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Classifica Europe Teaching: Trento migliore università italiana

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«Le classifiche vanno sempre prese con cautela e maneggiate con cura» premette Paolo Collini, rettore dell’Università di Trento.

«Non nascondo, però, la soddisfazione per questo nuovo riconoscimento. Da Europe Teaching Rankings 2018 emerge, infatti, che siamo la prima università italiana su più di 240 università europee valutate. Studenti e studentesse sono sempre molto esigenti e se si ottiene da loro un giudizio positivo significa che il nostro ateneo è davvero una comunità capace di offrire didattica e servizi di qualità».

La classifica europea è guidata da Oxford (con punteggio complessivo di 83), Cambridge (82,7) e La Sorbona (81,4). La migliore delle italiane, al 36° posto nella classifica generale, è l’Università di Trento (con 75,2 punti), che figura quindi come capolista del gruppo delle 25 italiane valutate.

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La nuova classifica, resa nota nella serata di ieri da Times Higher Education, prende in considerazione il giudizio di studenti e studentesse sulla didattica e sull’ambiente di apprendimento. Gli indicatori sono raggruppati in quattro aree: quanto l’istituzione coinvolge gli studenti (Engagement), l’adeguatezza delle risorse umane e strutturali dell’ateneo (Resources), quanto l’istituzione fornisce agli studenti un’offerta rispondente ai loro bisogni (Outcomes), se l’ambiente di insegnamento e apprendimento è inclusivo (Environment).

Metà del punteggio complessivo degli atenei è basato sui risultati di una ricerca che nei mesi scorsi aveva coinvolto più di 30 mila studenti in Europa con domande su vari aspetti della qualità della didattica, dell’ambiente di apprendimento e sulla capacità dell’università di saper rispondere alle esigenze della comunità studentesca fornendole un’adeguata formazione e preparazione. In particolare il questionario indaga, da un lato la capacità di sviluppare un pensiero critico, trasversale, ancorato alla realtà e in grado di rispondere a quanto chiede il mercato del lavoro e, dall’altro le opportunità che l’Ateneo mette in gioco per stimolare la conoscenza, l’interazione fra studenti e corpo accademico e lo studio disciplinare organizzato in piccoli gruppi (il cosiddetto apprendimento collaborativo).

L’altra metà del punteggio è calcolata, invece, sulla base di alcuni indicatori quantitativi che misurano la qualità delle risorse a disposizione delle università in termini di didattica (rapporto studenti/docenti) e di produttività scientifica (numero di articoli pubblicati e di citazioni), la regolarità degli studi (percentuale di studenti che conseguono il titolo nei tempi previsti) e di inclusività (equa distribuzione di genere nelle componenti studentesca e accademica).

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IPSP, trenta giovani cervelli universitari per risolvere tre problemi tecnologici delle aziende

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Lavoro di squadra per trovare con la fisica la soluzione migliore a quesiti tecnologici posti dalle aziende.

IPSP (Industrial Problem Solving with Physics) torna con la formula di trenta cervelli per tre problemi, animati da entusiasmo, passione, spirito di gruppo, tenacia e voglia di applicare le conoscenze teoriche della fisica al mondo industriale.

A Povo si è aperta questa mattina la quinta edizione di IPSP, che si svolgerà nei laboratori dell’Università di Trento tra il Dipartimento di Fisica (Via Sommarive, 14) e il Polo Ferrari 1 e 2 (Via Sommarive, 5 e 9).

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La sfida quest’anno consiste nel trovare delle soluzioni innovative a tre problemi concreti posti dalle aziende Leitner Ropeways di Vipiteno (che chiede un’analisi dettagliata del moto di una cabina nella zona di accelerazione e decelerazione basandosi sulla soluzione tecnica attualmente in uso), Centro Ricerche Ducati Energia Trento di Rovereto (il quesito concerne la caratterizzazione termica di supercondensatori e progettazione di un sistema di condizionamento per moduli UPS ferroviari) e LeMur Italy di Ala (riguarda lo studio delle cariche elettrostatiche che si formano sulla superficie dei filati in gomma e proposta di metodi per eliminarli).

In “gara” ci sono trenta cervelli under 35 (assegnisti/e di ricerca o borsisti/e, dottorandi/e o dottori e dottoresse di ricerca, studenti e studentesse di laurea magistrale o laureati/e). Sabato prossimo IPSP2018 si concluderà con la presentazione e la valutazione delle soluzioni proposte. Il momento, aperto al pubblico, sarà sabato 21 luglio al Polo Ferrari 2, sala conferenze, dalle 11.30/12, quando sarà premiata la squadra che avrà proposto la soluzione più efficace.

IPSP è organizzata dal Dipartimento di Fisica, dalla Scuola di Dottorato in Fisica e dalla Divisione Supporto Ricerca Scientifica e Trasferimento Tecnologico dell’Università di Trento, in collaborazione con Confindustria Trento e Polo Meccatronica – Trentino Sviluppo e con il coinvolgimento di Contamination Lab Trento.

IPSP valorizza la figura professionale del laureato e della laureata in fisica e, più in generale, di chi fa ricerca in ambito scientifico, nelle realtà aziendali. Lo scopo è promuovere la connessione tra il mondo della ricerca in fisica e il mondo delle imprese. Ricercatori e ricercatrici avranno l’opportunità di mettere alla prova le proprie conoscenze e capacità, di cimentarsi in sfide applicative attraverso lavori di gruppo e problem solving e anche di contribuire allo sviluppo di soluzioni che potranno venir inserite nelle linee di produzione. L’iniziativa permette di raccogliere informazioni sulle necessità e sulle richieste che il mondo industriale ha nei confronti dell’università. Al tempo stesso dà la possibilità alle aziende di entrare in contatto direttamente con il mondo della ricerca universitaria, ricevere preziosi trasferimenti di conoscenza e di innovazione, collaborare con cervelli di talento e valutarne future collaborazioni , instaurare nuove relazioni e avviare progetti. Un’occasione unica di conoscenza e di crescita reciproche.

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Lotta alle mafie, accordo tra UniTrento e Libera

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«Vogliamo promuovere lo sviluppo di una comunità scientifica di impegno civile, capace di accogliere e fare propri, nella nell’alta formazione e nella ricerca, i temi della lotta alla criminalità organizzata alle mafie, la promozione della cultura della legalità e l’educazione alla responsabilità e alla giustizia sociale». (altro…)

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Telescopio Universitario

Trento, il rettore difende l’Università: “Siamo sani, siamo un esempio. Un errore non è sempre reato”

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“Questo è un ateneo sano che fa bene il proprio lavoro e ha ottenuto eccellenti risultati. Non sempre un errore costituisce un reato”. (altro…)

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