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Piana Rotaliana

Mezzocorona: il Piano Giovani arriva fino a Valencia

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La giunta comunale di Mezzocorona ha approvato il Piano giovani che coinvolge anche la Comunità Rotaliana – Königsberg (capofila) oltre a Mezzolombardo, Nave San Rocco, Roverè della Luna e San Michele all’Adige. Dei progetti approvati, uno ha già visto il suo svolgimento e si tratta dei “Giochi senza frontiere rotaliani”, l’altro avrà come protagonisti i giovani soci della Cassa rurale e, per tema, “Cultura e promozione territoriale”.

L’assessore Monika Furlan spiega: «Ai giochi senza frontiere hanno partecipato 5 squadre ed erano presenti al loro interno anche tanti rappresentanti delle amministrazioni comunali. La cosa che più mi piace sottolineare di questa iniziativa è che, ad affiancare Appm nell’organizzazione, sono stati anche molti ragazzi di Mezzocorona che, negli ultimi tre anni, abbiamo coinvolto in un incontro annuale dedicato ai neo diciottenni. Si tratta evidentemente di un bel modo di salutare il loro ingresso nell’età adulta e ha mostrato la sua efficacia nel coinvolgerli nella vita della comunità: hanno infatti creato dei gruppi di lavoro per impegnarsi e quello dei giochi è uno degli esiti raggiunti. Per questo replicheremo l’iniziativa anche quest’anno, per la quarta volta».

Quanto all’altro progetto: «I giovani soci della Cassa Rurale sono un’associazione molto attiva all’interno del Tavolo giovani. Negli scorsi anni hanno proposto diverse iniziative a livello culturale e di promozione. Lo stesso faranno con il progetto di quest’anno: approfondiranno l’offerta del territorio con visite al Museo degli usi e costumi di San Michele, a quello di Messner e al Muse, a novembre andranno in viaggio alla Città della scienza a Valencia. Tutto questo si innesta in un 2018 dichiarato Anno europeo del patrimonio culturale».

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Piana Rotaliana

Liquidato con un assegno di 2,58 euro: l’amarezza dell’ex socio della cassa rurale di Mezzocorona

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È un sorriso amaro e deluso quello di un ex socio della cassa rurale di Mezzocorona che spontaneamente ha chiamato la nostra redazione dopo la fusione con la cassa Rurale di Trento.

Il suo è uno sfogo di chi forse non è stato ascoltato abbastanza oppure di chi è stato per tanti anni socio della cassa rurale di Mezzocorona quando era un’importante punto di riferimento per il paese.

«Quanto mi è arrivato un assegno di 2,58 (foto titolo) per la mia quota mi sono messo a ridere – spiega l’ex socio della cassa rurale –  costa più la carta e la spedizione postale che l’importo liquidato. Ma la cosa che fa ancora più rabbia è che la quota d’iscrizione alla fine degli anni 90 era di 90 mila lire. (foto sotto) ed ora mi ritrovo 2,58, uno scandalo….»

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Il ricordo va anche a parte della storia della cassa rurale di Mezzocorona: «Ricordo quando il direttore era Umberto Lechthaler con alla vice presidenza Ezio Permer, allora era una cassa rurale modello fatta su misura per aiutare il territorio e coloro che producevano, in quegli anni è stata il punto di riferimento di molti per la sua amministrazione a modello di famiglia, allora era un’istituto indipendente che era cresciuto molto arrivando ad essere uno dei primi nel Trentino»

Anche l’ex socio della rurale di Mezzocorona, dall’esterno, ha avuto modo di assistere a quanto successo nella riunione che ha decretato il via libera alla fusione fra le due casse rurali, «Mi hanno detto che è stata una cosa scandalosa, mai visto nulla di simile. So che qualcuno sta pensando a dei ricorsi e che altri stanno chiudendo i conti correnti. Ma certo non mi sarei mai aspettato che all’interno della cooperazione potesse succedere una cosa del genere che ritengo inquietante» 

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Piana Rotaliana

Ieri alla FEM la 2^ giornata zootecnica alla presenza dell’assessore Giulia Zanotelli

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Dalla corretta routine di mungitura all’igiene negli ambienti di produzione, dalla gestione dei farmaci alla giusta archiviazione della documentazione aziendale con l’ausilio di schede di registrazione ed uno sguardo ai principali riferimenti normativi.

Sono queste alcune delle tematiche contenute nel manuale per il benessere animale e le buone prassi nella gestione degli allevamenti, presentato ieri alla FEM, nell’ambito della seconda giornata zootecnica, in una aula magna affollata di allevatori.

La pubblicazione che la Fondazione Mach mette a disposizione del mondo zootecnico e realizzata con la collaborazione dei vari enti che operano nel comparto, in primis Azienda provinciale per i servizi sanitari, Federazione provinciale allevatori di Trento, Concast-Trentingrana, vuole essere uno strumento pratico quotidiano che agevola la gestione aziendale.

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All’incontro sono intervenuti l’assessore provinciale all’agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, il direttore generale FEM, Mario Del Grosso Destreri, il presidente della Federazione provinciale allevatori, Mauro Fezzi, il responsabile servizi tecnici del Concast-Trentingrana, Andrea Goss, il direttore dell’unità Igiene e sanità pubblica veterinaria dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Roberto Tezzele, accanto a Silvia Silvestri, responsabile del Dipartimento Ambiente e agricoltura di montagna del Centro Trasferimento Tecnologico FEM ed Erika Partel, veterinaria e curatrice del manuale.

In un’aula magna gremita di allevatori, che secondo il direttore generale Mario Del Grosso Destreri è un grande segnale di attenzione e collaborazione ma soprattutto un auspicio a rafforzare ulteriormente la sinergia con i soggetti del comparto zootecnico, l’assessore Giulia Zanotelli ha annunciato che nei primi mesi del 2020 si terranno dei tavoli zootecnici per analizzare le prospettive di questo settore.

“La Giunta – ha evidenziato Zanotelli- riserva molta attenzione anche a questo comparto con iniziative e risorse a favore delle aziende agricole zootecniche; servono strategie e politiche innovative da mettere in campo con il contributo dei diversi soggetti competenti, a partire dalla Fondazione Edmund Mach che dovrà giocare un ruolo fondamentale nei prossimi anni per garantire anche la qualità del foraggio, del latte e dei prodotti trasformati”.

Roberto Tezzele dell’APSS ha illustrato l’evoluzione normativa e la responsabilità degli operatori del settore alimentare in relazione all’applicazione dei manuali di buone prassi.

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La documentazione richiesta durante i controlli effettuati dal servizio veterinario dell’azienda sanitaria sono relativi a quanto richiesto dalla normativa europea e nazionale. Mauro Fezzi, presidente della FPA, ha spiegato che la presenza del manuale in azienda è inderogabile e rappresenta uno strumento di aiuto per il lavoro dell’allevatore.

Andrea Goss ha spiegato che l’aggiornamento del manuale è un aspetto importante e la sua applicazione inderogabile soprattutto in vista delle nuove certificazioni richieste.

Il Manuale. Come hanno spiegato Silvia Silvestri ed Erika Partel la pubblicazione promuove le buone pratiche e aiuta ad archiviare in modo semplice e pratico i documenti obbligatori utili a dimostrare la corretta tracciabilità del latte prodotto.

“E’ sostanzialmente una guida per la corretta gestione delle procedure e della documentazione richiesta per dimostrare l’applicazione di corrette prassi di allevamento, risultato di un lavoro di aggiornamento ed integrazione della prima versione del 2011. Non deve essere visto dall’allevatore come un aggravio burocratico, ma come uno strumento pratico, utile allo snellimento proprio di quella burocrazia che è però necessaria per ottemperare la normativa a cui le aziende devono adeguarsi”.

Sono disponibili diverse tipologie di manuali di buone prassi a livello nazionale, ma in questo caso si è deciso di creare un format trentino, rispondente alle necessità delle aziende trentine ed ai controlli che vengono effettuati.

Questo manuale è uno strumento utilizzabile dall’allevatore per dimostrare alle autorità competenti che opera secondo quanto previsto dalla normativa e cioè: conosce i pericoli ed i rischi igienico-sanitari della sua attività ·adotta comportamenti che gli permettano di ridurre al minimo tali rischi · imposta e realizza le registrazioni necessarie ai fini della rintracciabilità. A tal fine il manuale contiene le indicazioni tecniche ed operative per una corretta gestione delle diverse fasi della produzione, inoltre elenca ed illustra la documentazione che deve essere adottata per la rintracciabilità.

La gran parte della documentazione è già in possesso degli allevatori che dovranno semplicemente conservarla in modo ordinato; alcune informazioni, invece, vanno raccolte e registrate separatamente nelle schede fornite negli allegati. Il Manuale sarà distribuito gratuitamente agli allevatori aderenti al servizio di consulenza tecnica sia tramite i Caseifici, che direttamente ai singoli allevatori aderenti.

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Piana Rotaliana

Mercatone Uno: prorogata fino a Maggio 2020 la cassa integrazione per i 1699 dipendenti.

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Per i dipendenti di Mercatone Uno, la notizia positiva è la proroga della cassa integrazione per altri cinque mesi.

Il che vuol dire che ci sarà tempo fino al 23 maggio per provare a trovare una soluzione all’intricata trattativa di cessione che si prospetta sempre più con la formula dello “spezzatino”.

Fallito il tentativo del passaggio di proprietà in blocco dei 44 punti vendita.

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Delle offerte presentate nessuna era vincolante, ma nemmeno in linea con indicazioni del bando.

Il primo passo sarà rappresentato dall’abbandono della sede storica di Mercatone Uno di Imola, i commissari con i 50 dipendenti si sposteranno in una diversa zona della città emiliana, ma lasciando libero l’immobile che si trova a lato dell’autostrada, se ne faciliterà la cessione.

Nel dettaglio 24 sono le offerte vincolanti se accettate con la formula dell’acquisizione di una parte e non della totalità dei punti vendita e 21 le manifestazioni d’interesse per altri centri.

Si tratta di due offerte che potrebbero diventare operative, solamente con la decisione della vendita frazionata e di conseguenza anche con la riassunzione solo di una parte del personale attualmente in cassa integrazione.

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Dipendenti che dai 1824 assunti al momento del fallimento sono scesi a 1699.

Il prossimo passaggio sarà quello della convocazione di un tavolo di lavoro al quale prenderanno parte oltre ai rappresentanti del Ministero, anche i sindacati e gli Enti Locali allo scopo di valutare gli impatti territoriali della possibile cessione frazionata dei punti vendita.Per quanto riguarda San Michele all’Adige ci sarebbero concrete possibilità di rientrare nell’ambito di quelle offerte che diventerebbero vincolanti: era infatti uno dei pochi punti vendita in attivo e con un ottimo rapporto con la clientela.

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