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Speciale elezioni 2018

Il lento inesorabile declino e fallimento di Fratelli d’Italia in Trentino

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Avrei voluto sapere un suo parere su quanto sta succedendo dentro Fratelli d’Italia  ma ormai da mesi il segretario Marika Poletti si nega al telefono. (sia ben chiaro la mia chioma è rimasta intatta, nessun tentativo di strapparmi i capelli)

Il motivo potrebbe essere legato ad un’intervista di un’esponente di un altro partito che il mio giornale ha ospitato dove lei veniva attaccata (con garbo)

Inaspettatamente invece che replicare all’attacco ha preferito darsi un bell’alibi incolpando il mio giornale.

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Tipico di chi ha poco da dire, e magari possiede anche la coda di paglia. 

Ma di solito queste persone hanno anche la memoria corta e non ricordano nemmeno quelli che hanno dato spazio alle loro idee e pareri nonostante fossero messi in un angolo come i pugili suonati e non tenuti in considerazione nemmeno dal «corriere dei piccoli».

È il 27 dicembre 2017 quando Giorgia Meloni, in vista delle elezioni politiche del 4 di marzo 2018 nomina Alessandro Urzì coordinatore regionale del partito.

Poletti rimane ancora coordinatrice del Trentino, ma già allora si vocifera di una sua imminente sostituzione. Cerca di darsi da fare e chiede anche il sostegno dello storico consigliere provinciale ed ex parlamentare Claudio Taverna. Sull’incontro viene comunque tenuto il più stretto riserbo

Il risultato del 4 di marzo, con l’elezione di Andrea De Bertoldi al Senato grazie ai voti della Lega, è solo una pia illusione, infatti la discesa di Fratelli d’Italia continua inarrestabile.

Si consuma la frattura con molti militanti sulla città di Rovereto, e anche il sindaco di Avio Secchi scalpita e non è per nulla d’accordo sulla gestione del partito.

Il sindaco di Avio non rinnova nemmeno la tessera di partito e cerca per mesi il confronto con altri partiti del centro destra per le prossime elezioni. Poi  solo 15 giorni fa rientra nel gruppo.

Il problema Poletti si pone anche l’indomani della discesa in campo del partito dei sindaci a possibile guida Valduga.

In quel frangente la stessa esponente di Fratelli d’Italia dichiara che «è necessario dialogare con tutti, anche con il partito dei sindaci» dimenticando che fin dall’inizio Valduga&Company si erano presentati come alternativi al centrodestra.

Anche questa ulteriore uscita spiazza molti militanti.

Il paradosso si consuma in questi ultimi giorni, dove dopo aver ospitato l’incontro fra la coalizione di centrodestra a casa propria, e aver scelto, a nome di tutti, i media che potevano parteciparvi in esclusiva , è l’unica a remare contro la candidatura di Maurizio Fugatti a presidente dell’alleanza.

Un clamoroso autogol che mette in imbarazzo il centrodestra che in questo periodo è così buono da far resuscitare anche alcuni zombie della politica a consenso pari a zero, regalando loro le prime pagine dei giornali.

Naturalmente a loro non sembra vero di aver a che fare con simili «buonisti» della seconda generazione e ne approfittano sparando a zero sul centrodestra.

Grazie Poletti, anche per questo.

Questo nonostante il senatore De Bertoldi più di una volta avesse detto che l’appoggio alla candidatura dell’uomo del carroccio fosse scontato.

Ma lei ha in mente un solo sogno, quello di sposarsi con la civica Trentina di Borga.

Idee chiare insomma e coerenza alle stelle.

La notizia nelle ultime ore rimbalza anche sui media, che la darebbero in procinto di passare con la Civica Trentina di Rodolfo Borga, che non vuole allearsi con il centrodestra nel tentativo di ottenere i consensi dei pochi moderati in circolazione e ormai in via di estinzione.

Potrebbe essere un modo creativo e fantasioso quello di Borga.

Cioè attirare i moderati chiedendo di votare una persona che se ne va in giro con la svastica nazista tatuata sulla pelle.

Ma è anche vero che a Fratelli d’Italia, cosi com’è in questo momento, viene data un’importanza che davvero non possiede.

Oggi in Trentino il partito è al minimo storico, vale forse lo 0,5%.

Alle provinciali del 2013 era arrivata a stento all’1,56%, percentuali drammatiche per chi un tempo era arrivato ad avere un largo consenso e anche due consiglieri provinciali in carica in Trentino.

Una discesa forsennata all’inferno che ha visto il partito perdere consiglieri sia presso il comune di Trento che in consiglio provinciale.

E proprio una pianificazione a dir poco sballata, imbarazzante e arrogante ha portato il partito a non avere più nessuna voce dentro le più importanti istituzioni trentine lasciandolo muto e quindi inascoltato da tutti.

Si deve ricominciare tutto daccapo, con facce nuove ed idee ben chiare e pensare che gestire un partito storico come quello di Giorgia Meloni non è come gestire una bocciofila.

In un momento dove il centrodestra guadagna consensi enormi in Trentino l’unico a comportarsi in modo inversamente proporzionale è proprio Fratelli d’Italia. Un motivo ci sarà? 

Le voci corrono, e si annunciano dentro il partito altre defezioni a breve di persone in procinto di passare al centrodestra, ma quello vero della Lega di Agire e di Forza Italia, e non quello dei manicaretti di casa Poletti o peggio di possibili e fantasiose «defenestrazioni» completamente inventate di certi direttori di giornali. 

Ma chi rappresenta ora Fratelli d’Italia? Quali sono i valori e la sua ideologia? Con chi intende allearsi? Chiedetelo alla Poletti, ma consiglio vivamente di farlo subito, poi non potrebbe davvero più rispondere al telefono, anche se, per altri motivi. Oppure che non sia, che nel frattempo, cambi nuovamente idea e finisca per appoggiare il PD.

 

 

 

 

 

 

 

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