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Trento

Il parroco parla male di Salvini durante la messa: turisti trentini in vacanza abbandonano contrariati la chiesa

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Sulla spiaggia di Villa Rosa, frazione di Martinsicuro ai confini tra Marche e Abruzzo, non si parlava d’altro nella tarda mattinata di oggi, domenica 1 luglio 2018.

Durante la messa delle 8.30, celebrata come al solito dentro la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata  – Santa Maria Bambina Addolorata, don Federico Pompei (foto) ha sorpreso i fedeli, fra i quali c’erano anche una ventina di turisti trentini.

I trentini erano una piccola parte di un viaggio organizzato dal circolo anziani «La Ginestra» di Cristo Re, arrivato nel centro abruzzese oltre una settimana fa.

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Seduta sulla porta della chiesa mentre entravano i fedeli per assistere alla messa c’era una donna rom che chiedeva l’elemosina

Don Federico durante l’omelia della messa ha spiegato che oltre alla carità per la donna rom era necessario fare di più, come portarla a casa propria, darle da mangiare, da dormire ed accudirla.

Secondo il parroco quella era vera carità e non l’euro che si consegna nel piattello come segno di carità verso qualcuno.

Alcuni dei presenti alla messa hanno cominciato a guardarsi straniti e dubbiosi, ma il bello doveva ancora venire.

Don Federico ha poi dichiarato, facendo chiaramente nome e cognome, che il ministro dell’Interno Matteo Salvini stava lavorando male e che avrebbe dovuto lasciar approdare le ONG nei porti italiani, e accogliere tutti i migranti indistintamente in arrivo da Africa con i barconi.

Una grossa critica quindi fatta a Salvini che è stato invocato anche durante il resto dell’omelia. Tutti i fedeli sono rimasti a bocca aperta dopo le parole di Don Federico.

A questo punto durante l’omelia  alcuni turisti trentini, molto contrariati, si sono alzati e hanno abbandonato la chiesa durante la messa.

«Una vergogna che un parroco faccia politica in una chiesa durante la santa Messa – spiega una delle turiste di Trento che ha abbandonato la chiesa insieme al marito – bastava che dicesse che bisogna aiutare il prossimo e basta, cosa centra fare il nome di Salvini?, stendiamo poi un velo pietoso sulla carità per la rom presente all’entrata della chiesa. Siamo andati via subito dopo le sue allucinanti parole e non entreremo mai più in quella chiesa»

Gli fa eco subito un’altra donna che per protesta dopo le parole di don Federico non si è più confessata, non ha fatto la comunione «e non ho nemmeno fatto la carità alla chiesa come faccio sempre – interviene la donna di Trento piuttosto inferocita – il parroco credo non si renda conto che ci sono degli anziani che hanno pagato le tasse tutta la vita e che sono costretti a cercare il cibo nelle immondizie, una vergogna e non dico altro»

«Siamo tutti uguali dice la chiesa – incalza un uomo sulla settantina che abita nel centro di Trento – ma non così, prima vengono gli altri e poi gli italiani, io non ho mai votato Lega ma alle prossime elezioni lo farò volentieri perché è davvero ora di pensare agli italiani, adesso basta ne abbiamo piene le scatole»

«Prima degli italiani vengono gli spacciatori, i criminali, i clandestini, i rom, quelli che rubano dentro le nostre case ecc ecc, questo è il vero razzismo, ma verso di noi che dobbiamo seguire le regole, e non verso i migranti, è ora di finirla con questa storia. Negli ultimi 5 anni la situazione è degenerata a tal punto che non sei nemmeno più padrone in casa tua» tuona un’altra bagnante vicino, dello stesso gruppo.

Tra un ombrellone a l’altro monta quindi la protesta verso il parroco pro migranti e Rom che dimentica gli italiani e fa politica creando polemiche e spaccando la comunità.

Ma aumentano anche le preoccupazioni per un esodo da parte delle popolazioni africane che sta cambiando l’aspetto sociale dell’intera Europa e verso il quale i governi giocano la partita dello scaricabarile, e purtroppo sulle spalle dei cittadini che alla fine pagano i conti per tutti.

«Porte aperte per quelli che hanno voglia di lavorare ed integrarsi, ma per gli altri porti chiusi e blocchi navali, abbiamo paura infatti che fra 10 o 15 anni questi clandestini ci prendano la casa e magari anche altro, ma confidiamo in  Salvini che risolverà piano piano il problema» – conclude un altro signore mentre prende il sole sulla sdraio

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Trento

Life club di Bolzano: giovane trentino massacra di botte la sua ex, denunciato.

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Una ragazza di 23 anni di Trento aveva deciso di passare la serata di sabato con il suo ex ragazzo.

Questo per cercare di esaudire alcune richieste di riavvicinamento da parte dell’uomo.

La coppia per questo aveva deciso di passare la serata al Life Club di Bolzano.

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Probabilmente il ragazzo, anch’egli di Trento, sperava di riconquistare il cuore della 23 enne che però alla fine della serata ha risposto picche al suo ex ragazzo.

Per questo, verso le 5 del mattino all’uscita dal locale senza motivo apparente il ragazzo ha cominciato ad aggredite la sua ex ragazza in modo brutale. 

All’esterno del locale si è lasciato andare a pugni, calci e percosse, colpendo duramente il viso e le gambe.

L’indifferenza dei passanti ha fatto sì che l’uomo tornasse indisturbato verso la sua auto, lasciando la donna sanguinante a terra.

Nonostante questo grave episodio, la donna è riuscita a tornare a casa e a presentarsi il giorno successivo sul posto di lavoro.

Il volto tumefatto non poteva però passare inosservato.

Per questo la ventitreenne – incalzata da conoscenti e amici – ha deciso di andare al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove una serie di esami hanno evidenziato un occhio nero e semichiuso, vari ematomi in tutto il corpo ed ecchimosi al volto, alle braccia e anche alle gambe.

L’uomo, forse per evitare la denuncia, si è anche presentato sul posto di lavoro della donna fingendosi disperato.

Fortunatamente il coraggio di denunciarlo, ha evitato che queste aggressioni brutali non rimanessero impunite.

Perché le violenze sulle donne vanno sempre denunciate senza se e senza ma.

 

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Trento

Arresto anarchici, Fugatti: «Grazie alle Forze dell’ordine per il blitz, la violenza va sempre contrastata»

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“Esprimiamo il nostro pieno plauso alla Polizia di Stato di Trento, ai Carabinieri del Ros e del comando provinciale Carabinieri, alla Digos e all’Antiterrorismo per il tempestivo intervento che, all’indomani di un nuovo, deprecabile attentato alla linea ferroviara della Valsugana, ha portato allo smantellamento di una cellula anarco-insurrezionalista responsabile di numerosi atti di violenza, tra cui anche quello riguardante l’ordigno esplosivo collocato ad Ala, presso la sede della Lega, il 13 ottobre dello scorso anno. Nell’attesa che l’operazione si concluda, vogliamo dire un forte ‘grazie’, a nome di tutti i trentini, a coloro che si adoperano in favore della legalità, della sicurezza, della repressione dei crimini, ribadendo che la violenza contro persone, cose, luoghi e infrastrutture pubbliche, idee, va sempre respinta e contrastata con fermezza. Le istituzioni trentine, dal canto loro, fanno e faranno sempre quanto è in loro potere per appoggiare il prezioso lavoro delle Forze dell’ordine, nell’interesse della pace sociale e della democrazia”.

Così il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, dopo avere appreso del blitz che, nel corso della notte, ha portato all’arresto, in Trentino, di sette persone, appartenenti ad una cellula anarchico-insurrezionalista, presunti responsabili di una serie di attentati avvenuti a partire dal 2017 fino ad oggi contro obiettivi istituzionali.

Un blitz antiterrorismo di Polizia e Carabinieri è scattato nella notte in Trentino Alto Adige nei confronti di una cellula di presunti anarco-insurrezionalisti.

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Sono sette le misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Trento nei confronti di quelli che, secondo gli investigatori, sono i responsabili di una serie di attentati contro obiettivi istituzionali commessi tra il 2017 e il 2019.

Tra questi anche l’ordigno del 13 ottobre 2018 davanti alla sede della Lega di Ala (Trento), dove sarebbe dovuto andare Matteo Salvini. (qui l’articolo)

Le indagini contro quella che viene ritenuta dagli investigatori “un’organizzazione terroristica di matrice anarchica”, sono state condotte dal Ros dei Carabinieri, dalla Digos di Trento e dall’Antiterrorismo.

Assieme agli arresti sono scattate una serie di perquisizioni sia nelle abitazioni degli indagati sia di una serie di soggetti ritenuti vicini alla cellula anarchica.

Il blitz è partito nella notte da Rovereto e si è esteso in tutta la regione.

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Trento

Boom di visite ieri per «La Voce del Trentino», 113.707 pagine lette in 24 ore

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Ancora un nuovo boom di accessi ieri, 18 febbraio 2019, sul nostro quotidiano online.

Solo nella giornata di ieri sono state lette 113.707 pagine dai quasi 60 mila lettori che hanno scelto di sfogliare gli articoli de «La Voce del Trentino»

Dalle 4.410.000  pagine lette del 2016 il quotidiano è passato a 11 milioni del 2017 e alle 14 milioni nell’anno scorso. 

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Un giornale che negli ultimi 2 anni è cresciuto un modo costante e sicuro, consolidando sempre di più il suo bagaglio di lettori fidelizzati grazie ad una comunicazione schietta e incisiva e soprattutto libera e veritiera.

Il cambio di grafica, avvenuto nel febbraio 2018, ha dato sicuramente una marcia in più al giornale che ora viene costantemente seguito e nominato da tutti i media nazionali più importanti.

Ad oggi la Voce del Trentino, diretta da Elisabetta Cardinali, (foto) è la testata online più letta e più popolare della provincia di Trento e viene sfogliata anche da molte città d’Italia e da moltissimi Stati del mondo, seconda solo al quotidiano L’Adige.

È l’unica testata che è radicata su tutto il territorio provinciale e regionale grazie all’apertura de «La Voce di Bolzano», che sta raggiungendo già traguardi importanti (oltre 5.000 le pagine lette solo ieri)

Da ricordare che grazie al percorso indicato dall’ODG in questi anni sono diventati giornalisti pubblicisti ben 15 collaboratori. (con altri 2 in procinto di diventare)

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