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Trento

Atti intimidatori verso l’associazione famiglie tossicodipendenti: «Noi lasciati soli dal comune di Trento»

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A.F.T. (Associazione Famiglie Tossicodipendenti Onlus di Trento ) denuncia un atto che potrebbe essere intimidatorio.

Nella notte qualcuno ha tagliato due ruote dell’auto dell’Associazione che si trovava posteggiata nei pressi degli alloggi che ospitano le persone seguite dall’associazione in via Verruca.

La denuncia è contro ignoti. Ma pare non sia il primo atto vandalico contro l’associazione.

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L’accadimento fa parte di atti che a tempi più o meno regolari colpiscono i locali degli uffici amministrativi, le macchine, gli appartamenti ed in maniera più sottile  le persone e che per modalità e tempismo hanno carattere persecutorio.

L’associazione per questo si chiede se quanto succede regolarmente siano atti di vandalismo oppure una vera e propria persecuzione ad opera di qualcuno.

«Un anno fa proprio il 10 luglio  – spiegano dall’associazione – avevamo invitato le massime autorità trentine perchè si prendesse in considerazione con concreti ed indispensabili aiuti il lavoro che l’Associazione svolge per “gli ultimi”: drop- in sociale, Punto donna, alloggi di prima accoglienza e reinserimento per soggetti con dipendenze patologiche. Da allora parole tante, promesse tante ma di fatto praticamente nulla. Stiamo aspettando qualche spicciolo che abbiamo chiesto sudando sette camicie  e incontrando proposte risolutive che nulla avevano a che fare con la nostra mission e integrità morale. Spiccioli indispensabili per coprire le sostituzioni del piano ferie dei nostri lavoratori»

L’associazione lavora in rete tutti i giorni con il Ser.D, le forze dell’ordine, gli ospedali, il csm, l’alcologia, i servizi sociali, l’uepe, la giustizia riparativa ecc, e nasce nel lontano 1981: «siamo una realtà che si continua a non voler collocare e ascoltare nel modo che si merita. L’istituzione che ci è vicina,  – si legge ancora nella note di AFT – che collabora con noi che preme perchè arrivino a noi gli aiuti necessari per proseguire e portare avanti i preziosi ed indispensabili servizi è il Ser.D. , con il quale stiamo ultimando il protocollo di azione condivisa trasversale che copre i servizi che svolgiamo quotidianamente. Protocollo che abbiamo stilato e che era stato presentato (a noi ed al ser.d) come provvisiorio, in attesa che si terminassero i lavori dei “tavoli sulla dipendenza”»

AFT denuncia anche la mancata convocazione ai tavoli delle dipendenze, insieme a tutti soggetti istituzionali  che si occupano a diversi titoli del problema e che dovevano creare l’auspicata divisione di compiti, ambiti operativi nel rispetto delle diverse istituzioni (politiche sociali, sanità, organizzazione di volontariato).

«Sembra che si dica che sono stati già fatti (attendiamo l’invito formale annunciato proprio dai pochi invitati che erano presenti il 10 luglio di un anno fa). Si vocifera che vari funzionari sostengano che i nostri servizi non siano necessari perché già coperti. Da chi? Quando? Perchè sono spariti questi tavoli? I nostri numeri, dati, confronti, presentati a tutte le Istituzioni dove sono finiti? Qualcuno li ha letti? Se li hanno letti perchè non dicono nulla a proposito? La verità è che siamo stati lasciati soli.

Vero è che si sono aperti “tavolini” presso il Comune di Trento e che ad essi siamo stati invitati, ma questi,  – aggiunge l’associazione – che si occupano di settori specifici del grande problema delle dipendenze nulla hanno a che fare con l’importante confronto tra sanità, politiche sociali e realtà che a diverso titolo operano con impegno, sacrificio nei diversi ambiti della patologia derivante dalle dipendenze».

AFT si chiede inoltre che fine ha fatto il confronto limpido, schietto, condiviso, solare che va ben al di là di ideologiche prese di parola volte ad essere utilizzate e manipolate come slogan in tempo di pre – elezioni?

E ancora:«Dove è finita la gioia della reale collaborazione nel nostro bel territorio?  Da noi si è limpidi, non si procede con amicizie e favoritismi ideologici ,vero»?

Poi la denuncia finale verso l’amministrazione comunale: «Un anniversario per andare oltre la paura, la minaccia palese o sorridente, per procedere “a favore” della soluzione non “contro” chi non ci è simpatico, chi non si sottomette a ideologie illuminate o no! Parliamo di tutti quei cittadini, trentini e non che operano tutto  l’anno: dalla Primavera all’Inverno con legalità, trasparenza, per salvare e curare vite umane. Siamo certi che anche se la popolazione affetta da dipendenze patologiche non rappresenti un bacino di voti interessante questa volta, qualcuno ci risponderà in modo sostanzialmente concreto.  Buon anniversario dunque. Le intimidazioni, il vandalismo non ci fermano! Che le nostre figlie, i nostri figli, le nostre famiglia vivano nella gioia»!

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Trento

Paura a Madonna Bianca per un’anziana scippata e buttata a terra

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Brutta avventura per una 87enne di Madonna Bianca che ieri sera (15 febbraio) è stata scippata della borsa e gettata a terra da due sconosciuti malviventi.

Erano ormai passate le 20 ed era già buio quando l’anziana, rientrando a casa in via Conci, ha subito l’aggressione.

Probabilmente dopo averla seguita per un tratto di strada ed essersi assicurato che fosse sola, uno dei due borseggiatori si è avvicinato alla donna, che in quel momento stava attraversando il cortile antistante la torre 14, e l’ha strattonata facendola finire a terra.

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Fortunatamente la signora, ancora sotto shock, non aveva con sé denaro o oggetti di valore.

Sul posto i carabinieri, che hanno dato il via alle operazioni di ricerca dei due scippatori.

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Trento

Protesta sotto il palazzo della regione: no al riempimento della cava di Sardagna

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Sardagna ribadisce la propria contrarietà all’ipotesi di riempimento della cava attualmente di proprietà di Sativa chiedendone l’acquisizione da parte della Provincia e lancia anche un allarme di estetica ambientale: come sarebbe il panorama visto dalla possibile nuova funivia Trento – Bondone dal momento che l’ipotetico percorso passerebbe proprio sopra il “ buco” della cava?

Concetti espressi questa mattina nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta sotto il palazzo della Provincia “perché siamo in attesa che il Presidente Fugatti ci fissi un appuntamento, come del resto lo siamo da parte del sindaco Andreatta. Le firme raccolte ? Ce le teniamo ben strette e le presenteremo solo in occasione dei richiesti incontri”.

Attualmente l’attività della cava è sospesa da una delibera della Provincia, ma l’ipotesi è che si possa dare il via ai lavori di riempimento: un lavoro infinito: “Il problema è semplice. La cava fu posta sotto sequestro per la presenza di rifiuti speciali non autorizzati – spiega il Presidente della Circoscrizione Pedrotti – che adesso col l’innalzamento dei parametri sono diventati regolari. Contemporaneamente la quantità degli inerti è diminuita in maniera drastica e quindi più che il rischio la certezza che abbiamo e che il riempimento possa essere fatto con rifiuti speciali”.

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Di rifiutiparticolari” come sacche di sangue o residui di piombo pare che ce ne siano in quantità rilevanti: “Il problema – sottolinea una residente – è che la bonifica non può essere fatta per i rischi di franamento collegati agli scavi. Quindi possiamo accettare che tutto resti com’è adesso – anche se ci dicono che esisterebbe una mappatura che indica il contenuto nelle varie aree della cava – ma di certo non permetteremo un’ ulteriore crescita dei rifiuti speciali”.

Sardagna è stata dimenticata per anni, ma oggi grazie alla discussione del progetto della funivia Trento – Bondone e di quella relativa alla riqualificazione e recupero turistico della “montagna di Trento” l’occasione è propizia per cercare di porre rimedio agli anni nei quali il ricatto del posto di lavoro, ha rovinato la realtà di Sardagna.

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Rovereto e Vallagarina

Rovereto: i ladri arrivavano in taxi, arrestati per aver commesso 24 furti.

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Nella mattinata odierna, 15 Febbraio 2019, a finalizzazione ed esito di una più ampia attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale Rovereto e volta a frenare il fenomeno dei reati predatori, specificatamente di furti in appartamento, personale del dipendente Nucleo Operativo, ha dato esecuzione a misure cautelari coercitive, concesse dal G.I.P. della suddetta A.G., nei confronti di soggetti di origine sicula dimoranti nel comprensorio Vallagarino.

Nello specifico un ordine di custodia cautelare in carcere a carico di Sebastiano Finocchiaro operato nella serata di ieri 14.2.2019 e di due ordini di custodia cautelare in carcere a carico di Venerando Finocchiaro e Antonio Lo Presti, entrambi già ristretti presso la casa circondariale di Verona in quanto tratti in arresto in flagranza di reato, alla fine del mese di dicembre scorso, nell’ambito della stessa attività d’indagine, sorpresi all’atto di allontanarsi da un’abitazione del centro di Rovereto ove avevano appena perpetrato un furto di monili in oro, subito restituiti poi ai legittimi proprietari.

L’Operazione “CASE SICURE” vede la sua palingènesi e prende l’abbrivio dalle denunce sporte dalla cittadinanza a decorrere dal mese di Ottobre 2018, nel pieno della stagione autunnale, caratterizzata anche dal naturale accorciarsi delle giornate, allorquando si sono verificati una serie di atti predatori nei confronti prevalentemente di abitazioni private, lasciate incustodite dai proprietari negli orari pomeridiani, sia nell’ambito del Comune di Rovereto che in periferia.

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Il dato relativo al modus operandi riferito agli autori, acquisito durante i vari sopralluoghi effettuati dai carabinieri, è risultato essere uniforme per gran parte degli episodi, in quanto relativamente al fattore arco-temporale prediletto dagli autori per porre in essere le condotte antigiuridiche, ha evidenziato la circostanza che l’azione diretta, spavalda e predatoria, veniva sistematicamente effettuata nelle ore pomeridiane prossime alla sera, ovvero approfittando del naturale affievolirsi della luce diurna, in contesti residenziali riservati, insistenti in strade centrali, poco illuminate quindi raggiungibili anche a piedi, e situate anche al secondo piano di edifici sviluppati su più livelli.

In tali contesti gli arrestati guadagnavano l’accesso all’interno delle dimore mediante l’effrazione dei vetri delle finestre o direttamente agendo sui portoncini d’ingresso, sottraendo dai locali prevalentemente monili d’oro ed oggetti preziosi, anche per un valore complessivo del bottino ingente.

Quanto informativamente acquisito sin da subito, dava la possibilità al personale del Nucleo Operativo di questo Comando Compagnia di procedere ad attività investigativa svolta sia con metodologie operative classiche di controllo e captazione sul Territorio dei comportamenti illeciti, nonchè anche mediante metodologia investigativa supportata da ausili tecnologici dedicati.

L’attività di indagine ha necessitato la sera del 22.12.2018 di un intervento immediato da parte dell’organo investigativo quando i due, Lo Presti e Venerando Finocchiaro, venivano fermati nel mentre si stavano allontanando da un’abitazione che è poi risultato nella circostanza, essere stata poco prima “visitata” dai due, rinvenendo sulla loro persona i monili appena asportati e quindi restituiti ai legittimi proprietari.

I carabinieri poi nelle settimane successive continuavano le indagini che portavano al coinvolgimento nell’indagine, di una terza persona, ovvero Sebastiano Finocchiaro, convivente con i primi due, ritenuto responsabile tra l’altro di numerosi episodi di ricettazione dei monili asportati dalle abitazioni.

Durante l’intera operazione è risultata alquanta “curiosa” la circostanza per cui i responsabili dei fatti, in principal modo LO PRESTI Antonio ed il FINOCCHIARO Venerando, erano soliti utilizzare, per i loro spostamenti nella provincia, soprattutto da Rovereto a Trento e viceversa, il servizio di TAXI, verosimilmente per depistare anche eventuali attività di pedinamento delle Forze dell’ordine.

Tutti e tre i coinvolti sono al momento nel carcere di Verona a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.-

In totale sono stati censiti e contestati 24 eventi delittuosi accertati tra il mese di Agosto e Dicembre 2018 di cui 5 ricettazioni, 19 furti tra abitazioni private ed esercizi commerciali occorsi a Rovereto e comuni limitrofi.

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