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I motociclisti trentini al raduno internazionale della Ducati

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Mancano ormai meno di due settimane all’inizio del World Ducati Week, l’evento che raccoglie gli appassionati Ducatisti, un appuntamento che si rinnova ogni due anni da oramai due decenni, la prima edizione è infatti del 1998 e anche quest’anno si celebrerà sulla riviera romagnola, all’interno del circuito Marco Simoncelli.

Sarà presente anche il Trentino, attraverso il Desmo Owners Club Trentino, club ufficiale del marchio di Borgo Panigale e visto che il presidente del club, Lorenzo Galasso, è un nostro amico e storico collaboratore, abbiamo approfittato per fargli qualche domanda di approfondimento.

E’ veramente un evento così partecipato questo World Ducati Week?

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Certo che si! Iniziamo con il dire che tra di noi ci limitiamo a chiamarlo WDW: è più immediato. Diciamo che in Ducati sono stati premiati per la costanza e la pazienza: i primi WDW erano eventi piccoli, riservati per i pochi appassionati del marchio, man mano che sono passate le edizioni, il numero di partecipanti cresceva e anche se l’azienda ha attraversato momenti difficili, non ha mai rinunciato a organizzare il WDW, un impegno tutt’altro che semplice e nell’ultima edizione erano quasi novantamila partecipanti nei tre giorni di raduno.

Così tanta gente, ma solo italiani o arrivano anche dall’estero?

Ovviamente arrivano moltissimi stranieri, è anche quello il bello, conoscere altre persone con la tua stessa passione da tutto il mondo!

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E questi stranieri vengono in moto?

Si molti si, diciamo che gli europei vengono quasi tutti con la loro moto, in passato ho visto arrivare moto targate Finlandia, tanto per fare un esempio, ma ci sono anche quelli che uniscono l’evento all’impresa, come il gruppo di cinesi che nel 2016 partì in sella alle loro Ducati da Pechino per arrivare a Misano, o il gruppo degli Emirati Arabi che ha spedito le moto in Inghilterra e da lì hanno attraversato tutta l’Europa in sella per arrivare al circuito Marco Simoncelli!

Dicevamo che in quest’edizione ci sarà una rappresentanza ufficiale dal Trentino, ce ne puoi parlare?

Si, innanzitutto chiariamo che i trentini hanno sempre partecipato al WDW, solo che non avevano un club ufficiale, solo appassionati, magari con un loro club, ma non “DOC”, (Desmo Owners Club). Quest’anno avremo il club ufficiale che parteciperà per la prima volta ed è un immenso piacere e onore esserne il presidente. Permettimi un pizzico di orgoglio nel pensare ai nostri soci che girano per il WDW con la maglietta del club, su cui spicca la dicitura DOC Trentino, oltre ad altri particolari che identificano la nostra terra, ma che al momento non posso svelare, visto che la maglietta speciale in edizione WDW del club è ancora “segreta”.

Addirittura maglie speciali?

Si certo! Tutti i club vogliono celebrare questo momento e cosa c’è di meglio di una maglietta originale e dedicata al proprio club da indossare con orgoglio a Misano? C’è sempre un po’ di campanilismo quello buono in questi eventi e anche noi del Trentino abbiamo voluto sottolineare le nostre terre, anche ricordando a tutti che le nostre montagne, se vissute responsabilmente, sono il paradiso per le nostre moto!

Dicevi che per i trentini è il primo WDW con un club ufficiale, ma questo cosa vuol dire per loro?

Beh, innanzitutto lo sconto sul biglietto: i soci “DOC” hanno un prezzo particolare, quasi il 50% di sconto sul biglietto d’ingresso, ma anche gli sconti riservati ai soci nel negozio ufficiale Ducati all’interno del circuito, oltre al piacere della compagnia dei propri amici e compagni di club. Ovviamente, come tutti i club, il direttivo ha organizzato i gruppi per scendere in Romagna insieme, a seconda delle esigenze dei singoli soci, dando anche indicazioni e consigli utili a tutti coloro che non hanno mai partecipato ad un WDW e durante l’evento il telefono del club sarà sempre attivo e qualcuno del direttivo sarà a disposizione per inidicare le varie attività più interessanti, così come per rispondere a quesiti e problemi dei soci.

Un servizio a 360 gradi insomma?

Si, ma non chiamiamolo “servizio”, in fin dei conti non siamo pagati per il lavoro che facciamo con il club. Il direttivo fa tutto per il piacere di aiutare e aggregare gli appasionati del marchio, non è di certo un lavoro retribuito, anzi, spesso investiamo tempo e soldi di tasca nostra, ma fa parte dell’impegno che ci spinge a creare un gruppo di amici con la comune passione del motociclismo in generale e per la Ducati in particolare.

A questo proposito, i vostri iscritti sono tutti possessori di Ducati?

No, in realtà non tutti, ovviamente la maggior parte, ma non è un requisito necessario per stare con noi: abbiamo alcuni soci che hanno altri marchi italiani, come Moto Guzzi o le classiche “giapponesi”, ma personalmente ho sempre pensato che non c’è una moto migliore dell’altra. In realtà, c’è solo la moto più adatta al motociclista che la possiede, che lo rende più felice, quindi non ha senso escludere una persona perché non ha una Ducati: la base è la passione per il motociclismo, poi è ovvio che la maggioranza del soci è un possessore di Ducati, ma se qualcuno ha piacere di stare con noi e non si formalizza sul fatto che il club è ufficiale Ducati, per il resto è benvenuto!

Andando oltre il WDW, cosa si fa nel vostro club?

Il club basilarmente organizza giri in moto in compagnia, ma anche serate speciali ed eventi particolari, come i week end al mare, momenti di aggregazione e divertimento tra di noi. Che poi il divertimento stia nell’andare in moto sulle nostre montagne o passare una serata in compagnia degli amici non conta, quello che conta è divertirsi e stare insieme, uniti da quel filo comune che è la passione per il marchio Ducati e per le moto.

Come vi si trova? Ci si apposta su qualche passo di montagna?

Sarebbe un’idea! Una specie di rito d’iniziazione: “Se ci trovi sul passo ti puoi iscrivere!”, ma forse non faremmo molti iscritti, scherzi a parte, non abbiamo una vera sede nostra, usiamo molto Facebook, dove abbiamo la nostra pagina ufficiale, nella quale pubblichiamo sia le serate che facciamo, che i giri in moto, il tutto in modo pubblico, così che chi vuole unirsi è il benvenuto. Abbiamo una sede onoraria che è il Porteghet a Trento centro, il cui proprietario è un nostro socio, ma ci troviamo anche al Galloway di Trento sud, il primo e il terzo giovedì del mese dalle 20 in poi, così che se qualcuno vuole venirci a conoscere è il benvenuto!

Prima parlavi di campanilismo “buono”, ma nel club siete tutti trentini?

Certo che no! Innanzitutto abbiamo molti che arrivano da Bolzano, ma abbiamo anche soci che hanno il piacere di stare con noi, anche se magari vengono dall’estero, come Michael dalla Germania o Hansi dall’Austria e il bello è che partecipano ai giri in moto e alle serate insieme tutte le volte che possono!

Grazie per il tempo che ci hai dedicato Lorenzo e buon WDW!

Grazie a voi, anche a nome di tutto il direttivo del club, che oltre al sottoscritto, vorrei ricordare che è formato da Elena Sester vice presidente, Walter Bonatti tesoriere, Emanuela Briani segretario!

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EICMA – Al via da domani la Fiera Internazionale del ciclo e motociclo a Milano

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Milano come ogni anno diventa per qualche giorno la capitale delle due ruote con l’inizio di EICMA, l’esposizione internazionale del ciclo e motociclo, un appuntamento imperdibile per gli appassionati del settore che accoglierà dall’8 all’11 novembre tutti gli appassionati delle due ruote.

Quest’anno EICMA ha aperto le porte della fiera attraverso un inedito evento che ha visto la madrina Vanessa Incontrada, presentare alla stampa e agli operatori del settore l’edizione 2018 di questa fiera che, come sempre, promette di permettere a tutti di dare uno sguardo al futuro delle due ruote, come recita il motto di quest’anno: “Vediamo strade che ancora non esistono“.

E il futuro è ben rappresentato qui a Fiera Milano, soprattutto per l’espansione che ha avuto lo spazio dedicato alle e-Bike, quest’anno ospitate nel padiglione 22 e sinonimo di mobilità a pedalata elettrica, un settore del mercato che si sta sempre più ampliando e che trova la sua vetrina più naturale proprio in questa fiera, dove tra le altre è stata presentata in anteprima mondiale anche la e-Bike marchiata Ducati, che gli appassionati hanno già potuto vedere durante l’evento trasmesso domenica sera da SKY e che ora fa bella mostra di se, tra i nuovi modelli del marchio bolognese.

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Sempre parlando di futuro, al padiglione 11 è in esposizione la creatività e il futuro del mercato nell’area Start Up e Innovazione, uno sguardo al futuro attraverso gli occhi di giovani aziende che presentano i loro lavori, i prototipi e le idee che potrebbero un giorno diventare realtà, ma anche tramite i lavori degli studenti universitari che hanno partecipato al concorso sul design moto promosso da Confindustria ANCMA in collaborazione con ADI, l’Associazione Disegno Industriale.

Spazio anche al presente, con il Temporary Bikers Shop, lo spazio commerciale all’interno del padiglione 9, dove sarà possibile vendere e acquistare accessori, abbigliamento, caschi e tutto quello che riguarda il mondo dei motociclisti, ma che quest’anno si arricchisce di una sezione dedicata alle moto usate e a quelle d’epoca.

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Ancora più presente va di scena lo spettacolo delle esibizioni dal vivo, dei test moto della musica e degli spettacoli dal vivo, che come da tradizione si svolgeranno nell’area “MotoLive“.

Tra gli appuntamenti più importanti ci saranno le finali degli Internazionali d’Italia di Supercross, la Gara Internazionale di QuadMX e le finali del Challenge Yamaha MX ed EX.

EICMA infine esce anche dai confini del polo fieristico, invadendo le strade di Milano, portando la passione per le due ruote in diversi spazi dedicati all’interno della città, un calendario di appuntamenti che anima tutta la settimana dedicando feste, incontri e tutto quello che possa “contaminare” Milano con lo stile e la voglia di vivere di chi vive sulle due ruote, coinvolgendo anche chi non ha, o ancora non ha, questa splendida passione, questo stile di vita, che vive anche qui, tra i padiglioni di EICMA.

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Destinazione Pilota – il giorno delle selezioni: finalmente in pista

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Vittorio Veneto, nove della mattina, le Clio della scuderia Michael Racing stanno scaldando i motori, il borbottio sordo attira l’attenzione dei partecipanti alla prima edizione di Destinazione Pilota, che aspettano di poter provare l’emozione di salire a bordo.

Prima però di potersi mettere al volante li aspetta la sessione di teoria, perché Destinazione Pilota non è solo una giornata per “giocare con le macchine“, ma una vera e propria porta d’ingresso al mondo delle corse e state pur certi che c’è sempre da imparare, in macchina come in aula.

Bolfelli e Valentini tengono la teoria, partendo dall’impostazione di guida: com’è corretto tenere il volante, la posizione di guida e da qui si passa a studiare la mappa della pista, spiegando esattamente, curva per curva, dove e come affrontare sia le curve che gli esercizi di guida, dallo slalom alle chicane strette, tutti esercizi che fanno capire come questa giornata sia impostata non tanto per vedere chi è più veloce, ma chi ha una miglior controllo del mezzo, sia d’istinto che dopo le spiegazioni e i consigli del pilota istruttore al suo fianco.

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Alla fine della teoria si legge negli occhi dei partecipanti la voglia di mettersi al volante, ma prima di provare quelle emozioni li aspetta il test teorico, un momento necessario, proprio perché non è un gioco, ma una giornata di formazione prima di tutto, non solo per chi punta a fare di questo il suo sport, ma anche per chi vuole capire meglio cosa voglia dire guidare, farlo in sicurezza, farlo meglio.

Ospite speciale è stato il pilota che seguirà come “tutor” i piloti durante le gare di salita: Christian Merli, campione Europeo e campione Italiano di velocità salita, che ha salutato tutti, ricordando come, quando iniziò lui, non c’erano possibilità di questo tipo, ci si doveva ingegnare per poter noleggiare o comprare la macchina per poter gareggiare, ma senza istruttori, senza trofei a basso costo, ma ben studiati, come il Trofeo Clio Michael Raging.

Le prove pratiche, vista la grande affluenza, si sono protratte per tutta la mattinata fin oltre l’ora di pranzo, con gli istruttori impegnati a seguire e valutare tutti i partecipanti che si sono impegnati al massimo e che sempre, tolto il casco, sfoderavano quel sorriso e quella luce negli occhi che ti fanno capire quanta passione e quanta gioia c’erano in loro.

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Dopo la pausa pranzo la Michael Racing ha dato l’occasione a tutti i partecipanti di poter godere a pieno della pista, organizzando una serie di turni sul tracciato, sgomberato da birilli e chicane provvisorie, per dare libero sfogo alla potenza delle macchine, ma sempre con un istruttore a bordo, di modo che fosse comunque un momento propedeutico.

Parlando di istruttori, abbiamo approfittato della disponibilità di uno di loro: Francesco Gonzo, giovane trentino promessa del rally, che ha iniziato la sua carriera proprio da una manifestazione simile a Destinazione Pilota, due anni fa su questo stesso circuito.

Francesco, ora sei istruttore, ma sappiamo che hai iniziato proprio come i ragazzi che oggi hai portato in pista, ce ne puoi parlare?

Infatti, ho iniziato proprio qui, su questa pista, con le stesse persone che stanno lavorando qui oggi e ti dirò che quando stamattina siamo arrivati al circuito e ho visto la macchina con la quale due anni fa ho vinto il concorso che ha iniziato la mia carriera, non ho resistito: ho chiesto di poter salire su quella. Sicuramente è stata una bella emezione, mi da rivivere le stesse meravigliose sensazioni di due anni fa, ma con altrettanta voglia di crescere e imparare, anche se sono istruttore, imparare qualcosa di nuovo è sempre importante e sicuramente questa è una bella esperienza.

Parlaci un po’ dei partecipanti che hai accompagnato in pista in questa esperienza.

Devo dire che alcuni avevano già una buona base, dalla traiettoria di curva, la frenata e l’impostazione generale al volante, altri un po’ meno, ma comunque con molta voglia di imparare e di fare bene.

Purtroppo l’errore più comune è stato quello dell’uso delle mani sul volante, troppo abituati a una guida stradale, con tutti i limiti e i pericoli che si portano dietro le brutte abitudini, come incrociare le braccia, o usare una sola mano. Comunque ci vuole esperienza e questa si fa con il tempo, andando il più possibile in macchina in un certo modo e in una giornata come questa non ci si può aspettare che si cambino certe abitudini, seppur scorrette, in pochi giri di pista.

A questo proposito, tu hai vinto un concorso simile a questo, ma che ti ha proiettato molto velocemente a livelli di competizione molto alti, quale il Campionato Italiano WRC, quale credi che sia meglio come percorso, quello veloce come il tuo, o quello più “lento”, ma graduale come quello di Destinazione Pilota?

Secondo me per chi vuole iniziare è la cosa migliore, perché comunque si parla di investimenti di tempo e di denaro sicuramente più accessibili rispetto ad un campionato WRC come è stato per me, questo perché se non avessi avuto la fortuna di avere alcuni sponsor, primo fra tutti la mia famiglia, non sarebbe stato possibile fare il percorso che ho fatto, come sempre in questo ambiente. Mentre un progetto triennale come quello di Destinazione Pilota è un modo per entrare gradualmente nel mondo delle corse, soprattutto perché circondati da professionisti che sono nel settore da molti anni e hanno l’esperienza per aiutare nel migliore dei modi e anche la macchina, la Clio, è un’ottima scelta per imparare bene e gradualmente.

Con Christian Merli, nell’intervista che gli abbiamo fatto, si parlava appunto delle macchine per iniziare, del fatto che troppo spesso c’è chi parte subito con macchine molto potenti e performanti, ma che non è in grado di utilizzare veramente al limite, come pensi che influisca nel processo di apprendimento la macchina giusta?

Innanzitutto c’è da dire che qui alla Michael Racing conoscono da anni la Clio con la quale stiamo correndo oggi e con le quali si corre il trofeo, ne conoscono ogni bullone e quella macchina per loro non ha segreti. Questo fa la differenza nel momento in cui pensiamo al fatto che una macchina affidabile è sicuramente il primo requisito per poter imparare: è inutile avere una macchina potente, ma che poi non è mai al suo meglio o peggio non va proprio.

Certo non è una R2, la classe più indicata per chi vuole inserirsi velocemente tra i migliori piloti a livello giovanile in Italia, ma torniamo al discorso dei costi: con una classe R2 sicuramente il budget necessario per correre è molto più elevato rispetto alla Clio, quindi si, pur essendo meno performante, la Clio rimane la scelta migliore per chi vuole iniziare, per chi vuole imparare e vi assicuro che quando si è in grado di portare al limite questa macchina, si può tranquillamente pensare di competere seriamente anche nella classe R2, con la differenza che il percorso di apprendimento lo si è fatto ad un costo di molto inferiore.

L’evento è finito, la classifica prenderà forma nei prossimi giorni, quando tutti i risultati, dalle valutazioni in macchina dei piloti istruttori, ai quiz scritti relativi alla teoria, verranno inseriti in un sistema di graduatoria che darà i risultati finali. Destinazione Pilota non è una gara, dove il cronometro o la posizione in pista allo sventolare della bandiera a scacchi decretano un vincitore, è una vera e propria selezione di talenti, che quindi deve considerare molti fattori.

Uno dei concetti più sottolineati dai piloti istruttori con cui abbiamo parlato è stato appunto che non guardavano tanto chi “correva di più“, magari a scapito della precisione di guida, ma chi ascoltava, imparava e applicava maggiormente i loro consigli.

Alla fine della giornata, con il rombo delle macchine ancora nelle orecchie, lasciamo Vittorio Veneto, particolarmente impressionati da questo progetto, sentendoci anche noi, seppur solamente “cronisti“, un po’ parte di questa famiglia, una famiglia non di sangue, ma di passione, che ci rende tutti uguali, che ci porta a sognare e, speriamo per alcuni, addirittura di poter coronare quel sogno: diventare un pilota.

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Si scaldano i motori per Destinazione Pilota – Intervista a Michele Moretto

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Mancano pochi giorni allo svolgimento di “Destinazione Pilota“, il progetto di Michael Racing, per dare la possibilità a chiunque di misurare le proprie capacità di pilota nel mondo dei rally, specialità inspiegabilmente ignorata dal pur splendido Festival dello Sport, che ha coinvolto l’intera città di Trento nel week end.

Nelle scorse settimane abbiamo avuto modo di parlare della manifestazione in se, di come si svolgerà e cosa punti a essere da quest’anno in avanti, lo abbiamo fatto tramite la presentazione stampa, ma anche intervistando il testimonial più blasonato: Christian Merli, Campione Europeo e da poco anche Campione Italiano montagna.

Quest’oggi abbiamo voluto parlare di persona con Michele Moretto, patron della Michael Racing, la scuderia veneta che da anni collabora con molte realtà rallistiche trentine e che, inseme a Fulvio Bolfelli, ha voluto mettersi in gioco in questo progetto.

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Sig. Moretto, innanzitutto ci potrebbe spiegare come nasce l’idea di “Destinazione Pilota”?

E’ molto semplice: con Fulvio Bolfelli ci conosciamo da molto tempo e lui ha sempre avuto l’obbiettivo di avvicinare le persone al mondo delle corse, uno sport difficile soprattutto per i costi, non è così semplice capire il proprio talento e mettersi alla prova, servono investimenti importanti per noleggiare una macchina e spesso in passato mi è capitato di vedere persone che, potendolo fare, hanno preso macchine importanti per provare a gareggiare, ma la mancanza di esperienza e di conoscenze tecniche lo hanno reso solo uno spreco di denaro. Per questo nasce Destinazione Pilota: dare a chiunque, con un costo esiguo, non solo la possibilità di mettersi alla prova in un singolo evento come faremo il 21 p.v., ma di partecipare ad una competizione come il Trofeo Clio Michael Racing che ha un costo bassissimo, a fronte di una serie di gare in grado di mettere alla prova i piloti in diverse tipologie di competizione, su strada come su tracciato o sullo sterrato.

Destinazione Pilota è di certo una bella iniziativa, ma non è l’unica del genere, può spiegarci in cosa si differenzia?

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Certo, non è l’unica, le proposte di questo tipo sono svariate, quello che secondo Fulvio e me mancava era l’impegno nel tempo: un conto è una giornata singola, per quanto possa essere una splendida esperienza, lascia un po’ il tempo che trova se non si è l’unico vincitore, ma nello sport, anche il nostro, non sempre si può essere i migliori in assoluto e vincere sempre. Da qui la consapevolezza che l’evento singolo è importante, ma non può essere l’unico obbiettivo: ci vuole continuità nel tempo e la possibilità di dare ad ognuno il modo di migliorare ed evolvere con i propri tempi.

Quindi il il prossimo 21 ottobre non vedremo semplicemente gli otto vincitori primeggiare e tutti gli altri?

Certo gli otto vincitori delle diverse categorie avranno la possibilità di continuare il loro percorso con delle agevolazioni importanti, ma l’intero Trofeo Clio Michael Raging è studiato per avere costi bassi e dare l’occasione di divertirsi nel motorsport, oltre che di crescere come pilota, se questo è l’obbiettivo che ci si prefigge. Chi non sarà tra i vincitori avrà avuto un assaggio di quello che sarà il Trofeo e se vorrà, potrà continuare il cammino attraverso di esso, sia che voglia diventare un pilota, sia che voglia semplicemente divertirsi nel nostro mondo senza spendere una fortuna!

Crescere, a questo proposito se non erro la vostra scuderia, oltre che per i piloti, è molto giovane a 360 gradi o sbaglio?

No, non sbagli: spesso ci si dimentica che il nostro è un gioco di squadra, certo, c’è il pilota come punta, ma senza la squadra di tecnici e meccanici, il pilota può fare poco, è un lavoro di concerto tra tutte le diverse realtà che compongono il team e il nostro, da sempre, punta a formare giovani anche nelle diverse figure che compongono una squadra vincente, dal pilota appunto, al meccanico. Non a caso siamo una delle scuderie più “giovani”, inteso come età media della squadra, in Europa. I giovani parlano un linguaggio diverso da noi, certo l’esperienza e la competenza di chi vive tra pneumatici e benzina da anni non ha prezzo, ma il nostro obbiettivo è formare quei giovani che un giorno saranno i protagonisti di domani, facendogli fare le esperienze necessarie, lasciando che giovani piloti parlino con tecnici giovani, nel loro linguaggio, con i loro tempi.

Ringraziamo Michele Moretto per il tempo che ci ha messo a disposizione, non vediamo l’ora di vedere come si svolgerà questo evento: saremo presenti con un nostro inviato per seguire passo passo i partecipanti e le loro evoluzioni sul tracciato!

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