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Rovereto e Vallagarina

Caos all’ospedale di Rovereto: i centri sociali impediscono ai fedeli di pregare

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Le denuncia di quanto successo è stata fatta sul suo account di facebook dal consigliere provinciale Lorenzo Baratter testimone particolarmente contrariato per quanto successo.

Da oltre 20 anni, il martedì sera, ogni cittadino di Rovereto che entra o esce dall’ospedale trova dinnanzi all’ingresso un gruppo di persone che recita a bassa voce il Santo Rosario, senza peraltro arrecare danno o disturbo a nessuno.

Ieri un gruppetto di persone riconducibili ai centri sociali trentini hanno continuato a disturbare pronunciando slogan di pessimo gusto solo per il gusto di interrompere il momento di preghiera dei fedeli.

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L’uso di un megafono ha amplificato ancora di più le «belle»gesta del gruppo di idioti e fatto intervenire le forze dell’ordine sul luogo. In bella mostra anche il solito striscione con la scritta, trita e ritrita «Ma quale Stato e quale Dio, sul mio corpo decido io»

I fatti sono successi nei pressi dell’ospedale santa Maria del Carmine di Rovereto, luogo dove peraltro molte persone si trovano in stato di sofferenza e dovrebbero quindi godere di tranquillità e serenità

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«Non mi interessa entrare nel merito delle ragioni di chi protestava, – scrive Baratter – perché qui non esistono ragioni: queste passano in secondo piano quando al dialogo e al rispetto subentrano l’intolleranza e le offese verso chi era pacificamente raccolto in un momento di preghiera».

Numerosi i commenti critici nei confronti del gruppo dei centri sociali, «Che strano concetto di democrazia che hanno questi giovanotti figli di papà, la dittatura della minoranza…» – scrive il sindaco di Calliano Lorenzo Conci. 

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C’è chi chiede un sacco di legnate per gli esempi della «nuova democrazia» in Trentino, chi invece si chiede il perché di tanta violenza contro chi prega, chi parla di livelli intollerabili e di schifo vero e proprio.

Numerose le repliche di disgusto e un messaggio, quello scritto da Emanuele, che raccoglie gli umori un po’ di tutti, «Mille e più anni di fede hanno scandito la vita di generazioni di persone, nei paesi, nelle città.. la messa, le preghiere, le innumerevoli immagini sacre appese nelle umili case, le parrocchie con gli oratori con annesso campetto da calcio, ecc.. Ecc.. Poi arrivano questi rivoluzionari deficenti figli di papà che non hanno la minima idea di cosa significhi la tolleranza e il rispetto..»

Un atto vile ed eseguito contro chi non si può difendere, un esempio di come il percorrere la via della difesa dei diritti civili a tutti i costi porti a degli scompensi e alla sottomissione dei deboli (in questo caso i poveri fedeli che pregavano) a fronte di 4 gatti che continuano a tenere in scacco un’intera provincia senza che nessuno faccia nulla.

Rimane lo sconcerto da parte di tutti per quanto successo e per la mancanza di rispetto nelle idee e delle abitudini delle altre persone.

Il gruppetto di persone oranti già martedì scorso, 10 luglio, aveva subito un attacco violento da parte di alcuni anarchici, che li avevano accerchiati e avevano cominciato a inveire contro di loro, con provocazioni varie e a suon di bestemmie.

Come questa volta a loro supporto un megafono, uno striscione recante la scritta «Nè Stato, né Dio, sul mio corpo decido io» e dei volantini blasfemi con insulti alla Madonna.

Da sottolineare, tuttavia, l’indifferenza pressoché generale dei passanti, ad eccezione di un uomo che aveva preso le difese del gruppo pro lifeAll’arrivo della polizia il gruppo di anarchici si era già dileguato.

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Rovereto e Vallagarina

Uscita Valdastico a Rovereto sud: presentato il lavoro conclusivo

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Prima giornata dei lavori consiliari dedicati al question Time stamane presso il palazzo di Piazza Dante.

Ugo Rossi voleva sapere quando il presidente della Provincia renderà noti i risultati dello studio di fattibilità, che aveva annunciato di presentare entro l’agosto scorso, sull’ipotesi di uscita dell’autostrada A31 Valdastico nord a Rovereto Sud.

«Siamo in questa fase –  ha chiarito il presidente Fugatti – nel mese di settembre la concessionaria A4 ha presentato il lavoro conclusivo dello studio di fattibilità del collegamento, che sarà inviato al Ministero che quindi lo consegnerà formalmente alle amministrazioni interessate. Su questo documento saranno avviate tutte le attività di concertazione e confronto con le comunità locali, come già fatto fin qui sul progetto di massima da noi stilato ed illustrato alle amministrazioni. Non è vero che non ci sia stata la concertazione fino ad oggi, cosa che non mancherà anche in futuro».

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C’è un informazione che lei non da, ha replicato Rossi al presidente Fugatti: «quella degli atti ufficiali dell’A4 del 2018, laddove emerge che vale la pena uscire a Trento sud anziché a Trento centro. Se si rendessero noti quei documenti tutti saprebbero pesare il valore dell’uno e dell’altro intervento».

Sempre sulla Valdastico Alessandro Olivi ha chiesto al governatore se alla luce della sua volontà di non calare dall’alto le decisioni sull’uscita della Valdastico a Rovereto sud, non ritenga corretto aprire un confronto trasparente con le comunità e gli enti locali dei territori interessati dal tracciato ipotizzato per ascoltarne la voce, le preoccupazioni e le proposte.

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«La Giunta – ha risposto Fugatti –  attiverà tutti gli strumenti necessari per la concertazione con le aree interessate, a differenza di quanto fatto in passato da precedenti amministrazioni. Questa attività è stata già svolta, di fatto, anche sui documenti informali inviati al Mit. Da aprile ad agosto 2019 infatti la Pat ha fornito al concessionario le informazioni tecniche che hanno portato alla redazione dello studio di fattibilità, a nostro giudizio sostenibile dal punto di vista sia tecnico che ambientale. Ogni prossimo passaggio, ha rassicurato il presidente, sarà tempestivamente condiviso con i territori e sarà oggetto di confronto ufficiale con le amministrazioni comunali di Rovereto, valle del Leno e aree interessate».

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto come New York: al via il primo «Swap Party»

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Rovereto testerà per la prima volta venerdì 25 ottobre gli effetti dello “swap party”.

Si tratta di un’iniziativa molto semplice in auge a New York e che il «Centro Anch’io» ha deciso di sperimentare anche a Rovereto.

Fino a giovedì sarà aperta la raccolta dei vestiti (dalle 18,30 alle 19 al Brione mercoledì e giovedì e a San Giorgio mercoledì e venerdì), esclusi accessori, scarpe o biancheria.

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Gli abiti devono essere in buono stato, puliti e piegati, con un massimo di dieci capi a persona.

Al momento della ritiro sarà consegnato un bigliettino che venerdì 25 ottobre al «C’entro Anch’io» di San Giorgio darà diritto a scegliere lo stesso numero di vestiti corrispondenti a quelli consegnati. Gli eventuali capi avanzati verranno donati per un progetto sul territorio. Per maggiori info: centroanchio@murialdo.taa.it oppure telefonare allo 0464- 412 886.

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Rovereto e Vallagarina

Chernobyl: una delegazione di Ala in Bielorussia

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L’associazione Ala per Chernobyl è una delle tante realtà di solidarietà internazionale di Ala.

Fa parte della più ampia rete della fondazione “Aiutiamoli a vivere” e dai sei anni organizza soggiorni di salute di bambini della Bielorussia (paese che tuttora soffre delle conseguenze del disastro nucleare di Chernobyl) in Trentino ed in particolare ad Ala.

Oltre ai soggiorni l’associazione presieduta da Giuseppina Montumato ha promosso varie azioni di aiuto e volontariato in particolare per l’area di Chericov, nel distretto di Mogilev.

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La più recente è stata la costruzione di una serra per la scuola, il cui progetto è stato finanziato anche dal Comune di Ala, che ogni anno destina una quota del bilancio alla solidarietà internazionale.

Una delle azioni finanziate (per 2500 euro) è stata quella a favore della scuola di Lobanovka e Chericov in Bielorussia.

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Vista l’importanza del progetto, all’inaugurazione della serra hanno partecipato diversi rappresentanti di Ala, tra cui il sindaco Claudio Soini e la dirigente scolastica Paola Baratter, accompagnata dall’insegnante Enza Campeggio, referente della scuola per i progetti con i bambini bielorussia.

Nel loro periodo di salute ad Ala i giovani bielorussi frequentano la scuola primaria di Serravalle, plesso che fa parte dell’Istituto comprensivo di Ala. La serra permetterà alle classi della scuola di Lobanovka di imparare a coltivare fiori e ortaggi.

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Il terreno è stato bonificato (le radiazioni penetrano fino a 50 centimetri di profondità). Il ricavato della vendita dei fiori servirà a coprire parte delle spese scolastiche, gli ortaggi saranno cucinati in mensa (che per alcuni bambini è l’unica possibilità di avere un pasto caldo).

La delegazione di Ala ha visitato la scuola; si è poi recata al vicino ospedale di Slavgorod, dove i volontari alensi hanno prestato aiuto in vari lavori di ristrutturazione e riqualificazione dei reparti. Si è fatto visita alle famiglie dei bambini bielorussi che in passato sono stati ad Ala. Il sindaco Soini ha incontrato il suo collega, primo cittadino di Chericov, Mikhail Kasmachou.

«Ho voluto partecipare alla visita – afferma il sindaco Soini perché vedere di persona è ben diverso dal vedere le foto. Ho voluto vedere di persona cosa hanno realizzato i volontari di Ala per Chernobyl, e la loro è un’opera meritoria.

Ho potuto constatare anche il rapporto di affetto che si è instaurato con queste famiglie. È stata un’esperienza importante, perché non pensavo che nella “ricca” Europa potessero esserci situazioni di tale povertà. È stata un’occasione per avviare nuovi progetti: con il sindaco Kasmachou abbiamo condiviso un percorso assieme, con l’obiettivo di arrivare ad un gemellaggio tra i nostri due Comuni».

Anche l’Istituto comprensivo di Ala sta pensando ad un gemellaggio. «Servirebbe a rafforzare la nostra reciproca conoscenza – commenta la dirigente scolastica Paola Baratter – in questo caso si tratterebbe di un progetto di scambio tra adulti, e non tra scolari.

La scuola di Lobanovka ha investito sull’insegnamento della coltivazione, con il progetto della serra, ma ha in essere anche progetti sulla lavorazione dei tessuti, molto interessante per la storia di Ala. Incontrando i nostri colleghi bielorussi abbiamo trovato interesse e raccolto informazioni su forme di finanziamento.

Pensiamo a corsi di russo per le famiglie che ospitano i bambini bielorussi e le nostre insegnanti, mentre noi potremmo proporre corsi di italiano e tedesco. Progetteremo il gemellaggio e questi percorsi con i nostri docenti e con il consiglio d’istituto».

Il merito più grande è però è di Ala per Chernobyl. «In sei anni abbiamo accolto oltre 40 bambini, grazie a 35 famiglie di Ala e altre località – spiega la presidente Giuseppina Montumato – quest’anno i bambini accolti sono stati 17, per 40 giorni da aprile a giugno, frequentando le lezioni a Serravalle. Le famiglie e i volontari ci aiutano anche ad organizzare attività durante il soggiorno dei ragazzi, e ogni anno cerchiamo di visitare le famiglie in Bielorussia, per creare un ponte tra le nostre realtà».

Ala per Chernobyl è sempre aperta a nuovi volontari, a famiglie disponibili ad accogliere bambini, o anche solo per dare una mano. Lo slogan è “aiutateci ad aiutare”, e per chi fosse interessato il contatto per avere informazioni è 366 664 9673. 

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