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Trento

Trento – Bolzano, operazione “treni sicuri”: unità cinofile controllano 121 persone

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Nell’ambito di attività di prevenzione e repressione dei reati inerenti gli stupefacenti, con l’operazione treni sicuri, il Questore di Trento Massimo D’Ambrosio e quello di Bolzano Giuseppe Racca, hanno voluto dare un forte segnale della presenza della Polizia di Stato anche sui convogli delle ferrovie dello Stato che interessano la tratta Trento – Bolzano. 

A tal fine nel pomeriggio di ieri, unitamente a personale della Questura di Bolzano, della Polizia Ferroviaria e della Guardia di Finanza trentina, sono stati organizzati dei mirati servizi di controllo e pattugliamento dei convogli partiti da Bolzano verso Trento e viceversa.

Il servizio si è sviluppato con l’impiego di più unità cinofile che hanno operato in due distinti gruppi sulla tratta ferroviaria di entrambe le direzioni, che hanno percorso l’intero treno partendo dalle relative estremità.

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L’attività ha comportato l’impiego di 10 operatori per tratta ed ha portato al controllo di un totale di 121 persone e al rinvenimento di esigua poca quantità di droga, verosimilmente abbandonata dal possessore tra i sedili di un convoglio.

L’apparente disagio causato dalla presenza dei cani antidroga e dal personale operante in spazi relativamente ristretti, si è rilevato al contrario un momento di vicinanza con i passeggeri che hanno apprezzato l’attività svolta spronando gli operatori ad eseguire ulteriori controlli, poiché consapevoli della condizione di sicurezza che le forze di Polizia garantiscono anche con la loro mera presenza.

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Trento

Comune di Trento: mense e aule nuove da Meano a Mattarello, da Vela alle Bresadola

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Otto nuove aule e nuova mensa con cucina per le elementari di Meano.

Una nuova mensa e cinque laboratori musicali in più per le scuole medie Bresadola.

Nuova mensa anche per la scuola elementare di Mattarello e per la primaria in località Vela. (altro…)

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Trento

Cia e Taverna assolti, Conci: «Ora chiederò a Rossi e alla Ferrario 500 mila euro di danni»

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Assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

«Commento aspro, intenso, ma i fatti riportati sono oggettivi» – questo il commento del pubblico ministero in merito a quanto espresso nell’intervista da Claudio Cia

«Quanto espresso dal consigliere Cia è stato pubblicato fra virgolette dalla Voce del Trentino riportando quindi il suo pensiero in modo corretto al punto che l’intervista rispetta i canoni leciti» – questo il commento per la proposta di assoluzione dell’ex direttore Claudio Taverna.

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Così si è concluso il processo che vedeva imputati il consigliere provinciale Claudio Cia per diffamazione e Claudio Taverna, direttore responsabile pro tempore de “La Voce del Trentino“, perché ometteva di esercitare il controllo favorendo, con la pubblicazione, la consumazione di reati.

L’azione penale, dunque, promossa da Livia Ferrario, dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza della Provincia di Trento, ha dato esito negativo per la querelante.

Nell’udienza dello scorso 6 luglio erano stati sentiti come testi il Presidente della Provincia Ugo Rossi e il segretario generale del Sindaco DELSA Mauro Pericolo.

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A chiedere l’assoluzione degli imputati erano stati il p.m d’udienza e gli avvocati Silva Fronza, difensore di Cia e Angelica Domenichelli, difensore di Claudio Taverna, mentre l’avvocato Bonora, che tutelava la querelante, si opponeva.

Tanto il p.m. d’udienza, quanto la difesa degli imputati, hanno sostenuto, con convincenti e fondate argomentazioni giuridiche che si rispecchiano nella costituzione e nella giurisprudenza della magistratura superiore, hanno dimostrato l’innocenza degli imputati.

Alla fine del dibattimento, il giudice dottor Giuseppe Serao si è ritirato in camera di consiglio per la decisione e dopo qualche minuto, ha letto il dispositivo della sentenza che mandava assolti i due imputati.

L’assoluzione cosa dimostra? E’ stato legittimato e difeso il diritto di critica politica, costituzionalmente garantito al consigliere Claudio Cia e il diritto di libertà di stampa al quotidiano on line “La Voce del Trentino” e al suo Direttore che avevano pubblicato la dichiarazione del consigliere Cia sulla clamorosa vicenda del commissariamento della scuola trentina da parte del Consiglio di Stato.

Ultima annotazione, ma non certamente per importanza, riguarda la latitanza dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige che in questa occasione, come in altre precedenti, non ha fatto sentire la sua voce. Anzi il suo silenzio a questo punto è assordante.

«Una sentenza già scritta che sottolinea ancora una volta che la libertà di informazione deve essere una priorità anche se alcune volte è critica verso la politica e il potere» – dichiara Roberto Conci (foto) editore della Voce del Trentino.

«Da parte della casa editrice Cierre Edizioni di cui sono amministratore delegato  – aggiunge Conci – dopo le motivazioni della sentenza ci sarà una richiesta danni e di risarcimento importante alla dottoressa Ferrario e al Governatore Ugo Rossi in quanto responsabile del dipartimento scuola dove opera la Ferrario. È mia intenzione chiedere 500 mila euro per i danni di immagine provocati da questa scellerata denuncia» 

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Trento

Il Papa e il Trentino: nuova sezione nel museo di San Giovanni Paolo II

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Il santuario-museo Jana Pawla II di Cracovia è il più importante complesso al mondo dedicato alla figura e all’opera di San Giovanni Paolo II. (altro…)

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