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Blitz contro il clan nigeriano della droga a Mestre. Impegnati 500 agenti. L’incredibile Video

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Una maxi operazione delle forze dell’ordine ha smantellato il clan dei nigeriani padroni del traffico di eroina alla stazione di Mestre.

Il blitz antidroga, con tanto di elicotteri e mezzi blindati, ha visto impegnati nell’intero quartiere Piave – tra via Monte San Michele e via Trento – anche i reparti speciali della polizia, per un totale di cinquecento agenti sul campo.

Il risultato è stato ottenuto e sono finiti in arresto circa una quarantina di persone con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio, riciclaggio e di diversi decessi per overdose registratisi negli ultimi nove mesi a Mestre, nonché delle lesioni personali conseguenti ad altre cessioni.

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Inoltre, tre esercizi commerciali della zona si sono visti sospendere l’attività su richiesta del questore di Venezia.

A rendere la droga dei nigeriani un’alchimia letale, come spesso accade in questi casi, era il dosaggio: 40% di eroina purissima da un lato, principio attivo del metorfano dall’altra.

Le carte dell’inchiesta svelano, a mesi di distanza, com’era composta la droga che aveva portato a un incremento esponenziale dei decessi per overdose.

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Undici, quelli accertati e presi in considerazione dall’inchiesta (le morti per overdosi in città, invece, nell’ultimo anno e mezzo erano state 16): dal 1. luglio 2017 al 4 giugno scorso. A questi, si aggiungono inoltre altri 8 ricoveri, salvati in extremis grazie a un’iniezione di Narcan, il principio.

Ora è stata fatta piazza pulita per la grande felicità dei residenti. 

ESULTA ANCHE SALVINI – Un colpo alla criminalità applaudito, via social, anche dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che su Facebook scrive. “Maxi retata di spacciatore stranieri: da questo pomeriggio, nella provincia di Venezia (in particolare intorno alla stazione di Mestre) e in quelle di Padova, Treviso, Verona e Udine, la Polizia di Stato sta curando l’esecuzione di 41 misure restrittive nei confronti di altrettanti cittadini nigeriani dediti allo spaccio di stupefacenti, tra cui la “eroina killer” che ha causato purtroppo molte morti. In corso anche provvedimenti di sospensione di licenze per esercizi commerciali e Daspo urbani. Grazie alla Polizia per l’ottimo lavoro, e “grazie” ai buonisti che hanno riempito l’Italia di immigrati i quali, in attesa di pagarci le pensioni, spacciano droga…”

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Valsugana e Primiero

Raccolta fondi Arte Sella: Brunello suona tra gli alberi abbattuti

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“L’omaggio di Mario Brunello agli alberi abbattuti ed alle opere distrutte nel giardino di Villa Strobele“. (altro…)

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Val di Non – Sole – Paganella

Vertice ieri pomeriggio a Dimaro con il presidente Fugatti: domani riapre la strada 239 a fasce orarie

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Nuovo sopralluogo ieri pomeriggio del presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti a Dimaro, dove ha incontrato il sindaco Andrea Lazzaroni e i vertici della Protezione civile.

Il paese vuole tornare alla normalità.

Un segnale importante sarà la riapertura domani, mercoledì 7 novembre, della strada statale 239 da Folgarida a Madonna di Campiglio, in tre fasce orarie, che consentirà il passaggio dei mezzi e la prosecuzione dei lavori: dalle 7 alle 8, dalle 12 alle 13 e dalle 17 alle 18.

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Previsto per stamane presso la presidenza della Provincia anche un nuovo incontro tecnico per rideterminare la tabella di marcia dei lavori e ridefinire eventualmente anche l’Area Rossa del Comune.

Intanto nel paese solandro, all’interno dell’Area Rossa, sono al lavoro incessantemente gli escavatori per irreggimentare il corso del torrente e mettere in sicurezza il paese, mentre attorno alle case e nelle vie è un continuo brulicare di mezzi per asportare il fango e i detriti.

«Perlustrando palmo a palmo il territorio ci si rende conto di quanto sia importante ricostruire una visione di insieme dei contraccolpi subiti, – dichiara il governare Fugatti –  proprio perchè è da questa prospettiva unitaria che si può scorgere meglio la direzione da prendere per andare oltre l’emergenza, per ricostruire al più presto, ma al tempo stesso dentro i tempi necessari per fare bene, le condizioni di sicurezza e sviluppo del nostro Trentino. Un’operazione che forse ha anche una funzione più sottile, ma non meno importante: quella che ci permette di dire a delle piccole comunità, rese più vulnerabili dalle ferite riportate, che non sono sole. Ieri, le cittadine ed i cittadini di Dimaro ancora costretti a dormire fuori dalle loro case per fondati motivi di sicurezza mi hanno chiesto proprio questo: non dimenticatevi di noi. Non lo faremo, come non ci dimenticheremo di tutti i nostri cittadini che con grande dignità stanno sopportando fatiche, disagi e preoccupazioni ed ai quali confermiamo tutta l’attenzione delle nostre istituzioni».

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Val di Non – Sole – Paganella

Dimaro, il video dal drone mostra un territorio travolto dall’alluvione

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Un video effettuato con il drone mostra tutta la devastazione provocata dalla frana di Dimaro, in val di Sole. (altro…)

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