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Alto Garda e Ledro

Alto Garda, casalinga trova un buono postale di 5000 lire del 1959: oggi vale una fortuna

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Una signora residente nell’Alto Garda potrebbe aver trovato un tesoretto che non sapeva di custodire in casa propria da una vita.

La donna, una casalinga 59enne, mettendo in ordine nella propria cantina, ha scoperto in uno scatolone un buono postale fruttifero di 5000 lire, fattole in occasione della sua nascita, nel lontanissimo 1959.

Il titolo, del quale la donna non aveva mai saputo nulla, è stato stimato attutalmente corrispondere a una cifra di circa 43mila euro.

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Infatti, secondo gli avvocati, con 5000 lire all’epoca ci si potevano comprare beni come auto di lusso.

La signora trentina ha dato mandato ad un ufficio legale per il recupero della somma presso Poste italiane ed il Ministero delle Finanze, obbligati in solido ad onorare tutti i debiti esistenti anche prima dell’avvento della Repubblica Italiana.

I legali hanno inoltrato richiesta alla quale dovrà essere data risposta entro 60 giorni.

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Difficilmente le Poste potranno rispondere negativamente, ovvere affermare che il buono è caduto in prescrizione.

Molto probabile che la casalinga riesca a ottenere una cospicua cifra, ma questa potrebbe essere anche ricalcolata dalle poste in una somma diversa. Non resta quindi che attendere l’evoluzione della vicenda.

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Alto Garda e Ledro

Gestione illecita di rifiuti a Dro: i carabinieri sequestrano un impianto

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I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Trento, congiuntamente ai militari della Compagnia di Riva del Garda, nelle ultime ore, hanno sequestrato un impianto di recupero rifiuti non pericolosi situato nella zona industriale di Ceniga di Dro. (altro…)

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Alto Garda e Ledro

Arco: il ministro della difesa Lubomír Metnar è ospite d’eccezione

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Immagine del ministro Lubomír Metnar da Wikipedia

 Il ministro della difesa Lubomír Metnar è l’ospite d’eccezione, domenica 23 settembre, della cerimonia di commemorazione dei legionari cecoslovacchi, assieme a una folta delegazione del Governo ceco e dell’ambasciata in Italia.

Per il Governo italiano è in attesa di conferma la presenza del sottosegretario alla difesa; per la Provincia autonoma di Trento ci sarà il vicepresidente, per il Comune di Arco il sindaco con una rappresentanza della Giunta e del Consiglio comunale.

La delegazione della Chiesa cattolica sarà formata da monsignor Petr Pit’ha, delegato dal cardinale Dominik Duka come rappresentante della chiesa cattolica ceca per questo evento; dal colonnello Jaroslav Knichal, comandante dei cappellani militari della Repubblica Ceca; dal vescovo della chiesa hussita di Praga signor David Tonzar; e per parte italiana dal vicario di zona, in rappresentanza dell’arcivescovo di Trento, monsignor Dario Silvello, dal parroco di Arco don Walter Sommavilla e dal terzo cappellano militare e capo ordinariato militare, monsignor Mario Mucci.

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Ci sarà anche una delegazione della regione di Pilsen, guidata dal governatore Josef Bernard e composta anche da alcuni studenti, e da una nutrita delegazione dell’Associazione Legionari Cecoslovacchi di Praga, che da numerosi anni prende parte alla cerimonia e che ha stretto un rapporto di amicizia e scambio con il Gruppo Alpini di Arco.

Le celebrazioni hanno un prologo sabato 22 settembre con il concerto boemo con l’orchestra Milano Classica diretta dal maestro Michele Brescia, al salone delle feste del Casinò municipale con inizio alle ore 21: si eseguiranno musiche di Dvorak (la sinfonia «Dal nuovo mondo») e Smetana («La Moldava») in omaggio alla relazione di Arco con questa repubblica europea.

Domenica 23 settembre alle ore 14 si svolge la MessaQ nella chiesa Collegiata, a seguire (circa alle ore 15) prende avvio il corteo che percorrendo via Segantini raggiunge via Paolina Caproni Maini, presenti le associazioni d’arma con i propri labari, le bandiere e i gonfaloni, dove verso le 15 inizia la cerimonia di inaugurazione della statua di San Venceslao I duca di Boemia, patrono della Repubblica Ceca.

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A seguire (verso le 15.45) il corteo riprende il cammino, dirigendosi verso il monumento ai legionari cecoslovacchi, dove si terrà la solenne cerimonia di commemorazione del sacrificio dei quattro giovani legionari cecoslovacchi, giustiziati il 22 settembre 1918 a Prabi per aver combattuto gli austroungarici a fianco dell’esercito italiano, e perciò considerati disertori (in caso di maltempo i discorsi ufficiali saranno anticipati al termine della Messa e si terranno all’interno della chiesa Collegiata).

Si ricorda che il monumento ai legionari cecoslovacchi, curato da tanti anni dagli Alpini di Arco, si trova in località Prabi, in una stretta via tra gli olivi, nel luogo dove l’esercito dell‘Impero austroungarico eseguì, per impiccagione, la sentenza di morte dei soldati Antonin Jezek, Karel Novacek, Jiri Slegl e Vaclav Svoboda.

La vicenda si colloca nell’ambito di quanto successe a partire dal 1917, quando si formò, a fianco dell’esercito italiano che combatteva gli austroungarici sul fronte trentino, un corpo di volontari cecoslovacchi, disertori dell’esercito imperiale. Nel 1918 questi si trasformarono in un vero e proprio esercito cecoslovacco in Italia, che aveva una Compagnia anche in Trentino.

Il 21 settembre del 1918, in un’azione militare austroungarica a Doss Alto alle pendici del monte Baldo, caddero prigionieri cinque legionari che, trasferiti nottetempo a Ceniga, subirono un sommario processo come traditori per la diserzione dall’esercito austroungarico.

Quattro di loro vennero impiccati, il quinto si salvò perché ritenuto minorenne (e quindi non passibile di pena di morte). Questo non fu l’unico episodio di questo genere: il 5 luglio 1918 fu impiccato a Riva del Garda Alois Storch, ufficiale cecoslovacco passato nelle fila dell’esercito italiano e autore di un’azione di sabotaggio sulle rive del lago.

 

 

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Alto Garda e Ledro

Pietramurata: i ladri fanno saltare il bancomat con l’esplosivo

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Alcuni malviventi hanno tentato di far saltare in aria il bancomat della Cassa Rurale Alto Garda a Pietramurata. (altro…)

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