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Politica

Eccellenza della sanità trentina? Politiche sociali, Robbi (AGIRE): «A me non risulta. Guardate dove vive quest’uomo»

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“Leggo dappertutto di un Trentino virtuoso – ci spiega Gian Piero Robbi di Agire per il Trentino -, eccellenza della sanità e non solo. Quotidiani, agenzie di stampa, politici. Tutti a incensare questa splendida provincia dove tutti sono assistiti a dovere e dove nessuno viene emarginato. A leggere questi articoli c’è quasi da commuoversi.”

“Peccato che io vengo contattato quotidianamente da persone di varia estrazione sociale e spesso disabili che vivono in condizioni di disagio assoluto, con pensioni da fame o misere indennità come il famigerato assegno unico provinciale. Ma piuttosto che “sparare nel mucchio” come fanno tutti, preferisco portare alla luce la situazione di Vigilio Pangrazzi, un nostro cittadino disabile di Malè, un comune della Val di Sole dove in inverno fa molto freddo.”

Stiamo parlando di una persona invalida al 100% dal 1989 a causa di un incidente automobilistico. A causa di un inghippo burocratico per anni ha percepito una pensione superiore a quella che avrebbe dovuto percepire (aveva un altro lavoretto e sforava di qualche centinaia di euro la somma che gli spettava). Naturalmente lui non aveva alcuno strumento o parametro di riferimento per potersene rendere conto, senza contare che la sua invalidità non gli permette di esprimersi molto chiaramente e di rendersi conto di quello che gli accade intorno con la consapevolezza di una persona per così dire “normale”.

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Una volta accortasi dell’errore, l‘Inps ha chiesto al Vigilio di rientrare di tutta la pensione percepita per una somma di circa 32 mila euro. Vigilio, con un lavoretto partime da 650 euro al mese e senza indennità di accompagnamento, risponde che è impossibilitato a saldare il debito e l’Inps procede con l‘ipoteca della casa.

A parziale risarcimento della situazione, il Comune gli propone un alloggio alternativo nel classico posto “dimenticato da Dio” lontanissimo dal lavoro, unica sua fonte di sostentamento. Vigilio rifiuta di trasferirsi nell’altro alloggio e decide di continuare a vivere nella “sua” casa, se così possiamo definirla, è una colpa? Credo proprio di no.

“Vigilio – continua Robbi – oggi vive in quella casa (foto sotto) che vedete in condizioni disumane. Ogni giorno deve fare quella rampa di scale. La casa è fatiscente, senza riscaldamento. Vigilio ha difficoltà anche in tutti quei meccanismi giornaliere che richiede il nostro corpo, è un disabile apparentemente abbandonato dal comune, dal sindaco, dalla comunità di valle e dalla società TUTTA. Se non fosse per l’aiuto dei suoi amici, che lo aiutano nel quotidiano e gli portano su la legna per l’inverno, sarebbe facilmente già morto di stenti o di freddo.”

La legge non ammette ignoranza, Vigilio avrebbe dovuto autocertificare quella somma sforata direte voi e in seguito avrebbe dovuto accettare l’appartamento del comune, ma è pur vero che è disabile al 100%, ha sempre vissuto nella sua casa e non capisce troppo chiaramente il motivo per cui deve rinunciarci.

Vigilio ha bisogno di essere “accompagnato e aiutato nel quotidiano“, è normale che possa essere incappato in qualche errore, al di là di quello che è successo in passato e che evitiamo di raccontare per opportuna (in questo caso) privacy.

“Ci farebbe molto piacere – conclude Robbi – se l’assessore Luca Zeni del PD anziché presenziare in tutti i salotti a sproloquiare prendesse in carico la situazione di Vigilio perché sta vivendo una condizione di disagio assoluto, di emarginazione e di solitudine, chiaro è che se volesse andare a trovarlo, è meglio che cambi le sue scarpe con un paio adatte alla zona impervia (la sua casa) in cui vive.”

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Il punto da Roma

Trattato Ue – Canada. Zanotelli: «Fare di più per il made in Italy»

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Il Ceta dovrà arrivare in aula per la ratifica e questa maggioranza lo respingerà”, così il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha promesso nei giorni scorsi di mettere la parola fine al discusso accordo commerciale tra Unione europea e Canada, entrato in vigore in maniera provvisoria da un po’ meno di un anno. (altro…)

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Il punto da Roma

Lupo. Lega al vetriolo contro Panizza

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Ai deputati trentini della Lega non è andato proprio giù il post di ieri mattina del segretario politico del Patt Franco Panizza, intitolato “La Lega si chiarisca al suo interno e la smetta di ingannare i suoi elettori!”.

Nel suo commento su Facebook, l’ex senatore sosteneva che il Presidente della Regione Veneto avrebbe “bloccato l’iniziativa di 12 consiglieri della Lega e Lista Zaia che il 6 luglio scorso avevano depositato un Progetto di Legge ‘Misure di prevenzione e di intervento concernenti i grandi carnivori’ che sull’esempio di quanto fatto dalle Province Autonome di Trento e Bolzano prevedeva, nel caso di soggetti pericolosi, il ricorso alla cattura e in extrema ratio all’uccisione di lupi e orsi”.

Panizza continuava: “Siamo basiti nell’osservare il livello di confusione che il Governo Lega – M5stelle sta creando all’interno dei suoi stessi organi politici locali. È curioso vedere che non esiste una visione d’intenti comune nemmeno tra Zaia e i suoi stessi Consiglieri. Anche il Ministro della Lega Centinaio si schiera con il Ministro Costa, M5stelle, per quanto riguarda l’impugnazione di quanto stabilito dalle Province di Trento e Bolzano per la gestione del problema grandi Carnivori”.

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La risposta dei deputati leghisti non si è fatta attendere.

In una nota, gli Onorevoli Giulia Zanotelli, Stefania Segnana, Vanessa Cattoi e Diego Binelli hanno rimandato dritte al mittente le accuse, invitando il segretario politico del Patt a “informarsi meglio senza strumentalizzare e distorcere le parole del Ministro Centinaio e del Governatore del Veneto Zaia”.

Dato che l’ex Sen Panizza ha così tanto a cuore la problematica, sarebbe bastato intervenire adeguatamente nella precedente Legislatura sollecitando il Governo Renzi a trovare una soluzione prima che il quadro degenerasse. Pensandoci bene però l’ostacolo di questo è del tutto evidente: come può un partito che vuole abolire le regioni a statuto speciale accentrando i poteri a Roma (Pd) – alleato del Patt – concedere agli Enti locali e alle Province autonome di Trento e Bolzano la deroga per la gestione dei grandi carnivori?”, hanno contrattaccato gli esponenti leghisti puntando il dito sull’azione in parlamento dell’ex senatore durante la passata legislatura.

Gli onorevoli della Lega hanno poi criticato la maniera in cui il Patt ha gestito la questione a livello locale negli ultimi anni “Come si poteva intervenire adeguatamente se poco tempo fa lo stesso Assessore Dallapiccola dichiarava che il lupo, ad esempio, potesse essere un volano per forme di eco-turismo e che i prelievi non fossero possibili?!?”.

Vede caro Franco, dove erano i suoi Consiglieri quando la Lega presentava in Aula alcune soluzioni (che guarda caso ora sono diventate solo le vostre) sul tema dei grandi carnivori? Vogliamo vedere quanti voti favorevoli il Patt ha dato? Caro ex Sen.Panizza… pensi a ciò che succede in casa propria: saros pù che davanz”, la stoccata finale della delegazione leghista in Parlamento.

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Politica

Politiche giovanili, quadro desolante in Trentino. “Niente casa e lavoro. C’è sfruttamento e assistenzialismo”, denuncia il centrodestra

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Presentato dal centrodestra trentino, nelle figure dei consiglieri provinciali Cia, Bezzi e Savoi, il secondo di tre sondaggi commissionati per verificare il grado di efficienza delle politiche e la soddisfazione dei cittadini.

Dopo la Sanità, anche per i giovani risultano esserci grosse lacune nella realizzazione delle misure volte a soddisfare i bisogni di stabilità e la voglia di costruire il proprio futuro. (altro…)

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