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Rovereto e Vallagarina

Gruppo Alpini Mori: Un recital e una rappresentazione per ricordare la grande guerra

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fonte: GRUPPO ALPINI MORI

Le occasioni  per ricordare il centenario della fine della guerra si moltiplicano.

Ognuno a modo suo e nei modi disparati vuole ricordare questo evento, o meglio, la fine di questo evento.

Il messaggio che si vuole lasciare senza dubbio è un messaggio di pace,  perchè  quanto accaduto non succeda mai più.

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Sono numerose a riguardo le associazioni di volontariato che si stanno impegnando perché questo accada.

In questo contesto anche il Gruppo Alpini Remo Rizzardi di Mori ha dato il proprio contributo affiancando chi ha voluto con garbo e in modo artistico ricordare questo evento. Il Monte Nagia Grom in cui sono posizionate le trincee portate alla luce dai nostri alpini, sono state scenario di due eventi degni di ricordo.

Una rappresentazione scenica con dei canti del Coro Bianche Zime e dialoghi della compagnia teatrale della Stella che si sono alternati in modo ironico ma non troppo,  attraversando periodi storici di guerre ed emigrazioni che hanno visto partecipe non solo i nostri soldati ma soprattutto le popolazioni dei nostri paesi.

Il titolo della rappresentazione – Se avete fame guardate lontano-  ricorda un vecchio canto degli alpini e i ricordi di dure battaglie con poveri mezzi.

Sabato 23 Giugno invece sul Nagia Grom si è potuto gustare un recital con il titolo: 100 rintocchi per la pace per denunciare la drammaticità della guerra, recital con la regia di Bruno Vanzo, la compagnia Ginguruberù e la compagnia Gustavo Modena.

Un luogo il Grom testimone di guerra trasformato in questi momenti in luogo di ricordi e di riflessione. Un ringraziamento a chi ha realizzato questi eventi e a chi ha permesso che ciò accada. La collaborazione fra gruppi anche tanto diversi può davvero dare ottimi risultati.

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Rovereto e Vallagarina

Dopo il massaggio vuole il lavoretto «extra», cinese aggredita da asiatico si salva grazie allo spray urticante

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Verso le 10.00 di domenica 15 luglio 2018 un ragazzo di origini asiatiche di circa 25 anni si è presentato presso un noto centro massaggi gestito da una famiglia cinese a Rovereto.

Durante il massaggio il ragazzo ha subito cominciato a molestare ed importunare la ragazza cinese.

La cosa ha cominciato a prendere una cattiva piega quando l’asiatico ha chiesto alla massaggiatrice un «lavoretto extra» alla fine della seduta.

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La ragazza si è subito rifiutata sottolineando che nel salone non si fanno questo tipo di servizi.

Il ragazzo allora ha cominciato a diventare aggressivo ed insistente e visto che non c’era nulla da fare ha richiesto indietro la somma versata per il massaggio.

Alla risposta negativa della massaggiatrice il ragazzo ha perso completamente il controllo cominciando una vera e propria aggressione nei confronti della malcapitata.

La donna dopo aver preso pugni e schiaffi è riuscita a divincolarsi usando una bomboletta di spray urticante che ha colto di sorpresa il ragazzo asiatico che si è dato alla fuga.

Sul luogo dell’aggressione sono intervenuti subito i poliziotti della mobile di Riva del Garda che hanno iniziato le indagini per identificare l’aggressore.  Il ragazzo secondo il racconto della vittima era la prima volta che si presentava nel centro massaggi.

La donna, ancora sotto shock, si è poi recata al pronto soccorso di Rovereto per farci curare le ferite.

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Rovereto e Vallagarina

Ala: accordo con la Provincia per un centro polifunzionale e la riqualificazione del centro storico

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Un centro polifunzionale di protezione civile nell’area ex Pasqualini, dove collocare sei funzioni di sicurezza attualmente situate in diversi luoghi del Comune, e interventi di riqualificazione culturale del centro storico che puntano a realizzare una rete museale con al centro i Palazzi Taddei e Pizzini, da destinare rispettivamente a Musei dei tessuti e del pianoforte.

È questa la sintesi del Protocollo sottoscritto oggi ad Ala, nella prestigiosa sede di Palazzo Taddei – dove è quasi concluso l’intervento di restauro – fra il presidente della Provincia Ugo Rossi, il sindaco Claudio Soini e l’assessore provinciale alla Protezione civile e cultura, Tiziano Mellarini, presenti anche i rappresentanti della Giunta municipale e delle realtà coinvolte dall’accordo.

“Con questa firma vogliamo dire alla comunità che ci sentiamo impegnati ad accelerare e a portare a compimento un lavoro già ben avviato”, ha commentato il presidente Rossi, che ha colto l’occasione da un lato per ringraziare l’assessore Mellarini, in passato sindaco della città di Ala, e dall’altro l’amministrazione alense per la visione e la capacità di riempire di contenuti questo progetto. Il presidente ha anche evidenziato la necessità di inserire i due gioielli, rappresentati dai palazzi oggetto dell’accordo, in un contesto più ampio, che comprenda le realtà vicine come il Castello di Avio e più in generale la Vallagarina, sottolineando la massima disponibilità della Provincia a contribuire alla costruzione di questo percorso.

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L’assessore Mellarini ha poi menzionato l’iter di acquisizione al patrimonio del Comune dei due edifici storici, Palazzo Pizzini grazie anche al contributo dell’istituto di credito cooperativo, mentre Palazzo Taddei in virtù della legge provinciale sui centri storici, ricordando anche che, per quest’ultimo, vi sono a bilancio circa 300.000 euro per il restauro dei dipinti. “La forza del Trentino è rappresentata dai suoi territori – ha concluso l’assessore provinciale – Ala, dal passato prestigioso, è uno scrigno straordinario che va valorizzato in modo compiuto”.

Il sindaco Soini ha quindi ricordato i punti principali del Protocollo di intesa fra il Comune e la Provincia, approvato lo scorso mese di dicembre. “Stiamo lavorando a un progetto culturale per creare una rete museale che comprenda l’intero centro storico con i due palazzi”, ha spiegato il sindaco, da un lato Palazzo Pizzini, che accoglierà una collezione di una quarantina di pianoforti antichi recentemente acquistata dal Comune, dall’altra Palazzo Taddei, ceduto nel 2003 in comodato gratuito alla Provincia proprio per trasformarlo in Museo provinciale del tessuto.

Il centro polifunzionale di protezione civile andrà invece nel compendio ex Pasqualini, già acquistato dalla Patrimonio del Trentino spa; qui troveranno spazio diverse funzioni pubbliche e servizi di competenza prevalentemente comunale che oggi risultano collocate in posti diversi e anche in spazi considerati non più adeguati. Tra questi vi sono la caserma dei Vigili del Fuoco volontari di Ala, le sedi del Soccorso Alpino e della Stella d’Oro Bassa Vallagarina, i locali del cantiere comunale, la sede del Corpo di Polizia municipale Ala-Avio, il servizio di custodia forestale Ala–Avio.

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Rovereto e Vallagarina

Stanziati oltre 250 mila euro per la ristrutturazione del centro di accoglienza profughi di Marco

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Azione simbolica questa mattina di CasaPound Trentino che ha portato davanti al centro d’accoglienza di Marco alcuni sacchi che rappresentano “i soldi dei trentini” ancora una volta spesi per l’accoglienza

La Provincia di Trento ha deciso di smontare i container in lamiera e costruire al loro posto delle «casette» prefabbricate.

Un investimento il cui costo è stato quantificato in 262.300 euro.

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La struttura era stata costruita per accogliere e poi smistare i migranti in breve tempo, nessuno però aveva tenuto conto del rifiuto da parte di quasi tutti i comuni trentini di accogliere sul proprio territorio i richiedenti asilo.

Un ulteriore fallimento delle politiche sull’accoglienza che costerà alle tasche dei cittadini trentini oltre 250 mila euro.

«Il centro di Marco verrà a breve ristrutturato – scrive Filippo Castaldini, responsabile trentino di CasaPound – e i container faranno spazio a delle casette per l’accoglienza di lungo periodo. È l’ennesima sconfitta di una giunta che si deve arrendere al fatto che pochissimi Comuni hanno giustamente accettato di ospitare immigrati, ma non contenta decide comunque di stanziare 262 mila euro per quello che diventerà a tutti gli effetti un ghetto mascherato da centro d’accoglienza. Ancora una volta gli interessi dei trentini vengono ignorati per fare spazio all’ennesimo spreco di risorse in favore degli immigrati che spesso senza titolo vengono ospitati nelle strutture pagate dai noi trentini È ora di finirla – conclude la nota – con questa discriminazione e la politica sia a destra che a sinistra deve tornare a tutelare i trentini non solo a parole ma con i fatti».

Il campo profughi di Marco pare essere un pozzo senza fondo, infatti fino ad ora per la sua realizzazione sono stati spesi quasi 500 mila euro a cui vanno aggiunti ancora questi oltre 250 mila euro.

Da ricordare che l’assessore Luca Zeni nella risposta all’interrogazione di Maurizio Fugatti (n°4492) aveva rendicontato (vedi tabella sotto) al Commissariato del Governo  la spesa per l’accoglienza straordinaria per l’anno 2016 che ammonta ad € 11.120.101,08 (dato aggiornato a maggio 2017)

Le persone in accoglienza che hanno ricevuto la protezione internazionale (status di rifugiato o protezione sussidiaria) ovvero la protezione umanitaria fino ad oggi sono 111, (su circa 1.900 richiedenti) e 198 hanno proposto ricorso in via giurisdizionale mantenendo lo status di richiedenti protezione internazionale.

Nel 2016 la spesa sostenuta per le tessere elettroniche prepagate dalla provincia di Trento è stata di 791.327,25. euro. Nell’anno 2017 la spesa sostenuta per i primi mesi 2017 (30 aprile 2017) è stata di € 350.070,19 Relativamente all’accoglienza straordinaria per l’anno 2016 sono stati rilasciati titoli di viaggio per un valore complessivo di € 510.804,95.

 

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