsto dal Piano Triennale per l’informatica nella P.A. 2019-2021;
  • è multi-Ente, ovvero in grado di garantire l’indipendenza e la riservatezza dei dati per ogni Ente che aderisce al “servizio whistleblowing”; – gestisce le segnalazioni in modo trasparente attraverso un iter procedurale definito e comunicato all’esterno con termini certi per l’avvio e la conclusione dell’istruttoria;
  • tutela la riservatezza dell’identità del dipendente che effettua la segnalazione;
  • tutela il soggetto che gestisce le segnalazioni da pressioni e discriminazioni, dirette e indirette; – tutela la riservatezza del contenuto della segnalazione nonché l’identità di eventuali soggetti segnalati;

E ancora:

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  • consente al segnalante, attraverso appositi strumenti informatici, di verificare lo stato di avanzamento dell’istruttoria;
  • consente di identificare correttamente il segnalante acquisendone, oltre all’identità, anche la qualifica e il ruolo;
  • separa i dati identificativi del segnalante dal contenuto della segnalazione, prevedendo l’adozione di codici sostitutivi dei dati identificativi, in modo che la segnalazione possa essere processata in modalità anonima e rendere possibile la successiva associazione della segnalazione con l’identità del segnalante nei soli casi in cui ciò sia strettamente necessario;
  • non permette di risalire all’identità del segnalante se non nell’eventuale procedimento disciplinare a carico del segnalato: ciò a motivo del fatto che l’identità del segnalante non può essere rivelata senza il suo consenso, a meno che la sua conoscenza non sia assolutamente indispensabile per la difesa dell’incolpato come previsto dall’art. 54-bis, comma 2, del D.Lgs. 165/2001;
  • mantiene riservato, anche in riferimento alle esigenze istruttorie, il contenuto della segnalazione durante l’intera fase di gestione della stessa;
  • adotta protocolli sicuri e standard per il trasporto dei dati nonché l’utilizzo di strumenti di crittografia per i contenuti delle segnalazioni e dell’eventuale documentazione allegata.

Aderendo, dunque, a questo servizio, il Comune ha la garanzia del Consorzio stesso dell’esecuzione delle seguenti attività:

  1. Installazione, configurazione e personalizzazione della soluzione applicativa;
  2. Assistenza utente;
  3. Manutenzione correttiva, manutenzione adeguativa, manutenzione sistemistica della soluzione applicativa ed help desk;
  4. Messa a disposizione dell’infrastruttura tecnologica ospitante: datacenter; connettività alla rete provinciale Telpat e alla rete internet, server virtuali servizio hosting e manuale utente.
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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: il parcheggio Bini aperto da venerdì

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Sarà aperto da venerdì, e garantirà 48 posti auto fuori terra di cui uno riservato ai disabili, il nuovo parcheggio realizzato sul piazzale dell’oratorio di Santa Maria.

Vi si accede da Vicolo Paiari e, al momento, manca solo parte della segnaletica verticale, che sarà posata entro giovedì.

Con l’occasione, Amr e Comune hanno presentato anche il campo da gioco polifunzionale, con manto sintetico, che arricchisce l’offerta ricreativa dell’oratorio, ma che sarà a servizio anche delle scuole. Il nuovo parcheggio è intitolato ad Augusto Bini, storico imprenditore roveretano che donò l’area alla Parrocchia.

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Don Francesco Scarin, parroco di Santa Maria che proprio questo fine settimana lascerà Rovereto per Arco, si è detto compiaciuto per un progetto a cui ha attivamente collaborato. «Il nuovo campo è un valore aggiunto per un oratorio che ha ricominciato a muoversi.

È un segno tangibile di un lavoro che in questi anni si è portato avanti e dimostra che, con la collaborazione, si possono ottenere vantaggi per tutti». Infatti, l’area a parcheggio è data in concessione dalla Curia per 8 anni. La contropartita, per la Parrocchia, è stata la realizzazione del campetto, adatto per calcio a 5 e pallavolo.

La vicesindaca e assessora all’istruzione Cristina Azzolini ha aggiunto: «Il nuovo campo, compatibilmente con le esigenze della Parrocchia, potrà servire anche le scuole e arricchisce la dotazione di impianti sportivi cittadini. Inoltre, l’intero lavoro riqualifica la zona e la cornice è quasi completamente composta di case ristrutturate o in ristrutturazione. Complimenti ad Amr per la rapidità, grazie alla Parrocchia per la collaborazione. Si valorizzerà una delle zone più belle della città».

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L’assessore alla mobilità Carlo Plotegher: «Qui si vedono le potenzialità nate dalla collaborazione tra Comune, Azienda, Parrocchia e Circoscrizione. Questo parcheggio è un tassello di un progetto più ampio: si è creata una cintura di parcheggi che permette, poi, di raggiungere il centro a piedi.

Qui al Bini, così come al Follone e presto all’ex carcere, c’è una zona “rossa”, dunque ad alta rotazione, un esperimento che al Follone sta funzionando».

L’assessore ha ricordato anche l’impegno per l’ampliamento del parcheggio di Mori stazione, a beneficio soprattutto dei pendolari e dell’intermodalità gomma – rotaia. Tornando al Bini, la tariffa sarà “zona gialla” a 50 centesimi l’ora, tranne gli stalli in linea adiacenti all’ingresso, a cui si applicherà la tariffa “zona rossa” a 1 euro.

Per il presidente di Amr, Antonello Galli: «Ancora una volta si evidenzia che la scelta di avere una società in house garantisce rapidità ed efficacia. Questo è il primo caso in cui pubblico e privato realizzano un parcheggio di superficie, con Amr che ha fatto da tramite tra Curia e Comune. Così, un’area sottoutilizzata è diventata una risorsa.

C’è anche l’ipotesi di utilizzare il “Bini” come appoggio per i pullman nel periodo natalizio: potrebbe essere una soluzione ottimale per garantire sicurezza e comodità, oltre a indurre i visitatori a passare, e dunque a valorizzare, Santa Maria: un tema di cui si è ragionato spesso negli ultimi anni. Qui potrebbero sostare fino a 12 pullman».

Durante la presentazione, sono stati ringraziati il direttore di Amr Claudio Bertolini, il progettista ingegner Giampaolo Bonani, le ditte Lagarina impianti e Inco Edil.

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Rovereto e Vallagarina

Dal Friuli a Villa Lagarina per studiare il Marchio family e il Distretto famiglia

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Una delegazione del Friuli Venezia Giulia ha visitato il Trentino, facendo tappa anche a Villa Lagarina, per conoscere le buone pratiche del Marchio family e del Distretto famiglia Vallagarina.

Il tour è stato organizzato assieme all’Agenzia per la famiglia della Provincia di Trento.

Il gruppo comprendeva rappresentanti dei Comuni di Porcia (PN), Spilimbergo (PN), Pordenone, Udine, Trieste e il Forum Associazioni familiari del Friuli Venezia Giulia.

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Dopo i lavori del mattino alla sede di Tsm a Trento, durante i quali è intervenuto anche il dirigente generale dell’Agenzia per la famiglia Luciano Malfer, è seguito il pranzo a Villa Lagarina, non a caso in un ristorante certificato family: la “Locanda dal Barba”.

Dalle 15 i lavori del pomeriggio, in Sala Nobile a Palazzo Libera, con gli interventi della vicepresidente (con delega alle attività socio assistenziali) della Comunità della Vallagarina Enrica Zandonai, dell’assessora comunale ai servizi alla persona di Villa Lagarina Serena Giordani e della vicesindaco e assessora ai servizi alla persona di Vallarsa Ornella Martini.

Con loro, la coordinatrice del Distretto famiglia Francesca Cenname, Egon Angeli per l’associazione Energie alternative e Patrizia Pucci per il Centro Famiglia 180 gradi.

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Serena Giordani spiega: «Siamo stati tra i primi Comuni a ottenere il Marchio family e ad aderire al Distretto famiglia. Oggi serve adattarsi all’invecchiamento della popolazione e alla presenza di molte famiglie monoparentali.

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Il Comune si affianca, col suo impegno economico, alle associazioni. L’adesione al Distretto permette una maggiore circolazione delle idee e delle buone pratiche».

Ornella Martini: «La particolarità del nostro Comune, di montagna e con molte frazioni, ha reso necessario trovare forme creative per realizzare il benessere familiare. Un esempio è il sostegno che diamo, per la manutenzione dei parchi giochi, alle associazioni. Altro caso di successo è il nido familiare. Sono impegnate con noi la sezione Sat e il Circolo Lamber».

Enrica Zandonai: «Dal 2015 il Distretto ha continuato a crescere: partiti da 5 Comuni siamo arrivati a 11, superiamo i 100 aderenti considerando tutti i soggetti impegnati. Si sono create collaborazioni e relazioni, le buone pratiche circolano.

Per la visita della delegazione friulana, ho insistito affinché il momento di confronto col territorio avvenisse proprio a Villa Lagarina, uno dei Comuni che è stato più attivo in questo percorso».

Il tutto si è concluso con una visita al Museo diocesano di Villa Lagarina e a Palazzo Libera.

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