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Politica

ITEA, Robbi (AGIRE): «non solo calcoli sui numeri, bisogna analizzare lo “stato” pratico e situazionale della famiglia in questione.»

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“In questi giorni – spiega in questa nota Gian Piero Robbi di Agire per il Trentino – ho ricevuto una telefonata di una mamma disperata. Una donna divorziata con a carico tre figli molto giovani, di cui due ancora minorenni, che grazie a ITEA (Istituto Trentino Edilizia Abitativa) ha a disposizione una casa popolare “cablata” sul suo nucleo familiare. E che sempre grazie a ITEA sta vivendo un incubo, e ora vi spiego il perché.

Prima qualche informazione su ITEA: per entrare in graduatoria e avere un appartamento, va presentato l’ICEF (Indicatore della condizione economica familiare, quello che altrove è chiamato ISEE) e se la domanda viene accolta si pagherà un canone moderato, cioè si paga un affitto molto basso in base al reddito.

Sulla base dei componenti del nucleo famigliare, poi, vengono calcolati i metri quadri minimi di cui la famiglia ha bisogno: nel caso della nostra mamma con tre figli (quindi 4 membri nel nucleo familiare) poco più di 70.

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Questo si tramuta in una casa con due camere da letto che la mamma, avendo tre figli, ha dato a loro. E lei? Lei dorme in cucina dove si è ritagliata un pezzo di camera (lei lo definisce un tugurio) per avere un minino di privacy perché sembra che per ITEA la privacy delle persone sia un privilegio che possono permettersi in pochi.

Si è “creata” un buco di pochissimi metri quadri (poco più di due) ricavando uno spazio nell’angolo della cucina, tirando su un piccolo muro in cartongesso. Non ha nemmeno porte, ma solo una tenda a dividere lo spazio della sua “camera” da quello della cucina. Un tugurio.

La mamma ha chiesto un cambio di alloggio all’ITEA, per avere una stanza in più o quantomeno un appartamento più spazioso anche fuori città (abitazioni meno “appetibili” e comode dal punto di vista della posizione), ma da ITEA c’è stato parere negativo. Il nucleo familiare parla chiaro: la famiglia è composta da quattro persone, e quelli sono i metri quadri cui hanno diritto, non uno di più.

Sì, peccato che all’ITEA usino due pesi e due misure. Tutto dipende da chi presenta la domanda, pare.
Ad alcuni vengono dati appartamenti molto più grandi di quanto serva, e a questa mamma, che ne ha davvero bisogno, è stato assegnato un appartamento piccolo per niente adatto al loro nucleo familiare.

Case ITEA

Una soluzione? C’è bisogno non solo di fare calcoli sui numeri, ma soprattutto di analizzare lo “stato” pratico e situazionale della famiglia in questione. Il contesto familiare è essenziale: i quattro membri della famiglia – continua Robbi -non sono una coppia di genitori e due figli (in quel caso due camere sarebbero state abbastanza, forse) ma una mamma e tre figli! I ragazzi hanno bisogno di spazio, si sa, ma anche la mamma ha diritto alla sua privacy, alla sua intimità e a una vita dignitosa. Non certo di vivere in un angolo della cucina, separata solo da una tenda dal resto della sala!

La domanda è: perché ad altri sì e a loro no? Spesso, purtroppo, e me ne dispiaccio, viene data la precedenza a extracomunitari e profughi rispetto a persone che ne hanno veramente bisogno, non che loro siano di meno.

Questa è una grande ingiustizia, è evidente: le regole devono essere uguali per tutti. Chiunque tu sia, se hai bisogno davvero di un appartamento dovresti riceverlo, in caso contrario no. E dovresti anche riceverlo in base sì ai numeri (reddito, nucleo familiare eccetera) ma soprattutto in base al contesto situazionale, che viene sempre più lasciato in fondo alla lista, ignorato e bistrattato, da ITEA e da altri.

Ogni famiglia – ha concluso Robbi – è unica e va tutelata in modo unico, misurato, responsabile. Io non smetterò di battermi per questa mamma e per tante altre famiglie, che vivono situazioni sempre diverse.

E allora mi rivolgo a ITEA: vogliamo analizzare questo benedetto contesto familiare? Vogliamo fare più attenzione alle singole situazioni pratiche piuttosto che ai numeri? Le persone non sono numeri, non mangiano numeri e non dormono sui numeri. Spero che prima o poi ve ne rendiate conto.

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Il punto da Roma

Trattato Ue – Canada. Zanotelli: «Fare di più per il made in Italy»

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Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà”, così il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha promesso nei giorni scorsi di mettere la parola fine al discusso accordo commerciale tra Unione europea e Canada, entrato in vigore in maniera provvisoria da un po’ meno di un anno. (altro…)

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Il punto da Roma

Lupo. Lega al vetriolo contro Panizza

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Ai deputati trentini della Lega non è andato proprio giù il post di ieri mattina del segretario politico del Patt Franco Panizza, intitolato “La Lega si chiarisca al suo interno e la smetta di ingannare i suoi elettori!”.

Nel suo commento su Facebook, l’ex senatore sosteneva che il Presidente della Regione Veneto avrebbe “bloccato l’iniziativa di 12 consiglieri della Lega e Lista Zaia che il 6 luglio scorso avevano depositato un Progetto di Legge ‘Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori’ che sull’esempio di quanto fatto dalle Province Autonome di Trento e Bolzano prevedeva, nel caso di soggetti pericolosi, il ricorso alla cattura e in extrema ratio all’uccisione di lupi e orsi”.

Panizza continuava: “Siamo basiti nell’osservare il livello di confusione che il Governo Lega – M5stelle sta creando all’interno dei suoi stessi organi politici locali. È curioso vedere che non esiste una visione d’intenti comune nemmeno tra Zaia e i suoi stessi Consiglieri. Anche il Ministro della Lega Centinaio si schiera con il Ministro Costa, M5stelle, per quanto riguarda l’impugnazione di quanto stabilito dalle Province di Trento e Bolzano per la gestione del problema grandi Carnivori”.

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La risposta dei deputati leghisti non si è fatta attendere.

In una nota, gli Onorevoli Giulia Zanotelli, Stefania Segnana, Vanessa Cattoi e Diego Binelli hanno rimandato dritte al mittente le accuse, invitando il segretario politico del Patt a “informarsi meglio senza strumentalizzare e distorcere le parole del Ministro Centinaio e del Governatore del Veneto Zaia”.

Dato che l’ex Sen Panizza ha così tanto a cuore la problematica, sarebbe bastato intervenire adeguatamente nella precedente Legislatura sollecitando il Governo Renzi a trovare una soluzione prima che il quadro degenerasse. Pensandoci bene però l’ostacolo di questo è del tutto evidente: come può un partito che vuole abolire le regioni a statuto speciale accentrando i poteri a Roma (Pd) – alleato del Patt – concedere agli Enti locali e alle Province autonome di Trento e Bolzano la deroga per la gestione dei grandi carnivori?”, hanno contrattaccato gli esponenti leghisti puntando il dito sull’azione in parlamento dell’ex senatore durante la passata legislatura.

Gli onorevoli della Lega hanno poi criticato la maniera in cui il Patt ha gestito la questione a livello locale negli ultimi anni “Come si poteva intervenire adeguatamente se poco tempo fa lo stesso Assessore Dallapiccola dichiarava che il lupo, ad esempio, potesse essere un volano per forme di eco-turismo e che i prelievi non fossero possibili?!?”.

Vede caro Franco, dove erano i suoi Consiglieri quando la Lega presentava in Aula alcune soluzioni (che guarda caso ora sono diventate solo le vostre) sul tema dei grandi carnivori? Vogliamo vedere quanti voti favorevoli il Patt ha dato? Caro ex Sen.Panizza… pensi a ciò che succede in casa propria: saros pù che davanz”, la stoccata finale della delegazione leghista in Parlamento.

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Politica

Politiche giovanili, quadro desolante in Trentino. “Niente casa e lavoro. C’è sfruttamento e assistenzialismo”, denuncia il centrodestra

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Presentato dal centrodestra trentino, nelle figure dei consiglieri provinciali Cia, Bezzi e Savoi, il secondo di tre sondaggi commissionati per verificare il grado di efficienza delle politiche e la soddisfazione dei cittadini.

Dopo la Sanità, anche per i giovani risultano esserci grosse lacune nella realizzazione delle misure volte a soddisfare i bisogni di stabilità e la voglia di costruire il proprio futuro. (altro…)

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