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Ambiente Abitare

Berlanda Project di Arco: puntare sulla qualità attraverso la storicità e l’innovazione

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Alcune realtà del mondo imprenditoriale sono ancora in grado di armonizzare storicità e innovazione.

Alcune imprese riflettono l’anima di chi le ha costruite e, nemmeno dopo decenni, abbandonano quell’eticità che tanto le contraddistingue.

La Berlanda Project (via S. Caterina 43, Arco) riassume già nella sua denominazione questi elementi cardine così interessanti; Berlanda è il nome della famiglia fondatrice, Project è la rivoluzione di terza generazione che racchiude in sé i principi di internazionalizzazione e innovazione.

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LA STORIA – Angelo Berlanda, negli anni 30, si cimenta nella lavorazione del legno riuscendo a trasformare la passione in attività redditizia.

Nel dopoguerra l’imprenditore edifica una falegnameria nella periferia di Arco e proprio lì si cimenta nella costruzione di mobili su misura per diverse tipologie di clienti.

Negli anni 60 l’attività di Angelo, sempre affiancato dalla moglie Berta, apre le porte a 30 dipendenti.

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Nel frattempo, il figlio Rolando sta termina gli studi all’Istituto d’arte di Trento (prosegue poi la carriera al Magistero d’Arte di Firenze dove consegue il diploma di Architettura d’interni).

Il contributo di Rolando è sensibile, combinando passione e conoscenza tecnica si dedica con continuità ed energia alla falegnameria (nella quale progetta, disegna e cresce).

Una prima rivoluzione avviene nel 1964, quando viene annesso su proposta di Rolando uno showroom che ripropone ambientazioni prodotte dai più prestigiosi nomi dell’arredamento italiano: da Cassina a B&B, da Molteni a Poltrona Frau, da Arclinea a Boffi, Lema, Artemide, Fontana Arte, Kartell, Zanotta, etc.

Rolando riesce quindi a scegliere le migliori collezioni di mobili e continua l’attività di arredatore, disegnando interni, proponendo le soluzioni più appropriate per qualità e design, con i vantaggi di tempi di consegna rapidi ed un rapporto qualità-prezzo più vantaggioso per il cliente.

Tra gli anni 60 e 90 continua l’attività di forniture e si consolida il settore dell’arredamento. Qualche tempo dopo entrano in scena Nicola e Paolo (figli di Rolando) che, rispettivamente laureati in architettura ed economia, portano una terza ondata di freschezza in un ambiente che pur evolvendosi rimane fedele a principi fondamentali come: qualità, coerenza, amore per il mestiere.

Nicola Berlanda capisce poi le esigenze del nuovo millennio e per questo motivo riorganizza l’ufficio progettazione a livello di software. Adotta una serie di nuove tecnologie delle quali l’azienda continua a beneficiare.

COME SI LAVORA – Nella contemporanea società globalizzata inizia a venir meno, soprattutto in contesti di vendita, la volontà di instaurare un rapporto con il cliente. Questo non accade alla Berlanda Project, dove il contatto è un principio imprescindibile, cogliere le volontà di chi si rivolge all’azienda è il primo importante passo volto alla costruzione, nel vero senso del termine, di un lavoro preciso e personale.

Una volta entrati dalla porta principale dell’azienda si viene subito travolti dall’eleganza delle esposizioni. Da professionisti nell’ambito dell’interior design, gli imprenditori hanno pensato di organizzare lo spazio secondo una logica precisa. I clienti hanno modo di vedere sin da subito alcune realizzazioni e singoli prodotti.

Non manca poi lo spazio dedicato ai materiali, luogo in cui si ha la possibilità di scegliere e sfogare le fantasie.

Molti, come spiega Nicola Berlanda, chiedono un rinnovo, un restyling che rispetti il carattere dell’ambiente e che quindi non lo stravolga.

L’azienda è pronta ad accogliere le richieste della clientela. «Facciamo sopralluoghi, cerchiamo di capire le necessità delle persone. Non lavoriamo con il mero obbiettivo di vendere ma con quello di soddisfare» spiega.

outdoor

I MATERIALI – È chiaro che il materiale e la qualità dei prodotti rispecchino chiaramente la filosofia di un’azienda.

La Berlanda Project vanta una materia prima ricercata che rispetta canoni estetici e qualitativi particolarmente alti. Per quanto riguarda le pavimentazioni, per esempio, ai clienti può essere proposto un legno austriaco con un’oliatura più resistente degli standard e che, proprio grazie alla qualità del materiale, addirittura profuma. Le argille utilizzate dagli esperti, a dispetto di molte resine sintetiche, non sono nocive.

Nel settore dell’arredamento si stanno sviluppando alcune normative importanti che riguardano la formaaldeide. Per questo motivo, e soprattutto per garantire la sicurezza ai propri clienti, la Berlanda Project si rivolge a produttori come Boffi– i quali scelgono di rispettare anche all’estero le normative più severe-.

ALCUNI PRODOTTI SPECIALI – La Berlanda Project, probabilmente per il suo particolare background storico e processo evolutivo, espone prodotti ricercati e innovativi. C’è una forte sinergia tra stile classico e all’avanguardia, una combinazione che sfocia in esposizioni ricercate e coinvolgenti.

La poltrona UP di Gaetano Pesce, disegnata nel 1969, è il frutto di una ricerca sul materiale. Per la prima volta, infatti, viene usato il poliuretano espanso in stampi. Ad oggi questo prodotto viene ampliato con una nuova versione dedicata ai bambini.

poltrona UP

Per quanto riguarda la parte outdoor vediamo anche qui l’impiego di materiali ricercati, importanti sono i prodotti di Paola Lenti spesso adottati dalla Berlanda Project.

Particolare anche il divano da esterni di Kartell, progettato da Starck Philippe, che attualmente è il più grande pezzo sul mercato creato con unico stampo.

Nonostante la presenza di elementi così all’avanguardia, la Berlanda Project offre anche prodotti più semplici e classici.

L’azienda, che stata quindi capace di rinnovarsi pur continuando ad evidenziare il suo background storico, resta a disposizione dei clienti con la passione che l’ha sempre contraddistinta. 

In questa cucina troviamo: paper stone, lavello in granito con una particolare lavorazione, pietra lavica (Etna), e frassino per quanto riguarda il meccanismo del tavolo in figura.

La stessa cucina

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Ambiente Abitare

Risparmio energetico: convegno con spettacolo al Muse

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Sarà uno spettacolo, la conclusione dell’evento in calendario il 21 settembre che approfondirà con un convegno al Muse (ore 19.30) la tematica relativa al risparmio energetico negli edifici e quindi al minore inquinamento degli stessi. (altro…)

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Ambiente Abitare

Al Nerocub Hotel di Rovereto ecco le auto «pazzesche»

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Strane apparizioni nel parcheggio del Nerocubo Hotel all’ingresso di Rovereto.

Auto con la slitta di Babbo Natale sul tettuccio e con i festoni luccicanti che appaiono qua e là, un’auto gialla con la scritta “Grumpy grandads on tour” (tour dei nonni incazzati), un furgone azzurrino con la scritta “Scooby Doo where are you?” (Scooby Doo dove sei?) e la testa del famoso cagnolone fifone dei cartoni tv, che sporge dal tettuccio.

Una Mercedes dipinta coi colori del miglior camuffamento militare e con dei tubi che sembrano siluranti sul tettuccio, ed una vecchia caretta arrugginita con un bidone di benzina inserito sul tettuccio e molti particolari che potrebbero far pensare ad una superturbo mal celata.

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Cosa ci fanno queste auto di seconda o terza mano e di gusto decisamente burlone e kitsch? Cosa le accomunai e quale sarà la loro misteriosa destinazione?

In realtà sono impegnate in un tour che attraversa l’Europa partendo dall’Inghilterra, si tratta del Motoscape Rally (www.motoscape-rally.co.uk ) che consente a queste auto molto sopra le righe, di essere guidate dagli appassionati, in suggestive location come il Passo dello Stelvio o il circuito del Nurburgring.

Quello iniziato il 1° settembre offriva due opzioni: raggiungere Praga in 7 giorni attraversando 12 paesi, oppure raggiungere Venezia in 5 giorni attraversando 8 paesi, con annessa visite al Museo Ferrari e al Museo Lamborghini.

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©MaxSalvetti

Lo scopo di questi Motoscape è innanzitutto quello turistico, ma anche la raccolta di fondi per scopi benefici.

Appartiene alla categoria dei Banger Rally, organizzati in UK, ovvero percorsi realizzati a bordo di auto di poco valore commerciale, ritoccate in modo buffo, col tipico humour british, per ottenere visibilità.

Tutto iniziò con una sorta di Parigi-Dakar (Plymouth-Banjul Challenge) realizzata con auto del valore commerciale inferiore alle 100 sterline. Fu un immediato successo e diede inizio ad una nuova categoria di rally.

Da allora le manifestazioni si sono moltiplicate e la passione per i motori, anche in forma scherzosa dei britannici, s’è trasformata in una moda. Ogni anno vengono proposti percorsi diversi ed i partecipanti sono invitati a trasformare le loro auto in qualcosa di irripetibile, che sappia attirare attenzione.

Molte di queste auto contribuiscono a raccogliere fondi per nobili cause, ed i piloti mentre ottengono il loro scopo benefico, possono divertirsi guidando e visitando paesi e località da sogno.

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Ambiente Abitare

Un deposito di inerti dentro un giardino privato. Ma dopo le denunce ancora nulla

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Ha nascosto un deposito di materiali inerti sotto il prato di casa nel suo giardino in località Villazzano.

I vicini dell’uomo denunciano la cosa al nostro numero WhatsApp della redazione (3922640625) con tanta di testimonianza fotografica.

Nel giardino dell’abitazione dell’uomo nel 2017 erano iniziati dei lavori di ristrutturazione ma il materiale di risulta invece che essere trasportato in discarica è stato sotterrato nel giardino di casa.

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Tutto il materiale di risulta dalla demolizione/ristrutturazione di cantiere è stata riportato a terra per circa 1 metro di altezza con un escavatore (foto) per occultare quanto depositato.

Sul tutto è stata fatta pavimentazione e gradoni in terrapieno.

L’uomo è stato consigliato amichevolmente di trasportare il materiale in discarica dai vicini ma la risposta sarebbe stata: «A me casa fago quel che voi»

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I vicini hanno così denunciato la cosa prima all’APA (agenzia protezione ambiente) poi ai Carabinieri del NOE. 

Per ora pare però che le denunce siano state inascoltate, visto che il materiale è  sempre al suo posto.

Fra i detriti ci sono anche sostanze inquinanti e guaine rivestite di bitume, quindi pericolose per l’ambiente.

L’articolo 256 (riportato sotto) parla chiaro in materia e prevede anche delle denunce con pena fino a 3 anni di detenzione.

 

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