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Valsugana e Primiero

Pergine: ritrovato a Verona il detenuto evaso dall’ospedale psichiatrico

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Un 46enne, detenuto in un ospedale psichiatrico di Pergine Valsugana, è stato ritrovato a Verona dopo qualche giorno dalla fuga.

Il malato era evaso e se ne erano perse le tracce, ma la polizia di Verona lo ha intercettato nella notte del 10 luglio.

Dopo aver picchiato e perseguitato il suo datore di lavoro, i medici avevano diagnosticato un disturbo della personalità per la quale era stato internato e condannato a scontare la sua pena nella struttura della Valsugana.

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Il detenuto è un 46enne di Brescia che deve scontare una pena che scadrà il prossimo 16 novembre.

A suo carico risultano anche altri due precedenti penali per danneggiamento e per guida in stato di ebbrezza.

La polizia di Verona ha riaccompagnato il detenuto nell’ospedale psichiatrico di Pergine.

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Valsugana e Primiero

Primiero: non chiuderanno gli uffici periferici del libro fondiario e del catasto

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In relazione alla notizia sulla prospettata chiusura degli uffici periferici del libro fondiario e del catasto del Primiero,  forse riportata in seguito ai problemi degli ultimi mesi, l’amministrazione provinciale smentisce e anzi precisa che non c’è allo stato attuale nessuna intenzione di procedere in tal senso.

Al contrario, per quanto riguarda in particolare l’ufficio del libro fondiario, ricorda la recente assunzione di nuovi conservatori che, non appena formati, saranno impiegati anche su quel territorio.

“Nel frattempo l’ufficio continuerà a fornire il servizio con le stesse modalità fino ad oggi garantite”, ha sottolineato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.

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Valsugana e Primiero

Controlli all’Acciaieria di Borgo : precisazione dell’APPA

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L’Agenzia provinciale per la protezione dell’Ambiente, in relazione a quanto apparso sulla stampa locale, rispetto al recente incendio avvenuto presso l’impianto BVS – Acciaieria di Borgo Valsugana, ed in particolare sulle riserve che vengono espresse nei confronti dell’attività di monitoraggio svolta dall’APPA, ritiene di dover porre in evidenza come i monitoraggi, di cui si lamenta la mancanza, sono in realtà da tempo e costantemente eseguiti.

In particolare, oltre al monitoraggio della qualità dell’aria nel suo complesso che da anni testimonia il sicuro rispetto di tutti i limiti e per tutti gli inquinanti, viene costantemente effettuato anche il monitoraggio di tutte le deposizioni atmosferiche che impattano l’abitato di Borgo Valsugana, provenienti da tutte le potenziali sorgenti, ivi compreso l’impianto dell’Acciaieria.

I deposimetri sono da anni posizionati in prossimità delle scuole elementari di Borgo e presso il CRZ e non hanno mai evidenziato valori tali da destare preoccupazione. In aggiunta a queste attività, recentemente è anche stato realizzato e diffuso dall’Agenzia provinciale per la tutela dell’Ambiente uno studio molto dettagliato ed approfondito che ha tracciato la ricaduta di tutte le emissioni presenti a Borgo Valsugana stabilendone, anche in termini quantitativi, la fonte inquinante di provenienza.

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Seppur con un diverso, ma anche più avanzato ed assolutamente rigoroso metodo, tale studio fornisce tutti gli elementi per la valutazione degli inquinanti che interessano l’abitato di Borgo Valsugana, compresi quelli derivanti dalla presenza dell’Acciaeria.

Le informazioni di cui si lamenta la mancanza, quindi, sono già tutte assolutamente disponibili e pubbliche, diffuse sul sito dell’Agenzia e puntualmente trasmesse anche a tutti i soggetti competenti ed interessati, comprese le associazioni ambientaliste.

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Valsugana e Primiero

Principio d’incendio all’acciaieria: ValsuganAttiva chiede controlli mirati

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Arriva da ValsuganAttiva nella persona del presidente Antonio Mittempergher la pesante accusa alla BVS Srl, società che gestisce l’acciaieria.

Come dimostrato dalle riprese delle telecamere di ValsuganAttiva, venerdì scorso si è verificato un principio d’incendio nel parco rottami dell’azienda siderurgica: episodi di questo genere sembrano verificarsi ripetutamente.

L’azienda non si atterrebbe ai vincoli imposti dall’Autorizzazione Integrata Ambientale, che ordina di comunicare ogni singolo episodio di emissioni nocive ripreso dalle telecamere aziendali alle autorità competenti.

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L’accusa è grave, e Mittempergher non risparmia neppure Appa, che non si fa carico di posizionare le apparecchiature necessarie, ovvero deposimetri, che permetterebbero la caratterizzazione chimica, morfologica e dimensionale delle polveri, e di valutarne l’impatto ambientale.

Il presidente confida ora nel neoeletto Consiglio provinciale, nella speranza che questo dimostri più sensibilità di quello precedentemente in carica, in riferimento al tema dell’impatto ambientale di tali eventi.

Come si ricorda durante alcune lavorazioni in corso all’interno del reparto produttivo, la generazione di alcune scintille ha fatto si che si sviluppasse un principio d’incendio nell’adiacente reparto di stoccaggio del materiale da lavorare.

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