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Il punto da Roma

Punto nascite di Cavalese, Fugatti: «Tecnici al lavoro per la riapertura»

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Da poche settimane sottosegretario alla salute, Maurizio Fugatti ha già cominciato a mettere mano a uno dei dossier più scottanti che giacciono sul suo tavolo: la riapertura dei punti nascita in Trentino.

In una nota, l’esponente della Lega fa sapere che nei giorni scorsi si è svolta una riunione tecnica al Ministero della Salute alla presenza dei responsabili del Ministero e della Azienda Sanitaria Trentina. In tale sede si sarebbero approfondite le questioni tecniche che potrebbero portare a una riapertura del punto nascite – procrastinata nel tempo attendendo la costruzione di una nuova sala operatoria – nonché i rischi di depotenziamento di reparti esistenti qualora fossero messe a disposizione sale operatorie già operative a fronte di una riapertura nel breve periodo.

La volontà reciproca dimostrata in tale sede sia dai tecnici del Ministero della Salute che da quelli della Azienda Sanitaria Trentina, è stata quella di arrivare nel breve periodo a dare attuazione fattiva alla deroga già concessa per l’ospedale di Cavalese, garantendo in primo luogo la sicurezza della struttura nei confronti di chi usufruirà del punto nascite”, dichiara Fugatti.

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A questo proposito sarebbero state analizzate le questioni tecniche della messa a disposizione di una sala operatoria ad hoc, nella fattispecie quella di chirurgia, per garantire la sicurezza del parto così come richiesto dal Comitato Percorso Nascite Nazionale e sono stati approfonditi anche gli eventuali rischi di depotenziamento temporaneo del reparto di chirurgia.

Su tale aspetto – sottolinea il sottosegretario alla salute – dal confronto tra i tecnici presenti, sono stati ipotizzati percorsi che da una parte garantiscano la riapertura a breve del punto nascite e dall’altra non compromettano la continuità di reparti già esistenti nell’ospedale di Cavalese”.

L’auspicio di tutti è che i doverosi approfondimenti ancora in corso e le verifiche tecniche precise e puntuali conseguenti possano permettere la percorribilità di tale ipotesi”, conclude Fugatti.

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Il punto da Roma

Diego Binelli e Vanessa Cattoi (Lega). Pensioni: «Nessun taglio, il governo Lega-M5S difende i più deboli».

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«A seguito di notizie discordanti circolanti su mezzi di informazione e social network, riteniamo opportuno fare un po’ di chiarezza in merito a quanto contenuto nella manovra di bilancio appena approvata dal governo Lega-M5S» – a dirlo in una nota sono i due parlamentari della lega Binelli e Cattoi

I due ricordano che in primis  la rivalutazione delle pensioni era bloccata dal 2012; «Bene fa dunque il governo a risolvere una situazione ferma da 8 anni».

Poi sottolineano anche che grazie alle misure contenute nella manovra di bilancio, le attuali retribuzioni beneficeranno di un aumento rispetto a quanto percepito nel 2018.

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Chi ha preso 800 € riceverà 9€ in più al mese, 1000€ un aumento di 11€ al mese, 1200€ un aumento di 13€, 1500€ ne avrà 16,5€, e via dicendo.

«Nessun pensionato prenderà un euro in meno rispetto al 2018, come invece la disinformazione vuol far credere. L’adeguamento al costo della vita ci sarà infatti per tutte le pensioni, con rivalutazioni differenziate, che saranno percentualmente più consistenti per le fasce più basse e via via decrescenti per quelle più elevate. Come si può vedere, quanto attuato dal governo tutela ancora una volta le fasce deboli, in linea con le altre misure contenute nella manovra di bilancio»concludono Binelli e Cattoi

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Il punto da Roma

La Lega contro la Provincia: “Errore lasciare a casa i bambini non vaccinati”

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Alla vigilia della riapertura delle scuole, i deputati trentini della Lega fanno sentire la loro voce contro la decisione della Giunta provinciale, che con una circolare ha stabilito che i bambini non vaccinati non saranno ammessi a scuola. Una decisione che dovrebbe lasciare fuori dalla porta circa cinquecento bambini trentini di età compresa tra 0 e 6 anni, non ammessi in quanto non conformi agli obblighi vaccinali. (altro…)

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Il punto da Roma

Segnana: “Reddito di cittadinanza? Solo agli italiani”

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Lunedì è iniziata la discussione alla Camera dei Deputati sulle mozioni presentate dai vari gruppi parlamentari volte a implementare il Reddito di Inclusione, misura di contrasto alla povertà istituita dal governo Renzi, che opera per raggiungere le famiglie (110.000 famiglie, ovvero 317.000 persone) che risultano in condizione di povertà assoluta, con un importo medio del beneficio mensile di pari a poco meno di 300 euro per la generalità della platea, che sale a 430 euro per le famiglie con minori. (altro…)

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