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Italia ed estero

Concesso l’asilo a Nigeriano dopo l’arresto perché è un petomane affetto da meteorismo

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Ora è ufficiale: ci prendono in giro. Tutti.

Un «Migrante» nigeriano ha ottenuto la protezione umanitaria perché soffre di meteorismo e flatulenza.

Pensate sia uno scherzo? macchè!

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È proprio tutto vero, purtroppo.

Sul Giornale di Vicenza, (leggi sotto) tanto per fare un esempio, raccontano la storia di un nigeriano arrestato mentre cercava di sfuggire alle forze dell’ordine.

Essendosi ferito, gli agenti si sono preoccupati per un contagio avendo l’uomo un permesso di soggiorno per motivi di salute.

Ma una volta tirate fuori le carte si è scoperto il problema del migrante: ha ottenuto accoglienza in Italia perché soffre di meteorismo e flatulenza.

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Scritto nero su bianco e controfirmato dalle apposite commissioni.

Si, avete capito bene: abbiamo concesso a un delinquente un permesso di stare in Italia perché ha raccontato di avere problemi al deretano. 

Altro che emorragia di umanità, qui accogliamo a braccia aperte pure quelli che ci scorreggiano in faccia.

Dove lo trovi un posto così umano? Insomma, pensate che per ottenere protezione umanitaria basta esibire un certificato medico, e succedono cose clamorose.

La notizia è stata ripresa da tutti i quotidiani nazionali ed in molti hanno messo in parallelo storie tragiche e dolorose di invalidi italiani che sono costretti alla fame per curarsi. «Mentre a mia moglie,  – si legge in uno dei moltissimi post di facebook – con Sclerosi Multipla da 18 anni ed un’emorragia cerebrale da doppio aneurisma le viene commisurata un’invalidità civile dell’ 80%, quindi niente legge 104 e pensione di invalidità al minimo ossia 280 euro assistiamo a queste prese in giro di malati di meteorismo che sono mantenuti da tutti i cittadini italiani,  questa è l’Italia dei sinistri».

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Italia ed estero

La furia dell’immigrato: urla contro il tranviere e poi danneggia il mezzo

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Il video è diventato virale da circa una settimana raggiungendo un numero di visualizzazioni incredibile.

A denunciare il filmato – che pare sia stato girato vicino a Venezia – è stato il parlamentare Massimo Bitonci.

“Robe da matti – ha scritto il leghista nel post – un immigrato in sella ad una bici, ha occupato il binario del tram, e non contento, con un’arroganza e una violenza inaudita, ha danneggiato i tergicristalli del mezzo pubblico. Senza rispetto e vergogna!”.

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Nel video si vede l’uomo che in sella alla bicicletta pedala lungo la pista del tram.

All’arrivo del convoglio, il macchinista ha suonato per far si che l’uomo non venisse investito. Suo malgrado si è ritrovato ad una scena incredibile.

Il ciclista si è blocca proprio davanti al tram, che il macchinista è fortunatamente riuscito a fermare in tempo,  per poi inveire strappando i tergicristalli della cabina di comando.

Non si capisce bene il perché della furia dell’immigrato, la sensazione è però che lui pensi di avere la precedenza forse pensando di essere su una pista ciclabile. 

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Italia ed estero

Neonato trovato morto a Lana, fermata la madre

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La Procura di Bolzano ha fermato una cittadina romena, accusata di omicidio aggravato nei confronti del proprio figlio e di occultamento di cadavere.

Lo comunica la Procura, in riferimento al ritrovamento di un neonato morto in un cespuglio a Lana.

Sono state sentite alcune persone informate sui fatti e sono stati sottoposti a sequestro alcuni oggetti ed indumenti nonché la stanza nella quale la donna soggiornava per motivi di lavoro.

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Il bimbo trovato morto mostrava segni di violenza.

È stata una donna, che alloggia in un maso distante poche decine di metri dal luogo del ritrovamento, che ha scorto il corpicino del bambino seminascosto dalla vegetazione: il piccolo, che fonti riferiscono essere un maschio, aveva un panno avvolto intorno alle spalle e alla testa, particolare che farebbe pensare a una morte per strangolamento.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Dolomiten ieri il cordone ombelicale sarebbe stato ancora attaccato al corpo del piccolo, quasi sicuramente abbandonato in un luogo diverso da quello del parto.

Ulteriori elementi sono attesi dall’autopsia sul corpo del bambino.

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Italia ed estero

Immigrato urla “Allah Akbar” e pugnala alla gola un militare

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A Milano nella mattinata di oggi, martedì 17 settembre 2019, un immigrato ha aggredito alle spalle un militare, pugnalandolo alla gola.

Poi, quando è stato placcato e arrestato dai carabinieri del terzo battaglione Lombardia, si è messo a urlare più volte “Allah Akbar! Allah Akbar!“.

L’episodio nel piazzale Duca D’Aosta, antistante allo scalo ferroviario meneghino, che rimane una zona critica a causa dell’elevata presenza di clandestini.

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Lo straniero si è servito di un paio di forbici per colpire il militare impegnato nel servizio “Strade Sicure“.

 Ferito al collo, è stato medicato sul posto dal personale del 118 e dunque trasportato – in codice verde – all’ospedale Fatebenefratelli: le sue condizioni non sono gravi e non è appunto in pericolo di vita.

Secondo quanto risulta al giornale.it, l’uomo – originario dello Yemen – era già stato denunciato dai carabinieri della Radio Mobile per minacce e resistenza a pubblico ufficiale ed era in possesso di una permesso di soggiorno scaduto.

Gli inquirenti stanno ora valutando se si sia trattato del gesto di uno squilibrato o di un attacco terroristico.

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“Da tempo denuncio il degrado, l’insicurezza e la criminalità che hanno preso il sopravvento in piazza Duca d’Aosta, ma il Comune fa sempre finta di non sentire ed ecco i risultati. Se uno di quei balordi extracomunitari che popolano la zona della stazione Centrale arriva a colpire da dietro e senza motivo un uomo dell’esercito significa che il tanto decantato modello Milano non esiste. Sala e compagni come fanno a non accorgersi che quest’area è completamente fuori controllo? Deve essere ucciso qualcuno prima che si sveglino?”, il commento di Silvia Sardone, consigliere comunale ed europarlamentare della Lega.

“Le aggressioni in Stazione Centrale sono all’ordine del giorno: ci chiediamo se sia questa l’idea di integrazione della sinistra milanese, impegnata in operazioni mediatiche ma lontana anni luce dall’impegno per la sicurezza che richiederebbe una grande città come Milano”. Il leghista Alessandro Morelli commenta così il fatto.

Dunque, il capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino ricorda gli ultimi e recenti casi avvenuti nel piazzale antistante lo scalo ferroviario: “A marzo un libico accoltellava a caso i passanti nella galleria, solo a luglio dei carabinieri furono feriti durante una rissa tra stranieri…”.

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