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Italia ed estero

Processo su Instagram: imprenditore “frega” la prima maglia autografata di Ronaldo a giornalista di SportItalia

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Sembra la storia di Totò che vende la fontana di Trevi o altre truffe della commedia classica italiana, ma come si suol dire l’occasione fa l’uomo ladro.

La storia deve essere confermata e pare che si siano già mossi gli avvocati per capire chi è il ladro o il diffamatore.

Tale Gianluca Bazzica, imprenditore di Foligno, si è trovato in vacanza in Grecia nello stesso resort dove alloggiava Cristiano Ronaldo mentre era in corso la trattativa che lo avrebbe portato alla Juventus.

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L’imprenditore, nonostante la grande privacy che rende quasi irraggiungibile CR7, è riuscito prima a ottenere una foto con le sue bambine e in seguito addirittura il primo autografo al mondo sulla maglia della Juventus appena stampata.

A questo punto, dopo che Bazzica ha pubblicato la foto del cimelio sull’account Instagram dell’azienda, si è aperto un caso poiché non sarebbe il legittimo proprietario.

La maglia di Cristiano Ronaldo sarebbe stata consegnata a Bazzica da un inviato di SportItalia, Carmine Rossi, che l’avrebbe portata in Grecia per farsela autografare grazie all’intermediazione di Bazzica.

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Quest’ultimo però non avrebbe riconsegnato la maglia al legittimo proprietario e se la sarebbe tenuta buggerandolo alla grande e per giunta pubblicando la foto sui social.

A questo punto SportItalia vuole denunciare il folignate per appropriazione indebita e vendere la maglia per devolvere il ricavato in beneficienza.

Dall’altra parte l’accusato respinge ogni addebito e mette in campo gli avvocati per difendere il suo onore.

Naturalmente su Instagram stanno piovendo commenti di ogni genere, per gran parte insulti.

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Italia ed estero

12 novembre 2003: 15 anni fa la strage di Nassiriya con 19 vittime italiane

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Il 12 novembre 2003 alle 10.40 ora locale, le 8.40 in Italia, un’autocisterna, carica di 300 kg di tritolo e di liquido infiammabile, forzò l’entrata della base Maestrale, presidiata dai carabinieri italiani, nella città di Nassiriya, in Iraq: i due uomini a bordo fecero esplodere una bomba.

La deflagrazione, con un effetto domino, fece saltare in aria il deposito munizioni.

E spezzò 28 vite, quelle di 9 iracheni e di 19 italiani: 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e due civili, un cooperatore internazionale e un regista, Stefano Rolla, impegnato con la sua troupe nelle riprese di uno sceneggiato sulla ricostruzione del paese.

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58 furono i feriti.

Fu il più grave attacco subito dall’esercito italiano dalla fine della Seconda guerra mondiale e una delle stragi più tristemente memorabili della storia contemporanea italiana e non solo.

In molti si sono chiesti allora e in questi anni se si poteva fare qualcosa per evitarlo.

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Prima di rispondere a questa domanda c’è un particolare importante da tenere in considerazione: i vertici della base “Maestrale” hanno sempre sostenuto fermamente che non c’erano motivi di preoccupazione, perché la popolazione locale non era assolutamente ostile nei confronti dei militari italiani, considerati un aiuto indispensabile per rialzare le sorti del Paese, e inoltre gli estremisti locali erano attentamente controllati.

A confermare quest’ultima ipotesi, il fatto che tutte le piste aperte per capire chi abbia organizzato l’attacco facciano riferimento a personaggi esterni all’area in questione; tra queste, la più accreditata, è quella che coinvolge una cellula terroristica libanese affiliata ad Al Qaida

funerali di Stato degli italiani morti durante l’attentato si tennero a Roma il 18 novembre.

Attorno alle salme di questi eroi, diventati tali loro malgrado, oltre alle famiglie e alle più alte cariche dello Stato, si riunì anche una enorme folla di cittadini, commossi e sconvolti da quanto accaduto.

Una tragedia, dunque, che ha colpito decine di famiglie, e che ha lasciato figli senza padri e madri senza figli, nella folle logica della guerra, insita nella natura stessa dell’umanità.

Ricordare i nomi dei nostri connazionali che hanno perso la vita nell’infame attentato di Nassiriya, vuole essere solo un piccolo gesto per onorarne la memoria.

I civili:

Marco Beci, cooperatore internazionale
Stefano Rolla, regista

I carabinieri:

Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Giovanni Cavallaro, sottotenente
Giuseppe Coletta, brigadiere
Andrea Filippa, appuntato
Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente
Daniele Ghione, maresciallo capo
Horacio Majorana, appuntato
Ivan Ghitti, brigadiere
Domenico Intravaia, vice brigadiere
Filippo Merlino, sottotenente
Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte
Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante

I militari dell’esercito:

Massimo Ficuciello, capitano
Silvio Olla, maresciallo capo
Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore
Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto
Pietro Petrucci, caporal maggiore

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Italia ed estero

La domenica nera di MediaWorld

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In attesa del black Friday (quest’anno il 23 novembre) MediaWorld ha appena trascorso una domenica nera. (altro…)

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Italia ed estero

Facebook e gli svarioni degli algoritmi di sicurezza

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Facebook, nel tempo e per tante persone, è diventata un’insostituibile App con la quale condividere la propria quotidianità con il mondo intero. (altro…)

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