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Trento

Trento – Bolzano, operazione “treni sicuri”: unità cinofile controllano 121 persone

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Nell’ambito di attività di prevenzione e repressione dei reati inerenti gli stupefacenti, con l’operazione treni sicuri, il Questore di Trento Massimo D’Ambrosio e quello di Bolzano Giuseppe Racca, hanno voluto dare un forte segnale della presenza della Polizia di Stato anche sui convogli delle ferrovie dello Stato che interessano la tratta Trento – Bolzano. 

A tal fine nel pomeriggio di ieri, unitamente a personale della Questura di Bolzano, della Polizia Ferroviaria e della Guardia di Finanza trentina, sono stati organizzati dei mirati servizi di controllo e pattugliamento dei convogli partiti da Bolzano verso Trento e viceversa.

Il servizio si è sviluppato con l’impiego di più unità cinofile che hanno operato in due distinti gruppi sulla tratta ferroviaria di entrambe le direzioni, che hanno percorso l’intero treno partendo dalle relative estremità.

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L’attività ha comportato l’impiego di 10 operatori per tratta ed ha portato al controllo di un totale di 121 persone e al rinvenimento di esigua poca quantità di droga, verosimilmente abbandonata dal possessore tra i sedili di un convoglio.

L’apparente disagio causato dalla presenza dei cani antidroga e dal personale operante in spazi relativamente ristretti, si è rilevato al contrario un momento di vicinanza con i passeggeri che hanno apprezzato l’attività svolta spronando gli operatori ad eseguire ulteriori controlli, poiché consapevoli della condizione di sicurezza che le forze di Polizia garantiscono anche con la loro mera presenza.

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Trento

Covelo: lite condominiale trasformata in episodio razzista, smontata l’ennesima bufala

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In Trentino si discute sull’opportunità di cacciare o meno orsi e lupi, ma l’unica stagione venatoria iniziata senza referendum e dibattiti è quella della bufala… dell’atto razzista.

È il caso di dire insomma che ci risiamo.

L’ultima in ordine di tempo è quella di Covelo dove quella che qualche anno fa sarebbe stata archiviata come lite condominiale oggi, grazie ad una stampa schierata e consenziente, è diventato un gravissimo atto razzista.

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La caccia alla bufala è iniziata alla vigilia delle elezioni provinciali e da allora non è mai stata chiusa.

Molti i colpi andati a vuoto, ma nessuno è riuscito a portare a casa la preda semplicemente perché i casi erano montati su situazioni inesistenti e sono durati solo il tempo necessario perché si sgonfiassero da soli.

Tant’è che oggi nessuno ne parla nemmeno più.

Ripercorriamo i casi più eclatanti della caccia alla bufala.

A ottobre due sconosciuti alle 21 fanno cadere un giovane indiano che attraversava l’incrocio tra Corso Buonarroti e Via Lampi.

«Stranamente» sembrano mancare i testimoni, ma immediato è l’intervento di condanna da parte di UDU e UniTIN e la “notizia” ha tenuto banco per alcuni giorni.

Se la caduta in bicicletta è stata il 17 ottobre, il giorno dopo una studentessa trentina denuncia che a bordo del Flixbus della linea Trento – Roma una signora che avrebbe allontanato il vicino di poltrona, dicendogli più o meno “Qui no, vai via. Sei di un’altra religione, vai in fondo”.

La discussione sarebbe degenerata fino all’arrivo della Polizia, ma anche di questo episodio se ne è persero le traccie, soprattutto dopo che lo stesso capo della Mobile Ascione ha smentito l’accaduto.

In quell’episodio sarà stata una coincidenza ovviamente del tutto fortuita, ma guarda caso il 21 ottobre si andava a votare e l’urlare al «razzista» avrebbe fatto buon gioco.

E da allora la bufala ha continuato a pascolare tranquilla fino a dicembre quando è stata richiamata per un caso di razzismo al Mercatino di Natale.

Anche quella volta dopo tanto parlarne, il silenzio è arrivato inesorabile.

La scorsa settimana ecco la lite condominiale di Covelo che finisce perfino nella locandina di un quotidiano come grave atto di razzismo, ripresa manco a dirlo da tutti gli altri media copioni schierati con la sinistra caduta in disgrazia e i centri sociali.

I termini della discussione saranno stati anche accesi, le parole usate inappropriate, ma concediamoci una considerazione.

Il caso è stato raccontato basandosi unicamente sulla versione data dalla parte offesa: nessuno si è preso la briga di parlare con la controparte.

E lo stesso è successo negli altri episodi nei quali c’era una controparte, si può parlare di informazione corretta?

 

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Trento

Paura a Madonna Bianca per un’anziana scippata e buttata a terra

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Brutta avventura per una 87enne di Madonna Bianca che ieri sera (15 febbraio) è stata scippata della borsa e gettata a terra da due sconosciuti malviventi.

Erano ormai passate le 20 ed era già buio quando l’anziana, rientrando a casa in via Conci, ha subito l’aggressione.

Probabilmente dopo averla seguita per un tratto di strada ed essersi assicurato che fosse sola, uno dei due borseggiatori si è avvicinato alla donna, che in quel momento stava attraversando il cortile antistante la torre 14, e l’ha strattonata facendola finire a terra.

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Fortunatamente la signora, ancora sotto shock, non aveva con sé denaro o oggetti di valore.

Sul posto i carabinieri, che hanno dato il via alle operazioni di ricerca dei due scippatori.

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Trento

Protesta sotto il palazzo della regione: no al riempimento della cava di Sardagna

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Sardagna ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di riempimento della cava attualmente di proprietà di Sativa chiedendone l’acquisizione da parte della Provincia e lancia anche un allarme di estetica ambientale: come sarebbe il panorama visto dalla possibile nuova funivia Trento – Bondone dal momento che l’ipotetico percorso passerebbe proprio sopra il “ buco” della cava?

Concetti espressi questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta sotto il palazzo della Provincia “perché siamo in attesa che il Presidente Fugatti ci fissi un appuntamento, come del resto lo siamo da parte del sindaco Andreatta. Le firme raccolte ? Ce le teniamo ben strette e le presenteremo solo in occasione dei richiesti incontri”.

Attualmente l’attività della cava è sospesa da una delibera della Provincia, ma l’ipotesi è che si possa dare il via ai lavori di riempimento: un lavoro infinito: “Il problema è semplice. La cava fu posta sotto sequestro per la presenza di rifiuti speciali non autorizzati – spiega il Presidente della Circoscrizione Pedrotti – che adesso col l’innalzamento dei parametri sono diventati regolari. Contemporaneamente la quantità degli inerti è diminuita in maniera drastica e quindi più che il rischio la certezza che abbiamo e che il riempimento possa essere fatto con rifiuti speciali”.

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Di rifiutiparticolari” come sacche di sangue o residui di piombo pare che ce ne siano in quantità rilevanti: “Il problema – sottolinea una residente – è che la bonifica non può essere fatta per i rischi di franamento collegati agli scavi. Quindi possiamo accettare che tutto resti com’è adesso – anche se ci dicono che esisterebbe una mappatura che indica il contenuto nelle varie aree della cava – ma di certo non permetteremo un’ ulteriore crescita dei rifiuti speciali”.

Sardagna è stata dimenticata per anni, ma oggi grazie alla discussione del progetto della funivia Trento – Bondone e di quella relativa alla riqualificazione e recupero turistico della “montagna di Trento” l’occasione è propizia per cercare di porre rimedio agli anni nei quali il ricatto del posto di lavoro, ha rovinato la realtà di Sardagna.

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