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Politica

Il PATT stringe sul nome del candidato presidente ed elenca i fallimenti di Dellai

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Il segretario politico del PATT Franco Panizza incalza la coalizione di centro sinistra, o almeno una parte visto la grande confusione che regna ancora all’interno del PD.

«Assisto un po’ esterrefatto alle esternazioni di questi giorni sul futuro della nostra coalizione di governo e sulle ricette messe in campo da esponenti politici che tengono ad evidenziare ciò che serve al Trentino, ma non forniscono alcuna proposta realmente percorribile per raggiungere l’obiettivo».

L’allusione è per Lorenzo Dellai, che secondo Panizza insiste nella ricerca di scenari sempre nuovi, ma difficilmente realizzabili, perché senza punti d’appoggio credibili e sorretti da sufficiente consenso.

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Panizza poi va all’attacco ricordando i numerosi fallimenti di Dellai a partire dall’avventura di API, per passare poi alla sfida di Scelta Civica dispersasi in mille rivoli, e poi a Democrazia Solidale, al Cantiere Civico Democratico, all’accordo firmato a gennaio con il PD e smentito subito dopo con la Civica Lorenzin e adesso all’ipotizzato progetto rifondativo con i sindaci civici.

«Finora forse ha potuto permetterselo, – aggiunge Panizza –  poiché c’era una coalizione stabile che ha provveduto a consolidare i rapporti con Bolzano e la SVP, giocando un ruolo importante nei confronti del Governo e del Parlamento Nazionale. Ma oggi non possiamo più permetterci sogni utopici: c’è urgente bisogno di un supplemento di sano senso di realtà. Gli elettori non ci chiedono formule politiche astratte, ma pretendono un progetto concreto, convincente, dalle solide radici ed alimentato da valori condivisi, rappresentato e portato avanti da persone serie, competenti e affidabili, capaci di trasmettere convinzione ed infondere fiducia».

Panizza ricorda che la coalizione di centro sinistra ha ottenuto in questi anni importanti risultati, pur in un clima di grande difficoltà economica e di crescente incertezza sociale, aggravato da un contesto nazionale ostile e instabile. «Abbiamo messo al sicuro le nostre risorse nei confronti dello Stato, – continua l’ex senatore –  ottenuto nuove competenze strategiche, aumentato l’occupazione, consolidato la crescita economica, potenziato le agevolazioni per le imprese, gli incentivi al lavoro e gli ammortizzatori sociali, riavviato in maniera consistente gli investimenti pubblici e le infrastrutture, puntando su un Trentino sempre più aperto, attrezzato e competitivo. Certo, molto rimane ancora da fare, perché i problemi sul tappeto sono gravi, a volte drammatici, e perché dobbiamo confrontarci con uno scenario nazionale europeo e mondiale in vorticoso cambiamento. L’importante è non giocare in difesa e mettere in cantiere azioni che abbiano vere e credibili possibilità di successo».

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Ma veniamo alla crisi della maggioranza sulla scelta del candidato presidente. «La nostra proposta, che abbiamo ribadito fin dall’inizio, non può che partire da quanto fatto, – incalza Panizza – individuando le priorità per il futuro. Con idee nuove ma realizzabili, che abbiamo già in testa e sulle quali dobbiamo confrontarci con tutti, dimostrando disponibilità vera all’ascolto e al recepimento delle istanze, ma anche delle preoccupazioni dei territori e delle nostre comunità.

Non si attraggono forze e idee nuove se non si trasmette sicurezza, se si fa continuamente esercizio di debolezza e di incapacità di decidere, se si mette in discussione tutto e tutti a partire dalla propria guida, senza avere in testa un’alternativa condivisa e praticabile. Non riusciremo mai a convincere gli altri se non siamo convinti noi.

Ecco perché sento di dover, ancora una volta, rivolgere un accorato appello a tutti. Abbiamo discusso per mesi senza trovare un’alternativa, abbiamo messo a dura prova la pazienza dei nostri elettori, soprattutto di quelli che ci hanno confermato la fiducia alle elezioni nazionali e che non smetterò mai di ringraziare. Noi sentiamo la responsabilità di dare stabilità e sicurezza al Trentino, noi vogliamo infondere fiducia e speranza con azioni realizzabili».

Secondo il presidente del PATT in questi mesi si è fatto l’esattamente il contrario. «Adesso il tempo sta per scadere e dobbiamo assolutamente iniziare a costruire fiducia anziché a demolirla, a rafforzare un progetto politico ed amministrativo che va rimodulato e alimentato con idee e risorse nuove.

Se siamo forti potremo confrontarci senza remore con tutti per convincere la società civile ad impegnarsi con noi, a fornire il proprio contributo per dare al Trentino una proposta ancora più efficace e rappresentativa, più vicina al territorio, ma aperta e competitiva.

Se siamo convinti noi, potremo convincere anche coloro che hanno voglia di spendersi per un progetto nuovo, in particolare le molte forze civiche che in questi giorni animano la scena politica locale.

La disponibilità a confrontarci e ad allargare la coalizione c’è tutta, – termina Panizza –  non rinnegando ciò che siamo e ciò che abbiamo fatto, ma aprendo scenari nuovi e creando le condizioni perché vi siano progetti e valori condivisi nell’interesse del Trentino e del suo futuro».

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