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Valsugana e Primiero

MTB: Venerdì 10 agosto la «Tesino Lagorai Bike Cross Country»

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Il panorama ciclistico del Trentino si arricchisce di una nova manifestazione riservata alle ruote grasse con la nuova manifestazione denominata Tesino Lagorai Bike Cross Country con partenza serale alle 19:30  che si disputerà Venerdì 10 Agosto nel comune di Cinte Tesino in accoppiata con la festa patronale di San Lorenzo.

La manifestazione nasce dall’idea di due noti sportivi della Valsugana Orientale, Mirco Mezzanotte vincitore della Coppa del Mondo di sci alpinismo e scalatore degli 8.00 metri in Himalaya oltre che vincitore della G.F. SportFul Dolomiti Race e Sunil Pellanda ex ciclista dilettante che negli anni ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo del ciclismo nel ruolo di Direttore Sportivo in Trentino e fuori Provincia.

Nasce così la prima edizione della Tesino Lagorai Bike XC che ricorda i fasti di un tempo della prestigiosa Tesino Bike Trophy che da anni non viene più riproposta. La manifestazione è organizzata in stretta collaborazione con il Comune di Cinte Tesino ed il Team Sella Bike presieduto da Ingrid Tezzele.

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La formula di gara prevede un giro di lancio di circa 1 km per poi immettersi in un circuito di 850 metri ricavato all’interno della borgata con passaggi suggestivi e tecnici fra i viottoli e portili  ed un inedito tratto di sabbia da ripetere per un totale di 40 minuti al termine dei quali si attenderà il passaggio sul traguardo dell’atleta in testa alla gara che effettuerà un ulteriore giro. Solo quando sarà concluso quest’ultimo giro la gara si riterrà conclusa per il vincitore ed a seguire gli altri.

Tutti gli atleti in gara riceveranno un pacco gara con svariati prodotti locali ed un buono pasto presso l’adiacente festa paesana dove si svolgeranno le premiazioni per i primi tre assoluti maschi e femmine oltre che ai primi tre di categoria.

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Premi speciali per il giro più veloce, atleta più anziano e giovane e per le prime tre società classificate.

L’intento degli organizzatori e dell’amministrazione Comunale insieme alle svariate associazioni locali è quello di far conoscere il territorio un tempo negli anni 80/90 meta gettonata di villeggianti da parte di tutta Italia.

Per info iscrizioni : https://www.teamsellabike.com/tesino-lagorai-bike-cross-country.html

foto Roberto Sighel

 

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Valsugana e Primiero

“Quaderni del Parco”: uno studio integrato dei Laghi di Colbricon e Cavallazza

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Il toponimo “Laghi di Colbricon” si riferisce a due specchi d’acqua nell’estremità nord orientale della catena dei Lagorai, ai piedi del monte Cavallazza e di fronte al Colbricon: noti con i nomi di Lago di Colbricon inferiore (1911 m s.l.m.) e Lago di Colbricon superiore (1926 m s.l.m.).

Le sedi dei laghi sono scolpite nei porfidi del Complesso porfirico Atesino e appartengono al bacino idrografico del Torrente Travignolo.

Il Lago Cavallazza si trova tra il versante Nord dell’omonimo Monte e il versante Est della Cavallazza Piccola, oltre il limite superiore degli alberi, a quota 2.138 m.

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Lo scopo primario di questa nuova pubblicazione è quello di fornire informazioni semplici e a tutti accessibili, ma dettagliate e aggiornate su: morfologia, planimetria e batimetria dei Laghi di Colbricon e dell’adiacente Lago Cavallazza e la loro caratterizzazione limnologica.

 I Laghi di Colbricon sono stati oggetto di studio e monitoraggio dal 1998 al 2017: sono state analizzate la geomorfologia del bacino lacustre, la chimica delle acque, i batteri, le microalghe, lo zooplancton, gli invertebrati e vertebrati.

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Attraverso l’indagine su una sequenza di sedimenti raccolti nel fondale del Lago Colbricon Inferiore è stata ricostruita la storia della vegetazione degli ultimi 13.000 anni, dalla fine del Pleistocene a tutto l’Olocene.

Sono stati individuati gli effetti dei principali cambiamenti climatici e dell’attività umana sull’ecosistema lacustre e sulla vegetazione circostante.

In particolare dalle Diatomee fossili si è ricostruito il pH delle acque del lago, dalle particelle carboniose e dai macroresti vegetali si sono ricostruiti gli eventi incendiari, dal polline fossile è stato possibile riconoscere i cambiamenti subiti dalla vegetazione che ricopriva il territorio attorno ai laghi in seguito all’alternanza di periodi caldi e freddi.

Parimenti, l’indagine geomorfologica ha permesso di interpretare la genesi dei laghi come dovuta a processi tettonici strutturali, ribaltando le precedenti ipotesi che li vedevano come laghi di origine glaciale.

Molto ricca è la documentazione che illustra, anche attraverso una serie di tabelle, le fasi di monitoraggio, le indagini, i parametri abiotici relativi a temperatura, livello idrico, trasparenza, periodo di gelo e disgelo e i parametri biotici che riguardano tutte le comunità biologiche che vivono nello specchio lacustre.

Il volume racconta contesti dalla fortissima valenza naturalistica, all’interno della Rete ecologica europea “Natura 2000”. È il frutto di 20 anni di lavoro e della collaborazione di un gruppo di ricercatori.

 I Laghi di Colbricon rappresentano un sito carico di storia e di fascino, rappresentano la cultura della montagna e come scrive l’autrice nella conclusione del volume: “nonostante l’approccio scientifico che ha improntato tutte le nostre ricerche è stato impossibile non percepire costantemente anche il senso di magia quasi soprannaturale che continua a regnare in questi luoghi.

Su di essi sono state scritte pubblicazioni a carattere scientifico ma, al di là della loro filigrana, si continuerà a vedere e a tessere favole sotto lo sguardo silenzioso del genius loci che li protegge”.

L’iniziativa editoriale è finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per la Provincia di Trento 2014-2020. La nuova pubblicazione è disponibile presso il Centro Visitatori di Villa Welsperg.

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Valsugana e Primiero

Sant’Orsola: piccoli frutti che fanno grande un territorio

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Anche il vicepresidente e assessore all’ambiente e alla cooperazione Mario Tonina ha definito “doveroso conoscere da vicino le realtà. Siamo spesso sul territorio perché per noi è importante essere a contatto con le amministrazioni comunali, con le imprese locali, con i cittadini.

Oggi ancora di più – e la calamità ottobre ce l’ha insegnato – un territorio di montagna come il nostro merita attenzioni maggiori da parte della politica. Riconosciamo il lavoro importante fatto in passato, che va proseguito, sulla programmazione e sulla prevenzione.

Dobbiamo investire sui territori, a partire da quelli di periferia” ha detto Tonina. “Sant’Orsola è una cooperativa storica, ha dimostrato attraverso la sua esperienza un impegno per questo territorio dove è nata e di cui porta il nome ormai riconosciuto a livello internazionale, ma ha dimostrato di lavorare attentamente anche su tutto il perimetro provinciale, dando la possibilità a molti produttori di garantire impianti, fatturati e indotto.

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Se in questi anni c’è stato uno sviluppo importate del nostro territorio – ha continuato il vicepresidente, augurandosi che le difficoltà che il movimento cooperativo sta vivendo siano presto superate nell’interesse del Trentino – lo si deve all’Autonomia ma anche alla cooperazione e voi ne siete un esempio, per questo garantiamo il nostro impegno al vostro fianco”.

Tonina ha anche ricordato che un valore distintivo del Trentino è certamente l’ambiente, che è stato tutelato e valorizzato in modo particolare da un lavoro incessante fatto nel tempo dagli agricoltori.

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“Voi siete i protagonisti nel saper valorizzare dei territori che sarebbero stati destinati all’abbandono senza la vostra intraprendenza” ha concluso.

Assicurando la sua presenza all’inaugurazione del prossimo 7 aprile del Villaggio dei Piccoli Frutti (il distretto italiano delle fragole, piccoli frutti e ciliegie situato a Pergine Valsugana), l’assessore provinciale all’agricoltura Giulia Zanotelli ha parlato di un’occasione di rilancio per Sant’Orsola, che già coniuga bene agricoltura con turismo etico.

“Stiamo lavorando proprio sulla valorizzazione dei prodotti a marchio di qualità e sulla revisione di alcuni disciplinari, per creare una cultura a partire proprio dai nostri concittadini e lo faremo coinvolgendo gli altri assessorati guidati dai colleghi Tonina, Bisesti e Failoni”.

L’assessore ha poi toccato altri temi di stretta attualità, dai danni da maltempo (7 i milioni nel solo settore agricolo), alle battaglie che dovranno essere sostenuta a Bruxelles sui temi PSR e PAC con l’obiettivo di difendere i bisogni dell’agricoltura di montagna.

 E poi la formazione (con la richiesta alla FEM di intensificare la ricerca di soluzioni alle richieste delle aziende agricole), l’innovazione anche sul fronte della lotta alle malattie ed al risparmio idrico ed energetico, la semplificazione burocratica, una maggiore attenzione ai giovani perché è da loro che passa la miglior difesa contro lo spopolamento delle valli.

“Si studierà un piano che riguarderà tutto il Trentino, per ricostituire il prato-pascolo dove il bosco ha ripreso terreno, ha annunciato l’assessore, non attraverso contributi a pioggia, ma con l’attenta valutazione dei progetti in base alle ricadute economiche, alla sostenibilità e al valore aggiunto per l’intero territorio”.

La storia della Sant’Orsola comincia quasi 50 anni fa: nel 1972 alcuni volontari nella valle dei Mocheni iniziano a produrre fragole su indicazione della Provincia, quindi viene costituito il primo nucleo della cooperativa assieme ad alcuni agricoltori pinetani, avviando un’espansione molto veloce della coltivazione delle fragole, con imprese familiari che già in principio producono interessanti redditi.

Ma il salto di qualità avviene quando si comincia a cercare nel mondo le varietà giuste dei piccoli frutti e le tecniche colturali più indicate. Nonostante alcuni periodi difficili, la Società ha saputo riorganizzarsi verso un modello agroindustriale moderno, con l’obiettivo di aumentare la produzione e puntando lo sguardo alla sostenibilità.

Oggi vengono create nuove varietà di lampone e mantenuti contatti con America, Australia e Giappone, tenendo presente che ricerca e sviluppo sono fondamentali.

Nella stessa direzione va il lavoro per ridurre l’uso della chimica (“Siamo amici delle api e degli insetti che impollinano” è stato detto) e per puntare all’allungamento della stagione produttiva, investendo prioritariamente nella qualità del prodotto, nell’analisi e nel controllo, con un’estrema attenzione al risparmio dell’acqua e al rispetto dell’ambiente.

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Valsugana e Primiero

Killer gatti Cirè, avviata un’indagine investigativa

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Sono due le novità riguardanti la triste e assurda vicenda dei gatti uccisi a Cirè.

La prima è quella relativa al sopralluogo che ieri mattina la Polizia Municipale di Pergine ha fatto nel prato dove c’è stato il secondo ritrovamento di gatti morti ed in questo caso probabilmente scuoiati.

La seconda è invece relativa ad un’altra denuncia, questa volta depositata dall’Ugda (Comitato Ufficio Garante Diritti Animali ) che segue quella presentata la scorsa settimana da un residente di Cirè che aveva rinvenuto le carcasse dei gatti morti, incappucciati con un sacchetto della spesa, nella scarpata dello svincolo della tangenziale che porta a Cirè.

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Denunce che non potranno che innescare un‘indagine investigativa e nel caso di Ugda, saranno seguite dalla richiesta di costituzione di Parte Civile in caso di processo al responsabile delle morti.

Si preannunciano tempi duri per quello che a tutti gli effetti sembra essere un serial killer anche perché è praticamente impossibile pensare a delle soppressioni da parte di singoli persone.

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La denuncia contro ignoti, per gli eccidi per maltrattamenti continuati immotivati di gatti che stanno accadendo a Pergine Valsugana in Trentino – si legge nella nota dell’Ugda – é stata firmata da Manuela Mescalchin, portavoce Ugda, associazione che spesso denuncia soprusi e malvagità sugli animali. «Noi non ci tiriamo mai indietro, ma sentiamo l’obbligo di parlare per conto loro, di sfidare coloro che li seviziano contribuendo a fargli avere pene quanto più pesanti possibili, anche se le norme non portano a pene congrue. A marzo saremo Parte Civile contro il “buon padrone” di Siria, seppellita viva che andrà a patteggiamento al tribunale di Bergamo. Staremo appresso anche all’appello del serial killer di gatti, il “simpatico mostro” di Trescore Balneario».

A questo punto non resta che aspettare gli sviluppi della vicenda di Cirè, con la speranza che la pressione derivante dall’attenzione sulle uccisioni dei gatti, fermi la mano del serial killer.

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