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Italia ed estero

Processo su Instagram: imprenditore “frega” la prima maglia autografata di Ronaldo a giornalista di SportItalia

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Sembra la storia di Totò che vende la fontana di Trevi o altre truffe della commedia classica italiana, ma come si suol dire l’occasione fa l’uomo ladro.

La storia deve essere confermata e pare che si siano già mossi gli avvocati per capire chi è il ladro o il diffamatore.

Tale Gianluca Bazzica, imprenditore di Foligno, si è trovato in vacanza in Grecia nello stesso resort dove alloggiava Cristiano Ronaldo mentre era in corso la trattativa che lo avrebbe portato alla Juventus.

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L’imprenditore, nonostante la grande privacy che rende quasi irraggiungibile CR7, è riuscito prima a ottenere una foto con le sue bambine e in seguito addirittura il primo autografo al mondo sulla maglia della Juventus appena stampata.

A questo punto, dopo che Bazzica ha pubblicato la foto del cimelio sull’account Instagram dell’azienda, si è aperto un caso poiché non sarebbe il legittimo proprietario.

La maglia di Cristiano Ronaldo sarebbe stata consegnata a Bazzica da un inviato di SportItalia, Carmine Rossi, che l’avrebbe portata in Grecia per farsela autografare grazie all’intermediazione di Bazzica.

Quest’ultimo però non avrebbe riconsegnato la maglia al legittimo proprietario e se la sarebbe tenuta buggerandolo alla grande e per giunta pubblicando la foto sui social.

A questo punto SportItalia vuole denunciare il folignate per appropriazione indebita e vendere la maglia per devolvere il ricavato in beneficienza.

Dall’altra parte l’accusato respinge ogni addebito e mette in campo gli avvocati per difendere il suo onore.

Naturalmente su Instagram stanno piovendo commenti di ogni genere, per gran parte insulti.

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Italia ed estero

Mondiali, invasione di campo durante la finale. Pussy Riot: “Polizia russa brutale”

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La polizia ha arrestato tre ragazze e un ragazzo in seguito all’invasione di campo avvenuta nel corso della finale dei mondiali tra Francia e Croazia. (altro…)

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Italia ed estero

Gli immigrati sbarcano e vengono ridistribuiti in 4 Stati europei, Matteo Salvini: «Vittoria politica»

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Poco prima della mezzanotte di domenica, dal Viminale è arrivata l’autorizzazione per lo sbarco a Pozzallo di tutti i migranti presenti a bordo della nave della Gdf e di quella di Frontex che erano ferme da in rada da ore.

Così tutti i circa 450 profughi potranno scendere a terra, in attesa di essere smistati nei paesi della Ue che hanno dato la loro disponibilità ad accoglierne una parte (per ora hanno detto sì a prenderne 50 Francia, Malta, Germania e Portogallo). “È una vittoria politica“, ha commentato il ministro dell’interno Matteo Salvini che ha anche aggiunto che ora è necessario cominciare ad occuparsi anche dei clandestini e farli tornare ai loro paesi prima possibile, «d’ora in avanti in Italia verrà solo chi ne ha il sacrosanto diritto»

Soddisfazione anche dalla presidenza del Consiglio, che sottolinea come “oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa“.

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Fino alla decisione del Viminale, il pattugliatore della Finanza Monte Sperone e la Protector di Frontex erano rimasti ormeggiati nelle acque di Pozzallo in attesa di nuove disposizioni dopo che era stato consentito lo sbarco a donne e bambini, insieme a chi aveva bisogno di assistenza medica e ad alcuni uomini, per evitare che le famiglie venissero divise.

E mentre il premier Giuseppe Conte plaude al risultato, il primo ministro della Repubblica Ceca, Andrej Babis, attacca il governo, dicendo che questa è la «strada verso l’inferno».

Aggiunge che il suo Paese «non prenderà nessun migrante» e chiede di attenersi al «principio di volontarietà» per il quale ci si era accordati al Consiglio europeo, mantenendo rigida la posizione anti immigrazione, che condivide con Polonia, Slovacchia e Ungheria.

«Non accogliamo nessuno. Gli elettori ungheresi si sono espressi chiaramente alle ultime elezioni: non vogliono vivere in un paese di immigrati» dice Istvan Hollik, portavoce del gruppo parlamentare di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban. «Gli ungheresi rifiutano il piano Soros», aggiunge, definendo «navi Soros» quelle che salvano migranti in mare.

 

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Italia ed estero

Diciotti, la testimonianza dell’orrore: i trafficanti di uomini amputano il dito a un ragazzo per avere più soldi

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Una storia dell’orrore – raccontata su libero.it da un testimone.

Un racconto di uno dei profughi sbarcati a Trapani e che si trovavano a bordo della Diciotti, la nave che il ministro dell’interno Matteo Salvini aveva bloccato in attesa di scovare i responsabili degli atti di violenza e che il presidente Mattarella ha invece deciso con il suo intervento di accogliere nel porto di Trapani

Una vicenda che fa comprendere in modo lampante come il traffico di uomini debba essere fermato, in ogni modo, così come chiede Matteo Salvini.

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Raccogliendo le testimonianze dei 67 migranti partiti dalla Libia, i mediatori culturali hanno ascoltato una storia terrificante.

Per convincere i genitori a dare ulteriore denaro per il viaggio in Italia, i trafficanti di uomini in Libia hanno rapito uno dei figli della coppia, per poi amputargli un dito. Dunque, hanno esibito il trofeo per dimostrare di quali atrocità sono capaci: la coppia ha ceduto e ha dato loro dei soldi.

E ancora, una donna 50enne ha riferito di essere stata violentata più volte prima della partenza: la sua testimonianza è stata confermata dai medici di Malta e, dunque, dai sanitari trapanesi che la hanno visitata. Infine, le drammatiche prole di un giovane che ha raccontato di come la moglie sarebbe stata assassinata a colpi di pistola nel campo profughi dai trafficanti di esseri umani.

Intanto sono stati fermati dalla procura di Trapani i due immigrati indagati per i tafferugli avvenuti sulla Vos Thalassa, i due per i quali Matteo Salvini aveva invocato l’arresto prima dello sbarco dalla Diciotti, sulla quale il gruppo di migranti era stato trasferito.

La loro posizione si aggrava: il sudanese Bichara Ibrahim Tijani e il ghanese Ibrahim Amos non sono più accusati di violenza privata in soccorso ma devono rispondere anche di resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale aggravate e continuate. I due, inoltre, sono accusati di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

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