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Trento

Svaligiata l’ottica Demenego, secondo furto di circa 30 mila euro in 5 mesi

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Dopo soli cinque mesi (il primo colpo il 9 febbraio scorso) un altro furto da parte di esperti criminali ha svuotato l’ottica Demenego in via Zambra a Trento.

Come l’altra volta, ha raccontato il titolare, i malviventi hanno sfondato la porta di ingresso e sono riusciti a evitare l’antifurto che spruzza fumo provocando una densa nebbia, forse grazie a maschere antigas.

I ladri sono penetrati velocemente nel negozio e hanno svuotato tutti gli scaffali.

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Un bottino molto simile a quello della prima volta quando furono trafugati centinaia di occhiali per un valore di 30 mila euro.

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Dopo il furto di stannotte, la polizia scientifica si è recata questa mattina presso l’ottica per effettuare una prima parte dei rilievi.

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Più tardi ci saranno ulteriori verifiche mentre il personale dell’ottica sta ancora facendo il lungo inventario della merce mancante. Il negozio ovviamente è stato chiuso per furto.

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Trento

Comune di Trento: mense e aule nuove da Meano a Mattarello, da Vela alle Bresadola

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Otto nuove aule e nuova mensa con cucina per le elementari di Meano.

Una nuova mensa e cinque laboratori musicali in più per le scuole medie Bresadola.

Nuova mensa anche per la scuola elementare di Mattarello e per la primaria in località Vela. (altro…)

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Trento

Cia e Taverna assolti, Conci: «Ora chiederò a Rossi e alla Ferrario 500 mila euro di danni»

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Assoluzione perché il fatto non costituisce reato.

«Commento aspro, intenso, ma i fatti riportati sono oggettivi» – questo il commento del pubblico ministero in merito a quanto espresso nell’intervista da Claudio Cia

«Quanto espresso dal consigliere Cia è stato pubblicato fra virgolette dalla Voce del Trentino riportando quindi il suo pensiero in modo corretto al punto che l’intervista rispetta i canoni leciti» – questo il commento per la proposta di assoluzione dell’ex direttore Claudio Taverna.

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Così si è concluso il processo che vedeva imputati il consigliere provinciale Claudio Cia per diffamazione e Claudio Taverna, direttore responsabile pro tempore de “La Voce del Trentino“, perché ometteva di esercitare il controllo favorendo, con la pubblicazione, la consumazione di reati.

L’azione penale, dunque, promossa da Livia Ferrario, dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza della Provincia di Trento, ha dato esito negativo per la querelante.

Nell’udienza dello scorso 6 luglio erano stati sentiti come testi il Presidente della Provincia Ugo Rossi e il segretario generale del Sindaco DELSA Mauro Pericolo.

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A chiedere l’assoluzione degli imputati erano stati il p.m d’udienza e gli avvocati Silva Fronza, difensore di Cia e Angelica Domenichelli, difensore di Claudio Taverna, mentre l’avvocato Bonora, che tutelava la querelante, si opponeva.

Tanto il p.m. d’udienza, quanto la difesa degli imputati, hanno sostenuto, con convincenti e fondate argomentazioni giuridiche che si rispecchiano nella costituzione e nella giurisprudenza della magistratura superiore, hanno dimostrato l’innocenza degli imputati.

Alla fine del dibattimento, il giudice dottor Giuseppe Serao si è ritirato in camera di consiglio per la decisione e dopo qualche minuto, ha letto il dispositivo della sentenza che mandava assolti i due imputati.

L’assoluzione cosa dimostra? E’ stato legittimato e difeso il diritto di critica politica, costituzionalmente garantito al consigliere Claudio Cia e il diritto di libertà di stampa al quotidiano on line “La Voce del Trentino” e al suo Direttore che avevano pubblicato la dichiarazione del consigliere Cia sulla clamorosa vicenda del commissariamento della scuola trentina da parte del Consiglio di Stato.

Ultima annotazione, ma non certamente per importanza, riguarda la latitanza dell’Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige che in questa occasione, come in altre precedenti, non ha fatto sentire la sua voce. Anzi il suo silenzio a questo punto è assordante.

«Una sentenza già scritta che sottolinea ancora una volta che la libertà di informazione deve essere una priorità anche se alcune volte è critica verso la politica e il potere» – dichiara Roberto Conci (foto) editore della Voce del Trentino.

«Da parte della casa editrice Cierre Edizioni di cui sono amministratore delegato  – aggiunge Conci – dopo le motivazioni della sentenza ci sarà una richiesta danni e di risarcimento importante alla dottoressa Ferrario e al Governatore Ugo Rossi in quanto responsabile del dipartimento scuola dove opera la Ferrario. È mia intenzione chiedere 500 mila euro per i danni di immagine provocati da questa scellerata denuncia» 

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Trento

Il Papa e il Trentino: nuova sezione nel museo di San Giovanni Paolo II

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Il santuario-museo Jana Pawla II di Cracovia è il più importante complesso al mondo dedicato alla figura e all’opera di San Giovanni Paolo II. (altro…)

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